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Successo a Shanghai per i Ferrari Racing Days

Circa 30.000 persone hanno partecipato ai Ferrari Racing Days, l’annuale appuntamento organizzato da Ferrari Greater China sul circuito di Formula 1 di Jiading a Shanghai. Una due giorni che ha visto competere sul circuito 32 i piloti impegnati nel terzo round dell’Asia Pacific Ferrari Challenge, ma anche le gare non competitive FXX e 599XX e i programmi F1 per clienti. Quasi 300 le Ferrari che hanno partecipato agli eventi. Ma non solo gare: la Ferrari ha promosso per i visitatori e i partecipanti un programma di guida sicura per i piloti e proprietari delle Ferrari, ma anche attività destinate ai bambini e ai genitori, anche non possessori delle fuoriserie, sull’educazione stradale. Mentre sulla pista si svolgevano le gare e le esibizioni di Formula 1, nel paddock si sono susseguite numerose attività, come dimostrazioni di pit stop, di rilevamento timing di F1. In esposizione, anche alcuni modelli Ferrari, come la 458 Italia, 458 Spider, California 30, FF e la F12berlinetta, ma anche molte edizioni speciali come la 458 Italia China Limited Edition, 599 GTO, 599 GTB China Limited Edition, SA Aperta e la leggendaria Testarossa. “I nostri Ferrari Racing Days qui a Shanghai – ha detto Edwin Fenech, presidente e amministratore delegato di Ferrari Greater China – è diventata una vera e propria festa annuale per i proprietari delle nostre auto, per i nostri fan, attraendo un grande pubblico non solo dalla Cina, ma da tutta l’area. La costruzione della cultura delle corse e un impegno a lungo termine, e i Ferrari Racing Days rappresentano una delle migliori occasioni di condividere la passione unica e il vero spirito sportivo del cavallino rampante, ciò che fa di Ferrari il più forte brand del mondo”.

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Tre mostre all’ex Padiglione italiano dell’Expo, museo più visto della pinacoteca di Brera

Continua ad essere un punto di riferimento culturale in Cina l’ex Padiglione Italiano dell’Expo di Shanghai, oggi Shanghai Italian Center che, donato ai cinesi, continua a vivere come vetrina del Made in Italy a 360 gradi. Ultimi importanti appuntamenti, l’inaugurazione di tre prestigiose esposizioni: la mostra ‘La verita’ dei materiali. Italia in Cina 2013-2015′, la mostra ‘Contemporary Excellence’ di Altagamma e l’esibizione in anteprima in Cina della Bibbia di Marco Polo. ”Lo Shanghai Italian Center – spiega il console italiano a Shanghai Vincenzo De Luca – e’ una struttura espositiva importante per il Sistema Italia a Shanghai ed una piattaforma per gli scambi economici e culturali tra Italia e Cina. E’ stato il primo progetto di recupero dei padiglioni stranieri dell’Expo 2010 ed e’ l’unico Padiglione ad aver mantenuto l’identita’ nazionale. Da quando e’ stato riaperto il 18 maggio 2012, nel suo primo anno di vita, lo Shanghai Italian Center, seppur ubicato in un’area ancora in larga parte da sviluppare dopo l’Expo del 2010, ha ricevuto quasi 400.000 visitatori, 1.200 visitatori al giorno. Un dato che colloca il padiglione italiano al settimo posto tra gli spazi museali coperti italiani per affluenza di pubblico, prima della Pinacoteca di Brera”. Il padiglione ospita l’unico museo Ferrari al di fuori di Maranello e nei primi 12 mesi sono stati ospitati quasi 50 eventi. L’ultimo, la mostra sui materiali, e’ frutto di uno splendido lavoro curatoriale di Triennale di Milano con il sostegno di Ice ed del Ministero dell’Ambiente. Della durata di due anni, caratterizzera’ il principale elemento di attrazione di lunga durata del Padiglione. ”Il tema dei materiali pietra, legno, materiali sintetici – spiega De Luca – rappresenta perfettamente l’eccellenza italiana nel trasformare la materia prima in oggetti di grande valore estetico e funzionale. E’ un’esperienza sensoriale unica in quanto ripercorre il processo di trasformazione della materia in tutte le sue fasi, dal materiale grezzo, al semilavorato per arrivare al prodotto finito. Si tratta di un’esperienza non soltanto visiva, ma anche tattile, sonora e persino olfattiva. Quando la creativita’ ed il design sono cosi’ innovativi, si tratta di pezzi unici d’arte difficilmente replicabili da altri”. La mostra fotografica di Altagamma, 65 scatti d’autore affidati a 10 giovani fotografi italiani, rappresenta il meglio del lusso Made in Italy. Molto interesse ha suscitato anche la Bibbia di Marco Polo. ”Questo manoscritto – spiega il Console – e’ una Bibbia latina di piccole dimensioni di produzione fiorentina giunta in Cina all’epoca della dinastia mongola degli Yuan (1279-1368) e ritrovato nell’antica provincia di Nanchino, quindi attribuito a Marco Polo. E’ frutto di un importante progetto di restauro e studio promosso dalla Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII di Bologna, dalla Biblioteca Laurenziana e dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Giovanni Treccani. E’ stato presentato per la prima volta in Cina ed e’ certamente il simbolo di un rapporto antico fra Cina e Italia che stiamo cercando di ricostruire”.

