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Interesse cinese e asiatico per bond legati a Portogallo

Cina e investitori asiatici dovrebbero rappresentare ”una buona parte” dei sottoscrittori dei bond con cui verra’ finanziato il salvataggio del Portogallo quando a giugno verranno messi in asta dal Fondo Efsf. E’ quanto scrive il Financial Times nel riportare alcune dichiarazioni del direttore generale del Efsf, Klaus Regling, secondo cui c’e’ ”un chiaro interesse” di Pechino per le obbligazioni in asta per il Portogallo e cio’ significa che c’e’ una rinnovata fiducia nel futuro dell’euro. Regling tuttavia ammette che dietro l’interesse di investitori cinesi e asiatici c’e’ la necessita’ di individuare nuove e sicure forme di investimento, dal momento che l’Asia ”e’ una regione che ha denaro da investire nel resto del mondo – spiega Regling – non vogliono rivolgersi esclusivamente verso una moneta o una sola tipologia di asset. Guardano a noi e arrivano alla conclusione che e’ un buona strada per la diversificazione”.

fonte: ANSA

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Cina pronta a comprare altro debito da paesi europei

La Cina e’ pronta a comprare altri titoli di Stato emessi dai Paesi dell’eurozona in difficolta’ con i conti. Lo ha detto a Bruxelles l’ambasciatore cinese Song Zhe – riferisce Bloomberg – spiegando che un tale orientamento rientra nella strategia della Cina di sostenere l’economia dell’Unione europea e anche di diversificare i propri investimenti rispetto al debito Usa. La Cina detiene gia’ ”alcuni miliardi di euro” di bond emessi da Grecia e Portogallo ed ”e’ possibile che il prossimo passo sara’ comprare altro debito sovrano” in Europa, ha detto Song, sottolineando che il fondamentale obiettivo degli investimenti cinesi in Europa e’ quello di proteggere l’elevato livello riserve estere della Cina e che Pechino ha ”piena fiducia nella moneta che rimarra’ una delle nostre principali scelte di investimento”.

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La Cina compra bond in Portogallo. E mette sotto controllo un altro paese

Il Portogallo guadagna un alleato ‘pesante’, la Cina, nella sua corsa contro il tempo per evitare di diventare il prossimo epicentro della crisi del debito europeo. Intanto volano ai massimi dai 2000 i rendimenti pagati in asta dalla Spagna. Pechino infatti aiutera’ ”finanziariamente” Lisbona comprando i titoli di Stato lusitani, rende noto l’ambasciata portoghese a Pechino in seguito agli incontri che il ministro delle finanze portoghese, Fernando Teixeira dos Santos ha avuto con i vertici del governo cinese durante la sua visita nel Paese asiatico. L’aiuto finanziario sara’ fornito ”ora e anche in futuro alla luce delle misure che Lisbona ha varato per ristrutturare la propria economia”, recita il comunicato dell’ambasciata portoghese. ”Abbiamo fatto un grande passo avanti nel rafforzare i nostri rapporti a tutti i livelli: commerciali, investimento e settore finanziario”, ha detto Sos Santos all’agenzia portoghese Lusa. ”La Cina appoggia il Portogallo e continuera’ a farlo”, ha concluso, senza specificare l’ammontare di titoli che Pechino ha gia’ comprato o che comprera’. L’annuncio di Lisbona arriva mentre i leader europei si preparano a riunirsi a Bruxelles giovedi’ e venerdi’ per un vertice che potrebbe riscrivere il meccanismo di salvataggio degli Stati di cui finora hanno beneficiato Grecia e Irlanda e che, nello scenario peggiore, potrebbe servire anche al Portogallo e poi alla Spagna. Che l’attenzione sul debito portoghese rimanga alta sembra confermato dalla Bce che sui mercati, nei giorni scorsi, secondo le indiscrezioni avrebbe comprato titoli portoghesi e irlandesi dando un’accelerata al suo ‘Securities Markets Programme’ che la scorsa settimana ha superato i 2,7 miliardi di acquisti. E domani i mercati potrebbero di nuovo prendere di mira il debito portoghese facendone salire i premi di rendimento: il Paese mette in asta 500 milioni di euro di debito, un ammontare relativamente leggero ma che, in caso di rendimenti in forte rialzo, potrebbe spingere anche il mercato verso pesanti vendite del debito facendo lievitare gli spread. Le previsioni della Reuters danno una fiammata dei rendimenti a oltre il 3% dall’1,818% dell’asta precedente dello scorso 3%. E la tensione resta alta anche sul debito spagnolo: Madrid oggi ha collocato sul mercato titoli per oltre due miliardi e mezzo di euro a un anno e 18 mesi, ma i costi di finanziamento continuano a salire vertiginosamente con rendimenti medi balzati rispettivamente al 3,449% e 3,721% rispetto al 2,363% dell’asta del 16 novembre scorso e del 2,664% sempre dello scorso novembre. Per tutta risposta, sul mercato secondario, il rendimento della scadenza decennale spagnola e’ volato al 5,54%, massimo dal settembre 2000.

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