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Cina-Taiwan: da oggi a Nanchino incontri di importanza storica

I massimi responsabili dei rapporti tra la Cina e Taiwan si incontreranno a partire da oggi a Nanchino, per i colloqui di piu’ alto livello tra le due parti dalla fine della guerra civile nel 1949. Il taiwanese Wang Yu-chi e il cinese Zhang Zhijun guideranno le delegazioni che per quattro giorni discuteranno delle relazioni tra “le due sponde dello Stretto di Taiwan”, l’espressione che si usa per evitare di urtare la sensibilita’ dell’uno o dell’altro soggetto. Taiwan e’ di fatto indipendente dal 1949 e si e’ dotata di un sistema democratico pienamente funzionante. Pechino continua a ritenerla una provincia ribelle, che dovra’ inevitabilmente ricongiungersi alla madrepatria. I funzionari taiwanesi hanno affermato che solleveranno il problema della liberta’ di stampa, dopo che Pechino ha negato il visto d’ingresso ai giornalisti del quotidiano Apple Daily e dell’emittente Radio Free Asia, due testate considerate troppo critiche nei confronti del governo cinese. Si ritiene che la Cina insistera’ per la firma del trattato di libero scambio approvato dal governo di Taipei ma bloccato in Parlamento. Oggi le relazioni tra “le due sponde dello Stretto” sono buone, ma il presidente Ma Ying-jeou, favorevole alla distensione con Pechino, ha visto la sua popolarita’ scendere vertiginosamente negli ultimi mesi. Nelle recenti elezioni locali il Partito democratico progressista (Dpp), indipendentista e inviso a Pechino, ha costantemente guadagnato posizioni.

fonte: ANSA

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Alto funzionaro di Taiwan in Cina, primi dal 1949

Prove di normalizzazione tra Taiwan e Cina. Per la prima volta dalla fine della guerra civile nel 1949, Taipei e Pechino riprendono contatti ufficiali con la visita di Wang Yu-chi, presidente del Consiglio degli affari continentali che disegna la politica cinese di Taiwan, in Cina dove – il 14 febbraio – incontrera’ il suo omologo Zhang Zhijun, capo del cinese dell’Ufficio affari di Taiwan. I rapporti economici tra la Cina e Taiwa hanno subito una consistente accelerazione sin dal 2008, quando sono stati stabiliti collegamenti nei trasporti e nelle poste e quando l’isola di Taiwan e’ stata aperta anche ai turisti provenienti dalla Cina. Nel 2010 si e’ poi registrato un passo decisivo verso lo scongelamento con la firma di un accordo quadro di cooperazione economica. I rapporti politici sono rimasti invece in una fase di stallo, sebbene l’ex presidente cinese Hu Jintao abbia ripetutamente auspicato l’inizio di colloqui politici per porre fine alle ostilita’.

fonte: ANSA

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In costruzione nuova centrale nucleare in Cina

La Cina ha dato inizio alla realizzazione di un progetto nucleare da 3 miliardi di yuan (oltre 300 milioni di euro). Lo riporta la stampa locale. La creazione di questo nuovo impianto, con caratteristiche all’avanguardia, rappresenta l’ultimo passo della Cina verso il nucleare, dopo che il settore aveva subito uno stop a seguito del terremoto, dello tsunami e dell’incidente nucleare di Fukushima in Giappone nel 2011. La Huaneng Shandong Shidao Bay Nuclear Power, l’azienda costruttrice, ha fatto sapere che i lavori sono iniziati il mese scorso nella citta’ costiera di Rongcheng, nella provincia orientale dello Shandong e che si trattera’ di un impianto con una capacita’ di 200 megawatts e le caratteristiche dei sistemi di energia nucleare di quarta generazione. Si trattera’ inoltre di un impianto che garantisce la massima sicurezza in quanto puo’ spegnersi in caso di emergenza senza causare una fusione del nocciolo del reattore o la fuoriuscita massiccia di materiale radioattivo. Il progetto fa parte di un piu’ ampio progetto della HSNPC di costruire un impianto di 6,6 gigawatt (GW) di energia nucleare che richiedera’ circa 100 miliardi di yuan di investimenti in 20 anni e che diventerebbe, una volta completato, il piu’ grande complesso nucleare della Cina.

