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Il segretario generale della Farnesina conferma l’interesse di Pechino verso Roma

La Cina conferma il suo interesse nei confronti dell’Italia come partner in diversi settori. E’ questo il messaggio che il segretario generale della Farnesina, ambasciatore Michele Valensise, riporta in Italia al termine della sua visita nel paese del dragone. Dopo la tappa a Shanghai, Valensise, accompagnato dall’ambasciatore italiano in Cina, Alberto Bradanini, ha avuto diversi incontri nella capitale cinese, volti a rinsaldare i forti legami che ci sono tra i due paesi. Valensise ha così avuto modo di intrattenersi non solo con i rappresentanti delle aziende italiane e del sistema Italia a Pechino, le Camere di commercio e le banche, ma ha visitato il nuovissimo centro italiano per la concessione dei visti appena aperto, a sottolineare l’importanza che il nostro paese pone sull’enorme richiesta di visti da parte dei cinesi. Ma il fulcro della visita a Pechino è stato il lungo e cordiale incontro che Valensise ha avuto con il viceministro degli esteri Song Tao, durante il quale si sono toccate le questioni bilaterali, europee, l’attualità internazionale, la Siria, l’Iran, l’Africa, l’Onu. “Il governo di Pechino – ha detto l’ambasciatore Valensise all’ANSA – guarda con molta attenzione all’Italia ed è aperto a nuove forme di collaborazione. Segue in dettaglio il processo di riforme in atto nel nostro paese e si augura di poter presto ricevere in visita il presidente del consiglio Enrico Letta”. Dall’incontro è emersa una grande disponibilità della Cina a lavorare con l’Italia nei prossimi mesi su una agenda concreta. Per questo si sta anche lavorando all’organizzazione dell’incontro del comitato governativo. “La riunione con il viceministro degli esteri Song Tao – spiega Valensise – ci ha consentito un esame approfondito dell’agenda dei due paesi. Stiamo preparando il prossimo incontro a Roma del comitato governativo italo-cinese, co-presieduto dai ministri degli esteri Emma Bonino e Wang Yi, che affronterà molti temi di interesse comune, dal commercio agli investimenti al ruolo delle imprese italiane in Cina”. L’incontro tra i rappresentanti diplomatici di Italia e Cina, ha dato anche la possibilità di mettere sul tavolo questioni su temi importanti, soprattutto per gli scambi tra i due paesi. “Nel nostro incontro – ha concluso Valensise – abbiamo anche confermati i settori prioritari di collaborazione, l’agroalimentare, l’ambiente, l’urbanizzazione, la sanità, per i quali l’Italia chiede una concreta apertura alla parte cinese con l’obiettivo di ridurre le asimmetrie esistenti”.

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Festeggiato il capodanno cinese a Roma

Lanterne rosse a Piazza del Popolo per festeggiare l’Anno del Drago in una esplosione di danze tradizionali e spettacoli acrobatici ma con una vena di tristezza. E’ il Capodanno cinese nel segno della solidarieta’ e dell’integrazione che si apre con il ricordo di Joy e Zhou, uccisi 10 giorni fa alla periferia di Roma. Torpignattara, quartiere dove l’immigrazione ha sostituito gran parte dei vecchi abitanti arrivati negli anni ’50 e ’60 e dove il giovane padre e la sua bambina di sei mesi sono stati freddati da una sola pallottola, sembra ancora piu’ lontano dal parco sfavillante di rosso sotto il Pincio dove si materializza la potenza economica e culturale del gigante asiatico, con centinaia di artisti giunti da Shangai, da Hangzhou, dallo Shangdong. I familiari delle vittime, chiusi nel dolore, non ci sono, ma alla tragedia di Torpignattara pensano in tanti. L’ambasciatore Ding Wei non nasconde ”un certo livello di preoccupazione” ma ci tiene a ribadire che la comunita’ cinese ha preso nota ”dell’efficacia e delle misure prese dalle autorita’ italiane”. ”Sono qui per dire che la comunita’ cinese in Italia e’ un elemento decisivo per un processo di integrazione” afferma il ministro per la cooperazione e l’integrazione, Andrea Riccardi. E il ministro dell’ambiente Corrado Clini dice che quello di oggi e’ ”l’abbraccio di Roma alla comunita’ cinese”, mentre il sindaco di Roma Gianni Alemanno sottolinea ”la volonta’ di assicurare alla giustizia gli assassini della piccola Joy”. Si comincia alle 14.00 con i due dragoni animati dalla scuola italiana di Kung Fu che da via del Corso arrivano in Piazza del Popolo, e la ritualita’ cinese diventa di tutti. Ding Wei, Alemanno, Riccardi e Clini dipingono di rosso gli occhi dei draghi: e’ cosi’, secondo la tradizione, che i draghi prendono vita per librarsi nel cielo o sfidare il mare. La piazza e’ stracolma, almeno 10.000 persone, gli italiani molti di piu’ dei cinesi: tutti abbagliati dalla ‘danza della gioia’ dei giovanissimi artisti di Shangai. Quando, solo sul grande palco, un bambino canta in italiano e in cinese ‘Mamma’, cavallo di battaglia di Claudio Villa, Riccardi sorride e Alemanno canticchia pure lui a bassa voce. In piazza, sui passeggini con i bambini di tutte le nazionalita’, l’associazione ‘Salvamamme’ ha posto un piccolo fiocco bianco in ricordo di Joy. Sulla scena, danze, acrobazie, giochi, in un caleidoscopio di colori celebrano l’Anno del Drago, simbolo di potere regale nell’antica Cina e di prosperita’. La gente si gode lo spettacolo sontuoso e dimentica per un po’ lo spread, che ormai popola gli incubi di molti, sperando nella lotteria – 4000 biglietti distribuiti gratis – e nel primo premio: un viaggio a Shangai per due che, nell’Italia declassata a tripla B, non sono in molti a potersi permettere. Tre ore ininterrotte di spettacolo e poi 15 minuti di fuochi d’artificio accendono di riflessi le statue del Pincio e le lanterne rosse appese sui lampioni. ”Xin Nian Kuai Le”, Buon anno a tutti.

