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Assicurazione anti inquinamento per turisti

Dopo la decisione della più grande compagnia assicurativa cinese di offrire coperture sanitarie per le conseguenze dell’inquinamento che colpisce le grandi città del Paese, anche un tour operator ha deciso di offrire simili assicurazioni. Ctrip è la più importante agenzia turistica cinese online, i collaborazione con Ping An Insurance, propone a tutti coloro che acquistano pacchetti viaggi Pechino, Shanghai, Xi’an, Harbin, Chengdu, Guangzhou, un polizza che copre gli effetti dell’inquinamento. In base alla polizza, i viaggiatori saranno risarciti con 50 yuan al giorno, poco più di sei euro, con un massimo di 350 yan per una settimana, se l’indice d’inquinamento supera i 200, cioè se il tasso di particolato con diametro meno di 2,5 micron va oltre la concentrazione di 200 microgrammi per metro cubo. Una soglia spesso largamente oltrepassata nelle metropoli della Repubblica popolare: solo per fare un esempio, oggi a Pechino il tasso è di oscilla tra i 260 ai 400.

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Diventa sito turistico il luogo dove fu testata la bomba atomica cinese

La Cina intende trasformare in un luogo turistico la zona desertica dove nel 1964 gli scienziati svilupparono la prima bomba atomica del paese. Lo riferisce l’agenzia Nuova Cina. Secondo il progetto, verranno investiti sei milioni di yuan (circa settecentomila euro) per trasformare la base di Malan, nella regione autonoma dello Xinjiang, in un sito turistico, nel quale verranno mostrati ai visitatori anche i laboratori e i dormitori utilizzati dagli scienziati e un tunnel lungo 300 metri che era stato costruito per proteggersi in caso di attacchi aerei. La Cina ha fatto esplodere la sua prima bomba atomica nel deserto vicino a Malan il 16 ottobre 1964. Il paese, tuttavia, non ha mai usato una bomba atomica in un attacco e anzi il governo ha dichiarato di aver sospeso i programmi di armamento nucleare dal 1996 e di essere impegnato a promuovere il disarmo nucleare globale.

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Poi dicono Napoli: a piazza Tiananmen raccolte 47 tonnellate di immondizia raccolte dopo le feste

La nettezza urbana di Pechino ha dovuto sgomberare 47 tonnellate di rifiuti da Piazza Tian’anmen accumulatesi durante le recenti festivita’ nazionali durate circa otto giorni. Lo riferisce la stampa locale, evidenziando anche come, in base ai dati forniti dalla commissione per l’amministrazione ambientale della capitale cinese, ci sia stato rispetto allo scorso anno un incremento del 24,8% della massa di rifiuti. La Commissione, per far fronte all’esigenza di assicurare la pulizia della principale piazza di Pechino in tempi brevi, ha anche dovuto aumentare il numero dei lavoratori. Nei giorni della festa, inoltre, sono stati aumentati anche i posti di blocco per i controlli alle auto e al traffico sia su strade che sulle autostrade.
Sulla rete internet, intanto, sono sorte molte discussioni sul problema della pulizia della citta’ e dell’accumulo di immondizia, specie nei giorni di festa. Una foto pubblicata subito dopo la festa, e che ha fatto il giro della rete, ha mostrato grandi quantita’ di spazzatura anche su una spiaggia di Sanya, una delle localita’ turistiche piu’ popolari del paese. Circa 50 tonnellate di rifiuti sono stati lasciati su 3 chilometri di spiaggia dopo una festa avvenuta nella notte del 30 settembre.

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La Grande Muraglia Cinese è più lunga di quanto si pensasse, “dimenticati” 12.000 chilometri

