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Esplosione, forse bomba, all’aeroporto Pudong di Shanghai, 4 feriti

Una esplosione in una zona del check-in del principale aeroporto internazionale di Shanghai, Pudong, ha provocato il ferimento di almeno quattro (forse cinque tra cui lo stesso attentatore, secondo altre fonti) persone ma non ha causato alcuna interruzione ai voli. L’esplosione è avvenuta intorno alle 2:20 locali (le 7.20 in Italia) e pare sia stata causata da una sorta di esplosivo fatto in casa, anche se tutto è ancora molto confuso. L’esplosione è avvenuta al terminal 2, nei pressi delle aree del check in di Philippine Airlines e Thai Airways. Tra i feriti, quattro  non sarebbero in pericolo di vita. Secondo L’agenzia Nuova Cina, il quinto ferito sarebbe l’attentatore che dopo aver gettato un oggetto, forse una bottiglia con esplosivo, si sarebbe tagliato la gola. Soccorso, versa in condizioni critiche.

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Raggiunge altezza massima secondo grattacielo al mondo

Ha raggiunto la sua massima altezza il nuovo grattacielo in costruzione a Shanghai che sarà il secondo più alto al mondo e il primo in Cina. Gli operai hanno infatti completato il tetto Shanghai Tower ad una altezza di 632 metri. Il grattacielo, i cui lavori sono cominciati nel 2008 e termineranno alla fine dell’anno prossimo, avrà 137 piani di uffici, negozi, un albergo e centri culturali. A 560 metri di altezza, ci sarà un punto di osservazione sulla città per i turisti. Il progetto ha un budget di 15 miliardi di yuan, oltre 2 miliardi di euro, e andrà ad arricchire lo skyline di Lujiazui, il distretto finanziario di Shanghai nell’area nuova di Pudong a ridosso del fiume Huangpu, dove ci sono già lo Shanghai World Financial Center di 492 metri e la Jin Mao Tower di 420 metri. La Shanghai Tower sarà il secondo grattacielo al mondo (dopo il Burj Khalifa di Dubai di 829,8 metri) fino al 2016 quando sarà completata a Shenzhen, nel sud della Cina, il Ping’an International Financial Center di 660 metri. Grazie ad un ascensore che viaggia a 18 metri al secondo, i visitatori arriveranno in 30 secondi al 118mo piano. La facciata a vetri servirà invece da schermo sul quale saranno proiettate immagini e la sommità fungerà anche da base per spettacoii di luci e raggi laser.

Un rendering di come sarà lo skyline di Pudong al completamento della Shanghai Tower

Un rendering di come sarà lo skyline di Pudong al completamento della Shanghai Tower

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Piovono escrementi nei pressi dell’aeroporto Pudong di Shanghai

Pioggia di escrementi dal cielo nei pressi dell’aeroporto di Shanghai. Secondo quanto riferisce lo Shanghai Daily, i residenti nella zona dell’aeroporto internazionale di Pudong hanno denunciato di aver notato feci cadere dal cielo sul terreno o, peggio, sui veicoli parcheggiati. Alcune casalinghe hanno addirittura lamentato che gli escrementi sono ‘atterrati’ sulla biancheria pulita stesa ad asciugare. Le autorità locali hanno immediatamente aperto un’inchiesta ma l’ipotesi piu’ probabile è che si sia verificata qualche perdita nei contenitori settici di alcune aerei in transito. ”Al momento – ha dichiarato un funzionario dell’aeroporto di Pudong – non ci sono prove ma se dovessimo individuare una compagnia aerea colpevole di questo essa sarà responsabile di eventuali risarcimenti”. Secondo un esperto citato dal giornale, negli aerei le feci sono generalmente conservate in contenitori disinfettanti. Ad alta quota la temperatura può arrivare anche a meno cinquanta gradi per cui, anche se ci fosse una perdita, le feci si fermerebbero sulla superficie dell’aereo. Tuttavia potrebbe capitare che in fase di atterraggio, quando la temperatura sale, gli escrementi potrebbero staccarsi dal velivolo e precipitare al suolo.

