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Transessuale via da reality, non può essere giudice

Jin Xing, personaggio molto noto del mondo dello spettacolo cinese, è stato allontanato da uno show televisivo nel quale era giudice, perché transessuale. E’ stata lei stessa, sul suo profilo di Weibo, il social network cinese più utilizzato dagli internauti della terra di mezzo, ad annunciare la sua uscita da Fei Tong Fan Xiang, il reality show sul canto. “E’ un peccato – ha scritto Jin sul suo profilo, messaggio rimbalzato quasi 50.000 volte – che non potrò essere presente alla finale dello show il prossimo week end perché la produzione ha ricevuto un ordine dall’ufficio provinciale dello Zhejiang della radio, film e televisione. Sono stata cacciata perché sono un transgender. Sono infuriata. Non è in questione se io fossi una buona giudice o no, ma come cittadina non posso accettare di essere discriminata a causa della mia identità sessuale”. Nata da genitori coreani, Jin Xing è stata una delle prime cinesi a sottoporsi ad una operazione di cambio di sesso nel 1996. Prima di questo, lavorava come ballerino nel balletto dell’Esercito di Liberazione, l’esercito cinese, facendo tutti i passi necessari per diventare alto ufficiale. La decisione di vietare al transessuale, che ha continuato ad essere una danzatrice famosa, è stata criticata da molti esponenti del mondo dello spettacolo. Jin vive a Shanghai, dove ha fondato lo Shanghai Dance Festival, insieme al marito tedesco e ai tre bambini adottati.

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Archiviato in Pruriti cinesi (questioni sessuali)

Migliaia in piazza, fabbrica è tossica, va spostata

Le autorita’ della citta’ di Dalian, nel nord est della Cina, hanno ordinato la chiusura immediata di una fabbrica chimica dopo che migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere lo spostamento della fabbrica per paura di intossicazioni. Lo scrive l’agenzia Nuova Cina. La settimana scorsa, a seguito del passaggio del tifone Muifa, si creo’ una breccia, aperta dalle forze delle onde, in uno degli argini che proteggono gli impianti della Fujia Group, un’azienda chimica. I lavoratori e i militari riuscirono a bloccare la fuoriuscita di materiale chimico, ma e’ rimasta la paura. L’impianto produce il paraxilene, un materiale cancerogeno usato nella fabbricazione del poliestere e di alcune fibre sintetiche. Urlando slogan per chiedere che la Fujia venga spostata al di fuori della citta’, i manifestanti si sono scontrati con la polizia, anche se l’agenzia di stampa cinese non riporta notizie di feriti. Per strada soprattutto giovani che hanno cantato l’inno nazionale e mostrato cartelli chiedendo di poter vivere in un ambiente pulito. Diverse zone di Dalian sono state chiuse al traffico. La protesta e’ cominciata in mattinata dinanzi agli uffici municipali con un sit-in silenzioso. Da allora, ai pochi manifestanti se ne sono aggiunti molti altri che non sono ancora stati dispersi. Il segretario cittadino del partito comunista e il sindaco della citta’ hanno parlato con rappresentati dei manifestanti promettendo lo spostamento della fabbrica fuori dai confini cittadini. Ma la cosa non ha convinto i manifestanti che chiedono un impegno scritto con tanto di tempi di realizzazione. Una protesta simile si era registrata nella citta’ meridionale di Xiamen nel 2007, quando fu chiesto lo spostamento di una fabbrica chimica taiwanese.

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Archiviato in Polluzione (che dall'inglese significa l'inquinamento), Vita cinese

Aumenta carenza energia zone al buio 2012 e 2013

La Cina avra’ una carenza di energia del 2013 ancora superiore a quella di quest’anno e del 2012. Secondo le stime del consiglio cinese dell’elettricita’, nel 2013 nella terra di mezzo ci sara’ una mancanza di energia pari a 70 milioni di kilowatts, in peggioramento rispetto a 50 milioni che mancano nel 2012. Secondo Wei Shaofeng, vice direttore dell’organismo, la situazione della mancanza di energia nei prossimi cinque anni sara’ anche peggiore di quella fino al 2010, con molte piu’ aree del paese che dovranno subire riduzioni o mancanze di energia. La domanda di energia nel paese e’ molto forte, spinta in alto soprattutto dall’uso massiccio di condizionatori a causa del caldo e dal robusto consumo di elettricita’ da parte degli insediamenti industriali. A causa di problemi strutturali come la discontinua produzione di energia e l’eccessiva dipendenza dal carbone, secondo il consiglio nazionale cinese provocheranno molte pressioni sulla carenza di energia in particolare in autunno e inverno. Il consumo totale di energia registrato dalle autorita’ cinesi e’ stato di 2.2 trilioni di kilowattori nei primi mesi di quest’anno, in aumento del 12,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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Il passaggio di Muifa è costato oltre 300 milioni di euro

Il tifone Muifa, declassato a tempesta tropicale e che non ha provocato i seri danni temuti durante il suo passaggio nei giorni scorsi al paese, è comunque costato oltre 300 milioni di euro alle casse statali. Lo riferisce l’agenzia Nuova Cina riportando un conteggio effettuato dall’ufficio statale per il controllo di siccità e inondazioni. In seguito a ‘Muifa’, piogge hanno colpito Shanghai e le province del Liaoning, Zhejiang e Jiangsu, interessando 1,74 milioni di persone e 101.000 ettari di terreni coltivati. Per evitare problemi quando Muifa era ancora un tifone, il governo cinese ha evacuato 1,3 milioni di persone soprattutto dalle zone costiere, trasferendoli in aree più sicure, facendo rientrare 140.000 imbarcazioni.

