Archivi tag: pedofilia

Arrestato insegnante, faceva sesso con alunne

Un insegnante di una scuola superiore nella provincia centrale cinese dell’Hubei è stato arrestato perchè sospettato di aver avuto rapporti sessuali con almeno otto sue studentesse. Lo riferisce l’Agenzia Nuova Cina. Secondo le accuse, Wang, insegnante presso la scuola Wuyang Minzu nella contea di Hefeng, avrebbe forzato otto sue alunne, minorenni, ad avere incontri intimi con lui. Una delle ragazze sarebbe poi rimasta incinta. La vicenda è stata oggetto anche di alcuni post on line, nei quali si dice che le ragazze per diverso tempo hanno subito la cosa senza dire nulla per vergogna. La vicenda è venuta alla luce quando appunto una delle ragazze ha scoperto di essere incinta. La contea di Hefeng si trova in una zona montagnosa. Qui la maggior parte degli abitanti migrano altrove per trovare lavoro lasciando i loro figli da soli, spesso abbandonati a sé stessi e quindi maggiormente vittime di abusi e violenze. Sul caso del professor Wang le autorità hanno aperto una indagine. Negli ultimi mesi, la stampa cinese ha riportato diverse notizie di casi di pedofilia nelle scuole, una delle quali ha interessato anche bambini stranieri tra i quali un italiano.

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Insegnante pedofilo in liceo francese di Shanghai, anche italiano tra le vittime

E’ sotto shock la comunita’ internazionale a Shanghai dopo la notizia dell’arresto di David McMahon, 32 anni, cittadino americano, insegnante di inglese alla scuola francese di Shanghai, accusato di molestie sessuali nei confronti di sei bambini, 5 francesi e un italiano. La notizia dell’arresto dell’insegnante era stata diffusa gia’ lo scorso 7 giugno, dopo che il 13 maggio l’uomo era stato arrestato. Ora, la detenzione e’ stata confermata formalmente dalla magistratura cinese, come prevede la legge. A far scattare l’arresto sarebbe stata la denuncia della famiglia di una bimba francese. Sembra che MacMahon, in servizio presso il campus nel quartiere di Pudong (la scuola ha due campus a Shanghai) avesse ripetutamente molestato diversi bambini, sin dallo scorso mese di settembre, attirandoli in biblioteca con la scusa di correggere dei compiti. Il Consolato italiano a Shanghai ha fatto sapere di essere in contatto con la famiglia del bambino e di stare prestando, sin da quando sono stati informati del caso, tutta la massima assistenza possibile. ”Si tratta di un fatto gravissimo – ha detto il console Generale a Shanghai Vincenzo De Luca – in questo momento la cosa piu’ importante e’ stare vicino alla famiglia e al bimbo, assicurando soprattutto loro la massima discrezione. Hanno bisogno di tutto il nostro supporto ma anche di calma e di silenzio per buttarsi alle spalle quanto prima questa brutta vicenda. Sarebbe il caso di far calare il silenzio su tutta la questione”. Assistenza fornita anche dagli altri consolati ma anche dalla scuola, che ha messo a disposizione psicologi, come e’ scritto anche in un comunicato sul loro sito. Le accuse della polizia parlano di ”pedofilia”, senza entrare nel dettaglio delle molestie. Secondo quanto ha appreso l’ANSA in loco, pare che l’insegnante sia andato anche oltre i palpeggiamenti. In base alla legge cinese l’insegnante potrebbe essere condannato ad una pena carceraria di almeno cinque anni. Intanto la comunita’ internazionale, rimasta attonita per l’accaduto, si chiede come sia possibile che per diversi mesi si siano perpetrate queste molestie senza che nessuno se ne sia accorto, abbia notato qualcosa di strano o si sia insospettito. Solo un bambino americano, alunno dell’istituto, ha ammesso di aver visto qualcosa. Tanto piu’ che questo, alla scuola francese di Shanghai, e’ il secondo caso di questo tipo ad accadere quest’anno. A dicembre scorso un collega di MacMahon, sempre americano, era stato estradato negli Stati Uniti con l’accusa di aver molestato alcuni studenti. I due insegnanti, peraltro, sembra fossero molto amici, cosa che secondo alcuni, appare essere una strana coincidenza. Nel comunicato ufficiale, pero’, la scuola francese smentisce il legame fra i due e afferma che il primo insegnante non lavorasse nella scuola da tempo ma dava lezioni private ad alunni del liceo francese. La stampa cinese, intanto, evidenzia come purtroppo il caso avvenuto a Shanghai non sia il solo, anche se fino ad ora ha interessato insegnanti cinesi. Su internet il dibattito e’ nutrito e sottolinea anche come le pene siano lievi. Prima del 1997, in Cina il sesso con una persona di eta’ inferiore ai 14 anni era considerato stupro, a prescindere che si trattasse o meno di rapporto consensuale. Dal 1997 invece la legge e’ stata modificata e l’imputato puo’ dichiarare che non conosceva l’eta’ della persona e che il rapporto e’ avvenuto in maniera consensuale. Oggi un ex funzionario del governo della provincia meridionale del Guangdong, e’ stato condannato a 4 anni di carcere per aver abusato di tre ragazzi sotto i 14 anni tra il settembre 2011 e il giugno 2012, ultimo di una serie di casi del genere. Il 13 maggio, un preside e un funzionario amministrativo rapirono e stuprarono sei scolare di una scuola elementare. Da allora, altri insegnanti sono stati arrestati in tutta la Cina per violenze sessuali su minori.

