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Parto ‘miracoloso’ in zoo cinese,nati tre gemelli Panda

La nascita di tre gemelli di panda ma, soprattutto, la loro storica sopravvivenza – che nel paese è già stata definita “miracolosa” – sta facendo impazzire la rete cinese. È la prima volta non che una femmina di panda partorisca tre cuccioli, ma che questi sopravvivano alla nascita. Quello che molti giornali cinesi hanno etichettato come un “miracolo”, è avvenuto lo scorso 29 luglio nello zoo Chimelong Safari Park di Guanzhou, ex Canton, nella provincia meridionale del Guangdong. I tre, che al momento sono tre piccolissimi, ricoperti solo da una leggera peluria che mostra la loro pelle rosa (per ora sono “piccoli topi”, si legge in un comunicato), sono spesso in una incubatrice, sotto il vigile controllo della mamma, Juxiao, il cui nome significa “sorriso di crisantemo”. Un nome, quello di mamma panda che non deve far pensare a qualcosa di malaugurante per la vita dei piccoli: diversamente da quanto accade da noi, in Cina il crisantemo è un fiore benaugurante. Mamma Juxiao, così come la Cina intera, è in apprensione per la vita dei tre piccolissimi che, seppur se in discrete condizioni, non possono però dirsi ancora del tutto fuori pericolo. Secondo quanto ha detto Zhao, un veterinario che lavora nella struttura dove i piccoli sono nati, solo quando avranno superato i sei mesi di vita, si potrà avere la certezza della sopravvivenza. È quindi ancora troppo presto per cantare vittoria, anche se è sicuramente eccezionale la circostanza che tutti e tre siano in vita, considerata l’alta mortalità della specie soprattutto nei primi giorni di vita. Juxiao, proveniente da Wolong, nella provincia del Sichuan, lo scorso settembre è stata trasferita a Canton per conoscere Linlin, panda di 18 anni, sei in più di lei, nella speranza si accoppiassero. Cosa che è poi avvenuta. Juxiao si è dimostrata una mamma affettuosa, per tutti e tre i suoi piccoli, allattandoli non appena i veterinari li hanno tolti, anche momentaneamente, dall’incubatrice. Non è stato ancora diffuso, forse per scaramanzia, ne il sesso ne i nomi dei piccoli panda. Possibile che sarà organizzata una gara su internet per deciderli. Non è ancora chiaro il futuro dei tre, se resteranno a Guangzhou o andranno da qualche altra parte. Per ora, si cerca di farli crescere bene e di far superare indenni il traguardo dei sei mesi.

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Cancellato lo show del panda che prevedeva i risultati dei mondiali come il polpo Paul

E’ stato cancellato all’ultimo momento lo show nel quale un panda avrebbe dovuto, come faceva il polpo Paul nei mondiali sudafricani, indovinare la squadra vincitrice delle partite dei Mondiali di calcio in Brasile. Timorosi per l’impatto negativo che avrebbe potuto avere sui panda giganti, i responsabili del China Conservation and Research Center per i panda di Chengdu, nella provincia meridionale del Sichuan, hanno deciso di vietare l’attività. I responsabili della struttura hanno negato che la decisione sia stata presa in seguito a divieti posti dalle autorità, motivando invece la cosa con il fatto che l’attività avrebbe creato troppi contatti tra i panda e gli uomini. Per predire la squadra vincitrice, il centro aveva realizzato tre attività: il panda avrebbe dovuto scegliere il cibo da una scodella con la bandiera della squadra vincitrice; salire su un albero sul quale c’è la bandiera della squadra che avrebbe vinto. L’evento è stato preparato da giorni ed ha scatenato molte polemiche da parte di animalisti. Ma non tutti hanno preso la stessa decisione. In uno zoo della città orientale di Yangzhou, la predizione del panda c’è stata e lo stesso ha decretato la vittoria del Brasile nella partita inaugurale con la Croazia. Ma le polemiche non si fermano. In molti, infatti, si chiedono il motivo di interrompere l’attività di predizione se poi comunque si permette a ricchi cinesi e stranieri di pagare centinaia di euro per prendere in braccio i panda e farsi fotografare.