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Clini inaugura nuovo padiglione italiano a Shanghai

Alla presenza del ministero dell’ Ambiente Corrado Clini è stato inaugurato oggi lo Shanghai Italian Center, che ha l’ obiettivo di diventare il punto di riferimento nella metropoli cinese per la promozione del Made in Italy. La principale sede del Center è l’ ex-padiglione italiano all’ Expo di Shanghai del 2010, rilevato da una società cinese e rivitalizzato dalla partecipazione di consorzi e aziende italiane come Alta Gamma, che riunisce i principali “brand” italiani del lusso, la Ferrari, che ha inaugurato una mostra che rimarrà aperta per tre anni, e l’ Istituto d’ Arte Marangoni, che ha aperto nel nuovo spazio espositivo il suo primo centro d’ addestramento fuori dall’ Europa. Clini ha sottolineato che si tratta di un “fatto straordinario”. “Siamo – ha detto in una conferenza stampa – il primo Paese che riapre il Padiglione dell’ Expo e ne fa un centro per la collaborazione con la Cina”. “Questo in un momento nel quale siamo molto concentrati sulle politiche interne, sulla del riduzione debito. Si tratta di un messaggio in controtendenza rispetto all’ immagine di un paese chiuso in se stesso che cerca di uscire dai guai. Lavoriamo con uno dei paesi più dinamici del mondo, ed è importante che il ministero esteri abbia investito su questo, è un segno segno di politica estera tutt’ altro che secondario”. Clini ha sottolineato che le relazioni tra Italia e Cina nel settore dell’ ambiente, che si sono sviluppate e consolidate nel corso degli ultimi 15 anni con una serie di inziative in comune, possono creare ricchezza e occupazione nel nostro Paese. Il ministro ha sottolineato tre aspetti in particolare: la politica di riqualificazione delle risorse idriche che è uno dei punti centrali del piano quinquennale di sviluppo; la volontà della Cina di migliorare la propria efficienza energetica e la sicurezza alimentare.

fonte: ANSA

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Ferrari inaugura in Cina primo museo lontano da Maranello