La Grande Muraglia Cinese, uno dei monumenti più visitati al mondo, è molto più lunga di quanto si pensava. Secondo gli ultimi calcoli, infatti, agli 8.850 chilometri calcolati nel 2009, si devono aggiungere altri 12.250 chilometri circa, per un totale esatto di 21.196,18 chilometri, più di due volte la distanza tra Pechino e New York. Cifre incredibili, non solo se si pensa che oltre 12 mila chilometri non spariscono e riappaiono così all’improvviso, ma soprattutto perché la Cina, secondo l’ufficio turistico di Pechino, si estende per una lunghezza di 5.500 km da nord (a partire dal fiume Heilongjiang, a nord del fiume Mohe, nella provincia dell’Heilongjiang) a sud (fino alla scogliera di Zengmu sull’arcipelago di Nansha); per 5.200 km da est (alla confluenza dei fiumi Heilongjiang e Usulijiang) ad ovest (sull’altopiano del Pamir nel Xinjiang). Per contenere tutta la muraglia, che non segue tutto il paese, significa che quest’ultima in alcuni tratti per più di una volta deve ripiegare su se stessa. Ma lo studio condotto dalla Sach, l’Amministrazione Statale per il patrimonio culturale della Cina, è certo della bontà dei calcoli. In realtà si tratta della prima volta che si procede ad una misurazione completa dell’opera che è considerata la massima attrazione turistica del paese del dragone. In precedenza, infatti, era stata considerata solo la parte costruita sotto la dinastia Ming e non tutte le parti costruite in precedenza. L’inizio della costruzione della Muraglia risale a molto prima, intorno al 475 a.C. e via via, nel corso dei secoli, le varie dinastie succedutesi ne hanno aggiunto parti. Attualmente però, anche a causa delle folle dei turisti che arrecano danni, solo l’8,2% della muraglia costruita sotto la dinastia Ming è in buone condizioni, il 74,1% invece ha subito forti danni. La Muraglia si estende su 15 tra province, regioni autonome e municipalità ovvero Pechino, Tianjin, Hebei, Shanxi, Mongolia Interna, Liaoning, Jilin, Heilongjiang, Shandong, Henan, Shaanxi, Gansu, Qinghai, Ningxia e Xinjiang. In alcuni tratti sono rimaste solo le fondamenta. Entro il 2015 la Sach intende elaborare un piano per la protezione della Muraglia e per la creazione di un sistema efficace di monitoraggio e di allarme per garantire una sua maggiore protezione. Già nel 2006 il governo centrale iniziò ad occuparsi del problema prevedendo una serie di norme finalizzate alla raccolta di fondi da destinare alla tutela di questo sito archeologico. Furono anche vietate le attività commerciali sulla muraglia e furono intensificati i controlli per evitare danneggiamenti da parte dei visitatori (molti dei quali, specie in passato, erano soliti staccare piccoli pezzi del muro da portare via come ricordo). Tuttavia, secondo i funzionari del dipartimento per la protezione dei beni culturali, il problema è che spesso i controlli vengono fatti in maniera adeguata solo nei tratti più conosciuti della muraglia mentre ci sono interi tratti, anche molto lunghi, che sono abbandonati a sé stessi, e dove quindi eventuali danneggiamenti non sono scoperti in tempo e adeguatamente sanzionati. “Questo studio è molto importante – ha commentato all’agenzia Nuova Cina Tong Mingkang, vicepresidente della Sach – perché per la prima volta consente di avere un quadro chiaro e comprensivo della situazione della muraglia nelle varie regioni che può rappresentare una solida base per il lavoro che occorre fare d’ora in poi per proteggere questo importantissimo monumento nazionale”. La grande muraglia cinese è stata inserita nella lista dei siti patrimonio mondiale dell’Unesco nel 1987.

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Enit porta in mostra Italia a Shanghai, record di visti