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Al via libera in Cina nuovi impianti nucleari

Riprendera’ in Cina la costruzione di nuove centrali nucleari, sospesa dopo il disastro alla centrale giapponese di Fukushima nel marzo 2011. Lo riferisce il China Daily. Solo poche pero’ verranno inaugurate entro il 2015 e saranno collocate comunque in zone costiere. Prima del disastro di Fukushima, alcuni funzionari cinesi avevano fatto sapere che la Cina avrebbe iniziato 40 progetti di impianti nucleari nel quinquennio 2011-15 aggiungendo che almeno sette province cinesi avevano gia’ chiesto di poter ospitare gli impianti. Secondo un comunicato diffuso ieri dal governo, la Cina riprendera’ ora la costruzione ma ”in modo stabile e ordinato” e ”ad un ritmo ragionevole”. Nel programma nazionale di sviluppo energetico approvato ieri e’ stato inoltre specificato che tutti i tutti i nuovi reattori nucleari dovranno essere conformi ai piu’ elevati standard internazionali di sicurezza. Secondo He Jiankun, esperto dell’universita’ Tsinghua a Pechino, ”la scelta di un sito per una centrale nucleare deve essere basata su approfondite ricerche scientifiche e devono esserci adeguate garanzie che in nessun caso si verifichino perdite radioattive”. Il nucleare in Cina produce solo l’1,8% della sua elettricita’, molto meno della media degli altri paesi (intorno al 14%) che hanno energia nucleare. ”Lo sviluppo del nucleare e’ significativo per l’ottimizzazione della struttura energetica della Cina – ha ancora detto al quotidiano He Jiankun – e di tutela della sicurezza energetica nazionale. La Cina continuera’ a sviluppare l’energia nucleare in modo sicuro e altamente efficiente, la sicurezza e’ la priorita”’. In un libro bianco sull’energia pubblicato ieri dal governo si dice infatti, tra le altre cose, che ”la Cina ha condotto rigorosi e controlli di sicurezza dopo l’incidente nucleare di Fukushima. I risultati hanno dimostrato che la sicurezza del nucleare in Cina e’ garantita”. Li Zuojun, economista dell’istituto di ricerca per le politiche ambientali, ha sottolineato poi come il consumo energetico della Cina faccia molto affidamento sul carbone il che porta a gravi problemi ambientali. Il carbone rappresenta ancora circa il 70% del consumo di energia della Cina e circa l’80% della sua produzione. Nel 2011, sono state prodotte 3,18 miliardi di tonnellate di carbone e il paese mira a non farlo arrivare oltre i 3,9 miliardi di tonnellate entro il 2015.

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Esponente opposizione Taiwan in visita privata in Cina

Un alto dirigente del Partito Democratico Progressista (Dpp) di Taiwan, Frank Hsieh, e’ da oggi in Cina per quella che viene descritta come una ”visita privata” di cinque giorni. Prima di lasciare Taipei Hsieh ha affermato che si tratta di un’iniziativa per ”migliorare la reciproca conoscenza” tra il Dpp e la Cina. Il Dpp, attualmente all’opposizione, ha finora sostenuto l’esistenza di un’identita’ taiwenese distinta da quella cinese e la necessita’ della completa indipendenza dall’isola dalla Cina. Non e’ chiaro se la visita sia il preludio ad un cambiamento nella politica del Dpp che ha governato l’isola dal 2000 al 2008, prima di essere sconfitto dal Kuomintang, o Partito Nazionalista, al potere per un secondo mandato col presidente Ma Ying-jeou. Il governo di Pechino ritiene che Taiwan, indipendente di fatto dal 1949, faccia parte della Cina. Il Kuomintang condivide questa posizione ma sostiene che una riunificazione potra’ avvenire solo in una Cina democratica con un sistema politico multipartitico, come quello in vigore a Taiwan. Hsieh ha in programma una serie di incontri con intellettuali e studiosi cinesi ma non risulta che sara’ ricevuto da esponenti politici.

