Archivi tag: suicidi in fabbrica

Dipendente si suicida lanciandosi dal tetto di una fabbrica Samsung

Una dipendente della fabbrica di Huizhou della Samsung, nella provincia cinese del Guangdong, si é suicidata due giorni fa gettandosi dal settimo piano di un palazzo. La notizia è stata riferita da China Labor Watch, un osservatorio sui diritti dei lavoratori. L’informazione, che sarebbe provenuta da alcuni colleghi della donna, non è stata però confermata finora dalla Samsung né dai medici, né si conoscono altri dettagli sul perché la donna sia arrivata a questo gesto estremo. Proprio il 15, il giorno della morte, erano stati distribuiti in fabbrica gli stipendi, ma non ci sono prove che la decisione della donna possa essere in qualche modo collegata a questa circostanza. Nel settembre 2012, proprio China Labor Watch, che ha sede a New York, aveva pubblicato un rapporto investigativo sulla fabbrica Samsung di Huizhou nel quale erano state evidenziate una serie di violazioni dei diritti del lavoratori, comprese ore di lavoro eccessive, violazioni del contratto di lavoro, lavoro forzato senza paga, utilizzo di lavoratori minorenni, discriminazione basate sull’età e sul sesso, mancanza di sicurezza sul luogo di lavoro. Dopo la pubblicazione del rapporto la Samsung inviò una squadra di propri ispettori sul posto. Tutti i controlli effettuati esclusero però la presenza di forme di sfruttamento minorile o anomalie gravi.

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Lavoratori Apple intossicati chiedono risarcimenti

Continua la battaglia dei lavoratori cinesi di una sussidiaria dell’Apple, che affermano di essere stati avvelenati dai componenti chimici usati per la produzione degli ‘gioielli’ tecnologici dell’azienda di Steve Jobs. Secondo quanto riferisce il China Daily, un inviato cinese della societa’ americana avrebbe incontrato un gruppo di lavoratori, informandosi sulle loro condizioni di salute. La notizia non e’ stata confermata dal portavoce cinese della Apple, societa’ che gia’ il 15 febbraio scorso aveva diffuso un dossier ammettendo errori e problemi nella gestione degli operai delle fabbriche cinesi, dai suicidi all’avvelenamento. L’incontro sarebbe avvenuto con i dipendenti della United Win Technology, una societa’ cinese della taiwanese Wintek Corp, che a Shenzhen, nel sud est della Cina, per conto della Apple produce pezzi di Ipad e Iphone. ”Siamo felici che un rappresentante della Apple ci abbia ascoltati – ha detto al giornale uno degli ex operai -. Ora ci aspettiamo che la societa’ venga incontro alle nostre richieste”. Sono in tutto 137 i lavoratori della Wintek avvelenati per essere stati esposti all’n-esano, un solvente utilizzato nei processi di lavorazione. In fabbrica veniva usato per velocizzare la produzione degli schermi per la Apple. Dopo la scoperta e la denuncia dell’avvelenamento, si e’ tornati ad usare l’alcool. I 137 lavoratori sono tornati in fabbrica, ma 100 hanno lasciato lunedi’, impossibilitati a continuare il lavoro, dopo aver avuto un risarcimento dagli 8.700 a quasi 15.000 euro, firmando anche un documento con il quale non citeranno in giudizio l’Apple per problemi futuri di salute relativi all’avvelenamento. Gli altri 37, invece, sono tornati al lavoro, ricevendo sul loro stipendio bonus che variano da 1.300 a 3.500 euro. Ma questi risarcimenti vengono considerati inadeguati.