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Tempesta minaccia impianto chiminco nel nord est

La Cina ha affermato oggi di essere riuscita ad evitare una fuga di materiale pericoloso da un impianto chimico sulle sue coste nordorientali, mentre una tempesta tropicale che ha già provocato forti danni nella vicina Corea del Sud si sta avvicinando. Secondo l’agenzia Nuova Cina i lavoratori, affiancati da militari, sono riusciti a riparare una breccia che era stata aperta dalla forza delle onde in uno degli argini che proteggono l’ impianto del Fujia Group, nei pressi della città di Dalian. Tutta l’ area vicino all’ impianto è stata evacuata per precauzione. L’ agenzia riferisce che i lavoratori stanno continuando a rafforzare gli argini, battuti da onde che raggiungono i 7-8 metri, con rocce e blocchi di cemento. Le autorità non hanno chiarito quali sono i prodotti chimici che potrebbero fuoriuscire dall’ impianto. L’ impianto produce il paraxilene, un materiale cancerogeno usato nella fabbricazione del poliestere e di alcune fibre sintetiche. Secondo le previsioni meterologiche, Muifa – un tifone degradato a tempesta tropicale – avrebbe dovuto colpire oggi le coste nella provincia del Liaoning, nella quale di trova Dalian. Ora sembra che la tempesta, che è ancora sul mare, sia diretta verso la Corea del Nord, le cui coste dovrebbero essere investite nella notte. Le autorità della città di Dandong, sul confine tra i due Paesi, hanno allestito 750 rifugi capaci di contenere un milione di persone. In precedenza, quattro persone sono morte nella Corea del Sud a causa della tempesta. Nel fine settimana Muifa ha sfiorato la metropoli costiera di Shanghai e la vicina provincia dello Shandong, dove sono state evacuate centomila persone. La compagnia americana ConocoPhillips è stata costretta a sospendere le operazioni di pulizia di una gigantesca macchia di petrolio che da due mesi galleggia nella baia di Bohai, al largo delle coste dello Shandong.

fonte: ANSA

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Attesa per tifone Muifa, evacuati residenti coste

Le autorità cinesi hanno evacuato questa mattina tutti i residenti dalla zona costiera dello Zhejiang, nella parte orientale della Cina, per l’arrivo del tifone Muifa che deve arrivare in queste ore. In verità a Shanghai si prevedeva l’arrivo ieri sera e le autorità hanno emesso l’allarme arancione, il secondo della classifica di pericolosità, chiedendo di non uscire di casa, togliere cose dai balconi, togliere le auto dai parcheggi interrati per paura di allagamenti, ma a stamattina il tempo non é cambiato. Per precauzione, oltre 206.000 persone sono state evacuate dalla costa dello Zhejiang e sono state richiamate in porto le imbarcazioni, oltre 4000 mentre sono oltre 5000 quelle richiamate nel Fujian. All’aeroporto di Shanghai sono stati cancellati 75 voli nel pomeriggio di oggi. Muifa, il nono tifone che colpisce le coste cinesi, stamattina alle 7 ora locale, era a 530 chilometri da Shanghai e viaggiava ad una velocità di 18km per ora. C’é anche la possibilità che il tifone tocchi soltanto di striscio la capitale economica cinese. Intanto sono stati allestiti anche sistemi di emergenza per autobus e treni in caso dell’arrivo del tifone. Nel week end si attendono in mare onde fino a 11 metri, fino a 6 metri sul fiume Yangtze.

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Shanghai a secco, razionamenti per l’estate e a sud si muore per alluvioni

Le autorita’ di Shanghai, la metropoli industriale della Cina, hanno chiesto a uffici e centri commerciali di chiudere nei giorni piu’ caldi dell’estate per alleviare la scarsita’ di energia, che dovra’ essere razionata. La rete elettrica che serve la metropoli, infatti, non ha una capacita’ sufficiente per far fronte ai picchi di domanda che si produrranno quando la temperatura raggiungera’ i 37 gradi, un fatto non raro a Shanghai. Le autorita’ di Shanghai, la metropoli industriale della Cina, hanno chiesto a uffici e centri commerciali di chiudere nei giorni piu’ caldi dell’ estate per alleviare la scarsita’ di energia, che dovra’ essere razionata. La rete elettrica che serve la metropoli, infatti, non ha una capacita’ sufficiente per far fronte ai picchi di domanda che si produrranno quando la temperatura raggiungera’ i 37 gradi, un fatto non raro a Shanghai. Intanto, le piogge particolarmente violente nelle province meridionali non lontane dalla metropoli, hanno causato danni a circa cinque milioni di persone. Il maltempo ha causato la morte di oltre 170 persone e, secondo una prima valutazione del governo cinese, le inondazioni hanno gia’ provocato danni per 700 milioni di dollari. ”Gravi inondazioni provocate dalle pesanti piogge continueranno ad essere una minaccia per alcune aree della Cina meridionale”, ha affermato oggi il ministro delle risorse idriche Chen Lei. Nonostante questo, le autorita’ di Shanghai hanno annunciato i razionamenti obbligatori per gli utenti industriali – soprattutto fabbriche – mentre i negozi e i centri commerciali della metropoli non saranno obbligati a partecipare alla rotazione, ma sono stati ”invitati” a chiudere nei giorni di maggior calore. Circa l’ 80% dell’ energia consumata dalla Cina proviene dalle centrali alimentate a carbone, del quale il nord del Paese e’ ricco.

fonte: ANSA

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