Vent’anni di successi che l’hanno fatto diventare uno dei marchi piu’ apprezzati in Cina. E’ la Ferrari che, per festeggiare i venti anni di attivita’ nel paese del dragone (divenuto oramai il secondo mercato per il cavallino rampante), ha inaugurato al primo piano dello Shanghai Italian Center (l’ex padiglione italiano all’expo di Shanghai ora di proprieta’ cinese), il primo museo Ferrari lontano da Maranello. Non solo: i venti anni hanno portato in Cina anche una edizione speciale della 458 Italia, prodotta in soli 20 esemplari esclusivamente dedicati al mercato cinese. Il museo si sviluppa su una superficie di 900 metri quadrati e si articola nelle cinque aree tematiche ”Ferrari in Cina”, ”Green Technology”, ”Prodotto”, ”Design” e ”Corse”. Oltre a modelli attuali e storici i visitatori possono scoprire il mondo Ferrari attraverso suggestive immagini, video e istallazioni, realizzate esclusivamente per questo evento. Per l’inaugurazione, a dimostrazione del grande interesse che Ferrari pone sulla Cina, e’ arrivato da Maranello Piero Ferrari, vice presidente dell’azienda e figlio del fondatore Enzo. Accolto con molto interesse dalla stampa e dagli ospiti cinesi, Ferrari ha raccontato l’evoluzione dell’azienda attraverso i valori che l’hanno sempre caratterizzata. ”Come diceva mio padre – ha detto Piero Ferrari – la macchina migliore e’ quella che faremo. In questo museo raccontiamo parte della nostra storia. Mettiamo in mostra i valori che accompagnano le nostre vetture che, come ci riconoscono i nostri clienti, non sono solo un insieme di alta tecnologia, prestazioni e stile, ma recano valori unici, una tradizione e una storia che possiamo vantare solo noi”. Piero Ferrari ha poi voluto sottolineare l’importanza del made in Italy e il crescente rapporto tra Italia e Cina. ”Come Ferrari – ha detto – abbiamo l’orgoglio di rappresentare il made in italy e mi auguro che questa mostra sia un modo per far conoscere l’eccellenza italiana e rafforzare il legame tra la cina e il nostro paese”. Tradizione e storia sono poi anche valori che determinano anche il successo della Ferrari in Cina, come ha ricordato Edwin Fenech, presidente di Ferrari Greater China. ”Il museo che inauguriamo e’ solo un primo passo. Cerchiamo di essere sempre piu’ vicini alla Cina e ai nostri clienti, ecco perche’ oltre al campionato monomarca che abbiamo cominciato l’anno scorso, abbiamo inaugurato corsi di guida per i nostri clienti”. La storia di Ferrari in Cina e’ cominciata nel 1992 con la prima auto venduta. Nel 2004 e’ stato aperto il network di saloni e nello stesso anno la Rossa ha vinto il primo gran premio che si e’ disputato in Cina. L’anno dopo, due Ferrari Scaglietti girarono per l’intera Cina percorrendo oltre 15.000 chilometri. Nel 2008 erano 500 i clienti Ferrari, nel 2011 erano gia mille e fra poco saranno in totale 2000. Nel 2011, nella Greater China (Cina, Hong Kong e Macao) sono state vendute 777 vetture di cui 500 nella sola Cina cresciuta del 75% rispetto al mercato di riferimento che lo scorso anno ha fatto un piu’ 65%. Oggi in Cina la rete e’ composta da 15 dealer che diventeranno 20 entro la fine del 2012.

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Chiusa mostra di Bulgari a Shanghai

Sono almeno 80.000 i visitatori che hanno affollato le sale dell’Aurora Museum di Shanghai dove si è chiusa la mostra di Bulgari “125 anni di Magnificenza Italiana” allestita, dallo scorso 16 febbraio, nella capitale economica cinese. La retrospettiva Bulgari, un viaggio nei 125 anni di creazioni dell’azienda, raccoglie circa 600 tra gioielli, orologi e altri oggetti preziosi realizzati in un arco temporale che va dall’apertura del primo negozio Bulgari in Via Sistina nel 1884 fino ai giorni nostri. L’esposizione era già stata al museo nazionale di Pechino lo scorso settembre, ma è stato a Shanghai che per la prima volta che in Cina sono stati esposti, oltre a quelli antichi, i gioielli di Elizabeth Taylor come la spilla che fu il regalo di fidanzamento di Richard Burton all’attrice nel 1962 (in smeraldi e diamanti con uno smeraldo centrale di taglio ottagonale di 23.44 carati) e fu anche l’unico gioiello che la Taylor volle indossare il giorno del matrimonio con Burton il 15 marzo 1964. Parte della mostra, alcuni gioielli e i video, si trasferiranno ora all’ex padiglione italiano dell’Expo di Shanghai, ribattezzato Shanghai Italian Center, che riaprirà i battenti sabato 28 aprile sotto forma di un museo italiano. Bulgari, nel corso di un anno cambierà almeno tre volte la sua esposizione offrendo ai cinesi una visione sulla storia e la produzione della maison italiana di gioielli. Lo spazio, inteso come un luogo di dialogo tra l’Italia e la Cina, ospiterà mostre ed esibizioni di noti marchi italiani. La mostra dello spazio pubblico è curata dalla Triennale di Milano sul tema “Tradizione ed innovazione”. Partendo dall’icona del Rinascimento italiano – la statua del Davide di Michelangelo – verranno poi mostrati anche i modellini del disegno di Da Vinci e il museo Ferrari, il primo lontano da Maranello. A partire dal prossimo settembre anche il secondo piano del padiglione vedrà diverse esposizioni, organizzate dalla fondazione Altagamma. Lo Hengyuanxiang Xiangshan Museum, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai, offrirà la copia delle quattro statue michelangiolesche della Sagrestia Nuova di Firenze (il crepuscolo, l’aurora, il giorno e la notte). Nel limitrofo padiglione di Lussemburgo l’Istituto Marangoni aprirà il suo Training Center, la prima scuola del genere in Cina e il quarto per Marangoni dopo quelli di Milano, Parigi e Londra.