Inaugurata a Shanghai la terza tappa cinese del progetto Bric dell’Enit ”Italia comes to you”, il programma del Ministero del Turismo italiano incentrato sullo sviluppo del turismo incoming in Italia da Brasile, Russia, India e Cina. L’evento di apertura si e’ svolto all’interno del prestigioso centro commerciale Times Square, nel centro di Shanghai, con un’esposizione delle opere eseguite da 10 artisti cinesi in seguito a un loro precedente viaggio in Italia. L’evento, impreziosito dalla presenza di due opere italiane del ‘500 (la statua in bronzo Camillus di Guglielmo della Porta e la tela di Giovanni Domenico Ferretti I commentatori di Cicerone), fa da cornice alla promozione dell’offerta turistica delle regioni italiane presentate attraverso diversi materiali informativi Protagonisti della cerimonia del taglio del nastro il console generale di Shanghai Vincenzo De Luca, insieme alla delegata Enit per la Cina Autilia Zeccato, al responsabile del progetto Bric in Cina Tommaso Debenedetti e a numerose autorita’ cinesi. Come ha fatto notare il Console De Luca, il flusso turistico di stranieri verso l’Italia e’ in crescita esponenziale, anche analizzando solo i dati della circoscrizione consolare di Shanghai. ”Se consideriamo il periodo dal 1 gennaio al 31 agosto 2011 i visti turistici per l’Italia sono aumentati in Cina del 100% di media tra individuali e gruppi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, grazie anche allo sforzo che le nostre sedi diplomatiche hanno fatto per semplificarne l’iter e i tempi di attesa”. Secondo dati del Consolato, infatti, da gennaio fino a settembre di quest’anno sono stati rilasciati 42.265 visti tra individuali e di gruppo, con un incremento, rispetto all’anno passato del 23,5% dei visti individuali e del 202,2% di quelli di gruppo. ”L’Italia – continua De Luca – ha il primato del turismo individuale cinese in Europa, mentre per il turismo di gruppo siamo gia’ al secondo posto. Una posizione che possiamo migliorare facilmente attraverso il potenziamento del sistema dei trasporti aerei, dal momento ogni settimana fra Shanghai e l’Italia di collegamenti aerei diretti ne abbiamo solo 9, troppo poco se si pensa che fra Shanghai e Parigi se ne contano gia’ 21”. Il responsabile di ”Italia comes to you” in Cina Tommaso De Benedetti ha manifestato una grande soddisfazione per il successo di pubblico che hanno ottenuto gli eventi di Canton, Pechino e Shanghai, in collaborazione con l’Ambasciata Italiana a Pechino, dei Consolati di Canton e Shanghai, degli Istituti di Cultura, del Ministero dei Beni Culturali, Viva Group e Interexpo, con risultati soprintendenti: circa 120 mila i visitatori, sono stati coinvolti 150 tour operator, oltre 100 giornalisti, 15 televisioni e numerose radio. Inoltre piu’ di 800 ospiti hanno partecipato a dibattiti, incontri B2B, eventi, degustazioni e cene di gala.

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Italia comes to you, nuovo progetto Enit iin Cina

E’ stato inaugurato sabato nella capitale cinese il progetto Enit “Italia comes to you”, fortemente voluto dal Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla e che l’Ente Nazionale Italiano per il Turismo ha promosso sulle quattro grandi economie emergenti del pianeta: Brasile, Russia, India e, appunto, Cina. Il progetto ha come obiettivo quello di illustrare al pubblico cinese e agli operatori turistici il meglio dell’offerta turistica e produttiva italiana, mediante l’apertura, nel cuore del distretto artistico pechinese ‘798’, di uno spazio espositivo nonché l’organizzazione di diversi workshop a tema. Alla cerimonia di inaugurazione, cui sono intervenute autorità cinesi e tutti i principali organi stampa di settore, erano presenti il Capo del Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo, Caterina Cittadino, il Direttore Generale dell’Enit, Paolo Rubini, e il viceambasciatore italiano in Cina Paolo Crudele. L’evento ha testimoniato il crescente interesse della Cina per le innumerevoli attrattive turistiche dell’Italia, che esercitano un fortissimo richiamo sulla popolazione cinese anche per gli stretti legami tra le millenarie culture dei due paesi. Lo sforzo dell’Enit va in una duplice direzione: incoraggiare i turisti cinesi a visitare le nostre località più rinomate, ma al tempo stesso accompagnarli a conoscere le località e le tradizioni meno note, ma ugualmente affascinanti, dell’Italia. Per fare ciò, l’Enit continuerà ad adoperarsi per ampliare ulteriormente la già esistente offerta turistica rivolta specificamente alla popolazione di lingua cinese, elemento cui gli operatori e la stampa cinesi, nel dibattito-confronto avuto a conclusione della cerimonia, hanno mostrato di essere particolarmente sensibili. “La partnership tra istituzioni italiane, come quella realizzatasi per questo e altri progetti tra Ambasciata ed Enit – ha affermato il Ministro Paolo Crudele – è di capitale importanza per dare incisività all’azione del Sistema Italia in un contesto altamente competitivo quale quello cinese. Su impulso dell’Ambasciatore Iannucci negli ultimi mesi abbiamo rafforzato, con il fattivo contributo dell’Enit, la squadra che giorno per giorno gestisce l’impressionante mole di pratiche di visti per turismo, e i risultati parlano chiaro: dall’inizio dell’anno ad oggi si è registrato un incremento del numero di visti del 35% rispetto all’anno precedente. Nel futuro contiamo di rafforzare ulteriormente questo trend, vivamente auspicato dal Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini, che si traduce in un significativo contributo all’ulteriore sviluppo del settore turistico italiano”.

