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Niente sesso e golf, siamo cinesi

Niente sesso fuori del matrimonio, niente banchetti, niente partite di golf: sono alcune delle novità’ introdotte dal comitato centrale del Partito comunista cinese (Pcc) nel decalogo di comportamento per i suoi militanti. Le nuove regole sono state adottate in una riunione che si e’ tenuta il 12 ottobre e sono state diffuse oggi dai media cinesi. L’agenzia Nuova Cina sottolinea che il divieto di “abitudini stravaganti nel bere e nel mangiare” e quello di giocare a golf non erano contenuti nella precedente versione del ‘decalogo’. Nuova anche la norma che condanna l’ adulterio e impone di militanti del Partito di “gestire delle famiglie armoniose”. In Cina non esiste un organismo statale addetto a combattere la corruzione, attività’ riservata alla Commissione centrale per le Ispezioni di disciplina (Ccid), che e’ un organo del Pcc. La temuta Ccid e’ presieduta da Wang Qishan, un alleato del presidente Xi Jinping, che tre anni fa ha intrapreso una lotta senza quartiere alla corruzione che secondo lui minaccia la legittimità’ a governare del Partito stesso. “I membri del Partito devono separare gli interessi privati da quelli pubblici, mettendo quelli pubblici al primo posto”, afferma tra l’altro il nuovo decalogo secondo Nuova Cina.

fonte: beniamino natale per Ansa

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Boom di parti cesarei in Cina per mandare i figli a scuola prima

Boom di nascite con parto cesareo nella provincia cinese meridionale del Guangdong con l’approssimarsi dell’inizio di settembre. Secondo quanto racconta la stampa locale, sono centinaia le donne che, finendo la gravidanza in questo periodo, decidono di ricorrere al cesareo per fare nascere i bambini prima del primo settembre, data oltre la quale i figli potrebbero cominciare la scuola un anno più tardi. Secondo la legge cinese, infatti, i bambini che compiono sei anni prima del primo settembre, possono iscriversi alle elementari, mentre quelli nati dopo devono attendere un altro anno. La pratica fa nascere spesso bambini prematuri. E così a Shenzhen, la città della provincia meridionale del Guangdong che confina con Hong Kong, nel solo Shenzhen Maternity and Child Healthcare Hospital, nell’ultimo fine settimana sono stati effettuati circa 100 parti cesarei, il 60% in più del normale. In particolare, mentre venerdì sono nati 97 bambini, 65 dei quali con parto cesareo, sabato le nascite sono state più di 100, con quasi il 100% di cesarei. E domenica fino alle 5 del pomeriggio erano state già programmate 88 nascite. Nello Shenzhen Far-East Women’s and Children’s Hospital la situazione non è diversa: 500 bambini nati a luglio con un tasso di ricorso al cesareo pari al 45%, ma la percentuale è salita al 60% negli ultimi giorni di agosto. Come denunciano molte infermiere, sono diverse le madri che, pur di rispettare la scadenza scolastica del primo settembre, ricorrono al parto cesareo anche prima della 37ma settimana.

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Tornato in patria e arrestato truffatore scappato in Canada

E’ tornato in Cina e si è consegnato alla polizia Gao Shan, ex manager di una filiale della Bank of China, ricercato da oltre 8 anni. Lo riferisce l’agenzia Nuova Cina. Gao è accusato di essere coinvolto in una truffa del valore di oltre 1 miliardo di yuan (oltre 100 milioni di euro) che consisteva nel prendere e portare all’estero denaro dai conti dei clienti tra il 2000 e il 2004. Gao agiva attraverso una serie di attività che includevano la falsificazione di documenti e dei timbri. Nel 2004 per non essere arrestato l’uomo fuggì in Canada insieme ad un complice. Secondo quanto riferisce la stampa, in questi anni Gao ha vissuto con la famiglia a Vancouver dove aveva anche ottenuto il permesso di residenza, portando con sé almeno 600 milioni di yuan (oltre 60 milioni di euro) mentre altri 400 milioni in appartamenti e autovetture di lusso sono stati confiscati dal governo cinese. Li Dongzhe, il suo complice, è tornato anche lui in Cina lo scorso anno e ora sta scontando una condanna all’ergastolo. Secondo il meccanismo usato dai due, Li spingeva molte aziende ad aprire conti depositando ingenti somme di denaro nella filiale della banca dove lavorava Gao, ad Harbin, nella provincia nord orientale dello Heilongjiang. Gao poi trasferiva il denaro su dei conti controllati da Li. Il Ministero di pubblica sicurezza non ha fornito dettagli sui motivi che hanno portato al rientro in patria di Gao anche se si ritiene che il governo cinese e la diplomazia abbiano giocato un ruolo centrale. In passato tentativi di ottenere dal Canada l’estradizione di latitanti non hanno avuto successo in quanto la Cina e il Canada non hanno firmato alcun trattato di estradizione. Tuttavia lo scorso anno, Lai Changxing, considerato il “più grande ricercato cinese” venne deportato in Cina dal Canada dopo che Pechino assicurò il Canada che non gli sarebbe stata comminata la pena di morte. Ora sta scontando un ergastolo. Una recente ricerca del Ministero del commercio ha evidenziato come negli ultimi anni circa 4000 funzionari cinesi siano scappati all’estero portando con sé oltre 50 miliardi di dollari. Di questi solo pochissimi sono rientrati in Cina affrontando le accuse e solo una piccolissima parte di denaro è stata recuperata. Molti di loro vivono tuttora tranquillamente in paesi stranieri.