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Riapre sabato 28 ex padiglione italiano a Expo Shanghai

Riaprirà sabato 28 aprile l’ex padiglione italiano all’Expo di Shanghai, donato al governo cinese che vi ha realizzato un centro italiano. Lo Shanghai Italian Center, 6.000 metri quadri di proprietà e gestito dallo Shanghai Expo Group come gli altri padiglioni rimasti dall’Expo del 2010 (quello dell’Arabia Saudita, della Francia, della Spagna e della Russia oltre a quello cinese), nelle intenzioni della proprietà e delle autorità italiane sul posto rappresenterà un luogo e una piattaforma di scambio e contatti economici e culturali fra i due paesi, ospitando eccellenze dell’arte, della cucina e di altri settori italiani. Ad accogliere i visitatori ci sarà una mostra Ferrari, ospitata in 900 metri quadri, la prima permanente fuori da Maranello. La mostra, che durerà tre anni, conterrà alcune collezioni del museo Ferrari e si articolerà su cinque aree tematiche, “Ferrari in Cina”, “Green Technology”, “Prodotto”, “Design” e “Corse”. Oltre a modelli attuali e storici i visitatori potranno scoprire il mondo Ferrari attraverso suggestive immagini, video e istallazioni realizzate esclusivamente per questo evento. Nel padiglione, la cui struttura originaria è rimasta uguale, al primo e secondo piano in mostra artigianato, gioielli, arte culinaria. Tra le attrazioni maggiori, una replica del David di Michelangelo e una di un disegno di Leonardo rappresenteranno . La progettazione dell’allestimento interno è curata dalla Triennale di Milano. In progetto anche la realizzazione di un ristorante all’ultimo piano della struttura che si è arricchita dell’aria circostante, ridisegnata in funzione del padiglione italiano. Anche il vicino ex padiglione che ha ospitato il Lussemburgo durante l’Expo del 2010, è diventato di pertinenza italiana ed ospiterà un centro educativo dell’Istituto Marangoni, il primo centro del genere in tutta la Cina. Lo Shanghai Italian Center sarà aperto tutti i giorni eccetto il lunedì e per accedervi i visitatori pagheranno un biglietto di 60 yuan, circa 8 euro.

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Edizione speciale della Ferrari 458 in Cina per i 20 anni della casa di Maranello nel paese del dragone