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Presentato a Pechino progetto di promozione dell’Enit

Si è svolta oggi a Pechino nei locali dell’Istituto Italiano di Cultura una conferenza stampa per il lancio del progetto messo a punto dall’Enit specificamente per i Paesi del cosidetto Bric (Brasile, Russia, India e Cina): “Italy comes to you”, per rafforzare il turismo in Italia nei quattro principali Paesi emergenti. Presenti al lancio il capo-progetto dell’Enit, Tommaso De Benedetti, e l’Ambasciatore d’Italia presso la Repubblica Popolare Cinese, Attilio Massimo Iannucci, che hanno illustrato il Progetto alla folta platea (oltre 115 presenze tra giornalisti e operatori del settore turistico) accorsa in Ambasciata. Particolarmente incoraggianti sono stati i numeri forniti dall’Ambasciatore Iannucci relativamente ai visti per turismo concessi dalla rete diplomatico-consolare italiana sul territorio della Repubblica Popolare Cinese: nei primi 7 mesi del 2011 sono stati rilasciati più di 137mila visti, con un incremento del 40% rispetto allo stesso periodo del 2010; di questi 137 mila, oltre 100mila sono visti per turismo (con un incremento anche qui del 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente); nel solo mese di luglio, a Pechino, l’impennata ha raggiunto il 50%, con un record di 15.172 visti rilasciati. “Si tratta di un trend molto positivo – ha dichiarato l’Ambasciatore Iannucci – che va però ulteriormente incoraggiato. Un plauso va fatto al personale dell’ufficio consolare e dell’Enit, che lavorano assieme, talvolta anche a tarda sera, per soddisfare una crescente domanda di visti da parte cinese. Questo afflusso di massa di turisti cinesi sicuramente contribuisce a rilanciare il nostro settore turistico, valorizzando il Bel Paese come meta turistica preferita dai cinesi. Tra i Paesi oggetto di questa mirata campagna promozionale dell’Enit, la Cina presenta delle enormi potenzialità, anche in considerazione dello straordinario patrimonio artistico, culturale e paesaggistico che esercita una fortissima influenza sulla popolazione cinese. Mi auguro che nel prosieguo dell’anno possiamo, con adeguati mezzi a disposizione, proseguire su questa strada del rafforzamento dei rapporti italo-cinesi, secondo quanto indicato dal Ministro degli Esteri Franco Frattini”.

fonte: ANSA

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Nessuna licenza per primo hotel a capsule

Bloccato il progetto di apertura del primo hotel a capsule che si trova nei pressi della stazione di Shanghai. Le autorità per la sicurezza antincendi della capitale economica cinese hanno rifiutato di rilasciare la licenza di apertura per motivi di sicurezza. Lo Xitai Capsule Hotel non potrà quindi operare, fino a quando non saranno rimossi tutti i materiali infiammabili utilizzati sia nella costruzione che negli arredi. Per gli ispettori, inoltre, lo spazio medio per ogni ospite, 2,4 metri quadrati, non rispecchia le richieste minime della legge cinese sugli spazi da affittare e pone problemi per eventuali evacuazioni di emergenza. L’albergo cinese è costruito sul modello di quelli giapponesi. L’hotel a capsule di Shanghai copre un’area di 300 metri quadrati e consta di 68 capsule, equipaggiate con un letto e luce, al costo di 28 yuan (circa 3 euro) per 10 ore. L’albergo é solo per uomini e il bagno in comune. Ha anche un’area riservata agli ospiti che russano. Dallo scorso ottobre i lavori di costruzione sono finiti, ma senza licenza non si può aprire, anche se il proprietario spera di poter risolvere i problemi e non abbandonare l’idea del primo albergo a capsule della Cina.

