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Confusione su assegnazione premio Confucio

Gli organizzatori cinesi del premio Confucio – creato l’anno scorso per contestare il Nobel assegnato allo scrittore dissidente Lui Xiaobo – hanno annunciato di averlo assegnato al primo ministro russo Vladimir Putin. In precedenza il ministero della cultura di Pechino aveva deciso di cancellare il premio Confucio e di sciogliere il comitato che lo avrebbe dovuto assegnare. Ignorando il ministero, il poeta Qiao Damo, un comunista nazionalista che aveva animato il premio anti-Liu Xiaobo dello scorso anno, ha annunciato che quest’anno il vincitore e’ Putin ”per la sua opposizione alla guerra in Libia”. Qiao ha anche creato un’ organismo basato ad Hong Kong – che oggi e’ una Speciale regione amministrativa della Cina, con una forte autonomia – che si chiama China International Peace Studies Centre e che e’ composto da ”intellettuali e artisti indipendenti” dal governo di Pechino. Il premio dovrebbe essere consegnato a Putin il 9 dicembre in una cerimonia a Pechino, ha aggiunto il poeta. Liu Xiaobio, il vincitore del Nobel della pace del 2010, sta scontando una condanna a 11 anni di prigione per ”attività’ sovversive”.

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Liu XIaobo visita familiari e breve uscita dal carcere

Il dissidente cinese Liu Xiaobo, premio Nobel per la pace 2010, fra agosto e settembre ha ricevuto la visita in prigione della sua famiglia ed è stato autorizzato ad uscire brevemente in occasione della morte di suo padre. Lo ha reso noto il fratello alla agenzia France Presse. Liu “è in buone condizioni fisiche”, ha detto il fratello, Liu Xiaoxuan. In agosto ha ricevuto la visita della moglie Liu Xia. Il 18 settembre ha avuto un permesso per uscire dalla prigione in occasione della morte del padre e si è recato nella casa della sua famiglia, nella regione nordorientale del Dalian. Il 28 settembre ha ricevuto una visita dei suoi tre fratelli. “Mi è difficile darvi dei dettagli su quanto tempo Liu Xiaobo ha passato a casa e su quello che ha fatto”, ha detto Liu Xiaoxuan. Secondo il Centro di informazione per i diritti dell’uomo e la democrazia di Hong Kong, “le autorità hanno preteso da Liu Xiaoguang (uno dei tre fratelli, n.d.r.) che non parli” della visita. Il dissidente, 55 anni, è detenuto in una prigione nel nordest della Cina. Dal 2009 sconta una condanna a 11 anni per sovversione, per essere stato fra i promotori di un documento per la democrazia, la Carta 08.

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Premio Confucio nella bufera, sospeso il Nobel cinese

E’ nella bufera il controverso ‘Premio per la pace Confucio’, nato lo scorso anno come risposta cinese al premio Nobel per la pace che era stato attribuito, tra le rimostranze di Pechino, al dissidente cinese Liu Xiaobo. Secondo quanto riferisce la stampa cinese, il Ministero della Cultura ha deciso la sospensione dell’evento, previsto a dicembre, in quanto i suoi organizzatori, che fanno capo all’associazione cinese per l’arte, non avrebbero ottenuto le necessarie autorizzazioni e avrebbero compiuto ”rilevanti violazioni del regolamento”. Due settimane fa erano stati annunciati i candidati al premio di quest’anno tra i quali figurano i nomi del primo Ministro russo, Vladimir Putin, del fondatore di Microsoft, Bill Gates, della cancelliera tedesca Angela Merkel, del presidente sudafricano Zuma, di Yuan Longping, uno scienziato cinese noto per essere il padre del ‘riso ibrido’, di Soong Chu-yu, un politico taiwanese, e dell’undicesimo Panchen Lama, quello voluto da Pechino. Secondo quanto dichiarato da Liu Zhiqin, consulente per il premio di quest’anno, si tratterebbe di candidati che ”hanno considerevolmente contribuito alla pace nel mondo o in una regione”. Ma non tutti sono d’accordo. Secondo Zhu Dake, noto critico culturale della Universita’ Tongji a Shanghai, si tratta di un premio ”senza alcun valore in termini di standard culturali e che anzi e’ destinato a creare confusione nel giudizio della gente con riferimento ai valori della cultura”. Zhu ha anche aggiunto che il diffondersi di premi di questo genere determina il rischio di degenerazioni in situazioni di tipo commerciale e di profitto per persone o organizzazioni che usano nomi famosi come richiamo. Il primo (e finora unico) premio Confucio e’ andato all’ex vicepresidente taiwanese, Lien Chan il quale pero’ non si presento’ alla cerimonia per ritirare il premio (dotato di 100.000 yuan, circa 10.000 euro). Intanto non e’ chiaro al momento se il premio potra’ comunque essere assegnato o meno in futuro. Nonostante parte della stampa locale parli di cancellazione dell’evento, Liu Haofeng, presidente esecutivo del Premio per la Pace Confucio, ha detto che ”si tratta solo della rimozione dei precedenti organizzatori” e che il premio si terra’ comunque a dicembre. Lo scorso anno, i primi di dicembre, l’iniziativa era stata invece presentata e celebrata in pompa magna. E, senza giri di parole, era stato lanciato il premio come ”una risposta pacifica al Nobel per la Pace 2010, che spiega la visione della pace che ha il popolo cinese”. Erano state queste le parole del presidente del Comitato per il premio Confucio, Tan Changliu, che ne aveva anche descritto l’obiettivo: ®promuovere la filosofia¯ confuciana nel mondo. Filosofia millenaria, dottrina morale e sociale che si proponevano di rimediare alla decadenza spirituale della Cina in un’epoca di profonda corruzione e di gravi sconvolgimenti politici, ma che di questi tempi rischia di dissolversi sotto il peso di strumentalizzazioni e polemiche.

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Puntin e Panchen Lama candidati a premio Confucio, l’edizione made in China del Nobel per la pace

Il Panchen Lama (leader religioso tibetano approvato da Pechino) e il premier russo Vladimir Puntin sono tra i candidati al Premio Confucio per la pace, creato dalla Cina in concorrenza con il Premio Nobel per la pace, che l’anno scorso è stato assegnato al dissidente incarcerato Liu Xiaobo. Lo hanno affermato gli organizzatori del Premio in dichiarazioni alla stampa cinese. L’anno scorso il Premio Confuncio fu assegnato all’ex-vicepresidente taiwanese Lien Chan, che affermò di non essere stato informato. Quest’anno gli organizzatori, un gruppo di intellettuali comunisti, hanno chiarito che il Premio è sponsorizzato dal governo di Pechino. Il Panchen Lama è uno dei più importanti lama del buddhismo tibetano. L’attuale detentore della carica è stato scelto da Pechino dopo che il Panchen scelto dal Dalai Lama era stato rifiutato e arrestato dal governo cinese. Altri candidati, precisano gli organizzatori, sono il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente sudafricano Jacob Zuma e lo scienziato cinese Yuan Longping, considerato il “padre” del riso ibrido.

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