Edizione speciale della 458 Italia per celebrare i 20 anni di Ferrari in Cina. Era infatti il 1992 quando per la prima volta una vettura Ferrari, una 348 TS, venne ordinata a Pechino. L’otto cilindri della casa di Maranello, che ha già vinto 35 premi in tutto il mondo, prodotta in soli 20 esemplari esclusivamente dedicati al mercato cinese, ha una speciale livrea contraddistinta da caratteristici elementi cinesi e verniciata nel nuovo colore “Rosso Marco Polo” sviluppato specificamente per questa vettura. L’ispirazione per la livrea deriva dal motivo del longma, “il dragone-cavallo”, dove il dragone simboleggia la cultura cinese, che rappresenta coraggio, passione e successo, mentre il Cavallino Rampante Ferrari identifica la cultura italiana e i traguardi raggiunti dalla Ferrari. Il particolare più significativo della vettura è infatti il dragone dorato sul cofano, esaltato dalla livrea a righe oro e nero che simboleggiano un circuito. L’immagine del dragone che spicca il volo e del Cavallino Rampante sul cofano si armonizzano con le linee della vettura. L’edizione speciale della 458 Italia ha poi cerchi color oro così come dello stesso colore sono le due alette anteriori flessibili. Anche gli interni rispecchiano lo spirito longma. La cultura cinese viene celebrata anche con la presenza di ricami dorati sui poggiatesta dell’auto. Il pulsante di accensione per ognuna delle 20 vetture è inciso con ideogrammi cinesi e sul tunnel centrale è posizionata la targa “20th Anniversary Special Edition”. L’edizione speciale della 458 Italia verrà presentata al pubblico durante l’inaugurazione, prevista entro la fine di maggio, della prima mostra permanente di Ferrari fuori da Maranello presso l’Italian Center (l’ex padiglione italiano dell’Expo ora di proprietà cinese) nello Shanghai Expo Park. La mostra, che durerà tre anni, si estenderà su 900 metri quadrati di superficie, conterrà alcune collezioni del museo Ferrari e si articolerà su cinque aree tematiche, “Ferrari in Cina”, “Green Technology”, “Prodotto”, “Design” e “Corse”. Oltre a modelli attuali e storici i visitatori potranno scoprire il mondo Ferrari attraverso suggestive immagini, video e istallazioni realizzate esclusivamente per questo evento.

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Presentato il progetto dell’ex padiglione italiano all’Expo: si chiamerà Shanghai Italian Center

Presentato oggi a Shanghai alla comunità italiana d’affari residente nella capitale economica cinese, il progetto dello Shanghai Italian Center, nuova denominazione che assumerà l’area nella quale si trovano il Padiglione Italiano dell’Expo 2010 ed altre strutture ad esso colegate. All’evento, organizzato dallo Shanghai Expo Group (l’organizzazione che ha realizzato l’esposizione e alla quale é stata regalato l’ex padiglione italiano dal governo italiano) e dal consolato generale d’Italia a Shanghai, hanno preso parte circa 300 rappresentanti delle aziende e delle istituzioni italiane presenti nella capitale economica cinese e nelle provincie della Cina Orientale. Lo Shanghai Italian Center diventerà una piattaforma multifunzionale permanente dedicata alla promozione dei rapporti culturali e commerciali tra Cina e Italia. Si tratta della prima struttura permanente italiana, anche se di proprietà cinese, con queste caratteristiche mai realizzata in Cina. Il padiglione sarà inaugurato tra la fine di marzo ed i primi di aprile e ospiterà, al primo e secondo piano, delle straordinarie mostre culturali aperte al pubblico. La prima sarà”Tradizione e Innovazione” curata dalla Triennale di Milano, che porterà in Cina un gran numero di opere d’arte, oggetti di design di grande valore e che intende raccontare la stretta relazione esistente tra l’eccellenza del Made in Italy dell’età contemporanea e la ricchezza del patrimonio culturale del nostro Paese. Grande attesa anche per il Museo Ferrari, il primo che la grande casa automobilistica realizza al di fuori dell’Italia, con straordinarie scenografie e tecnologie per mostrare l’essenza del marchio Ferrari e la sua straordinaria storia imprenditoriale. Insieme a queste anche mostre di Bulgari, dell’Istituto Marangoni, mostre d’arte. Lo Shanghai Italian Center intende diventare la sede a disposizione delle aziende e delle istituzioni italiane e di quelle cinesi che intendono sviluppare e rafforzare i propri rapporti con l’Italia. Prevista anche la creazione di un club e ristorante italiano di alta cucina. Le strutture circostanti il Padiglione Italiano ospiteranno inoltre il centro di formazione moda dell’Istituto Marangoni, la prima struttura del genere mai aperta in Cina da un’entità straniera e degli spazi dedicati a negozi ed uffici.

fonte: ANSA

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Frattini e la Cina, dove sono i diritti?

