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Rifiutato visto a giornalista americano, polemiche

La Cina nega il rinnovo del visto ad un giornalista del New York Times. Austin Ramzy, a Pechino dal 2007 prima come corrispondente per Time Magazine, dovra’ lasciare il Paese entro la fine del mese, ufficialmente a causa del visto scaduto. Secondo il governo cinese, il giornalista sarebbe andato contro le procedure previste quando ha interrotto il rapporto di lavoro con il Time per passare al New York Times. “Purtroppo – ha detto un portavoce – il signor Ramzy ha continuato ad entrare e uscire dal Paese usando il suo vecchio permesso di soggiorno e cosi facendo ha infranto le regole cinesi”. In realta’, stando a fonti Usa, pare che si tratti di una ritorsione contro il New York Times, mentre Washington, anche dopo la recente visita del vice presidente Joe Biden, ha espresso preoccupazione per lo stato dei giornalisti stranieri in Cina. Secondo le accuse, Pechino avrebbe negato visti a testate giornalistiche che hanno scritto storie negative sulla Cina. Non a caso é più di un anno che sia il New York Times sia Bloomberg News si vedono negare visti per il loro giornalisti dopo aver pubblicato storie sulla ricchezza dei familiari dell’ex premier Wen Jiabao e dell’attuale presidente Xi Jinping. Per il New York Times, quello di Ramzy e’ il secondo caso in 13 mesi. Prima di lui, Chris Buckley e’ stato costretto a lasciare Pechino nel dicembre del 2012, dopo il suo passaggio da Reuters al quotidiano newyorkese.

fonte: ANSA

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Nigeria chiede indagine su cittadino morto in caserma

Le autorita’ diplomatiche nigeriane hanno chiesto alle cinesi maggiori informazioni sulla presunta morte naturale di un cittadino nigeriano sotto custodia della polizia a Guangzhou, l’ex Canton, che ha scatenato la protesta della comunita’ africana della citta’ del sud della Cina. Lunedi’ scorso Elebechi Celestine, nigeriano di 28 anni, ebbe una discussione in strada con un autista di una moto taxi. Ne scaturi’ una rissa che fu sedata dall’intervento degli agenti che portarono Celestine in caserma. Poche ore dopo l’uomo, secondo le informazioni della polizia, sarebbe entrato in coma e morto. Nel momento in cui si e’ diffusa la notizia, un centinaio di nigeriani ed altri africani sono scesi in piazza per protestare e bloccare il traffico. Alcuni post su internet riferiscono di lanci di pietre e di cinesi che hanno urlato agli africani di tornarsene a casa. Scontri con gli africani erano gia’ avvenuti nel 2009. La comunita’ africana, sopratutto a Canton, e’ andata aumentando negli ultimi anni dopo la ”colonizzazione” della Cina del continente nero. Negli ultimi mesi in tutta la Cina si sono diffusi sentimenti xenofobi, legati anche ad operazioni della polizia e a misure piu’ stringenti sul controllo degli stranieri, in particolare gli irregolari.

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Polizia controlla locali con stranieri a Shanghai

Controlli della polizia sugli stranieri a Shanghai. Secondo quanto riportano soprattutto alcuni blog, ieri sera intorno alle 23 oltre 50 poliziotti hanno circondato due noti locali notturni della capitale economica cinese, El Coctel e The Apartment, a Yongfu Road, molto frequentati dagli stranieri, e hanno cominciato a controllare tutti gli stranieri presenti, chiedendo loro di esibire passaporto e visto. L’intervento delle forze dell’ordine, secondo quanto si legge sui blog, segue quanto gia’ avvenuto a Pechino, la cosiddetta campagna di 100 giorni iniziata ella capitale dal governo centrale ed estesa ora anche a Shanghai e ad altre citta’ tra le quali Chengdu, che ha come obiettivo principale quello di combattere l’immigrazione clandestina. In molti, tuttavia, vedono una stretta delle autorita’ sulla presenza di stranieri in un momento nel quale si diffondono molte notizie di sentimenti xenofobi in Cina. Anche il club dei corrispondenti stranieri a Shanghai ha lanciato l’invito a tutti gli iscritti a portare sempre la copia di un documento e a collaborare con la polizia. Durante i controlli di ieri a Shanghai, secondo il racconto di alcuni testimoni, la polizia era dotata di una particolare macchinetta nella quale veniva fatto strisciare il passaporto. Se ad accendersi era una luce verde lo straniero era considerato in regola, se la luce era rossa invece lo straniero veniva portato via per controlli piu’ approfonditi. Sembra tuttavia che nessuno sia stato fermato o portato via.

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Controlli a tappeto su stranieri a Pechino

La polizia di Pechino ha dato il via a controlli a tappeto sugli stranieri residenti nella capitale, che proseguiranno fino ad agosto. La campagna prevede controlli sui passaporti e sui permessi di residenza degli stranieri, per i quali sarà più difficili ottenere visti per validi per lunghi periodi. La campagna parte pochi giorni dopo che un cittadino britannico è stato fermato con l’ accusa di aver violentato una giovane donna cinese. Molti residenti stranieri della capitale ritengono che sia legata all’ avvicinarsi del 18esimo congresso del Partito Comunista Cinese, che dovrebbe tenersi in autunno. In Cina tutte le scadenze delicate sono accompagnate da un inasprimento dei controlli sugli stranieri e sui cinesi ritenuti “scomodi”, in genere i dissidenti e gli attivisti per i diritti civili. Lin Song, il funzionario di polizia che dirige la campagna, ha dichiarato al quotidiano China Daily che verranno effettuati controlli nei luoghi più frequentati dagli stranieri, come il “quartiere dei bar” di Sanlitun, mentre alla popolazione è stato chiesto di aiutare gli agenti, denunciando la presenza di stranieri “sospetti” nei loro quartieri. La televisione di stato Cctv ha aggiunto che la polizia ha aperto una linea telefonica “calda” attraverso la quale i cittadini possono denunciare gli stranieri che non hanno i documenti in regola.

fonte: ANSA

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Accordo Ue-Cina per cooperazione su visti turistici

Un accordo Ue-Cina per aumentare la cooperazione sui visti a scopo turistico sarà firmato dal vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani e dal ministro cinese al Turismo Shao Qiwei a Parigi il 24 ottobre. Il punto principale dell’intesa riguarda la facilitazione sui visti per entrare in Europa, attraverso la creazione di centri Ue ad hoc nei Paesi Bric e l’incentivo alla traduzione nei Paesi d’origine dei formulari per il visto Schengen. Tali misure, spiega il commissario Tajani, favoriranno un maggiore e migliore afflusso di turisti cinesi negli Stati Ue, e in particolar modo dei “gruppi organizzati”.

fonte: ANSA

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