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Terminati test di volo su nuova portaerei

Si sono concluse con successo le operazioni di decollo e atterraggio di aerei da guerra cinesi J-15 sulla portaerei “Liaoning”, la prima varata da Pechino. Secondo quanto riferisce la stampa locale, l’operazione ha richiesto un’accurato esercizio e una lunga preparazione. I piloti sono stati sottoposti a un training speciale per imparare a decollare e atterrare su uno spazio ristretto e anche in eventuali condizioni meteorologiche sfavorevoli, quali scarsa visibilità e vento forte. I piloti selezionati devono avere non più di 35 anni e avere al loro attivo almeno già 1.000 ore di volo. “E’ come ballare sulla punta di un coltello – ha dichiarato Zhang Yongyi – vice comandante dell’esercito della marina dell’esercito di liberazione del popolo – in quanto gli aerei devono atterrare e decollare entro uno spazio molto ristretto. La pista è molto corta e stretta e la velocità è molto elevata”. “Abbiamo fatto moltissimi test per arrivare a un risultato ottimale – ha detto Zhang – e infine abbiamo imparato le competenze chiave per avere successo in questa missione”.

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In servizio la prima portaerei cinese

La prima portaerei cinese da oggi e’ in mare. Pechino l’ha formalmente messa in servizio nel pieno dell’alta tensione con il Giappone per la disputa sulle isole Diaoyu-Senkaku, controllate da Tokyo e rivendicate, oltre che dalla Cina, anche da Taiwan. Il ministero della Difesa ha affermato che l’acquisizione della portaerei, battezzata ‘Liaoning’, ”alzera’ il livello operativo di tutta la marina cinese”, oltre a ”contribuire a proteggere con efficacia la sovranita’, la sicurezza e lo sviluppo” del Paese. Secondo gli esperti, la portaerei – una vecchia nave acquistata dall’Ucraina e rimessa in funzione – servira’ soprattutto all’addestramento in vista dal varo della prima portaerei prodotta interamente in Cina, che dovrebbe avvenire non prima del 2015. La nave, che gli ucraini chiamavano Varyag, fu venduta nel 1998 alla marina di Pechino, che ha dato il via nel 2002 ai lavori di rinnovamento. Nella sua nuova versione, la portaerei avra’ un equipaggio di duemila persone e potra’ trasportare trenta caccia del modello J-15, prodotti interamente in Cina. Ma l’annuncio della messa in stato operativo della Liaoning assume un evidente significato di ammonimento mentre la tensione con Giappone per le Diaoyu-Senkaku e’ alta e ha coinvolto anche Taiwan, che ha inviato centinaia di pescherecci nelle acque territoriali delle isole. La scelta del momento potrebbe essere legata anche all’imminenza del 18/esimo Congresso del Partito Comunista Cinese (Pcc), che si dovrebbe svolgere in ottobre e che dovrebbe dare il via ad un delicato processo di rinnovamento dei vertici del Partito e dello Stato. Dalla fine del secolo 19/esimo le Diaoyu-Senkaku sono sotto il controllo del Giappone. Il viceministro degli Esteri cinese, Zhang Zhijun, ricevendo oggi il suo omologo giapponese, ha affermato che la Cina ”non tollererà azioni unilaterali in violazione della sua sovranità”, aggiungendo che il Giappone deve ”abbandonare le illusioni e correggere i suoi errori”. Pechino ha anche diffuso un ”libro bianco” sulle isole contese, nel quale si afferma tra l’altro che ”le pretese” del Giappone sulle Diaoyu-Senkaku ”non hanno una base storica”. Oltre che con Giappone e Taiwan nel Mar della Cina Orientale, la Cina ha in corso dispute territoriali nel Mar della Cina Meridionale con Vietnam, Filippine, Malaysia e Brunei. Pechino ha chiesto agli Usa di rimanere neutrali in queste dispute, che coinvolgono alcuni dei suoi principali alleati nella regione. Durante il suo recente viaggio in Asia, con una tappa anche a Pechino, il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha invitato la Cina e gli altri Paesi interessati a risolvere le questioni aperte ”senza coercizione, senza intimidazioni e certamente senza l’uso della forza”.

fonte: ANSA

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Cresce potenziale navale, prima portaerei cinese pronta al varo

La Cina è pronta varare, probabilmente entro la prossima estate, la sua prima portaerei, secondo notizie comparse sulla stampa cinese ma non confermate ufficialmente. Alcuni siti web hanno pubblicato le foto della nave, la “Varyag”, che la Cina ha comprato dieci anni fa dall’ Ucraina e che appare pronta a essere messa in funzione. Si ritiene che la portaerei sarà ribattezzata “Shi Lang”, dal nome di un ammiraglio cinese al servizio della dinastia imperiale dei Qing (1644-1911). La rivista specializzata Janés Defence Weekly ha scritto che la nave sarà attrezzata con radar e missili terra-aria. Le foto comparse in Cina mostrano la portaerei all’ancora nel porto di Dalian, nel nordest del Paese. Parlando davanti ad una commissione del senato degli Usa, l’ammiraglio Robert Willard, uno dei più alti ufficiali della flotta americana nel Pacifico, ha affermato di “non essere preoccupato” dall’imminente entrata in servizio della prima portaerei cinese. “Ci aspettiamo che raggiungano quello che si sono prefissati, cioé di metterla in mare entro quest’anno”, ha aggiunto. L’opera di ristrutturazione della nave sembra completata e alcune fonti cinesi sostengono che potrebbe essere operativa nei prossimi mesi. Willard ha definito “largamente simbolica” l’importanza della portaerei, ma ha aggiunto che, “basandoci sulle opinioni dei nostri alleati nel Pacifico, penso che nella regione ci sarà un importante mutamento di percezione”. Lan Ning-li, un ex ammiraglio della marina taiwanese, ha dichiarato che la messa a punto dell’unità navale permetterà alla Cina di “espandere le proprie attività nel Pacifico meridionale” e che renderà Taiwan “vulnerabile ad attacchi nemici”. L’isola è di fatto indipendente dal 1949 ma è rivendicata dalla Cina come parte del suo territorio. La “riunificazione” con Taiwan è in testa alle considerazioni degli strateghi militari cinesi. In marzo il portavoce del governo giapponese Yukio Edano aveva commentato l’ annuncio dell’aumento del 12,7% delle spese militari della Cina nel 2011, sostenendo che Pechino deve “fare maggiore chiarezza sulle proprie politiche militari e di difesa”. L’aumento, secondo gli osservatori, sarà in gran parte assorbito dall’ammodernamento della flotta. La Cina ha affermato l’anno scorso, per la prima volta, che il Pacifico del sud è un’area dove sono in gioco gli “interessi fondamentali” del Paese, una terminologia applicata in passato solo a Taiwan e al Tibet. Nell’area, ricca di risorse naturali e con una forte presenza americana, ci sono tre gruppi di isole contese: le Diaoyu/Senkaku, rivendicate da Giappone, Cina e Taiwan; le Spratili, rivendicate da Cina, Taiwan, Malaysia, Filippine, Vietnam e Brunei; le Paracelse, rivendicate da Cina, Taiwan e Vietnam. Hanoi ha accusato nel 2010 la Cina di aver minacciato e in alcuni casi sequestrato decine di imbarcazioni di pescatori vietnamiti nei pressi delle isole contese.

fonte: ANSA

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