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Hrw denuncia abusi e violenze della polizia cinese sulle prostitute

Violenze e abusi continui su prostitute da parte della polizia cinese. E’ quanto dimostra un dossier in 51 pagine dell’organizzazione non governativa americana Human Right Watch secondo il quale gli abusi comprendono violenza, detenzione arbitraria in campi di lavoro senza specifiche accuse o condanne. Lo studio, secondo il quale in Cina ci sono tra i 4 e i 6 milioni di prostitute, ha certificato torture, violenze, multe, arresti, ma anche l’obbligo di avere rapporti con i poliziotti, di dare loro tangenti o regali.

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Trenta handicappati salvati da schiavitù

Le autorità cinesi hanno annunciato oggi di aver salvato 30 handicappati mentali che erano costretti a lavorare come schiavi in un mattonificio nella Cina centrale. La vicenda è avvenuta nell’Henan, la provincia che già nel 2007 era stata al centro di uno scandalo analogo. Le 30 persone erano state prelevate con la forza dai loro paesi di origine costrette a lavorare con turni massacranti e sotto la minaccia di bastonature. La scoperta, ha dichiarato alla stampa un poliziotto di nome Zhang, è stata fatta domenica scorsa e otto proprietari di mattonifici della zona sono stati fermati e vengono interrogati. Nel 2007, una serie di casi analoghi erano stati scoperti nell’ Henan e nella vicina provincia dello Shanxi. In quell’ occasione, centinaia di handicappati erano stati salvati dalla polizia dopo che la pratica della schiavitù nei mattonifici e nelle miniere della zona era stata denunciata dalla stampa locale.

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Donne costrette a seguire “corso” di prostituzione

La polizia cinese ha sgominato una banda di malviventi che hanno costretto un centinaio di donne a prostituirsi dopo aver seguito un apposito “corso” ed aver superato un “esame”. Il “corso” consisteva nell’ assistere ad un rapporto sessuale tra il capo della banda e la moglie, mentre l’ esame nell’ essere violentate dallo stesso capo banda. E’ quanto scrive oggi il quotidiano Global Times citando fonti della polizia di Pechino. I malviventi prendevano di mira le donne dei quartieri periferici della capitale, molte delle quali immigrate di recente, invitandole ad interviste di lavoro. Invece delle interviste, le malcapitate subivano violenze sessuali da parte dei membri della banda, che le filmavano per poi ricattarle. Le donne venivano poi scortate dai banditi nei locali di karaoke o in sale di massaggi dove venivano costrette a prostituirsi. Un portavoce della polizia di Pechino, Zi Xiangdong, ha detto al giornale che le forze dell’ ordine sono venute a conoscenza dei fatti grazie a due delle donne, che sono riuscite a sfuggire ai loro rapitori e a denunciarli. Il portavoce ha precisato che le persone arrestate sono “una ventina”. L’ uomo sospettato di essere il capo banda, ha aggiunto il portavoce, ha 32 anni ed è lui stesso un immigrato dal nordest della Cina.

fonte: ANSA

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