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Realizzata una mappa sulla storica presenza italiana a Shanghai

La presenza italiana a Shanghai, sempre numerosa è qualificata, è da anni oggetto di studio tra esperti sinologi italiani e cinesi che, riuniti in un gruppo di lavoro coordinato dall’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai, ha appena pubblicato il primo risultato di questo studio, una mappa della presenza italiana dal 1609 al 1949. Il gruppo, coordinato dal prof. Giorgio Casacchia (docente all’Orientale di Napoli e esperto presso l’Istituto di Cultura di Shanghai), composto tra gli altri dal prof. Stefano Piastra (docente di geografia storica nell’ateneo bolognese e nella locale Università di Fudan), della d.ssa Sara Ovidi, studiosa di Mario Paci – direttore dell’Orchestra Sinfonica di Shanghai dal 1919 al 1942 – coordinatrice del Campus Sinoitaliano dell’Università Tongji), ha ripercorso le tappe degli italiani a Shanghai fornendo una chiara fotografia. La mappa, “Gli Italiani a Sciangai 1609-1949” presentata dal console italiano Vincenzo de Luca, dal direttore dell’istituto di Cultura Carlo Molina e da diverse autorità accademiche italiane e cinesi, rappresenta il primo passo dello studio che porterà poi anche ad un volume, che sarà pubblicato a Shanghai in italiano e in cinese, ad una una seconda mappa sulla presenza italiana dal 1949 al 1979, e nell’allestimento di una mostra. Prima della fondazione della Repubblica Popolare di Cina, nel 1949, la presenza italiana a Shanghai ha attraversato varie fasi: quella intorno alla metà dell’Ottocento, animata soprattutto dai missionari cattolici, molti dei quali eminenti scienziati, artisti e sinologi; quella della seconda metà dell’Ottocento, che vide l’arrivo dei diplomatici del Regno d’Italia e di un folto stuolo di imprenditori (della seta, del marmo ecc.); quella della prima metà del Novecento, l’ “età d’oro” della presenza italiana, in una Shanghai allora nota come la ‘Parigi d’Oriente” o la “New York d’Occidente”, in cui la presenza italiana, ancorché esigua (non superò i circa duecento residenti) fu parimenti particolarmente significativa in pressoché tutti i settori, dall’economia alla cultura, dalla scienza e tecnica all’arte alla musica alla moda alla gastronomia e ad altri ancora. E’ di questi tempi anche la presenza a Shanghai, come console, di Galeazzo Ciano, genero di Mussolini, arrivato nel 1930 subito dopo il matrimonio con Edda, proprio a dimostrazione dell’importanza che la capitale economica cinese aveva in quel periodo. La mappa reca circa cento siti connessi con la presenza italiana, dalle sedi diplomatiche ai luoghi di ritrovo agli uffici alle residenze ai negozi agli hotel, e offre un’introduzione ripercorre le tappe storiche della presenza italiana a Shanghai con schede che presentano gli italiani eminenti, i diplomatici, le navi civili e militari che si avvicendarono nel porto, l’odonomastica di pertinenza italiana.

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