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Scandalo pedofilia alla scuola francese di Shanghai

Un insegnante americano della scuola francese a Shanghai è stato arrestato con l’accusa di aver abusato di almeno sette fra bambine e bambini. Lo riferisce il South China Morning Post, mentre si apprende che un altro professore della stessa scuola, sempre cittadino Usa, è stato espulso dalla Cina ed estradato in patria, sulla base di analoghe accuse di pedofilia e del sospetto di aver violentato almeno due scolari. I due presunti pedofili, a quanto si è appreso, erano amici fra loro. Il docente arrestato insegnava anche ai più piccoli di scuola sino-tedesca che copre tutte le età, dalla materna alle superiori, frequentata da stranieri. La polizia cinese è intervenuta dopo che sette famiglie lo hanno denunciato. “Mia figlia – ha raccontato una madre che ha chiesto di rimanere anonima – si comportava stranamente, si graffiava, era sempre nervosa, ma poiché ci eravamo trasferiti da poco in Cina all’inizio pensavo si trattasse di stress legato all’ambiente nuovo. Solo dopo ho collegato quei comportamenti agli abusi”. Il secondo insegnante, a quanto ha fatto sapere la scuola, è stato mandato via a dicembre scorso a seguito di un’indagine su presunte molestie su minori. Dal 2005 fino allo scorso anno aveva lavorato sia alla scuola francese sia a quella tedesca, che condividono lo stesso campus. La scuola ha anche fatto sapere che le molestie in questo caso sarebbero avvenute non a scuola ma durante delle lezioni private che l’insegnante teneva al pomeriggio. I due campus della scuola francese a Shanghai sono frequentati da 1600 studenti, tra i 3 e i 18 anni di età. Nessun commento finora da parte delle autorità diplomatiche americane a Shanghai. Lo scorso aprile un insegnante inglese venne arrestato a Pechino dopo che si apprese che era ricercato dalle autorità britanniche in quanto si riteneva fosse coivolto in un caso di abuso su un bambino e fosse anche responsabile di distribuzione a bambini di materiale pornografico.

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Aumentano casi di stupro su minori, rabbia sul web