fonte: ANSA

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Matrimonio tra lesbiche con rito buddista. E’ la prima volta a Taiwan

Due donne si sono sposate oggi a Taiwan con rito buddista nel monastero della contea di Taoyuan. Lo riferisce la stampa locale. In un paese dove non è legale l’unione civile tra omosessuali, e’ la prima volta che ciò accade con rito religioso. Ma nell’agosto del 2011, 80 coppie lesbiche, anche per sollevare l’attenzione pubblica sulle problematiche del mondo omosessuale, si unirono in matrimonio ‘simbolico’ con una cerimonia di massa a cui parteciparono oltre 1000 persone e sembra che sia in programma un’iniziativa simile anche per quest’anno. Sempre lo scorso anno Taiwan ospito’ l’ottava edizione del Gay Pride a cui presero parte circa 50.000 persone. Taiwan, tra i paesi asiatici, e’ quello che ha un atteggiamento piu’ aperto nei confronti degli omosessuali, sebbene i matrimoni fra omosessuali non siano ancora stati resi legali dal governo. Nel 2003 venne presentata a tal fine una proposta di legge (che includeva anche la possibilita’ per le coppie gay di adottare) che tuttavia non e’ mai stata approvata a causa soprattutto delle pressioni dei gruppi cattolici. Una ricerca condotta nel 2010 ha in ogni caso rivelato che l’80% dei cittadini taiwanesi approvano le relazioni tra omosessuali o comunque le considerano in maniera neutrale senza pregiudizi e sarebbero quindi favorevoli all’approvazione della legge.

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Accordi commerciali tra Cina e Taiwan

Colloqui per le relazioni tra Cina e Taiwan in corso oggi a Taipei tra Chen Yunlin, presidente dell’ARATS (l’associazione cinese per le relazioni lungo lo stetto di Taiwan) e la sua controparte taiwanese, Chiang Pin-kung, presidente della SEF, la Strait Exchange Foundation. Dopo il giro di colloqui, gli ottavi dal 2008 ad oggi, le due parti hanno siglato due importanti accordi sulla protezione degli investimenti e sulla cooperazione doganale. Nell’ atteso accordo di promozione e protezione degli investimenti, le due parti si sono impegnate a offrire ”un trattamento giusto ed equo” ai loro rispettivi investitori, rimuovendo eventuali ostacoli e restrizioni ai progetti di investimento, creando un ambiente favorevole e sereno. Sono anche state fissate le regole relative alle eventuali dispute e alle autorita’ competenti alla negoziazione. Entrambe le parti hanno promesso di rimuovere gradualmente le politiche esistenti che non sono in linea con l’accordo e hanno pubblicato una dichiarazione di intesa comune sulla liberta’ personale e sulle questioni di sicurezza. Ad esempio, in base all’accordo, dopo aver arrestato un residente taiwanese che lavora per una societa’ di Taiwan in Cina, la polizia cinese dovra’ informare la sua famiglia entro 24 ore. Se non ha parenti la polizia dovra’ informare il datore di lavoro. Le stesse regole saranno applicate nel caso inverso. Per quanto riguarda invece le procedure doganali le due parti si sono accordate per una semplificazione delle procedure e per una facilitazione degli scambi commerciali nello stretto. Un gruppo di lavoro congiunto sara’ responsabile del rispetto degli accordi di cooperazione. Fondate rispettivamente nel 1991 e nel 1990 ARATS e SEF sono autorizzati da Cina e Taiwan a gestire le problematiche relative allo stretto.

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