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Pil cinese del 2016 al 6,7%, crescita più bassa da 26 anni ma al top nel mondo

Nel 2016 la Cina, secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Statistica, è cresciuta del 6,7%, al ritmo più basso degli ultimi 26 anni, ma al top del mondo secondo  il Fondo Monetario Internazionale. Nel periodo tra ottobre e dicembre 2016 la crescita è stata del 6,8%,poco sopra le attese, mentre nei tre trimestri precedenti la crescita era stata sempre del 6,7%. La crescita è stata favorita soprattutto dagli investimenti pubblici e dall’espansione del credito, che a dicembre scorso ha raggiunto il livello record di 1040 miliardi di yuan (150 miliardi di dollari). nei primi tre trimestri del 2016 la crescita era stata del 6,7%. I dati diffusi oggi alimentano di nuovo il dibattito sulla veridicità degli stessi, dibattito che è sempre sulle scrivanie di governi ed economisti. Discussioni che sono state anche alimentate dalla notizia, di qualche settimana fa, che il governo della provincia settentrionale del Liaoning ha falsificato i suoi bilanci dal 2011 al 2014. Quello dello sconosciuto debito delle province cinesi, che per sostenere una crescita continua dopo la crisi del 2008 si sono indebitate con le banche, resta centrale e può diventare una vera spina del fianco nell’economia del dragone se si dovesse scoprire che ha assunto i dettagli foschi di cui si parla da tempo.  Di seguito il lancio della Xinhua sui dati economici.

BEIJING, Jan. 20 (Xinhua) — China’s economy ended 2016 on a positive note, supported by consumer spending and a booming property market, and remained a key engine for global economic expansion.

China’s economy grew 6.7 percent year on year in 2016, a slowdown from the 6.9-percent growth registered in 2015, National Bureau of Statistics (NBS) data showed Friday.

The growth, although it was China’s slowest annual expansion in 26 years, is likely to top all other major economies, according to a report released January 16 by the International Monetary Fund (IMF).

It was in line with China’s official target range of 6.5 to 7 percent for 2016 and much stronger than some doom-mongers had predicted at the start of 2016, when concerns about a collapse in China’s growth rocked global financial markets.

The figure represents a medium-high level of growth and China’s economy continued to run within a reasonable range, with its structure further optimized and development model transformed, NBS chief Ning Jizhe said at a press conference.x   The NBS said the figure indicated “a good start” for the country’s goal of achieving at least 6.5-percent annual growth during the 13th Five-year Plan period (2016-2020).

China’s economy has entered a new phase, which Chinese leaders have dubbed the “new normal,” as the country tries to transition its export- and investment-driven growth model into one that draws strength from consumption, innovation and the service sector.

Such a transition is bound to be painful and bumpy. Yet, there are plenty of indications that China is progressing in the right direction.

Gross domestic product totaled 74.41 trillion yuan (about 10.83 trillion U.S. dollars) in 2016, with the service sector accounting for 51.6 percent. Consumption contributed 64.6 percent to GDP growth last year. High-tech industries posted fast expansion.

Despite a protracted slowdown, China’s contribution to the world’s economic growth may again top that of all other economies, even exceeding the figure for all developed economies combined.

According to the report, the IMF revised its forecasts for China’s growth upward by 0.1 percentage point to 6.7 percent for 2016 and by 0.3 percentage point to 6.5 percent for 2017.

With the IMF predicting only 3.1 percent global growth for 2016, China’s contribution would account for more than one-third of the world’s growth.

For the fourth quarter, China’s economy grew 6.8 percent, slightly beating market forecasts and representing the first quarterly improvement since the second quarter of 2014.

NBS data showed that major economic indicators softened last year, with industrial output growth slowing slightly to 6 percent from 6.1 percent in 2015.

Urban fixed-asset investment continued to cool, rising 8.1 percent year on year, compared with 10 percent in 2015. Retail sales rose 10.4 percent, down from 10.7 percent in 2015.

However, property development investment increased 6.9 percent year on year in 2016, up from only 1 percent in 2015.

“We should be aware that the domestic and external conditions are still complicated and severe, and the foundation of the economic stabilization and improvement is not solid yet,” Ning said.

China has made “seeking progress while maintaining stability” the main theme for its economic work in 2017, pledging to push for substantial progress in supply-side structural reform, according to the Central Economic Work Conference.

For the year ahead, analysts said China’s economy may face downward pressure from a property market correction and the government’s resolve to defuse financial risks and push through structural reform, which could help sustain longer-term growth but may weigh on near-term growth.

Given more efficient fiscal spending, HSBC expected the property market correction to drag China’s growth down by 0.1 to 0.2 percentage points in 2017.

Adding to concerns is external uncertainty, with U.S. President-elect Donald Trump threatening to add trade tensions.

