Archivi tag: traffico di organi

Quindici condanne per traffico di organi in Cina

Quindici cinesi, tra cui diversi medici, sono stati condannati a pene dai 3 ai dodici anni di carcere per il presunto traffico nel 2010 di 51 fegati umani nell’ambito di un business da circa un milione di euro. Lo scrive l’agenzia Nuova Cina. Il gruppo operava principalmente nella provincia orientale dell’Anhui, ma identificava i donatori via internet in tutto il paese per poi eseguire le operazioni nello Huahuo Community Health Service Center di Xuzhou. Dopo l’espianto, gli organi venivano trasportati a Pechino, dove un medico compiacente del dipartimento di urologia, consapevole della enorme richiesta di trapianti e della scarsa disponibilità, provvedeva all’impianto in semplici stanze prese in affitto in un palazzo. Ai pazienti, le operazioni costavano fino a 20 mila euro. Il governo cinese non ha una vera e propria legge sul trapianto di organi su cui sta lavorando. Fino ad oggi, la maggior parte degli organi trapiantati legalmente in Cina proviene dai condannati a morte.

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Riuscita operazione a bimbo a cui hanno cavato gli occhi

Ha ora qualche speranza in più di tornare a condurre una vita normale il piccolo Guo Bin, il bambino di 6 anni a cui il mese scorso una donna aveva cavato via gli occhi nella provincia dello Shanxi. Ha infatti avuto successo l’intervento di ricostruzione degli occhi a cui è stato sottoposto in un ospedale specializzato di Shenzhen. Un medico di Hong Kong che ha fatto parte del team che ha condotto la complessa operazione, durata quasi cinque ore, ha spiegato che le protesi personalizzate preparate per Guo riempiono circa il 70% della cavità oculare e che in seguito, quando le ferite saranno completamente guarite, si potranno impiantare delle conchiglie oculari per il restante 30% anche per dare agli occhi un aspetto più naturale. Grazie a questi interventi il bambino riacquisterà gli occhi a livello estetico ma non potrà riacquistare la vista. Per questo motivo verrà in seguito sottoposto a delle sedute di riabilitazione per imparare a muoversi in maniera indipendente pur essendo cieco. Secondo i medici il piccolo Guo avrà bisogno di circa sei settimane per riprendersi. Il costo dell’intervento e delle protesi è di circa 300.000 dollari di Hong Kong (circa 30.000 euro) e sarà interamente pagato dall’ospedale.

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E’ stata la zia, poi suicida, secondo la polizia a cavare gli occhi al bambino

Sarebbe stata la zia, poi suicidatasi, a cavare gli occhi del bambino che è ancora ricoverato in ospedale. Ne è convinta la polizia cinese secondo quanto scrive l’agenzia Nuova Cina. Lo scorso 24 agosto, Guo Bin, un bambino di sei anni, fu soccorso in un campo della provincia settentrionale dello Shanxi. Gli erano stati cavati gli occhi, ma nonostante questo, è riuscito a sopravvivere. Cominciarono le indagini che si focalizzarono su una donna, vista in compagnia del bambino e si pensò anche al mercato nero degli organi. Quattro giorni dopo, Zhang Huiying, zia del piccolo per essere la moglie del fratello di suo padre, si è suicidata gettandosi in un pozzo del villaggio di Qiaojiazhuang. Secondo la polizia, sui suoi vestiti c’erano tracce di sangue con dna del bambino. Non si conoscono ancora i motivi di entrambi i gesti della donna.

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Polizia cerca donna che ha cavato occhi a ragazzo

La polizia della provincia cinese settentrionale dello Shanxi sta dando la caccia ad una donna che ha cavato gli occhi ad un bimbo di sei anni. Lo riferisce l’Agenzia Nuova Cina. L’ufficio di pubblica sicurezza della contea di Fenxi, dove si trova la città di Taiyuan, ha offerto un premio di 100.000 yuan (circa 12.000 euro) a chi aiuterà a catturare la criminale. Secondo quanto si apprende dalla stampa cinese il piccolo, di nome Guo, è stato attirato in un campo dalla donna, dove poi lei gli ha strappato via gli occhi. Ritrovato alcune ore dopo dalla sua famiglia, il ragazzino è stato subito portato in ospedale. Secondo i medici sono molto alte le probabilità che il bimbo rimanga cieco, anche se gli occhi sono stati ritrovati e reimpiantati. La madre del ragazzo, interrogata dalla polizia, ha detto di non avere idea di cosa abbia potuto spingere la donna a compiere quel gesto. Sebbene le indagini proseguano a tutto campo, sembra che la polizia escluda la possibilità che dietro l’episodio possa nascondersi un traffico di organi.

