Archivi tag: sicurezza in cina

Nigeria chiede indagine su cittadino morto in caserma

Le autorita’ diplomatiche nigeriane hanno chiesto alle cinesi maggiori informazioni sulla presunta morte naturale di un cittadino nigeriano sotto custodia della polizia a Guangzhou, l’ex Canton, che ha scatenato la protesta della comunita’ africana della citta’ del sud della Cina. Lunedi’ scorso Elebechi Celestine, nigeriano di 28 anni, ebbe una discussione in strada con un autista di una moto taxi. Ne scaturi’ una rissa che fu sedata dall’intervento degli agenti che portarono Celestine in caserma. Poche ore dopo l’uomo, secondo le informazioni della polizia, sarebbe entrato in coma e morto. Nel momento in cui si e’ diffusa la notizia, un centinaio di nigeriani ed altri africani sono scesi in piazza per protestare e bloccare il traffico. Alcuni post su internet riferiscono di lanci di pietre e di cinesi che hanno urlato agli africani di tornarsene a casa. Scontri con gli africani erano gia’ avvenuti nel 2009. La comunita’ africana, sopratutto a Canton, e’ andata aumentando negli ultimi anni dopo la ”colonizzazione” della Cina del continente nero. Negli ultimi mesi in tutta la Cina si sono diffusi sentimenti xenofobi, legati anche ad operazioni della polizia e a misure piu’ stringenti sul controllo degli stranieri, in particolare gli irregolari.

Lascia un commento

Archiviato in Vita cinese, vita da emigrante

Polizia controlla locali con stranieri a Shanghai

Controlli della polizia sugli stranieri a Shanghai. Secondo quanto riportano soprattutto alcuni blog, ieri sera intorno alle 23 oltre 50 poliziotti hanno circondato due noti locali notturni della capitale economica cinese, El Coctel e The Apartment, a Yongfu Road, molto frequentati dagli stranieri, e hanno cominciato a controllare tutti gli stranieri presenti, chiedendo loro di esibire passaporto e visto. L’intervento delle forze dell’ordine, secondo quanto si legge sui blog, segue quanto gia’ avvenuto a Pechino, la cosiddetta campagna di 100 giorni iniziata ella capitale dal governo centrale ed estesa ora anche a Shanghai e ad altre citta’ tra le quali Chengdu, che ha come obiettivo principale quello di combattere l’immigrazione clandestina. In molti, tuttavia, vedono una stretta delle autorita’ sulla presenza di stranieri in un momento nel quale si diffondono molte notizie di sentimenti xenofobi in Cina. Anche il club dei corrispondenti stranieri a Shanghai ha lanciato l’invito a tutti gli iscritti a portare sempre la copia di un documento e a collaborare con la polizia. Durante i controlli di ieri a Shanghai, secondo il racconto di alcuni testimoni, la polizia era dotata di una particolare macchinetta nella quale veniva fatto strisciare il passaporto. Se ad accendersi era una luce verde lo straniero era considerato in regola, se la luce era rossa invece lo straniero veniva portato via per controlli piu’ approfonditi. Sembra tuttavia che nessuno sia stato fermato o portato via.

Lascia un commento

Archiviato in Vita cinese, vita da emigrante

Controlli a tappeto su stranieri a Pechino

La polizia di Pechino ha dato il via a controlli a tappeto sugli stranieri residenti nella capitale, che proseguiranno fino ad agosto. La campagna prevede controlli sui passaporti e sui permessi di residenza degli stranieri, per i quali sarà più difficili ottenere visti per validi per lunghi periodi. La campagna parte pochi giorni dopo che un cittadino britannico è stato fermato con l’ accusa di aver violentato una giovane donna cinese. Molti residenti stranieri della capitale ritengono che sia legata all’ avvicinarsi del 18esimo congresso del Partito Comunista Cinese, che dovrebbe tenersi in autunno. In Cina tutte le scadenze delicate sono accompagnate da un inasprimento dei controlli sugli stranieri e sui cinesi ritenuti “scomodi”, in genere i dissidenti e gli attivisti per i diritti civili. Lin Song, il funzionario di polizia che dirige la campagna, ha dichiarato al quotidiano China Daily che verranno effettuati controlli nei luoghi più frequentati dagli stranieri, come il “quartiere dei bar” di Sanlitun, mentre alla popolazione è stato chiesto di aiutare gli agenti, denunciando la presenza di stranieri “sospetti” nei loro quartieri. La televisione di stato Cctv ha aggiunto che la polizia ha aperto una linea telefonica “calda” attraverso la quale i cittadini possono denunciare gli stranieri che non hanno i documenti in regola.

fonte: ANSA

2 commenti

Archiviato in Vita cinese

In discussione nuova legge sul terrorismo

La Cina sta studiando la possibilita” di varare una nuova legge che definisca con precisione il reato di “terrorismo” che, scrive oggi l’ agenzia Nuova Cina, che rappresenta una “minaccia realé ‘ per il Paese. Pechino accusa i gruppi musulmani del Xinjiang, la provincia del nordovest patria della minoranza etnica degli uighuri, di religione islamica, di praticare il terrorismo contro le forze di sicurezza e gli immigrati cinesi. I gruppi di esuli uighuri sostengono che il governo cinese esagera la minaccia del terrorismo per giustificare la sua politica repressiva. Nuova Cina precisa che nella attuale legislazione sono previste pene fine a dieci anni di carcere per chi aderisce ad organizzazioni terroristiche, ma aggiunge che manca una chiara definizione di cosa costituisca ”terrorismo”. L’agenzia afferma che in un progetto di legge sottoposto all’ Assemblea nazionale del popolo, il Parlamento cinese, vengono definiti come “terroristiche” le azioni che “hanno lo scopo di creare paura nella popolazione o di piegare (alla loro volonta”) organi dello Stato oppure organizzazioni internazionali attraverso la violenza, il sabotaggio, le minacce o altri mezzi”.

fonte: ANSA

Lascia un commento

Archiviato in Vita cinese