Rabbia e polemiche sul web cinese dopo i recenti scandali a sfondo sessuale che hanno come vittime principalmente ragazzine minorenni. E in molti cominciano a chiedere che si cambi la legge in senso restrittivo. A scatenare le polemiche la notizia, diffusa dalla stampa locale una quindicina di giorni fa, di un dirigente scolastico e di un funzionario governativo che avrebbero rapito e violentato sei ragazzine di una scuola elementare nella provincia insulare meridionale di Hainan. Un altro caso raccapricciante riguarda invece un preside nella citta’ di Zhanjiang, nella provincia meridionale del Guangdong: l’uomo avrebbe attirato con una scusa nel dormitorio della scuola due studenti di circa 10 anni e poi li avrebbe violentati ripetutamente. Altri casi di violenza sessuale sui minori sono stati denunciati nei giorni scorsi in varie parti della Cina, precisamente nelle province del Guangxi, Hunan, Guizhou, Yunnan, e Fujian. Secondo Sui Muqing, avvocato di Guangzhou, la ex Canton, l’abitudine di alcuni funzionari cinesi di voler avere rapporti intimi con ragazze giovanissime, spesso minorenni, deriverebbe da un’antica credenza secondo la quale fare sesso con una vergine puo’ aumentare le possibilita’ di successo professionale e di carriera. ”Purtroppo – ha aggiunto l’avvocato – questo implica che per essere sicuri che si tratti di una vergine, gli aguzzini cercano fra le giovanissime, spesso tra le bambine che sono ancora alla scuola elementare”. Prima del 1997, in Cina il sesso con una persona di eta’ inferiore ai 14 anni era considerato stupro, a prescindere che si trattasse o meno di rapporto consensuale. Dal 1997 invece la legge e’ stata modificata e l’imputato puo’ dichiarare che non conosceva l’eta’ della ragazza e che il rapporto e’ avvenuto in maniera consensuale. ”Quindi ora – ha commentato un utente on line – lo stupro di un minore e’ uno dei benefici dei ricchi e potenti? Questo e’ uno dei casi in cui la legge esiste solo per decorazione”. ”Il problema – ha aggiunto l’avvocato di Shanghai Li Honghua – e’ che le persone che commettono questo tipo di reati sono proprio i potenti ad ogni livello per cui la legge e’ stata fatta in modo da non essere severa”.

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Preside e funzionario statale rapiscono e violentano sei scolare, choc su web

Choc e polemiche su internet dopo la diffusione della notizia dell’arresto in Cina di un dirigente scolastico e di un funzionario governativo che avrebbero rapito e violentato sei ragazzine di una scuola elementare. La settimana scorsa, si era diffusa la notizia che alcune ragazzine erano scomparse dalla loro scuola della provincia insulare meridionale di Hainan. Secondo le indagini, al ritrovamento le ragazzine parevano turbate e presentavano dei segni di violenza. Filmati delle telecamere di sicurezza hanno mostrato le ragazzine entrare in due stanze di un albergo locale e poi il preside entrare di sera in una stanza e uscire al mattino da un’altra. Decine di migliaia di persone su internet stanno ritwittando la notizia chiedendo la massima pena per gli arrestati.

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In salvo oltre 14000 tra bambini e donne rapite

La polizia cinese ha recuperato piu’ di 14000 tra bambini e donne rapiti nell’anno scorso. Lo riferisce l’agenzia Nuova Cina che cita un comunicato del governo cinese. Secondo quanto scrive stamattina il ministero della pubblica sicurezza di Pechino in una nota apparsa su suo sito web, fino al 28 giugno scorso, sono stati 14717 i bambini e le donne rapite recuperate dagli agenti, nel corso di una speciale campagna anti rapimenti. Nell’occasione la polizia ha assicurato alla giustizia 17528 sospettati di aver preso parte o di aver organizzato crimini legati al traffico di umani. Tra gli arrestati, ci sono 19 dei 20 criminali piu’ ricercati nel paese per questo tipo di reati. Secondo le indagini della polizia, la maggior parte di questi rapimenti avvenivano per traffico di umani, per prostituzione sia femminile che minorile. Altri rapiti venivano invece utilizzati in fabbriche di terziario, mentre una piccola parte entrava nel commercio di organi. Gli organizzatori del traffico, nei confronti dei bambini, avevano studiato un sistema a loro giudizio infallibile: coloro che acquistavano i bambini, li presentavano come loro figli adottivi. Per questo motivo, il ministro dell’interno cinese ha sottolineato l’importanza di promuovere l’uso delle indagini del Dna in questi casi di traffico di bambini, per collegare i bambini venduti e dichiarati come adottati con quelli i cui genitori hanno denunciato il rapimento. Il comunicato chiede anche a tutti i cinesi di collaborare a combattere questo crimine, segnalando alla polizia i casi sospetti, mentre la polizia continuera’ a pubblicizzare gli identikit dei maggiori ricercati.

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