Forse se le segrete stanze della nomenclatura cinese potessero parlare, ci potrebbero svelare l’arcano: ma il ministro degli esteri Franco Frattini ha parlato di diritti umani in Cina o si è solo limitato ad offrire ai cinesi qualsiasi pezzo del paese pur di incamerare qualche yuan? Già perché stando ai resoconti e ai comunicati, di diritti umani non si è parlato ufficialmente. Anzi: il nostro capo delle feluche, nel farsi promotore del “riconoscimento alla Cina dello status di economia di mercato, che sosteniamo con forza anche se qualche partner europeo ha delle difficoltà”, ha confermato che l’Italia vuole la rimozione dell’embargo europeo contro la vendita di armi alla Repubblica popolare, lo stesso imposto dopo i moti di Tiananmen di 21 anni fa. Al soldo non si comanda: e così porte aperte ad investitori cinesi (che pare detengano già il 13% del debito pubblico italiano) su ogni settore. A sfregarsi le mani, in particolare Gao Xiqing, direttore del fondo sovrano cinese Cic (China Investment Corporation) al quale dal ministro è stato ribadito l’interesse italiano ad investimenti esteri e cinesi in Italia per quanto riguarda, in particolare, i settori del restauro di edifici pubblici di interesse storico, la piattaforma logistica in alto Adriatico e l’alta velocita’. L’unico ostacolo, secondo il nostro ministro degli esteri, sarebbe la nostra burocrazia. Certo, il compito del nostro primo ambasciatore non è stato semplice, soprattutto perché si è dovuto sforzare per ridare credibilità all’Italia agli occhi dei cinesi, dopo la manovra economica, con le critiche internazionali e i pericoli di crisi. Ma non solo: in Cina i vari “gate” in cui è incappato il premier Berlusconi non ne hanno aumentato la popolarità come statista, anzi, lo hanno fortemente criticato. I media lo hanno preso in giro, ci hanno fatto pure cartoni animati. Frattini ha evitato di parlare di Dalai Lama, del premio Nobel Liu Xioabo in carcere, delle centinaia tra dissidenti e avvocati arrestati solo quest’anno (molti dei quali scomparsi senza notizie), di Ai Weiwei, degli uighuri, la minoranza musulmana le cui proteste, ancora in queste ore, vengono represse nel sangue dalla polizia cinese. Paura che non ha avuto Barack Obama: nonostante il momento economico americano sia uno dei più critici, nonostante i cinesi detengono la maggiore quantità di debito Usa, il presidente americano ha accettato di incontrare il Dalai Lama, anche se non nello studio ovale, scatenandosi le ire di Pechino. Ovviamente, situazioni e livelli diversi. Nel pacchetto offerto ai cinesi da Frattini, anche il padiglione italiano all’Expo di Shanghai. La struttura, interessata da scandali giornalistico-giudiziari per la sua gestione e per la partecipazione delle regioni, è oramai cinese: a dicembre è stata regalata dal commissariato generale italiano al governo di Shanghai nonostante altre amministrazioni e privati (oltre 20) avessero offerto fino a 12 milioni di euro per il suo acquisto. Resterà come vetrina del made in Italy. Ma a leggere la stampa cinese, lo Shanghay Daily in testa, si tratterrà di una attività commerciale (un micro museo della Triennale e della Ferrari per il quale si pagherà un biglietto di ingresso ai cinesi), con un ristorante italiano e spazi “per attività commerciali tra aziende cinesi e italiane”. Una vetrina per qualche società, inserita in un parco dei divertimenti: a fine mese, nell’area di oltre 5 chilometri quadrati, oltre ai cinque padiglioni cinesi e alla decina di stranieri (tra i quali l’italiano) ci sarà anche un parco giochi con le montagne russe più alte della Cina, come recita la pubblicità. Non era meglio una vetrina di sistema, magari affidando il padiglione alle associazioni di categoria italiane che avrebbero potuto li mostrare i loro prodotti. Ai contribuenti italiani che hanno finanziato la costruzione del padiglione, cosa ritornerà? O, meglio, non era meglio investire i dodici milioni di euro (una manna in questo periodo) mai presi e darli al purtroppo soppresso Ice (che in Cina ha sempre lavorato più che bene) per organizzare e potenziare le proprie iniziative promozionali? No, la burocrazia italiana ammazza, meglio regalare il padiglione ai cinesi e dare la possibilità alle gite scolastiche cinesi, tra una giostra e l’altra, di apprezzare “a taste of Italy”.

