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Anche a Shanghai si potrà stare tre giorni senza visto

Dopo Pechino ora sarà possibile visitare anche Shanghai senza essere muniti di visto, se ci si ferma per un massimo di 72 ore. La nuova disposizione, approvata dal governo centrale, permetterà – a partire dal 2013 – ai cittadini stranieri di 45 paesi, tra cui l’Italia, di entrare in Cina attraverso i due aeroporti della capitale economica cinese (Hongqiao e Pudong) senza visto d’ingresso. L’unico requisito richiesto è quello di possedere un biglietto aereo di prosecuzione per un altro paese entro le 72 ore successive. Un’analoga disposizione era stata annunciata la settimana scorsa anche per la capitale, Pechino. Non avendo il visto, però, entro le previste 72 ore i viaggiatori non potranno viaggiare all’interno del Paese. Secondo quanto riferisce la stampa locale è probabile che la norma venga presto allargata anche ai porti per coloro che, ad esempio, arrivano via mare con le navi da crociera. E’ probabile che la decisione di adottare queste nuove disposizioni in materia di ingresso degli stranieri sia derivata anche dal fatto che nel 2011 l’aumento del volume dei passeggeri in arrivo in Cina è stato minore. Nei primi sei mesi del 2012 sono stati quasi 12 milioni i passeggeri entrati in Cina dagli aeroporti e i porti di Shanghai, l’11% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Di questi, il 44,8% erano stranieri. Oltre all’Italia, tra i 45 paesi che ne beneficeranno della decisione ci sono gli Usa, il Giappone, la Russia e il Regno Unito. Non c’é tuttavia la Norvegia, ‘colpevole’ – secondo i cinesi – di aver dato il Nobel per la pace al Dalai Lama e al dissidente Liu Xiaobo.

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Norvegia esclusa da politica esenzione visti per ripicca cinese contro Nobel a Liu Xiaobo

La Norvegia non è tra i Paesi europei i cui cittadini sono esentati dal visto d’ingresso in Cina per soggiorni fino a 72 ore: Pechino non dimentica così quelli che considera due ‘sgarbi’ alla sua autonomia e integrità territoriale a suo giudizio fatti dal paese scandinavo, concedendo il Premio Nobel per la Pace prima al Dalai Lama e poi a Liu Xiaobo. Mercoledì, infatti, le autorità cinesi hanno deciso una nuova politica per i visti d’ingresso – a partire dal prossimo primo gennaio – per favorire il turismo mordi e fuggi e di scalo verso altri paesi. Ma la Norvegia è stata esclusa dall’elenco di 45 paesi, tra i quali i 27 dell’Unione europea e altri come Islanda e Svizzera, oltre a Stati Uniti, Russia, Giappone, Australia e molti paesi latino-americani. Anche se non ci sono stati commenti ufficiali sui motivi dell’esclusione, alcuni anonimi funzionari governativi hanno risposto a giornalisti che un paio di paesi sono stati esclusi perché i propri cittadini sono di “bassa qualità” o “si comportano male”. Dopo il Nobel per la pace al Dalai Lama nel 1989 ma, soprattutto, dopo quello dato nel 2010 al dissidente rinchiuso nelle carceri di Pechino Liu Xiaobo, la Cina ha accusato la Norvegia di ingerenze, bloccando di fatto i commerci con il paese scandinavo e bloccando l’importazione di salmone. I rapporti non si sono distesi: la Cina aspetta ancora che la Norvegia “riconosca i suoi errori e faccia azioni per correggerli”. Il premio Nobel per la Pace, diversamente dagli altri, non viene dato in Svezia ma in Norvegia, da un comitato nominato dal Parlamento norvegese dal quale è però indipendente.

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Dal 2013 cittadini Ue per tre giorni senza visto a Pechino

A partire dal primo gennaio del 2013 i cittadini di 45 Paesi, tra cui l’ Italia e gli altri membri dell’ Unione Europea, potranno visitare Pechino per 72 ore senza aver bisogno di un visto. Lo ha comunicato oggi sul suo sito web la municipalità della capitale. I beneficiari di questa misura dovranno semplicemente mostrare un biglietto di aereo che testimoni che proseguiranno il viaggio e, nel caso si stiano recando in un terzo Paese, di avere i documenti in regola per entrarci. La facilitazione è stata decisa, afferma la municipalità, perché il turismo è un settore “strategico” dell’ economia ma verrà solo per Pechino. I beneficiari non saranno autorizzati ad allontanarsi dalla capitale, neanche per raggiungere il vicino porto di Tianjin. Secondo le previsioni, nel 2015 1,28 milioni di passeggeri diretti verso Paesi terzi transiteranno dall’ aeroporto internazionale di Pechino. Oggi l’ aeroporto della capitale della Cina è il più frequentato del mondo dopo quello di Atlanta, negli Usa, secondo il Consiglio internazionale degli aeroporti.

ANSA

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