Archivi tag: religione

“I Sikh, guerrieri della pace” terza puntata su Rai Radio 3 per Passioni

Non perdetevi fra poco, alle 14 su Rai Radio 3 per il programma Passioni, la terza puntata di “I sikh, guerrieri della pace”. Si parlerà di religione e musica sikh con Bhai Baldeep Singh, Francis Tiso e altri. trasmissione può essere ascoltata in maniera tradizionale oppure sul sito www.passioni.rai.it dove si potrà anche riascoltarla successivamente o scaricare il podcast. Sullo stesso sito si possono anche riascoltare o scaricare i podcast delle puntate precedenti.

Lascia un commento

Archiviato in Accà e allà (notizie dall'area), Senza Categoria

Cina a Vaticano: rispetta nostra sovranità

“Il Vaticano dovrebbe rispettare la sovranità cinese e non interferire con le nomine cinesi dei vescovi”. Lo ha detto ad un quotidiano cinese Liu Yuanlong, il vicepresidente della Chiesa Patriottica Cinese. “La Cina – ha detto Liu Yuanlong al Global Times – sempre salvaguarda la propria sovranità e la propria integrità territoriale e non permette mai a forze straniere di interferire con la religione. Il Vaticano dovrebbe rispettare la Cina in termini di personale di una diocesi”. In un passaggio di una intervista rilasciata lo scorso 5 marzo al direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli, papa Francesco aveva detto di aver scritto una lettera a Xi Jinping quando è stato eletto, tre giorni dopo la sua salita al soglio pontificio, ricevendo una risposta dal presidente cinese.

Lascia un commento

Archiviato in L'oppio dei popoli

Per Xi Jinping, religione necessaria contro corruzione

La religione e la fede come strumenti per combattere la corruzione e la degenerazione morale della Cina. Secondo quanto riferiscono diverse fonti locali il presidente cinese Xi Jinping vuole che il partito comunista sia piu’ tollerante nei confronti delle religioni proprio con la speranza che cio’ possa essere di aiuto al recupero della morale in un paese che negli ultimi anni soprattutto sta vivendo un declino morale ed e’ ossessionato solo dal denaro. Sempre stando a queste fonti locali il presidente cinese crede che i valori delle tre religioni tradizionali, il Confucianesimo, il Buddismo e il Taoismo, potrebbero riempire il vuoto che ha permesso alla corruzione di fiorire. Secondo le stime tra il 2008 e il 2012 in Cina sono stati oltre 140.000 i funzionari governativi che sono stati arrestati per corruzione o abuso d’ufficio, una media di 78 al giorno. Anche i crimini comuni, delitti, aggressioni, negli ultimi anni hanno subito un brusco aumento. Solo poche settimane fa ha destato molto scalpore il caso di una zia che ha cavato gli occhi al nipote per ragioni che sono ancora sconosciute. Per gli scettici, tuttavia, l’apertura verso le religioni e’ solo parte di una studiata strategia politica per allontanare le colpe dei mali della Cina dal partito. In Cina almeno ufficialmente la liberta’ di religione e’ sancita dalla Costituzione ma di fatto normalmente il partito non esita a schiacciare chi si oppone o sfida le sue regole.

Lascia un commento

Archiviato in L'oppio dei popoli, sol dell'avvenire

Arrestati ad agosto quattro preti fedeli al Papa

Quattro preti in comunione con Roma e non con al Chiesa Patriottica Cinese, sarebbero stati arrestati il mese scorso in Cina. Lo hanno denunciato gruppi per i diritti umani di Hong Kong che hanno inviato una denuncia al consiglio dei diritti umani dell’Onu di Ginevra. Secondo il gruppo Justice and Peace Commission (Jpc) con sede nell’ex colonia britannica, la situazione in Cina starebbe peggiorando in questa fase nei confronti dei fedeli e sacerdoti cattolici. Il primo prete ad essere arrestato é indicato con il nome Song Wanjun e risulta essere stato fermato agli inizi di agosto nella diocesi di Xiwanzi, nella Mongolia interna. Tre altri preti, Shi Weiqiang, Tian Jianmin e Yang Gang, sono stati invece arrestati nell’Hebei. Non si sa al momento dove siano né le loro condizioni di salute. In Hebei le autorità hanno impedito lo svolgimento della festa dell’Assunzione della Vergine lo scorso 15 agosto, molto sentita dai fedeli cattolici anche in Cina. In ogni modo, malgrado il clima di ansia, sabato 7 settembre, in risposta alla richiesta di Papa Francesco ad una giornata di digiuno e preghiera per fermare il conflitti in Siria, la comunità cattolica di Shanghai si riunirà presso la chiesa di San Francesco Saverio e in altre chiese della capitale economica cinese, saranno celebrati incontri di preghiera e messe