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E’ una possibile trappola mortale il grattacielo più alto del mondo che sarà costruito in Cina

Sky City, il grattacielo che dovrebbe sorgere a Changsha, nella provincia cinese dell’Hunan, in soli 90 giorni, diventando il più alto del mondo, potrebbe diventare una trappola mortale. Secondo quanto riferisce il China Daily, l’allarme è arrivato da alcuni esperti per i quali l’edificio non risponderebbe ai requisiti minimi di sicurezza. Se dovesse alla fine sorgere, Sky City dovrebbe essere di 220 piani per un’altezza totale di 838 metri, dieci metri in più dell’attuale edificio più alto del mondo, il Burj Khalifa di Dubai. Dovrebbe accogliere 4.000 famiglie in appartamenti che saranno collocati tra il sedicesimo e il centottantesimo piano e poi ospedali, alberghi, banche e uffici, oltre a numerosi ristoranti. “Ci sarebbe un numero impressionante di persone che gravitano nell’edificio – ha dichiarato Li Xun, vice presidente dell’accademia cinese di pianificazione urbana e design – che accadrebbe se all’improvviso scoppiasse un incendio ad esempio?”. Normalmente infatti le scale usate dai pompieri per spegnere gli incendi possono arrivare fino a un massimo di 100 metri. Scettico anche Wang Youwei, vice presidente dell’accademia cinese per la ricerca nelle costruzioni, che ha evidenziato come ci sarebbero problemi anche con gli ascensori che impiegherebbero troppo tempo ad arrivare da piano terra. “Si tratterebbe di minuti cruciali in situazioni di emergenza – ha detto Wang – in cui un uomo potrebbe morire”. Il portavoce della Broad Group, la società costruttrice del grattacielo, ha rifiutato di commentare queste critiche. In molti sostengono poi che grattacieli così alti possono anche creare problemi di abbassamento del suolo, creando pericolosi avvallamenti. Lo scorso settembre un rapporto di un’organizzazione internazionale che si occupa dell’habitat urbano e che ha sede negli Stati Uniti, ha evidenziato come la Cina sia il paese al mondo che sta pianificando la costruzione, nei prossimi anni, di più grattacieli, con 239 edifici alti più di 200 metri che sono già in costruzione in tutto il paese.

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Corsa a chi tocca prima il cielo: imprenditore costruisce un grattacielo in 90 giorni