“I personally believe President-elect Trump will consider issues from the perspective of developing mutually beneficial bilateral ties and advance the long-lasting cooperation between the two major countries,” Ning said. “I have hopes for that.”    Enditem

 

 

 

 

 

 

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Cina: per gli analisti la crescita del 2014 sarà la più bassa dal 1990

La Cina potrebbe far registrare nel 2014 la peggiore crescita dal 1990, secondo le previsioni degli economisti sui dati ufficiali che Pechino presenterà domani, mancando per la prima volta dal 1998 il target fissato. Secondo le previsioni, la Cina dovrebbe annunciare per il 2014 una crescita tra il 7,3% e il 7,4%, contro il 7,7% del 2013, facendo così registrare il dato più basso da 24 anni. Un tasso di crescita invidiato dal mondo intero, ma che per la locomotiva cinese lancia dei segnali e che è dovuto principalmente al crollo dell’immobiliare, alla deflazione e alla caduta del prezzo delle materie prime. Le previsioni parlano di una crescita del 7,2% nell’ultimo trimestre del 2014 dal 7,3% del periodo precedente, che porterebbe la crescita annuale sotto il target governativo del 7,5%, con la preoccupazione di Pechino soprattutto del riflesso che ha questo sull’occupazione. Dal presidente Xi Jinping in giù, tutti i leader cinesi si sono sempre riferiti al target del 7,5% come flessibile, in considerazione della situazione globale. Tutto ciò, nonostante dati commerciali molto incoraggianti, con un surplus commerciale che ha raggiunto il record di 382 miliardi di dollari nel 2014 che faceva sperare in una performance migliore. Come riportato dal South China Morning Post, il governo cinese continuerà probabilmente ad astenersi dall’inondare il sistema bancario con troppo credito. I dati della Banca Centrale a dicembre hanno mostrato che l’offerta di credito è scesa da novembre. Ma gli alti costi di finanziamento potrebbero provocare secondo gli analisti ulteriori tagli dei tassi di interesse di quest’anno, tagli effettuati lo scorso novembre per la prima volta da due anni. La Commissione centrale per lo sviluppo e le riforme ha riferito di aver approvato progetti di infrastrutture per quest’anno per sette miliardi di yuan, poco meno di un miliardo di euro.

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Il fondo monetario internazionale rivede al ribasso le stime di crescita cinesi

Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ritocca le stime di crescita dell’economia mondiale, la cui ripresa resta debole e con rischi al ribasso. Ecco di seguito le nuove stime di crescita del Fmi. Fra parentesi sono riportate le variazioni in punti percentuali rispetto alle previsioni di luglio. ============================================================== 2013 2014 ————————————————————– MONDO +2,9% (-0,3) +3,6% (-0,2) STATI UNITI +1,6% (-0,1) +2,6% (-0,2) AREA EURO -0,4% (+0,1) +1,0% (0,0) – GERMANIA +0,5% (+0,2) +1,4% (+0,1) – FRANCIA +0,2% (+0,3) +1,0% (+0,1) – ITALIA -1,8% (-) +0,7% (-) – SPAGNA -1,3% (+0,3) +0,2% (+0,1) REGNO UNITO +1,4% (+0,5) +1,9% (+0,4) GIAPPONE +2,0% (-0,1) +1,2% (+0,1) CANADA +1,6% (-0,1) +2,2% (-0,1) RUSSIA +1,5% (-1,0) +3,0% (-0,3) CINA +7,6% (-0,2) +7,3% (-0,4) INDIA +3,8% (-1,8) +5,1% (-1,1) BRASILE +2,5% (-) +2,5% (-0,7) RUSSIA +2,5% (-) +3,3% (-) – ECONOMIE AVANZATE +1,2% (-) +2,0% (-0,1) – ECONOMIE EMERGENTI +4,6% (-0,5) +5,1% (-0,4).

fonte: ANSA

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Fmi: rallentamento Cina più forte attese preoccupa

Un rallentamento più forte del previsto della crescita in Cina e’ una ”preoccupazione al momento” e avrebbe i maggiori effetti sulle economie dell’Asia e dell’America Latina. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) nei capitoli analitici del World Economic Outlook.

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Inflazione cinese scende ad agosto al 2,6%

Scende ad agosto l’inflazione cinese. Secondo i dati resi noti oggi dall’ufficio nazionale di statistica, l’inflazione ad agosto è scesa al 2,6% rispetto al 2,7% che si era registrato per il mese di luglio.

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Rivisto al ribasso il pil del 2012, da 7,8 al 7,7%

Le autorità cinesi hanno abbassato il dato della crescita nel 2012 di 0,1 punti percentuali. Come riporta un comunicato diffuso poco fa dall’Istituto Nazionale di Statistica di Pechino, il prodotto interno lordo cinese del 2012 è stato abbassato al 7,7% rispetto al precedente dato del 7,8. La revisione del dato ha ricalcolato il Pil a 51,89 trilioni di yuan (8,51 trilioni di dollari) nel 2012, 38 miliardi di yuan in meno del dato precedente.

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Obiettivo crescita cinese a 7,5% raggiungibile secondo esperti

La Cina sarà capace di raggiungere l’obiettivo fissato per la crescita di quest’anno al 7,5%. Lo ha detto un portavoce dell’Istituto Nazionale di Statistica di Pechino. Secondo Sheng Laiyun, l’economia cinese si sta stabilizzando, sostenuta da politiche a supporto in Cina e dall’aumento della domanda estera. Il prodotto interno lordo cinese è cresciuto del 7,6% nel primi sei mesi dell’anno, la peggiore performance nei primi sei mesi degli ultimi tre anni, ma in linea con le aspettative del mercato. A luglio la produzione industriale è aumentata del 9,7% rispetto all’anno scorso, con un incremento dello 0,8% rispetto a giugno, indicando una certa fiducia nelle aziende cinesi.

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