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Apple sotto accuse per ambiente e sfruttamento

Decine di organizzazioni “verdi” cinesi hanno messo sotto accusa la Apple Computer sostenendo che le sue imprese fornitrici maltrattano i lavoratori e inquinano l’ambiente. In un rapporto diffuso oggi dai media cinesi 36 organizzazioni non governative cinesi, guidate dall’Institute of Public & Environmental Affairs (Ipe) accusano l’azienda californiana di usare per produrre componenti per i suoi prodotti delle “fabbriche del sudore” nelle quali vengono trascurati i diritti degli operai e le norme per la salvaguardia dell’ ambiente. La Apple è sotto i riflettori dall’anno scorso, quando un’ondata di suicidi tra gli operai si è verificata nella Foxccon, un’impresa taiwanese che produce in Cina componenti per suoi i computer, iPhone e iPad. Le Ong hanno raccolto informazioni per nove mesi sulle condizioni di lavoro in sette aziende subappaltatrici dell’ azienda americana che si trovano nei centri industriali di Suzhou (non lontano da Shanghai) e di Dongguan (nel sud industrializzato del paese), raccogliendo le critiche e le lamentele dei lavoratori. “Abbiamo cominciato a scrivere alla Apple sui problemi ambientali dei loro subappaltatori in aprile, ricevendo a fatica delle risposte vaghe”, ha dichiarato il direttore dell’Ipe, Ma Jun. “Se la Apple non fornisce informazioni sui suoi fornitori…é impossibile avere una qualsiasi forma di controllo pubblico sulla sua struttura di produzione”, ha aggiunto Ma. Secondo il rapporto, che ha studiato 29 imprese che producono in Cina, la Apple è agli ultimi posti per rispetto dell’ambiente in compagnia tra gli altri della Nokia e della Sony.

fonte: ANSA

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La Foxconn organizza manifestazioni per dipendenti

I vertici della Foxconn, l’azienda balzata negli ultimi mesi agli ‘onori’ delle cronache per l’ondata di suicidi di suoi impiegati, hanno organizzato ieri una manifestazione per tenere alto il morale dei propri dipendenti nella fabbrica di Shenzhen, nella provincia meridionale cinese del Guangdong, dove sono accaduti la maggior parte dei suicidi. Lo riporta l’Agenzia Nuova Cina. Alla manifestazione, intitolata ‘Ama la tua vita, ama la tua famiglia’ e che che nelle intenzioni della compagnia dovrebbe servire a rafforzare la coesione e l’armonia fra i dipendenti, hanno partecipato oltre 20.000 operai. Manifestazioni analoghe si sono tenute anche negli altri impianti della Foxconn in Cina, per un totale di oltre 50.000 partecipanti. Intanto oggi, il vice presidente della Foxconn Technology Group, Terry Cheng, ha dichiarato che ”l’emergenza e’ terminata. I nostri sforzi negli ultimi mesi hanno evitato altri suicidi – ha detto Cheng – ora e’ tempo per noi di porre fine allo stato di emergenza e tornare alla normalita”’. A seguito dell’ondata di suicidi (dieci solo nella fabbrica di Shenzhen), la compagnia aveva deciso di porre in atto una serie di provvedimenti tra cui l’innalzamento degli stipendi, provvedere a consulti psicologici per gli operai in difficolta’ emotiva ed installare strutture di sicurezza per i lavoratori.

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Foxconn pensa di chiudere impianti in Cina

Foxconn sta valutando una riorganizzazione delle sue operazioni in Cina che potrebbe portare anche alla chiusura delle sue fabbriche nel Paese. Sono queste le indiscrezioni riportate dalla stampa sull’azienda taiwanese che produce pezzi per Apple, oltre che per Nokia e Siemens, e che negli ultimi mesi è stata al centro di un’ondata di suicidi fra i dipendenti. Dopo che dieci lavoratori si sono tolti la vita nelle sue fabbriche, Foxconn ha aumentato i salari e alzato il livello di sicurezza degli impianti per cercare di arginare la situazione. Tuttavia secondo gli ultimi ‘rumors’ pubblicati da alcuni giornali Foxconn potrebbe aver deciso che la soluzione migliore sia quella di spostare altrove, almeno in parte, le sue operazioni. Secondo BusinessWeek, Foxconn ha sospeso l’assunzione di lavoratori in tutta la Cina per “rivedere l’allocazione delle risorse”. In una recente riunione con gli azionisti, infatti, il presidente Terry Gou aveva preannunciato piani di delocalizzazione di alcune produzioni in fabbriche automatizzate in Vietnam o Taiwan. Secondo The Register, invece, Foxconn sta pensando di chiudere tutte insieme le strutture in Cina. Se questa opzione, secondo altri analisti remota, dovesse verificarsi la società lascerebbe senza lavoro 800 mila persone.

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