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Nigeria chiede indagine su cittadino morto in caserma

Le autorita’ diplomatiche nigeriane hanno chiesto alle cinesi maggiori informazioni sulla presunta morte naturale di un cittadino nigeriano sotto custodia della polizia a Guangzhou, l’ex Canton, che ha scatenato la protesta della comunita’ africana della citta’ del sud della Cina. Lunedi’ scorso Elebechi Celestine, nigeriano di 28 anni, ebbe una discussione in strada con un autista di una moto taxi. Ne scaturi’ una rissa che fu sedata dall’intervento degli agenti che portarono Celestine in caserma. Poche ore dopo l’uomo, secondo le informazioni della polizia, sarebbe entrato in coma e morto. Nel momento in cui si e’ diffusa la notizia, un centinaio di nigeriani ed altri africani sono scesi in piazza per protestare e bloccare il traffico. Alcuni post su internet riferiscono di lanci di pietre e di cinesi che hanno urlato agli africani di tornarsene a casa. Scontri con gli africani erano gia’ avvenuti nel 2009. La comunita’ africana, sopratutto a Canton, e’ andata aumentando negli ultimi anni dopo la ”colonizzazione” della Cina del continente nero. Negli ultimi mesi in tutta la Cina si sono diffusi sentimenti xenofobi, legati anche ad operazioni della polizia e a misure piu’ stringenti sul controllo degli stranieri, in particolare gli irregolari.

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Polizia controlla locali con stranieri a Shanghai

Controlli della polizia sugli stranieri a Shanghai. Secondo quanto riportano soprattutto alcuni blog, ieri sera intorno alle 23 oltre 50 poliziotti hanno circondato due noti locali notturni della capitale economica cinese, El Coctel e The Apartment, a Yongfu Road, molto frequentati dagli stranieri, e hanno cominciato a controllare tutti gli stranieri presenti, chiedendo loro di esibire passaporto e visto. L’intervento delle forze dell’ordine, secondo quanto si legge sui blog, segue quanto gia’ avvenuto a Pechino, la cosiddetta campagna di 100 giorni iniziata ella capitale dal governo centrale ed estesa ora anche a Shanghai e ad altre citta’ tra le quali Chengdu, che ha come obiettivo principale quello di combattere l’immigrazione clandestina. In molti, tuttavia, vedono una stretta delle autorita’ sulla presenza di stranieri in un momento nel quale si diffondono molte notizie di sentimenti xenofobi in Cina. Anche il club dei corrispondenti stranieri a Shanghai ha lanciato l’invito a tutti gli iscritti a portare sempre la copia di un documento e a collaborare con la polizia. Durante i controlli di ieri a Shanghai, secondo il racconto di alcuni testimoni, la polizia era dotata di una particolare macchinetta nella quale veniva fatto strisciare il passaporto. Se ad accendersi era una luce verde lo straniero era considerato in regola, se la luce era rossa invece lo straniero veniva portato via per controlli piu’ approfonditi. Sembra tuttavia che nessuno sia stato fermato o portato via.

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Investono anziana e la seppelliscono viva

La polizia cinese ha arrestato una giovane coppia per aver sepolto viva una donna di 68 anni, credendo che fosse morta dopo che l’avevano investita con la loro automobile. Lo afferma oggi la stampa cinese. Secondo il China Daily, la coppia era uscita nelle prime ore del mattino da un karaoke nel quale aveva passato la notte, quando si e’ verificato l’incidente. Un testimone ha raccontato che i due giovani, un uomo e una donna, hanno affermato che hanno caricato l’anziana donna sulla loro vettura affermando che l’avrebbero portata in ospedale. Durante il tragitto, probabilmente spaventati per le cattive condizioni della donna e temendo di essere incriminati per guida in stato d’ubriachezza, i due avrebbero deciso di seppellirla in una tomba improvvisata. In seguito, la polizia ha stabilito che la donna era ancora viva quando e’ stata seppellita e che e’ morta per soffocamento. La vicenda ha scatenato un’accesa discussione su Weibo (il Twitter cinese). ”Storie come questa dimostrano che la nostra societa’ ha veramente grossi problemi e che sta evitando di affrontarli”, ha commentato un internauta.

fonte: ANSA

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Controlli a tappeto su stranieri a Pechino

La polizia di Pechino ha dato il via a controlli a tappeto sugli stranieri residenti nella capitale, che proseguiranno fino ad agosto. La campagna prevede controlli sui passaporti e sui permessi di residenza degli stranieri, per i quali sarà più difficili ottenere visti per validi per lunghi periodi. La campagna parte pochi giorni dopo che un cittadino britannico è stato fermato con l’ accusa di aver violentato una giovane donna cinese. Molti residenti stranieri della capitale ritengono che sia legata all’ avvicinarsi del 18esimo congresso del Partito Comunista Cinese, che dovrebbe tenersi in autunno. In Cina tutte le scadenze delicate sono accompagnate da un inasprimento dei controlli sugli stranieri e sui cinesi ritenuti “scomodi”, in genere i dissidenti e gli attivisti per i diritti civili. Lin Song, il funzionario di polizia che dirige la campagna, ha dichiarato al quotidiano China Daily che verranno effettuati controlli nei luoghi più frequentati dagli stranieri, come il “quartiere dei bar” di Sanlitun, mentre alla popolazione è stato chiesto di aiutare gli agenti, denunciando la presenza di stranieri “sospetti” nei loro quartieri. La televisione di stato Cctv ha aggiunto che la polizia ha aperto una linea telefonica “calda” attraverso la quale i cittadini possono denunciare gli stranieri che non hanno i documenti in regola.

fonte: ANSA

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