Lascia un commento

Archiviato in L'oppio dei popoli, Senza Categoria

Nuove regole per l’elezione dei vescovi in Cina, governo decide nomi

Nuove regole per l’elezione dei vescovi in Cina che rafforzano il controllo della Bcccc, Bishops Conference of the Catholics Church in China, la conferenza dei vescovi cinesi che è appoggiata dal governo e non è riconosciuta dalla Santa Sede. In base alle nuove disposizioni, entrate in vigore in aprile ma delle quali si sa solo da qualche giorno, una diocesi deve cercare l’accordo con la Bcccc e con la commissione per gli affari religiosi per poter iniziare il processo di elezione e di ordinazione di un nuovo vescovo. La vecchia normativa invece, più snella, prevedeva solo che la diocesi dovesse gestire la procedura a livello provinciale. “La modifica – ha commentato Anthony Lam Sui-ki, ricercatore della diocesi del centro studi dello Spirito Santo di Hong Kong – rappresenta un passo indietro perché blocca la normalizzazione della vita della Chiesa in Cina. Ma allo stesso tempo ricorda ai vescovi ordinati dal Vaticano che devono essere coraggiosi e non farsi impaurire dalle autorità”. Le relazioni tra la Cina e il Vaticano sono negli ultimi anni particolarmente tese.

Lascia un commento

Archiviato in L'oppio dei popoli

Primo appello di Papa Francesco per liberta’ religiosa ai cattolici cinesi

Appello del Papa per i cattolici cinesi, al termine dell’udienza generale, a due giorni dalla festa della Madonna di Sheshan di Shangai, simbolo della perseveranza nella fede dei cattolici in Cina. Si tratta del primo intervento pubblico del nuovo Papa nel complicato dossier Cina che ha ereditato dal predecessore. Papa Francesco, davanti agli oltre 50 mila radunati in piazza San Pietro, ha dunque ricordato che il 24 maggio è il giorno dedicato alla Madonna di Sheshan e ha invitato “i cattolici di tutto il mondo a unirsi in preghiera con fratelli e sorelle che sono in Cina per implorare da Dio la grazia di annunciare con umiltà e con gioia Cristo morto e risorto, di essere fedeli alla sua Chiesa e al Successore di Pietro, e di vivere la quotidianità nel servizio al loro Paese e ai loro concittadini in modo coerente con la fede che professano”. Ha quindi pregato con le parole che i cinesi rivolgono alla Madonna del santuario di Sheshan: “sostieni l’impegno di quanti, in Cina, tra le quotidiane fatiche, continuano a credere, a sperare, a amare, affinché mai temano di parlare di Gesù al mondo e del mondo a Gesù”. Nel 2007, con la sua Lettera ai cattolici cinesi, Benedetto XVI ha proclamato per il 24 maggio una Giornata mondiale di preghiera per la Cina, da allora il santuario di Shanghai, è divenuto meta di pellegrinaggio di tutti i cinesi che, pur tra ostacoli di vario genere frapposti da polizia e autorità, si recano a pregare la Madonna. Intervenendo prima della Giornata, il Papa dà sostegno a quanti sfideranno gli ostacoli per andare a pregare nel santuario, e dà anche un segnale al governo di Pechino. La mano tesa al gigante asiatico da papa Ratzinger con la Lettera non ha infatti dato i risultati sperati, nella complicata situazione dei cattolici divisi tra Chiesa clandestina, fedele al Papa, e chiesa ufficiale, collegata alla Associazione patriottica, emanazione governativa che avrebbe voluto creare una chiesa nazionale antagonista ai papi. Tra le partite aperte tra Roma e Pechino, le nomine dei vescovi, con il tentativo di Pechino di condizionarne la libera scelta da parte del Papa. I cattolici in Cina, inoltre, sia laici che preti o vescovi, subiscono numerose restrizioni alla libertà religiosa. Nell’appello papa Francesco, senza dire parole di rottura, ha ribadito la posizione di Ratzinger: i cattolici cinesi hanno il diritto di essere fedeli al Papa, pur volendo con certezza essere dei buoni cittadini cinesi.

fonte: ANSA

Lascia un commento

Archiviato in L'oppio dei popoli

Morto vescovo di Shanghai, fu detenuto 27 anni

E’ morto in Cina mons. Aloysius Jin Luxian, vescovo coadiutore di Shanghai. Aveva 96 anni – riferisce un comunicato della sala stampa della Santa Sede – ed è morto il 27 aprile. Il presule, gesuita, era nato nel 1916 nel distretto di Nanshi della città di Shanghai ed è stato “una personalità chiave nella storia della Chiesa cattolica in Cina degli ultimi 50 anni”, sottolinea la nota. Studiò prima in Cina e poi in Europa ma con l’avvento della Repubblica Popolare Cinese, nel 1950 fu richiamato in patria e, a seguito degli avvenimenti politici del tempo e dell’espulsione dei gesuiti stranieri, nel 1951 fu nominato rettore temporaneo del seminario regionale di Xuhui (Shanghai). Jin Luxian fu arrestato nel 1955, sottoposto a processo, e condannato. Venne rilasciato dopo 27 anni di detenzione. Nel 1985 il rev. Jin Luxian accettò di essere consacrato vescovo per la diocesi di Shanghai, ma senza approvazione pontificia. Approvazione che ottenne una quindicina d’anni dopo, divenendo vescovo coadiutore di Shanghai, dopo aver manifestato la sua fedeltà al Papa.

Lascia un commento

Archiviato in L'oppio dei popoli