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Michelle Obama ha salutato la Cina tra panda e polemiche

Si conclude con qualche venatura polemica la missione cinese di Michelle Obama: sei giorni di “diplomazia gentile” per avvicinare Usa e Cina, anche sul piano della comprensione culturale. Dopo le frasi sulla libertà di espressione come “diritto universale”, la first lady si e’ concessa un pranzo in ristorante tibetano: un modo soft per lanciare un messaggio alle autorità cinesi sul Tibet. Il programma di oggi ha avuto un forte impatto mediatico. Michelle Obama ha infatti visitato la Chengdu Research Base of Giant Panda, la piu’ importante riserva di panda della Cina. Dando delle mele da mangiare ad uno degli animali, la First lady americana ha fatto la gioia di fotografi e cameramen. Giunta al sesto e ultimo giorno della sua missione in Cina, la moglie del presidente americano Barack Obama ha poi sottolineato un motivo di dissenso tra Usa e Cina,scegliendo di recarsi a mangiare in un ristorante tibetano di Chengdu, che e’ la capitale della provincia del Sichuan e una delle metropoli cinesi emergenti. La Cina considera il Dalai Lama, il leader tibetano in esilio, un pericoloso secessionista, mentre gli Usa lo ritengono un moderato e insistono con la Cina perche’ riprenda a dialogare con lui. La sosta nel ristorante Zangxiang Teahouse e’ stata decisa, secondo la Casa Bianca, “in linea con l’interesse (della First Lady) verso i diritti delle minoranze”. Nel Sichuan vive una numerosa comunita’ tibetana, tradizionalmente ostile verso Pechino. Circa la meta’ delle 120 “autoimmolazioni” di protesta compiute da tibetani negli ultimi tre anni si sono verificate nel Sichuan. La visita di Obama al ristorante tibetano – dove le sono stati offerti una serie di piatti basate sulla carne di yak – ha suscitato le ire dei nazionalisti cinesi. Intervenendo sui siti di comunicazione sociale uno di loro ha scritto che la scelta della First Lady “ha un forte significato politico, e vuole far capire che gli Usa guardano con attenzione alla politica verso il Tibet”. Nel corso del viaggio, nel quale e’ stata accompagnata dalle due figlie di 13 e 16 anni e dalla madre Marian Robinson, Michelle Obama si e’ dedicata a quella che la stampa cinese ha definito una “diplomazia gentile”. La First Lady ha visitato scuole e universita’ mettendo l’ accento sulla necessita’ di scambi culturali che consentano ai cittadini dei due paesi di comunicare e di approfondire la conoscenza reciproca. Arrivata in Cina il 20 marzo, Michelle Obama ha visitato Pechino e Xi’an, la città dei guerrieri di terracotta, prima di raggiungere Chengdu.

fonte: ANSA

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In Cina scoperto Panda carnivoro, mangiava un agnello

Gli abitanti di un piccolo villaggio nel sudovest della Cina sono rimasti sorpresi nello scoprire un panda gigante preferire la carne di agnello alle classiche foglie di bambu’. Lo scrive lo Shanghai Daily. L’avvistamento e’ stato effettuato domenica scorsa nel villaggio di Jianlian, nella provincia del Sichuan. Un pastore, Gou Binhua, tornando dai festeggiamenti per il festival delle lanterne che chiude quelli del capodanno cinese, ha notato strani movimenti nel recinto dove tiene i suoi agnelli. Avvicinatosi, ha notato il panda gigante che stava mangiando uno dei suoi agnelli. Il pastore allora, ha avvertito le autorita’ e i funzionari dell’ufficio forestale che, arrivati poco dopo, hanno potuto vedere anche loro il mammifero mangiare l’agnello. L’avvistamento non e’ pero’ durato a lungo, in quanto il panda gigante, spaventato dal rumore, e’ scappato con l’agnellino ancora in bocca. Gia’ due anni fa un video riprese un panda gigante nelle montagne del Sichuan mentre mangiava un maialino. I panda, pur se normalmente sono vegetariani, cibandosi di bambu’, in realta’ nascono come carnivori e sono onnivori, adattando la loro alimentazione all’ambiente che li circonda.

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Il maltempo in Cina causa problemi per i panda giganti

Gravi problemi per i panda giganti che vivono nella provincia del Sichuan. Le nevicate di quest’inverno che stanno proseguendo anche in questo periodo, considerate le più abbondanti avvenute nella zona negli ultimi 20 anni, hanno causato una grave carenza di cibo per questi animali. Secondo quanto riferisce il Global Times gli esperti hanno lanciato un grido di allarme, evidenziando come questa situazione potrebbe causare la morte di alcuni esemplari della specie. Lunedì notte, secondo quanto fatto sapere da Zhang Hemin, capo del centro per la protezione e la ricerca sui Panda di Wolong, c’erano sul terreno 22 centimetri di neve. Il centro, che un tempo aveva sede proprio a Walong, dopo il terremoto che nel 2008 devastò tutta la provincia del Sichuan, è stato spostato in una zona più vicina alla capitale, Chengdu. Al momento ci sono solo sei panda giganti che lasciati liberi dopo la cattività, gli esperti stanno cercando di tenere sulle montagne in una situazione di libertà sia pure in un’area montagnosa ristretta e limitata in modo da insegnare loro in maniera graduale a sopravvivere da soli in natura. La preoccupazione di Zhang e degli altri esperti è che ora questi animali possano avere molta più difficoltà a reperire del cibo, visto che il suolo è interamente coperto di neve. “La nevicata è terminata lunedì notte – ha spiegato Zhang – ma purtroppo le previsioni meteorologiche indicano che nei prossimi giorni ce ne saranno delle altre. Dovremo mandare delle guardie forestali per cercare di controllare le condizioni dei panda”.

