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Karaoke in sala massaggi: 300 funzionari arrestati

Quasi trecento funzionari governativi cinesi sono stati arrestati nella provincia dello Shanxi, nel nord della Cina, perché frequentavano regolarmente, in orario di lavoro, i saloni di massaggi, i karaoke e le saune. Lo scrive oggi la stampa cinese. L’agenzia Nuova Cina afferma che 79 dei 296 funzionari fermati dalla polizia sono stati sospesi dalle loro funzioni. Gli altri, aggiunge l’ agenzia, saranno sottoposti a misure disciplinari ancora da decidere. Tra gli arrestati c’ è un alto funzionario di polizia sorpreso dagli agenti mentre si stava sottoponendo ad un massaggio. Spesso in Cina questi locali sono una copertura per la prostituzione. “Complessivamente possiamo dire che i funzionari della nostra provincia sono onesti ma il loro modo di lavorare ci pone ancora qualche problema”, ha commentato Yuan Chunqing, capo del Partito Comunista Cinese per la provincia. In Cina compaiono ogni giorno sulla stampa e su Internet denunce di episodi di corruzione o di malcostume da parte dei funzionari governativi. Le numerose campagne di repressione lanciate dal governo non sono fino ad oggi riuscite a risolvere il problema.

fonte: ANSA

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Vietata alla polizia umiliazione pubblica dei “criminali”

Il ministero della pubblica sicurezza cinese ha proibito alla polizia di umiliare gli arrestati esponendoli al disprezzo del pubblico. Lo scrive oggi il quotidiano Global Times, secondo il quale la decisione di proibire le “parate di criminali” è stata presa dopo la pubblicazione su Internet delle foto di un gruppo di giovani prostitute di Dongguan (Cina meridionale) seminude, con il polsi stretti dalle manette e legate l’una all’altra con un corda. Le “parate” per umiliare i “criminali” sono nate nella Cina imperiale. In seguito ne hanno fatto largo uso le Guardie Rosse di Mao Zedong durante la Rivoluzione Culturale. Oggi sono rare ma non sono mai del tutto sparite. Un caso analogo si è verificato a Wuhan, nella Cina centrale, dove la polizia ha diffuso dei manifesti murali nei quali venivano indicati il nome ed il cognome delle prostitute locali. Secondo il giornale, il ministero ha invitato i poliziotti a “comportarsi ragionevolmente ed in modo civilizzato rispettando pienamente e proteggendo i diritti umani delle persone che infrangono la legge, assicurandosi nello stesso tempo che l’ applicazione della legge venga eseguita in modo trasparente”.

fonte: Ansa

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