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Campagna donazione di organi, basta prelievi ai condannati

La Cina darà inizio a novembre al nuovo programma per il trapianto di organi grazie al quale, dovrebbe essere gradualmente messo in pensione il vecchio sistema di prelevare la maggior parte degli organi dai corpi dei condannati a morte. Lo riferisce la stampa locale. La Cina è l’unico Stato al mondo che utilizza ufficialmente questo metodo, considerato aberrante a livello internazionale. Nel paese le opinioni sono del resto tuttora discordi e c’è chi insiste nel considerare la pratica come un modo, per i criminali, di redimersi dopo la morte. Ma, specie di recente, il nuovo establishment politico ha realizzato come essa rischi di macchiare l’immagine della Cina. E così, come ha fatto sapere il vice ministro della sanità, Huang Jiefu, da novembre verrà incentivata la donazione volontaria. Da novembre, infatti, un primo gruppo di ospedali cinesi si impegnerà a non eseguire più i trapianti con organi provenienti dai prigionieri giustiziati. Il nuovo programma prevede la formazione in 25 province e municipalità di una piattaforma di donatori. Secondo alcuni gruppi che si battono per la tutela dei diritti umani, il problema dell’espianto dai condannati a morte deriva anche dal fatto che nella maggioranza dei casi essi non avevano dato alcun consenso prima della morte o addirittura avevano espresso parere contrario. Nel 2010 i casi di donazione volontaria di organi erano stati solo 63 in tutto l’anno mentre quest’anno la media è stata di 130 casi al mese. Questo perchè da qualche tempo le autorità locali si sono impegnate in una serie di attività informative e di sensibilizzazione. La campagna del “buon samaritano” ha avuto una discreta eco sulla stampa cinese e pare abbia comunque almeno aumentato la consapevolezza del problema. L’aumento delle donazioni resta tuttavia largamente insufficiente a coprire le necessità, specie in alcune zone della Cina dove ancora si ritiene che i corpi dei defunti non debbano essere toccati ma solo sepolti intatti o cremati. Si stima che nel paese siano 300.000 i pazienti in lista di attesa per un trapianto. Questa situazione ha condotto anche al proliferare dei traffici e delle vendite illegali di organi e della nascita di un vero e proprio mercato nero degli organi: motivo per il quale nel 2007 il governo cinese vietò il trapianto da donatori viventi, fatta eccezione per i coniugi o familiari stretti.

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In Cina carenza di sangue, si diffonde mercato nero

Cresce sempre di piu’ in Cina il mercato nero del sangue a causa della carenza di scorte negli ospedali. Secondo quanto riferisce la stampa locale, moltissime persone che si trovano in gravi condizioni e la cui vita e’ legata alla possibilita’ di una trasfusione, accettano di comprare sangue anche a carissimo prezzo – talvolta che oltre 10.000 yuan (oltre 1000 euro) – da venditori senza scrupoli. Nel corso dell’anno scorso la polizia cinese ha condotto una campagna mirata proprio a bloccare questo tipo di commercio, arrestando numerose persone sia a Pechino che in altre citta’ come Guangzhou (la ex Canton) e Wuhan. Tuttavia le autorita’ fanno sapere che, nonostante i loro sforzi, fino a quando in Cina negli ospedali scarseggera’ il sangue, il problema del mercato nero non si risolvera’ mai del tutto. A fine novembre scorso Pechino poteva contare solo su 10.000 sacche di sangue da 200 millilitri, che rappresenta meno della meta’ del reale fabbisogno degli ospedali della citta’. Per incoraggiare i cittadini della capitale a donare, la Croce Rossa ha recentemente lanciato delle politiche speciali che offrono ai dipendenti delle aziende che decidano di donare sangue un trattamento preferenziale in caso di bisogno futuro per se e per i propri congiunti. Il Ministero della sanita’ ha fatto sapere che la quantita’ di sangue utilizzato nelle procedure mediche in tutto il paese e’ aumentato del 15% all’anno negli ultimi anni, superando di gran lunga le donazioni legali. E cosi’ sono aumentate le donazioni di ”mutuo soccorso” di parenti o amici del malato che pero’ lasciano spazio anche ad attivita’ illegali. ”In base alla legge – ha spiegato un venditore di sangue alla stampa locale – i donatori possono essere solo la famiglia o gli amici di un paziente. Ma spesso la gente non ha familiari che possano donare sangue o amici disposti a farlo e quindi entrano in gioco i venditori”. Sul mercato nero il sangue costa mediamente intorno ai 1500-2000 yuan (170-240 euro) per 400 cc. Intanto le autorita’ sanitarie mettono in guardia anche sui rischi legati alla salute in quanto il sangue sul mercato nero non sempre e’ stato previamente controllato e quindi spesso porta malattie tra cui l’HIV e l’epatite.

