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Banca Mondiale: crescita stabile, frenano Cina e India

L’economia mondiale si sta spostando da un rimbalzo post-crisi della ripresa a una crescita più lenta, ma comunque solida quest’anno e il prossimo, con i Paesi in via di sviluppo che contribuiscono per quasi la metà della crescita globale. E’ quanto prevede la Banca Mondiale nel Global Economic Prospects 2011. A rallentare il passo anche le locomotive Cina e India e l’istituto di Washington stima che il Pil mondiale – che nel 2010 è aumentato del 3,9% – rallenterà a un +3,3% nel 2011, prima di raggiungere un +3,6% nel 2012. I Paesi in via di sviluppo dovrebbero crescere del 7% nel 2010, del 6% nel 2011 e del 6,1% nel 2012. Continueranno a superare ampiamente la crescita nei paesi più sviluppati, prevista al +2,8% nel 2010, +2,4% nel 2011 e +2,7% nel 2012. Anche se è previsto un livello stabile di crescita fino al 2012, si legge ancora nella nota, la ripresa in alcune economie dell’Europa emergente e dell’Asia Centrale e in alcuni paesi più sviluppati è ancora incerta. Senza politiche nazionali correttive, l’alto livello di debito delle famiglie e di disoccupazione, e la debolezza del settore bancario e immobiliare con molta probabilità attenueranno la ripresa. La Cina nel 2011 crescerà ‘solo’ dell’8,7% segnando un indebolimento rispetto al tasso del 10% registrato l’anno scorso. E per il 2012, il ritmo dell’espansione cinese dovrebbe calare ancora a un tasso dell’8,4%. Il rallentamento – spiega l’Istituto di Washington – sarà dovuto principalmente “al ritiro degli stimoli fiscali” da parte di Pechino e a misure monetarie più restrittive tese a contrastare bolle speculative. In particolare, la Banca Mondiale ha espresso preoccupazione per il rischio di bolle speculative nell’area Asia-Pacifico, dove la Cina è fra le maggiori economie insieme Indonesia, Thailandia e Malesia. Per l’intera regione, la Banca Mondiale si attende una crescita dell’8% nel 2011 in rallentamento rispetto al +9,3% del 2010, e del 7,8% nel 2012. Per l’India, invece, l’indebolimento della crescita dovrebbe essere solo temporaneo: nel 2011 il Pil rallenterà all’8,4% per poi tornare a rafforzarsi nel 2012 salendo all’ 8,7% (lo stesso livello registrato nel 2009-2010). Per gli esperti di Washington, la crescita continuerà a essere trainata da una forte domanda interna e dal flusso di capitali stranieri, ma sarà “raffreddata” dalla stretta monetaria e fiscale necessaria per contenere l’inflazione e ridurre il deficit pubblico entro l’obiettivo del 3% del Pil fissato per la fine dell’anno fiscale 2013-2014.

fonte: Ansa

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