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Torna la diplomazia dei panda tra Cina e Giappone

Lo zoo Ueno di Tokyo ha i suoi due attesi panda giganti. Bili e Xiannu sono arrivati oggi in tarda serata all’aeroporto di Narita, prima del trasferimento alla dimora dei prossimi 10 anni, alla fine di una lunga giornata di viaggio iniziata a Chengdu, nella provincia cinese del Sichuan. Le nuove mascotte, rispettivamente maschio e femmina, sono la prima coppia in Giappone dal 1972, da quando diventarono il simbolo della riapertura dei rapporti diplomatici bilaterali. “Spero che diventino tanto popolari da migliorare la diffusa percezione sulla Cina da parte della nostra popolazione”, ha ammesso il ministro degli Esteri, Seiji Maehara, sperando in una ‘nuova diplomazia dei panda’ per superare le tensioni del 2010 con Pechino, nate dalla sovranità sulle Senkaku, isole contese nell’estremo sud di Okinawa, nel pieno del mar Cinese orientale. Nel frattempo, i preparativi per il benvenuto sono stati curati nei dettagli, con tanto di copertura televisiva: l’aereo ‘Flypanda’ di All Nippon Airways, che ha trasportato la coppia, é stato da tempo ridipinto a macchie nere e bianche, in linea con la pelliccia degli orsetti. Intorno allo zoo, striscioni ovunque sono tutti dedicati all’illustre arrivo, a chiusura del vuoto durato tre anni dopo la morte di Ling Ling, l’ultimo panda di proprietà del Sol Levante, deceduto ad aprile 2008. La nuova ‘residenza’, come chiamata dai media nipponici, è degna di un hotel a cinque stelle: sala giochi colorata, legno invece del cemento come pavimentazione, peraltro riscaldato, e controllo 24 ore su 24. Un mese di tempo per ambientarsi, prima della presentazione al pubblico, insieme ai nomi nipponici scelti tra i 40.000 suggerimenti giunti allo zoo. Bili e Xiannu, di 5 anni (l’equivalente di circa 20 anni umani), sono arrivati in prestito e per la loro permanenza Tokyo pagherà 950.000 dollari annui ciascuno. In caso di nascita di piccoli, la loro consegna alla Cina avverrà al compimento del secondo anno. A calcoli fatti, l’investimento sarà ripagato, malgrado le perplessità sugli oneri in tempi di crisi: nel 2008, dopo la scomparsa di Ling Ling, i visitatori scesero sotto i 3 milioni, con una perdita di 600.000 unità, per la prima volta in 60 anni. Nell’intera area espositiva di Ueno, i panda potrebbero fare da volano per almeno 17 milioni di turisti, con benefici stimati in 1 miliardo di euro.

fonte: ANSA

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In 300 mila concorrono per sei posti di ambasciatori dei panda

Oltre 300.000 persone di 47 diversi paesi, hanno fatto domanda per diventare “ambasciatori dei panda” a partire da quando il mese scorso il centro di ricerca e di allevamento dei panda giganti di Chengdu, nella provincia del Sichuan, ha annunciato di voler selezionare sei persone per trascorrere un mese con i panda nel centro. Lo riferisce il China Daily. L’annuncio era stato dato a Shanghai, all’interno dell’Expo, durante la settimana dedicata alla provincia del Sichuan. Il progetto è gestito dal centro di Chengdu in collaborazione con il WWF. I sei vincitori passeranno un mese nella base, interagiranno con gli animali e, secondo quanto fatto sapere dal direttore del centro, Zhang Zhihe, potranno anche essere testimoni della nascita di nuovi cuccioli di panda. Il prossimo 23 settembre verrà resa nota una rosa di 23 finalisti che inizieranno una settimana di training al termine della quale verranno annunciati i sei vincitori. Tra coloro che hanno deciso di partecipare alla selezione anche diversi stranieri. Tra questi Oliver, un insegnante francese, appassionato di questi animali. La sua stanza da letto è piena di fotografie, poster e oggetti vari raffiguranti i panda; e ancora Jacobs un belga che ha creato un sito internet interamente dedicato ai panda; e Christina, una studentessa di Harvard. Molti abitanti di Chengdu, intanto, si sono offerti di aiutare ad ospitare i vincitori. Anche diversi alberghi della zona hanno dato la loro disponibilità per ospitare gratuitamente i sei fortunati.

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