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Il festival del ghiaccio e della neve ad Harbin

Calzettoni di lana: presi. Mutande ascellari di lana: prese. pigiama felpato da esploratore del polo nord: preso. Mini stufa portatile da mettere sotto i pantaloni: presa. Giubbotto anti vento e ghiaccio: preso. Felpone in pail: preso. Scarpe simil doposci imbottito di pelo di improbabile e non pervenuto animale forse già estinto: prese. Con questo minimo equipaggiamento reperibile nelle bancarelle del mercato del falso e in altri mercati cinesi (ma meglio se li pigliate in negozi decenti anche in Italia tipo Decathlon), siamo riusciti a partire alla volta di Harbin, per vedere il festival di ghiaccio e neve. Cittadina non ridente, perchè come apri blocca ti si congela tutto fino all’intestino tenue, nel nord est della Cina, un tempo citta’ russa, oggi solo città ghiacciata, pià vicina alla SIberia che ad altro. Ci accoglie una confortevole temperatura a -33 gradi, “ma domani è meglio”, mi disse il tassista. Infatti il giorno dopo arrivammo a -31, tutta salute. L’allegra famiglia partecinesepartenopea, insieme all’immancabile duo Tozzoleano, nonostante gli sforzi del “le sorti del mondo sono sulle mie spalle per cui non posso lasciare l’ufficio prima delle 23” di farci perdere l’aereo, sono riusciti ad arrivare la sera ad Harbin. Una vacanza che non necessità di molto tempo, un week end competo venerdì-domenica, va bene, anche perché di più si rischia il congelamento. Avendo più tempo a disposizione e a chi piace, si può decidere di trascorrere qualche giorno andando a sciare sulle piste nei dintorni, che mi dicono non essere male. Due ore di volo da Shanghai, un’ora circa di taxi dall’aeroporto alla città di Harbin. Sistemazioni, le più varie: dallo Shangrila sul fiume (che per la maggior parte dell’anno è una pista ghiacciata) all’Ibis, economico e centrale. Nessun problema a trovare cibo, anche se abbiamo beccato l’unico ristorante cinese che non aveva riso. Un record. Ad Harbin da vedere durante l’inverno, ci sono essenzialmente tre cose: il parco delle tigri siberiane; nell’ambito del festival, il parco delle sculture di neve, il parco delle sculture di ghiaccio. Il primo è aperto tutto l’anno, gli ultimi due normalmente per un mese (anche più, a partire da gennaio). Mentre le tigri e le sculture di neve vanno viste di giorno, il parco del ghiaccio va visto rigorosamente di notte, dal momento che tutti i palazzi di ghiaccio sono illuminati. Noi abbiamo preso un taxi, abbiamo concordato una tariffa giornaliera (400 yuan), lui ci ha portati in una specie di agenzia turistica dove abbiamo comprato in anticipo i biglietti. I più cari sono quelli del parco di ghiaccio, 330 yuan a persona nel week end. In ogni posto dove arrivavamo, trovavamo, senza supplemento alcuno, una persona che aveva i nostri biglietti, faceva le pratiche e ci accompagnava. Comodo. Ma stavano in disparte, non rompevano le scatole, quindi non pressioni, niente negozi. Free. E ghiacciati.
Il parco delle tigri è bello anche se un po’ tristanzuolo. Su un autobus dai vetri ghiacciati e ricoperti da strutture in ferro, si fa un giro in un parco innevato pieno di cancelli elettrici e vedette, tipo quello nel film Jurassic Park. Qui un sacco, ma davvero tante, di enormi tigri siberiane, vivono, mangiano, fanno tutto. Sosta ogni tanto per fotografare dall’autobus. Al termine, piccola passerella rialzata dove si può camminare in tutta sicurezza vendendo dall’alto le tigri ma anche alcune gabbie con giaguari, puma, leone, tigre bianca. Per i più cruenti, anche la possibilità, a partire da 50 yuan, di comprare animali vivi (polli, conigli, etc.) da lanciare e offrire alle tigri per “godersi” lo spettacolo dello sbranamento.
Nel parco della neve (che quest’anno aveva come tema l’Italia), si può anche fare un giro esplorativo con un mezzo elettrico chiuso, vedendo le varie sculture. Ovviamente, si visita meglio a piedi, anche se ne risentono tutti gli organi visto il freddo. Ne risentono anche le macchine fotografiche, che si congelano, per cui pensate a mettere delle coperture, tipo dei calzini per loro. Pensate anche al fatto che con i guanti grossi, avete difficoltà a scattare. Queste sculture vengono realizzate da artisti usando solo neve fresca. Sono particolari, alcune molto belle. Quest’anno,. con l’Italia come tema, degli scultori credo dal Trentino (sicuramente non dalla Sicilia) hanno realizzato sculture di Michelangelo, città italiane, Baggio, Marco Polo e l’onnipresente Matteo Ricci. Il ritmo è: 30 minuti massimo di passeggiata e altrettanti in un caffè chiuso per riportare a livelli normali la temperatura corporea. Il freddo è talmente alto che si congelano i peli nel naso, visto che cola; le ciglia se lacrimate; la sciarpa, se la mettete dinanzi alla bocca e, come fanno tutti quelli che vivono, respirate. Banditi occhiali, che si ghiacciano subito. Nel parco della neve sono presenti anche attrazioni, come scivoli di neve, la possibilità di andare con il cavalo sulla neve o utilizzare motoslitte.
Nessun trasporto invece nel parco del ghiaccio, dove le megastrutture possono essere visitate anche all’interno. Blocchi di ghiaccio uno sull’altro, con luci all’interno che ne danno aspetti molti belli. Anche qui è d’obbligo fermarsi di tanto in tanto in alcuni caffè (consiglio, per l’avvenenza delle cameriere, quello nel quale vendono il pene di cervo) o nel ristorante simil giapponese dove si beve zuppa di indubbia provenienza. Due essenzialmente le attrazioni, a parte un paio interne dove si pattina o si vede un filmato: la foto sulla slitta di babbo natale con un improbabile cinese senza barba bianca, e gli scivoli dai palazzi. I castelli di ghiaccio e le altre strutture, infatti, hanno tutte le scale per salire, ma per scendere bisogna o ritornare dalla stessa scala oppure utilizzare gli scivoli di ghiaccio. Se non volete finire coll’avere le chiappe ghiacciate, indossate pantaloni da neve impermeabili.
La visita della città di Harbin chiude il tour: una ex cattedrale russo-ortodossa trasformata in improbabile museo con vendita di matriosche (che sono il prodotto artigianale tipico…), una passeggiata per la strada centrale pedonale con mini sculture di ghiaccio, che termina sul fiume ghiacciato, dove non mancano gli scivoli di ghiaccio, un posto per pattinare, un posto dove andare a cavalo, dove noleggiare sedie con pattini, dove gente con una frusta fa roteare una trottola.
Il tutto, se vi va bene, a -20. Almeno, vi mantenete giovani.

