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Record di vendite online per ‘giornate dei single’

Il più grande sito cinese di commercio online, l’Alibaba Group, ha superato il suo già stratosferico record di vendite generando oggi in poche ore affari per 10 miliardi di yuan (1,2 miliardi di euro). Lo riferiscono i media cinesi. La corsa all’acquisto online sui siti gestiti dal gruppo, chiamati Taobao e Tmall, è stata determinata dalla celebrazione della “festa del single”, che si celebra l’11 novembre (1111, una fila di quattro solitari ‘uno’). In occasione di questa speciale festa infatti in molte citta’ cinesi vengono organizzati degli incontri di massa tra ‘single’ dei due sessi, che per rompere il ghiaccio si scambiano regali di tutti i tipi. Secondo il giornale di Hong Kong South China Morning Post, che cita delle pubblicazioni specializzate, quest’anno le vendite online in Cina dovrebbero essere in totale tra i 50 e gli 80 miliardi di yuan (6,5-9,5 miliardi di euro). Jack Ma, il fondatore di Alibaba, ha affermato all’inizio dell’anno di attendersi un totale di vendite di almeno 30 miliardi di yuan (3,6 miliardi di euro).

fonte: ANSA

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Impazza commercio on line, quadruplo che in Europa

I cinesi impazziti per il commercio on line. Secondo una ricerca condotta da una società leader nel settore delle ricerche e delle statistiche, il numero di coloro che in Cina effettuano acquisti on line è doppio rispetto a quello degli Stati Uniti e quattro volte superiore a quello dell’Europa. L’indagine è stata condotta intervistando 7.005 persone tra agosto e settembre dello scorso anno. Agli intervistati sono state rivolte domande specifiche sulle loro abitudini nel fare gli acquisti. Ne è scaturito che circa il 70% dei cinesi fa almeno un acquisto alla settimana on line, contro il 40% degli americani e il 20% dei cittadini dei paesi europei. Tra i prodotti più acquistati on line in Cina ci sono abbigliamento, scarpe, libri e dvd. Secondo la ricerca, inoltre, il 60% dei cinesi acquista i prodotti direttamente dalla casa produttrice, sui siti internet ufficiali, bypassando i rivenditori intermedi. L’indagine ha anche rivelato che i cinesi sono molto bravi a raccogliere informazioni sui prodotti e nell’effettuare l’acquisto di beni on-line. Secondo alcune analisi gli acquisti on line hanno acquistato sempre maggiore diffusione negli ultimi tempi in Cina anche a seguito della enorme popolarità di internet anche su iPhone e smartphone. L’importanza del mercato cinese nel settore degli acquisti on line sta spingendo Amazon a focalizzare sempre di più l’attenzione su questo paese, anche attraverso il lancio di un nuovo spot tv e progettando di lanciare presto il suo tablet Kindle anche in Cina.

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Portali cinesi di ecommerce denunciati dagli americani, vendono prodotti contraffatti

Due famosi portali cinesi sono nell’occhio del ciclone perche’ accusati di vendere prodotti falsi o contraffatti. Funzionari dell’Ustr, l’ufficio di rappresentanza per il commercio americano, hanno accusato il motore di ricerca cinese Baidu e Taobao, il maggiore sito cinese per le vendite on line, di contraffazione e pirateria. Lo riferisce il Global Times. I due siti cinesi sono tra gli oltre 30 mercati, fisici e on line, che sono stati citati in una lista nera dall’Ufficio Usa. Dieci sono cinesi. ”La pirateria e la contraffazione – ha detto Ron Kirk, dell’Ustr – minacciano l’innovazione e la creativita’ che sono vitali per la competitivita’ globale”. Baidu e Taobao, pur avendo saputo di essere stati inclusi nella lista nera americana, non hanno finora commentato la notizia, tuttavia un portavoce di Alibaba, il proprietario di Taobao, John Spelich, ha detto in un comunicato che ”continueremo a lavorare con le varie marche per migliorare il livello di affidabilita’ e integrita’ nei nostri mercati on line a vantaggio dei nostri utenti”. Il motore di ricerca cinese Baidu e’ stato recentemente indicato come il piu’ visitato in Cina e tra i 10 piu’ visitati al mondo. Per quanto concerne Taobao, secondo un reportage del Global Times, nei mesi scorsi sarebbero stati presi accordi con una serie di aziende per la vendita di prodotti falsi o contraffatti. Poche settimane fa il direttore esecutivo di Alibaba fu costretto a dimettersi dopo che furono trovate le prove di un suo coinvolgimento in operazioni per frodare i consumatori. Assieme a lui si dimisero anche altri funzionari mentre oltre 100 venditori (su un contingente di oltre 14.000 persone) furono licenziati per il loro coinvolgimento nelle frodi. E a gennaio il governo cinese ha fatto sapere di voler intensificare gli sforzi per proteggere la proprieta’ intellettuale on line. Secondo alcuni consumatori sia cinesi sia stranieri, la domanda di prodotti falsi o contraffatti rimane elevata a causa dei prezzi, molto piu’ contenuti, e della facilita’ di reperimento. Ren Hucheng, avvocato di Pechino, ha sottolineato come aziende importanti e molto note proprio come Baidu e Taobao dovrebbero pero’ rappresentare un esempio nel paese. ”Il campanello di allarme per le societa’ cinesi – ha osservato Yu Mingyang, professore della Jiaotong University di Shanghai – ha cominciato a suonare, in quanto esse devono prestare maggiore attenzione alla loro responsabilita’ sociale. Per costruirsi una buona reputazione alcune devono abbandonare i modelli correnti che sono basati solo sul profitto. E’ tempo di creare un mercato affidabile e trasparente nel paese”.

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Decolla Alibaba, sito di vendite cinese

Si chiama Jack Ma il magnate cinese che con la sua creatura, Alibaba, ha conquistato il mercato dell’e-commerce nella Repubblica Popolare. A descrivere la sfilza di successi inanellati dal fondatore di quello che ormai é diventato il sito che tiene il passo a livello mondiale con concorrenti del peso di eBay è l’Economist, al quale lo stesso Ma confessa che gli affari vanno “piuttosto bene”. Ma, scrive il periodico, egli è tuttavia lungi dall’essere soddisfatto. Alibaba.com è stato fondato nel 1999 per sostenere le piccole imprese a trovare clienti e fornitori senza dover passare da costosi mediatori. Oggi, precisa l’Economist, il sito afferma di avere 57 milioni di utenti, con una presenza in quasi tutti i Paesi. E il periodico spiega anche che Alibaba è spesso accomunato a eBay, ma è più come una sorta di Pagine Gialle. Un’altra società, la Taobao.com, vende ai consumatori. Ha 300.000 utenti e nel 2009 ha fatto scambiare merci per un totale di 29 miliardi di dollari. Si tratta di una sorta di incrocio tra Amazon ed eBay. In una Cina che conta milioni di piccoli imprenditori, ma un sistema finanziario ancora primitivo, aggiunge l’Economist, per spingere il traffico attraverso il suo sito nel 2004 Ma ha creato un sistema di pagamenti online, Alipay. Cresciuto ampiamente grazie al bando imposto dalla Cina fino a poco fa al suo rivale PayPal, Alipay afferma di poter contare ad oggi su 470 milioni di utenti in tutto il mondo e di essere accettato da oltre 500.000 commercianti cinesi. Il periodico cita come caso peculiare anche la storia personale di Ma: per due volte il magnate cinese non è riuscito a entrare all’università, ha imparato l’inglese ascoltando la radio e ha conosciuto internet durante un viaggio negli Usa per fare l’interprete a metà degli anni ’90.

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