La gara ad aggiudicarsi il primato di chi riesce a toccare più facilmente il cielo registra in Cina una nuova follia: un’azienda infatti ha annunciato la costruzione del grattacielo più alto del mondo in 90 giorni. La notizia è stata data dalla Broad Sustainable Building, società parte di una più grande azienda che costruisce impianti industriali per aria condizionata. L’intenzione è quella di costruire, utilizzando il loro sistema sperimentato che ricorda le costruzioni Meccano o Lego, un grattacielo per civili abitazioni, uffici ed altro entro marzo dell’anno prossimo, escludendo le fondamenta che dovrebbero essere realizzate, se le autorizzazioni arriveranno in tempo, nelle prossime settimane. L’azienda di Zhang Yue, l’uomo che nella provincia meridionale dello Hunan, nella sua Changsha, vuole costruire il grattacielo più alto del mondo alto 838 metri con 220 piani, non è nuova ad iniziative del genere. Alla fine del 2011 il video (in velocità aumentata) della costruzione in 15 giorni di un edificio destinato ad albergo di 30 piani sempre nello Hunan ma sul lago Dongting, impiegando 200 operai, ha fatto il giro del mondo diventando virale. Ora, dopo aver costruito con lo stesso sistema di moduli in alluminio prefabbricati, simili a schede che contengono anche già il cavedio e le altre strutture, in Cina e a Cancun in Messico, Zhang è pronto per la sfida. Secondo i piani dei suoi tecnici, alcuni ingegneri e architetti hanno lavorato alla realizzazione del Burj Khalifa di Dubai, che attualmente detiene il record di grattacielo più alto del mondo ma che sarà superato di una decina di metri da quello di Changsha. L’edificio accoglierà 17.400 persone e ospiterà anche alberghi, ospedali, scuole e uffici. La reception-hall del palazzo, come in tutte le strutture di Zhang, sarà una piramide costruita esternamente all’edificio. Quella di Zhang è solo l’ultima follia in termini di grattacieli che tocca la Cina, il paese che con 4 strutture (esclusa una a Hong Kong) ne ha il maggior numero nell’elenco dei dieci edifici più alti al mondo. Negli ultimi tempi le città cinesi hanno visto un enorme sviluppo in verticale. Nel 2015, tra i dieci più alti palazzi al mondo (oltre i 500 metri), cinque (compreso quello di Zhang) saranno in Cina; tre di questi sono già in costruzione e due, quello di Zhang e un altro a Tianjin, dovrebbero vedere presto l’inizio dei loro lavori. In Cina la via verso la costruzione verticale ha avuto un boom non solo per dimostrare la potenza del paese e competere con i grandi paesi occidentali, ma anche per abbassare il costo della terra edificabile, molto alto in Cina a causa del sovraffollamento delle grandi città. Sull’esempio di Hong Kong (dove peraltro il territorio edificabile è geograficamente poco), città come Shanghai, Shenzhen, Pechino, Guangzhou, si stanno sempre più sviluppando in verticale. Non senza problemi: a causa ad esempio del grande numero di scavi per la costruzione dei grattacieli nella parte nuova di Shanghai, la città ha registrato un aumento nel suo inabissamento, facendo accendere un campanello d’allarme alle autorità che hanno da pochissimo deciso nuove misure. Negli ultimi 40 anni, la città si è abbassata di 29 cm, sui 4 metri di media altitudine sul livello del mare che ha Shanghai. In alcune aree, l’abbassamento è stato anche di 3 metri negli ultimi 5 anni. L’anno scorso nella zona dove stanno costruendo uno dei grattacieli più alti del mondo, si è aperta una crepa con una voragine di oltre 100 metri sulla strada. Molte altre si vedono spesso in diverse città cinesi. E’ stato stimato che per ogni millimetro di cedimento di costa a Shanghai, risulta per le case comunali una spesa di 20 milioni di dollari per sistemare e conservare.

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Shanghai sprofonda sotto il peso dei grattacieli

Lo Skyline di Shanghai. Foto: Mimmo Torrese

Rischia di sprofondare sotto il peso delle sue altissime torri Shanghai, la più moderna e accattivante delle città cinesi. Se da un lato la metropoli del sudest della Cina diventa sempre di più la città del futuro e la capitale economica del paese, sfavillante con i suoi grattacieli sempre più alti e dalle forme innovative, dall’altro Shanghai suscita le preoccupazioni dei geologi. Secondo quanto riferisce il Times, infatti, a causa di vari fattori come l’aumento della popolazione dovuta ai fenomeni migratori, la morbidità del suolo e il surriscaldamento globale, dal 1921 ad oggi il livello della città è calato di quasi due metri. Un problema che, tuttavia, riguarderebbe non solo Shanghai, ma diverse altre città della Cina, tra cui la capitale Pechino e Xìan (la città nota ai più per ospitare il celebre esercito di terracotta). Le cronache segnalano larghe buche che si aprono come voragini in queste città, e di incidenti che hanno coinvolto pedoni e autoveicoli. E’ successo recentemente proprio a Shanghai, nella zona finanziaria dove continuano i lavori per ultimare la costruzione della Shanghai Tower, destinata a divenire il grattacielo più alto della Cina (con i suoi 632 metri di altezza anche il secondo più alto al mondo dopo il Burj Khalifa di Dubai). Nelle vicinanze del cantiere si è aperta una falla nel manto stradale lunga oltre sei metri e mezzo. La società costruttrice della torre, dopo che le immagini si sono diffuse nella rete e su molti blog, ha reagito immediatamente, definendo la superficie stradale “sotto controllo e priva di rischi”. Ma senza convincere tutti. Shanghai si trova su un terreno soffice a causa della sua posizione geografica, alla foce del fiume Yangtze. Ma non solo. Secondo gli esperti, il peso dei grattacieli e il riscaldamento globale giocano comunque un ruolo importante, aggravando ulteriormente la situazione. Secondo un rapporto dell’Istituto per le ricerche geologiche di Shanghai, il peso dei grattacieli può incidere per il 30% sui cedimenti della superficie della città. Il problema, secondo i geologi, sarebbe sorto già negli anni cinquanta, ma é stato solo nei primi anni ottanta che se ne è cominciato a parlare. C’è chi sostiene che il governo abbia sottovalutato il problema, agendo con troppa lentezza, perchè solo di recente è stato approvato un piano apposito per “la prevenzione del crollo del territorio”. “Ma non è sufficiente – spiega Li, un esperto dell’accademia di scienze sociali di Shanghai – il problema da affrontare a monte è quello dell’urbanizzazione. Una opzione potrebbe essere quella di diminuire la densità degli edifici, il che significherebbe un minor numero di grattacieli pesanti”. In basi ai dati dell’ultimo censimento, Shanghai ha raggiunto nel 2010 una popolazione di 23 milioni di abitanti. Con l’aumento della popolazione sono aumentati anche i grattacieli, sorti in breve tempo uno accanto all’altro. Nel solo 2011 sono stati costruiti 200 nuovi grattacieli e si calcola che entro il 2016 il numero totale potrebbe arrivare a superare gli 800.