un palazzo di ghiaccio

Palazzi di ghiaccio

Roberto Baggio fatto di neve

Monna Lisa di neve

Parco delle tigri

parco delle tigri siberiane

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Cina terza destinazione turistica mondiale

Il turismo mondiale è tornato a crescere nel 2010, dopo due anni di numeri rossi, con 935 milioni di viaggiatori a livello globale, pari a un 6,7% in più rispetto al 2009. Secondo le statistiche diffuse oggi a Madrid dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (Omt), la ripresa ha segnato anche il sorpasso della Cina sulla Spagna come terza destinazione turistica mondiale, con 53 milioni di visitatori, dopo Francia e Stati Uniti; mentre l’Italia si attesta come terzo Paese di provenienza dei viaggiatori diretti in Spagna, dopo aver superato la Francia e dietro Regno Unito e Germania. In particolare, la crescita del numero di turisti a livello globale, nel 2010, è stata di 58 milioni di viaggiatori rispetto al 2009, e di 22 milioni in rapporto al 2008, quando ancora il settore non aveva risentito della grande recessione a livello economico. A segnare la ripresa, i Paesi emergenti, come la Cina, il cui tasso di crescita del turismo è stato dell’8%, rispetto al 5% registrato in media fra le economie più sviluppate. Nel caso dell’Europa, il tasso di crescita è stato del 3% nel 2010, secondo la Omt rallentato dalla crisi della cenere del vulcano islandese nell’aprile scorso e dovuto anche “all’incertezza economica della zona euro”. Riguardo alla Spagna, il segretario generale della Omt, Taleb Rifai, ha assicurato che “é riuscita ad assorbire gli effetti della crisi con un aumento modesto ma solido”, che si prevede fra il 2% e il 4% nel 2011. Secondo Rifai, il governo spagnolo ha risolto la crisi dei controllori di volo, con la dichiarazione dello Stato di allarme, nella “migliore maniera possibile”. L’incremento del numero di turisti si accompagna a un exploit dei voli low-cost, che in Spagna hanno trasportato lo scorso anno 31,77 milioni di passeggeri, pari a un +5,9% rispetto all’anno precedente; mentre i voli di linea hanno trasportato 25,74 milioni di passeggeri, un 2,1% in più che nel 2009.

fonte Ansa

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