pubblicato da Il Riformista

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Frattini a Pechino rafforza intese con la Cina

L’Italia presenta le sue ‘credenziali’ alla Cina: sbarca a Pechino con il suo capo della diplomazia, Franco Frattini, e rassicura sulla sua solidità finanziaria, spalanca le porte agli investimenti dell’Impero Celeste nella penisola e si offre come ‘ponte’ per superare le divergenze tra Pechino e l’Ue. Con un obiettivo di lungo periodo, quello che porta nella valigia il ministro degli esteri nella sua missione: alzare il livello delle relazioni dal classico modello ‘bilaterale commerciale ed economico’ ad un vero e proprio partenariato politico globale per una “svolta” nei già “eccellenti rapporti”. Ma anche con un occhio sul brevissimo termine, puntato sulla contingenza, e forse emergenza, che vede l’Italia, come tutta Eurolandia, alle prese con le turbolenze dei mercati. Il responsabile della Farnesina incassa da Pechino – primo investitore straniero nel debito tricolore con una quota che stime di mercato fotografano intorno al 13% – la ‘promozione’ sul fronte della manovra economica appena varata da Roma: il Dragone si dice fiducioso sul fatto che sia in grado di far uscire la penisola da una crisi che legge comunque come “temporanea”, dice il vicepremier e futuro premier nella nuova generazione al potere, Li Keqiang. E mentre giovedì è in agenda un nuovo vertice dei capi di stato dell’Eurozona, Pechino rassicura tutti che continuerà a investire nei titoli di Stato dei paesi di Eurolandia e che vuole “continuare un ruolo responsabile in Europa” perché – ricorda Li – un’Europa stabile favorisce lo sviluppo del resto del mondo. Come ribadito più volte del resto anche da Frattini che si dice certo che nel “caso di un’inverosimile dissoluzione dell’eurozona, a perdere saremmo in molti”, Dragone compreso, considerando che é il primo partner commerciale Ue. Il capo della diplomazia fredda anche tutte le Cassandre: la leadership europea “avrà la meglio sulla logica insensata della speculazione” ed il bene comune Ue “prevarrà sui continui rilanci della finanza”, dice respingendo “con determinazione ogni opzione di fallimento di qualsiasi Stato ipotizzata dai mercati”. Frattini che domani – dopo un incontro in mattinata con i vertici del Fondo Sovrano, China Investment Corporation (Cic) – lascerà Pechino per Shangai e, poi, Canton, incassa intanto anche un rafforzamento dell’asse Roma-Pechino. E lo fa incontrando non solo i ‘colletti cinesi’, i funzionari della Scuola del Partito Comunista Cinese dove oggi ha tenuto una lectio magistralis, ma anche con quelli che domani sono attesi diventare la quinta generazione alla guida del Dragone. Il futuro premier dice di “voler rafforzare la cooperazione a 360 gradi” e definisce le relazioni con Roma “in prima fila tra i paesi europei” mentre l’attuale ministro degli Esteri, Yang Jiechi, parla di “aumentata fiducia politica” e di basi per un futuro da “buoni amici e buoni partner” mentre si punta ad un raddoppio, a 90 mld di euro, dell’interscambio da oggi al 2015. La delegazione italiana che lascia la capitale cinese con nuovi accordi firmati – primo tra tutti quello sui visti, per ora sui passaporti diplomatici, che apre la strada a contatti e scambi privilegiati – ma anche la promessa di farsi parte attiva per un avvicinamento con l’Europa. Per superare i nodi ‘dolenti’, quelle divisioni – riconoscimento dello status di economia di mercato e embargo sulle armi in prima linea – che ancora segnano le distanze per veder decollare le relazioni.

fonte: ANSA

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