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La Cina in vetta ai paesi manifatturieri, Italia settima

L’Italia scivola dal quinto al settimo posto, sorpassata da India e Corea del Sud. Mentre la Cina conquista la vetta, scalzando gli Stati Uniti. E’ la classifica nel 2010 (nella seconda colonna; confrontata nella prima colonna con i dati del 2007) delle quote percentuali della produzione manifatturiera dei piu’ importanti paesi industriali rispetto alla produzione manifatturiera mondiale, una elaborazione del Centro studi di Confindustria su dati Global Insight. Da cui emerge ”la scalata” dei Paesi emergenti. 2007 2010 1) Cina 14,1 21,7 ( +1, guadagna una posizione) 2) Stati Uniti 18,2 15,6 ( -1, perde una posizione) 3) Giappone 9,0 9,1 ( mantiene la stessa posizione) 4) Germania 7,5 6,0 ( mantiene la stessa posizione) 5) India 2,9 3,7 ( +4) 6) Corea del Sud 3,9 3,5 ( +1) 7) Italia 4,5 3,4 ( -2) 8) Brasile 2,6 3,2 ( +2) 9) Francia 3,9 3,0 ( -3) 10)Regno Unito 3,0 2,0 ( -2) 11)Russia 2,1 2,0 ( +2) 12)Spagna 2,5 1,8 ( -1) 13)Canada 2,2 1,7 ( -1) 14)Indonesia 1,1 1,6 ( +3) 15)Messico 1,9 1,6 ( -1).

fonte: ANSA

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La Cina sorpassa gli USA: è primo produttore al mondo

L’avanzata della Cina non si ferma: dopo il sorpasso del Giappone, che le ha ceduto il secondo posto nell’economia mondiale, nel 2010 la Cina strappa agli Stati Uniti il titolo di maggiore produttore manifatturiero al mondo che deteneva dal 19mo secolo. A fotografare la nuova realta’ e’ Global Insight, che incorona Pechino leader con una produzione manifatturiera pari al 19,8% di quella mondiale a fronte del 19,4% di quella americana. Gli Stati Uniti hanno sperimentato una forte accelerazione della produzione nel 2010 dopo la battuta d’arresto subita con la recessione ma non e’ bastato: la crescita cinese e’ stata piu’ forte e ”apprezzamento dello yuan verso il dollaro” ha contribuito al successo di Pechino. In termini di produttivita’, pero’, gli Usa primeggiano sulla Cina. ”Con 11,5 milioni di addetti il settore manifatturiero americano produce circa lo stesso valore di quello cinese, che vanta 100 milioni di addetti”. ”Il calo della produzione manifatturiera statunitense nel 2008-2009 e’ in forte contrasto con l’aumento della Cina, la cui crescita della produzione reale (aggiustata per l’inflazione) e’ dell’11% nel periodo 2007-2009 e del 20% se misurata in termini nominali. Il rafforzamento dello yuan verso il dollaro amplifica i tassi di crescita” mette in evidenza Global Insight. La produzione manifatturiera cinese e’ salita da 1.690 miliardi di dollari nel 2009 a 1.995 miliardi di dollari nel 2010, risultando ”piu’ grande dei 1.952 miliardi di dollari degli Usa, la cui economia e’ quasi tre volte quella cinese”. I settori manifatturieri americano e cinese sono ognuno circa il doppio di quello giapponese, il terzo maggior produttore al mondo, e tre volte la Germania. Alla meta’ del 19mo secolo gli Stati Uniti si sono affermati come il maggior produttore al mondo e alla fine della Seconda Guerra Mondiale assicuravano la meta’ della produzione mondiale. La crescente concorrenza e l’ascesa del terziario hanno indebolito il manifatturiero americano, il cui peso sul pil e’ in calo dal 1954 e nel 2009 rappresentava solo l’11,2% della ricchezza prodotta dal paese a fronte del 28,3% del 1953 quando gli addetti del comparto erano i tre quarti degli occupati americani. La crisi del 2008 ha messo in ginocchio il settore, con il tramonto di General Motors, simbolo dell’industria americana. La Cina potrebbe diventare – secondo alcune stime – la prima economia mondiale nel 2025.

fonte: ANSA

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