fonte: ANSA

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I cinesi sempre interessati a comprare la Roma

“Contatti con un fondo sovrano cinese? Abbiamo la possibilità di cedere un 20% della nostra quota, ma non vogliamo cederla a chiunque, vogliamo provare a valorizzare ancora la Roma, attraverso l’ampliamento degli azionisti che possano dar valore al brand”. Cois’ Paolo Fiorentino, vice direttore generale di UniCredit, conferma i contatti con un fondo cinese interessato a diventare azionista della Roma. “Vediamo la possibilità di avere investitori asiatici come un grande asset – le parole del dirigente dell’istituto di Piazza Cordusio -. Stiamo vedendo se ci sono dall’altra parte del mondo degli investitori, stiamo verificando se c’é un interesse. Certo in un momento di turbolenze dei mercati non aiuta a investire in settori non nevralgici come il calcio, ma siamo fiduciosi e non abbiamo fretta”. “Noi non vogliamo monetizzare ma valorizzare l’asset – ha quindi aggiunto Fiorentino – e vogliamo un investitore che possa portare valore all’asset, ci sono discussioni avviate”. Ovviamente di comune accordo con i partener americani del presidente Thomas DiBenedetto: “La Roma è una società strutturata che UniCredit e gli statunitensi vogliono sempre più forte. Anche per questo stiamo vagliando delle opzioni anche in Cina per cedere una quota”. Nessuna novità invece sul fronte interno. “Al momento delle negoziazioni con gli americani abbiamo avuto contatti con imprenditori italiani – ha ammesso Fiorentino -, ma che volevano portare avanti una gestione molto tradizionale, da mecenati, che rendeva per noi insostenibile far parte della società. Riteniamo che questa scelta ora porterà dei ritorni, l’altra scelta avrebbe significato non dare una continuità. E’ stata scelta quella più complessa ma che sta dando corpo alle aspettative. Le altre erano così improbabili e rischiose, non per UniCredit ma per la Roma, che mi sono preso la responsabilità di cassarle in maniera anche abbastanza ruvida”. Il vice direttore generale di UniCredit ha poi speso belle parole per il tycoon di Boston, Thomas DiBenedetto: “Lui è il presidente, ed è piacevole girare per Roma con lui, non si sottrae mai, e dietro una patina da bonaccione è molto lucido ed ha sempre fatto affari. Sa come impostare l’azienda ed è un negoziatore terribile, quasi quanto me. Alla fine lavoriamo molto bene insieme come anche con Pallotta, che è molto più presente nella società di quanto non appaia”. E proprio per quanto riguarda DiBenedetto, ci sono state alcune polemiche sullo stipendio che dovrebbe prendere alla Roma: “C’é una retribuzione massima di tutto il consiglio che è stata stabilita, poi sulle persone chiave c’é un comitato remunerazione che ancora non si è espresso e Tom ancora non ha uno stipendio fissato al momento. Abbiamo stabilito una cornice ma non quale sarà l’ammontare”.

fonte: ANSA

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Aereo Cathay per Roma torna indietro per avaria

A causa di una avaria a uno dei motori, un Airbus A340 della Cathay Pacific diretto a Roma è tornato all’aeroporto di Hong Kong poche ore dopo il decollo. Secondo i media locali che citano fonti della Cathay c’erano a bordo 296 persone e il problema al motore si è verificato circa un’ora dopo il decollo, obbligando il pilota a spegnerlo. L’aereo è rientrato a Hong Kong, senza nessun problema, poco prima delle tre del mattino locali, le 21:00 ora italiana, circa tre ore dopo il decollo.