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Tra due anni stop trapianti di organi da condannati a morte

L’ uso di organi dei condannati a morte per i trapianti verrà abolito del tutto in Cina nei prossimi due anni. Lo afferma l’ agenzia d’ informazione Nuova Cina, secondo la quale la decisione è stata presa dal governo di Pechino dopo il successo di un’ esperimento di donazioni volontarie. Huang Jiefu, vice ministro della sanità, ha spiegato che l’ esperimento ha avuto luogo dal marzo 2010 al settembre 2012. In questo periodo sono stati donati da volontari oltre mille organi. L’ uso degli organi dei condannati a morte è stato più volte criticato dalle organizzazioni umanitarie internazionali, che hanno messo in dubbio la volontarietà delle donazioni e il modo nel quale gli organi vengono prelevati, con i medici degli ospedali presenti direttamenti sui luoghi delle esecuzioni. Nel 2007 è stato varato in Cina un regolamento sulle donazioni di organi, che tra l’ altro ha imposto che gli organi dei condannati a morte possano essere trapiantati solo a membri delle loro famiglie. Il regolamento ha anche imposto regole severe per la raccolta di organi e ha limitato fortemente il numero di ospedali autorizzati ad eseguire i trapianti. In Cina, il numero delle condanne a morte è un segreto di Stato ma si ritiene che siano circa cinquemila all’ anno.

fonte: ANSA

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Vendette rene per comprare iPhone, cominciato processo

E’ cominciati ieri, dinanzi ad un tribunale della provincia centrale dello Hunan, in processo nei confronti di nove persone coinvolte nel caso di un giovane che ha venduto un suo rene per acquistare un iPhone e un iPad. Le nove persone, tra le quali un chirurgo, un suo assistente, due infermiere e un anestesista, sono stati incriminati per ferite intenzionali. Alla sbarra He Wei, un uomo affetto dai debiti, che si rivolse ad un amico per farsi aiutare a mettere su una compravendita di organi. I due tirarono, l’anno scorso, nella storia anche un medico. Dopo aver messo degli annunci su internet e noleggiato una sala operatoria, i due entrarono in contatto con un diciassettenne della provincia dell’Anhui. Ad aprile dell’anno scorso, avvenne l’espianto dell’organo. Al giovane, dopo l’operazione, furono dati circa 2.500 euro, mentre i membri della banda si divisero tra 6.000 e 350 euro, tutto frutto della vendita illegale dell’organo. Una volta arrivato a casa, il giovane, che voleva comprarsi i due gioielli tecnologici dell’Apple, comincio’ a stare male per una insufficienza renale e confesso’ tutto alla madre che sporse denuncia. I nove sono stati arrestati tra il luglio dell’anno scorso e il marzo di quest’anno. Gli avvocati del ragazzo a cui e’ stato espiantato l’organo, hanno chiesto un risarcimento di oltre 260.000 euro.

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Arrestate 137 persone per traffico di organi

La polizia cinese ha arrestato 137 persone ritenute implicate in un traffico di organi umani. Lo scrive l’agenzia Nuova Cina riportando un comunicato del ministero della sicurezza pubblica. L’operazione e’ stata condotta alla fine di giugno da 18 autorita’ provinciali di polizia che hanno anche recuperato 127 persone che venivano usate come ‘fornitori’ di organi. Secondo le indagini, le persone a cui venivano espiantati gli organi venivano reclutati via internet attraverso la promessa di molti soldi. Secondo le statistiche del ministero della salute cinese, sono circa 1,5 di milioni i cinesi che necessitano di un trapianto di organi, ma solo 10.000 trapianti vengono effettuati ogni anno. La mancanza di donatori e’ la prima causa di questa enorme differenza, seguita poi da un problema infrastrutturale. Questo aumenta il rischio della vendita al mercato nero di organi umani anche da minorenni, con la nascita di bande criminali specializzati in questo settore e che il governo piu’ di una volta ha promesso di debellare, sia con interventi di polizia, sia con interventi legislativi che vadano verso l’aumento del numero di donazioni.

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Studente vende rene per comprare iPhone e iPad, arrestati in cinque

Cinque persone sono state arrestate in Cina per commercio illegale di organi, dopo che un ragazzo di 17 anni ha venduto un rene per comprarsi un iPhone e un iPad. L’episodio, del quale scrive l’agenzia Nuova Cina, è avvenuto a Changsha, capitale della provincia meridionale dello Hunan. Il commercio è stato organizzato da un uomo, He Wei, che aveva perso molti soldi al gioco e doveva recuperare per pagare debiti con la mala locale. E’ entrato così in contatto con Yin Shen, il quale ha cercato donatori attraverso una chat su internet. All’annuncio ha risposto uno studente 17nne della provincia dell’Anhui, Wang, al quale è stato tolto il rene da un medico compiacente, che è fra gli arrestati insieme all’uomo che ha noleggiato la sala operatoria, lo scorso aprile. Dalla vendita He ha ricevuto 220.000 yuan, circa 30.000 euro e ne ha dati circa 3.000 al giovane donatore, dividendo il resto con gli altri quattro complici. Tornato a casa, lo studente ha confessato alla madre la vendita del rene, dopo che questa gli ha chiesto la provenienza dell’iPhone e iPad. Le condizioni di salute dello studente sono ora precarie. Le autorità stanno interrogando diverse altre persone coinvolte nel traffico. Secondo le statistiche del ministero della salute cinese, ci sarebbero 1,5 milioni di persone che necessitano di un trapianto di organo, ma solo 10.000 trapianti vengono effettuati ogni anno, portando così al commercio illegale.

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