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Oltre 13.000 agenti cercano serial killer

La mobilitazione di tredicimila poliziotti ed una maxi-taglia di 150mila euro non sono state sufficienti finora a catturare un serial killer che sta terrorizzando la Cina. L’ assassino ha ucciso la sua ultima vittima il 6 gennaio a Nanchino, nella Cina meridionale, freddandola all’ uscita di una banca e derubandola dei 24mila euro che aveva appena ritirato. La caccia è complicata dall’ enorme movimento di viaggiatori provocato dall’ avvicinarsi del Capodanno lunare (che quest’ anno cade il 23 gennaio), un’ occasione nella quale decine di milioni di cinesi che vivono lontani dai loro luoghi d’ origine si mettono in viaggio per passare le feste in famiglia. Secondo notizie diffuse dalla stampa, ma non confermate dal ministero della pubblica sicurezza, il killer sarebbe un ex-poliziotto di 42 anni, Zeng Kaigui, che in precedenza avrebbe assassinato almeno altre sei persone, sempre a scopo di rapina. Nanchino è stata tappezzata di poster che chiedono alla popolazione di prestare attenzione e di collaborare. Controlli a tappeto vengono effettuati nella stazioni ferroviarie di Nanchino, la capitale della provincia del Jiansu, e le città vicine. Secondo il quotidiano Global Times il killer sarebbe stato segnalato nei giorni scorsi nella provincia dell’ Hubei, nella Cina centrale. Shang Wu, un alto funzionario della polizia della provincia citato dal giornale, ha sostenuto che esiste una “forte possibilità” che il killer si sia spostato nell’ Hubei. Il sospetto è stato ripreso per due volte dalle telecamere che la polizia ha sistemato in posizioni strategiche in tutte le città della Cina, ma indossa un capello, che gli copre in parte il volto, e occhiali scuri. Secondo la stampa, che in genere cita funzionari che “hanno chiesto di rimanere anonimi”, l’ uomo sarebbe un esperto di arti marziali e un conoscitore delle tecniche di indagine della polizia cinese. Sempre stando alle notizie di stampa, negli otto anni passati Zeng avrebbe operato nelle metropoli di Changsha e di Chongqing, mettendo a segno sanguinose rapine che gli avrebbe fruttato decine di migliaia di euro. Secondo il criminologo di Pechino Peng Weimin, la Cina “ha un problema di serial killer”. Il professore, citato dal sito web “Danwei” parla di una quindicina di casi riportati negli ultimi 20 anni dalla stampa. Il più noto è quello del cosidetto “mostro” Yang Xinhai, catturato e condannato a morte nel 2006, che è stato riconosciuto colpevole di 65 omicidi.

fonte: ANSA

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