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Ambasciatore cinese in Italia visita l’Ansa: crediamo in vostro paese

I rapporti tra Cina ed Italia sono al loro punto piu’ alto di sempre, e il governo di Pechino presta ”moltissima attenzione” ai rapporti sino-italiani, tanto che il premier cinese Wen Jiabao ha chiaramente detto che l’Italia dev’essere ”in prima fila” nei rapporti tra Cina ed Europa: e’ quanto ha spiegato l’ambasciatore cinese in Italia, Ding Wei, nel corso di un incontro all’ANSA, dove e’ stato accolto dall’amministratore delegato Giuseppe Cerbone e dal direttore responsabile Luigi Contu, rispondendo poi a domande di alcuni giornalisti dell’agenzia. Ding ha parlato di temi bilaterali ed internazionali a tutto campo. ”L’Italia al momento e’ al centro di questa crisi finanziaria ma la Cina ha piena fiducia che il Paese riuscira’ a superarla”, ha tra l’altro spiegato l’ambasciatore, notando che Pechino ”ha nel suo portafoglio gia’ il 4% di titoli di Stato italiani e crede nel futuro dell’Italia”. Il Paese e’ tra i principali mercati in Europa ”per gli investimenti cinesi”, ha aggiunto, osservando che il governo cinese sceglie i propri investimenti in base a tre principi fondamentali quali ”la sicurezza, la flessibilita’ e la multilateralita”’. Ed in base a questi principi, ha concluso il diplomatico, Pechino punta ”a rafforzare la collaborazione con l’Italia”. Un rafforzamento che passa anche ”attraverso il potenziamento di canali informativi essenziali per approfondire la conoscenza reciproca”. Un interesse forte anche per l’ANSA: il direttore Contu ha evidenziato l’obiettivo di far conoscere meglio l’Italia in Cina, sottolineando anche l’importanza, sotto il profilo informativo, di altre aree strategiche come il Mediterraneo. Il governo cinese, ha ricordato da parte sua Cerbone, sta investendo in maniera significativa proprio nel Mediterraneo, dove l’ANSA ha un ruolo di primo piano. Un filone di collaborazione che, ha concluso l’ad, puo’ essere interessantissimo. Ding ha anche parlato delle strategie cinesi per la crescita sociale e non solo economica: ”il nostro obiettivo – ha detto – e’ fare in modo che lo sviluppo si trasformi da quantitativo in qualitativo per migliorare il tenore di vita della popolazione”. Tra le priorita’ espresse nel prossimo piano quinquennale, ”mitigare gli squilibri tra le diverse regioni”, nonche’ ”energia verde e protezione ambientale” perche’ ”negli ultimi 30 anni la Cina ha pagato un prezzo alto, in termini ambientali, per ottenere una crescita rapida”. In futuro, ha aggiunto, punteremo anche sul ”rafforzamento della spesa interna”. Nonostante la crescita che ha caratterizzato gli ultimi decenni, il Pil pro-capite, ricorda Ding, e’ molto basso e 120 milioni di cinesi vivono con meno di un dollaro al giorno. Infine, il Mediterraneo, dove l’Italia e la Cina hanno interessi comuni nei settori sociale,politico ed economico. ”Nel campo economico – ha proseguito – intendiamo rafforzare il volume totale delle collaborazioni, e i settori che ci interessano sono gli stessi che interessano l’Italia: l’energia, la costruzione delle infrastrutture. Ma sono importanti anche gli scambi culturali, per rafforzare la conoscenza reciproca, per consolidare l’amicizia”. E ”visto il ruolo importante dell’Italia nella regione”, e’ prioritaria una collaborazione reciproca ”per consolidare i rapporti con gli altri Paesi”.

fonte: ANSA

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Roma e Shanghai firmano accordo per collaborazione reciproca