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Inaugurato a Pechino primo outlet italiano

Piazza san Marco, il Colosseo, le calli veneziane, il Canal grande con tanto di gondole e gondoliere, palazzi fiorentini e romani: è questo lo scenario che da oggi accoglierà i sempre più agguerriti compratori cinesi a Wuqing tra Pechino e Tianjin. Qui, infatti, a 20 minuti di auto dalla capitale cinese e dalla città ex colonia italiana, la Rdm Group, l’azienda italiana del gruppo Fingen leader nella costruzione di Outlet, ha aperto il suo primo outlet cinese, il Florentia Village, il primo di cinque. Alla presenza dell’ambasciatore italiano Attilio Massimo Iannucci, il presidente di Rdm group Jacopo Mazzei e Ivano Poma, presidente della società in Asia, hanno tagliato il nastro della struttura che su una superficie di 45 mila metri quadri (60.000 la superficie totale) conta oltre 200 negozi delle maggiori firme della moda sia italiana che internazionale e 2.800 posti auto gratuiti per i clienti. Il management, sarà italiano. Non solo moda: nella struttura italiana, realizzata in società con la sino-americana Waitex, anche bar e ristoranti con prodotti tipici italiani che faranno da contorno alle grandi marche come Bulgari, Prada, Fendi, Giorgio Armani, Salvatore Ferragamo, Tod’s, Versace, Burberry, Zegna, Moncler, Missoni e Lancel, oltre ai marchi popolari e di tendenza come Diesel, Coach, Guess. L’investimento di Rdm è di oltre 400 milioni di euro per i cinque progetti: dopo questo aperto oggi, dovrebbero venire un outlet a Pudong, la zona nuova di Shanghai dove sono già in corso avanzati contatti con le autorità; nella provincia meridionale del Guangdong e a Chongching, la città più popolosa di Cina. Ma anche estero: “la nostra società – spiega all’Ansa Jacopo Mazzei – sta guardando anche alla Turchia, al Sud America, all’Europa dell’est”. Un investimento importante in Cina. “Siamo qui da molti anni – continua Mazzei -: il mercato del lusso è molto importante non solo in termini qualitativi ma anche quantitativi. E’ un paese che per questo settore da condizioni di mercato ideali. Ma non è un paese semplice dove investire, lo sviluppo del business è molto difficile. C’é tanta competizione, ci vogliono mezzi finanziari e conoscere bene la realtà. Non è un mercato facile, bisogna avere ottimi partner”. Duecento negozi del lusso vicino Pechino che potrebbero competere anche con i monomarca già presenti nelle grandi città. “La nostra esperienza in questo paese e i dati – continua Mazzei – ci spiegano che qui c’é un elevato numero di persone che può spendere. Non siamo in competizione perché l’outlet per definizione è un’altra cosa, offre altri prodotti. Se ci fosse competizione gli stessi brand non sarebbero venuti qui ma sarebbero rimasti solo nella città, invece fanno a gara per esserci”.

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