Una stretta collaborazione nei settori della cultura, del turismo, della scienza, dell’innovazione tecnologica e del’ambiente oltre che dell’economia e del commercio. Questi gli obiettivi dell’accordo di amicizia e collaborazione tra la città di Roma e quella di Shanghai sottoscritto oggi dal sindaco Gianni Alemanno e dal presidente della Commissione popolare di Shanghai, Feng Guokin. Nell’accordo, le due città, si prendono l’impegno di promuoversi reciprocamente come meta turistica privilegiata, organizzare mostre, festival e iniziative culturali finalizzate a questo scopo. Inoltre la collaborazione si estende alle Camere di Commercio, alle aziende, alle associazioni di categoria e a tutto il tessuto produttivo cittadino comprese le aziende municipalizzate che si occupano di settori come l’energia, lo smaltimento dei rifiuti urbani e la mobilità sostenibile. “Questo protocollo – ha spiegato Alemanno – è il compimento dell’incontro che ho avuto col sindaco di Shanghai perché ci sia un rapporto diretto tra le due città a iniziare dalla manifestazione “Le vie della setà organizzata da Zetema. Vogliamo raccogliere l’esperienza dell’expo e la capacità innovativa del popolo cinese”. Feng Guokin ha ringraziato il sindaco per l’accoglienza e per il protocollo di intesa che sancisce “una collaborazione e uno scambio ancor più ampio per il futuro”. Per l’usuale scambio di doni Alemanno ha donato una medaglia del natale di Roma.

fonte: ANSA

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Roma si veste d’oriente per Wen Jiabao

Sulla via della seta passando per i Fori imperiali. Roma si veste di Cina per accogliere il primo ministro di Pechino Wen Jiabao e celebrare i 40 anni di rapporti diplomatici tra la potenza asiatica e l’Italia. I Fori Imperiali, da piazza Venezia al Colosseo, sono illuminati dalle tipiche lanterne rosse, che sono simbolo per i cinesi di buon augurio per il futuro. L’augurio di rapporti sempre più stretti tra “due antiche civiltà” perché possano cooperare in campo culturale, artistico, letterario e, naturalmente, economico. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per tutta la giornata con al fianco il suo omologo cinese, lo dice a più riprese quanto siano importanti i rapporti con Pechino. L’Unione Europea rischia di essere “relegata nel passato”, avverte. Ma é proprio quel passato, che lega l’Italia alla Cina anche attraverso figure come Marco Polo e il gesuita Matteo Ricci, uno degli ingredienti che Roma mette in campo per “sedurre” la potenza economica cinese. Il premier Wen ringrazia per l’omaggio scenografico delle lanterne rosse. Poi nel pomeriggio, al Teatro dell’Opera, dice al sindaco di Roma Gianni Alemanno che la tradizione lirica del nostro Paese “é sempre più diffusa ed apprezzata in Cina”. E allora anche la facciata del teatro della capitale viene “vestita” di rosso per l’apertura dell’Anno culturale della Cina in Italia. Rosse le otto colonne, in mezzo alle quali campeggiano le lanterne, rossi anche i lunghi drappi sulla facciata che vengono fotografati dai turisti incuriositi. Dentro il teatro 1.200 ospiti dell’ambasciata cinese e della fondazione Italia-Cina assistono al concerto dell’Orchestra Filarmonica cinese che alterna la lirica italiana alla musica tradizionale del paese d’Oriente. Più della metà degli ospiti sono immigrati che vivono in tutta la penisola, studenti, imprenditori e anche artisti. Le telecamere dei loro cellulari si accendono quando dal palco d’onore il premier Wen si alza per salutare, con a fianco Berlusconi. Fuori c’é l’Esquilino, il quartiere di Roma a più alta densità di cinesi. Lì ci sono i problemi di integrazione, che il sindaco Alemanno non manca di ricordare: “Ci sono una serie di problemi soprattutto per le attività commerciali – dice – l’ambasciatore cinese, con il quale abbiamo avviato un lavoro comune, mi ha ribadito con forza che farà di tutto affinché i cinesi residenti in Italia e in particolare a Roma rispettino le leggi del nostro Stato”. Nelle parole del primo cittadino, che domenica partirà per l’Expo di Shangai c’é l’ottimismo che l’integrazione possa avvenire. E Berlusconi ribadisce più volte che l’Italia cercherà di conoscere la Cina almeno quanto la Cina conosce l’Italia. Il presidente del Consiglio chiede anche per il nostro paese una Casa della cultura cinese, come quelle di Francia e Germania. Nel saluto caloroso e prolungato con Wen c’é la promessa di una “amicizia” sempre più stretta.

fonte: ANSA

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