Archivi tag: oslo

Il Dalai Lama ad Oslo, ma governo norvegese nega incontro

Il Dalai lama è giunto oggi a Oslo per una visita privata in Norvegia, a 25 anni dall’assegnazione del premio Nobel per la pace. Lo annunciano i media norvegesi che mettono in risalto il clima di gelo nel quale tale visita avviene e ricordano le polemiche delle ultime settimane con le quali il governo è stato accusato di soggezione al diktat della Cina. La più alta autorità religiosa tibetana si limiterà a tenere alcune conferenze: il Dalai Lama è stato infatti invitato dal Comitato norvegese per il Nobel, dal Comitato norvegese per il Tibet e dalla società buddista Tashi Ling. Le relazioni tra Cina e Norvegia hanno avuto una brusca frenata quando nel 2010 il Comitato ha assegnato il Nobel al dissidente Liu Xiaobo. L’attuale governo populista di destra è stato accusato di non voler ulteriormente deteriorare le relazioni con Pechino e perciò, decidendo di non incontrare il Dalai lama, di aver dato prova di ”codardia”.

Lascia un commento

Archiviato in 'O Tibbet e 'o munaciello

Anche a Shanghai si potrà stare tre giorni senza visto

Dopo Pechino ora sarà possibile visitare anche Shanghai senza essere muniti di visto, se ci si ferma per un massimo di 72 ore. La nuova disposizione, approvata dal governo centrale, permetterà – a partire dal 2013 – ai cittadini stranieri di 45 paesi, tra cui l’Italia, di entrare in Cina attraverso i due aeroporti della capitale economica cinese (Hongqiao e Pudong) senza visto d’ingresso. L’unico requisito richiesto è quello di possedere un biglietto aereo di prosecuzione per un altro paese entro le 72 ore successive. Un’analoga disposizione era stata annunciata la settimana scorsa anche per la capitale, Pechino. Non avendo il visto, però, entro le previste 72 ore i viaggiatori non potranno viaggiare all’interno del Paese. Secondo quanto riferisce la stampa locale è probabile che la norma venga presto allargata anche ai porti per coloro che, ad esempio, arrivano via mare con le navi da crociera. E’ probabile che la decisione di adottare queste nuove disposizioni in materia di ingresso degli stranieri sia derivata anche dal fatto che nel 2011 l’aumento del volume dei passeggeri in arrivo in Cina è stato minore. Nei primi sei mesi del 2012 sono stati quasi 12 milioni i passeggeri entrati in Cina dagli aeroporti e i porti di Shanghai, l’11% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Di questi, il 44,8% erano stranieri. Oltre all’Italia, tra i 45 paesi che ne beneficeranno della decisione ci sono gli Usa, il Giappone, la Russia e il Regno Unito. Non c’é tuttavia la Norvegia, ‘colpevole’ – secondo i cinesi – di aver dato il Nobel per la pace al Dalai Lama e al dissidente Liu Xiaobo.

Lascia un commento

Archiviato in Turisti per forza

Norvegia esclusa da politica esenzione visti per ripicca cinese contro Nobel a Liu Xiaobo

La Norvegia non è tra i Paesi europei i cui cittadini sono esentati dal visto d’ingresso in Cina per soggiorni fino a 72 ore: Pechino non dimentica così quelli che considera due ‘sgarbi’ alla sua autonomia e integrità territoriale a suo giudizio fatti dal paese scandinavo, concedendo il Premio Nobel per la Pace prima al Dalai Lama e poi a Liu Xiaobo. Mercoledì, infatti, le autorità cinesi hanno deciso una nuova politica per i visti d’ingresso – a partire dal prossimo primo gennaio – per favorire il turismo mordi e fuggi e di scalo verso altri paesi. Ma la Norvegia è stata esclusa dall’elenco di 45 paesi, tra i quali i 27 dell’Unione europea e altri come Islanda e Svizzera, oltre a Stati Uniti, Russia, Giappone, Australia e molti paesi latino-americani. Anche se non ci sono stati commenti ufficiali sui motivi dell’esclusione, alcuni anonimi funzionari governativi hanno risposto a giornalisti che un paio di paesi sono stati esclusi perché i propri cittadini sono di “bassa qualità” o “si comportano male”. Dopo il Nobel per la pace al Dalai Lama nel 1989 ma, soprattutto, dopo quello dato nel 2010 al dissidente rinchiuso nelle carceri di Pechino Liu Xiaobo, la Cina ha accusato la Norvegia di ingerenze, bloccando di fatto i commerci con il paese scandinavo e bloccando l’importazione di salmone. I rapporti non si sono distesi: la Cina aspetta ancora che la Norvegia “riconosca i suoi errori e faccia azioni per correggerli”. Il premio Nobel per la Pace, diversamente dagli altri, non viene dato in Svezia ma in Norvegia, da un comitato nominato dal Parlamento norvegese dal quale è però indipendente.

1 Commento

Archiviato in Diritti incivili, Turisti per forza

Moglie Nobel Liu Xiaobo, viviamo situazione assurda

Liu Xia, la moglie del premio Nobel e detenuto politico Liu Xiabo, e’ scoppiata a piangere davanti alle due repoter dell’Associated Press che sono riuscite ad avvicinarla nel suo appartamento di Pechino, dove viene tenuta da due anni agli arresti domiciliari, illegalmente. In una breve conversazione, mentre i poliziotti che la sorvegliano erano a pranzo, la donna ha affermato di vivere ”in una situazione assurda”. ”Non so se Kafka avrebbe potuto scrivere qualcosa di piu’ assurdo ed incredibile di questo”, ha aggiunto. ”Ero preparata – ha detto – ad affrontare le conseguenze dopo che Liu aveva vinto il premio Nobel ma non avrei mai immaginato che non sarei stata in grado di muovermi dal mio appartamento”. Liu Xiabo, 57 anni, sta scontando una pena ad 11 anni di prigione per ”incitazione alla sovversione”, vale a dire per aver scritto e promosso il documento Charta08 che chiede la fine del sistema a partito unico e l’ instaurazione in Cina di un sistema democratico. Nel 2010 gli e’ stato assegnato il premio Nobel per la pace. La moglie, Liu Xia, e’ confinata da allora nel suo appartamento, pur non essendo stata accusata di alcun reato. Secondo alcuni gruppi umanitari, la detenzione della donna potrebbe essere un mezzo usato dalla autorita’ per far pressione sul marito perche’ accetti di lasciare la Cina. Per quasi un anno a Liu Xia e’ stato impedito di visitare il marito in prigione, anche questa un’iniziativa presa in spregio della leggi vigenti dalla polizia di Pechino. Ora viene portata a visitarlo una volta al mese. A parte questo, le e’ stato consentito a volte di visitare la vecchia madre, che vive non lontano da lei, sempre accompagnata dagli agenti.
fonte: ANSA

Lascia un commento

Archiviato in Diritti incivili

Confusione su assegnazione premio Confucio

Gli organizzatori cinesi del premio Confucio – creato l’anno scorso per contestare il Nobel assegnato allo scrittore dissidente Lui Xiaobo – hanno annunciato di averlo assegnato al primo ministro russo Vladimir Putin. In precedenza il ministero della cultura di Pechino aveva deciso di cancellare il premio Confucio e di sciogliere il comitato che lo avrebbe dovuto assegnare. Ignorando il ministero, il poeta Qiao Damo, un comunista nazionalista che aveva animato il premio anti-Liu Xiaobo dello scorso anno, ha annunciato che quest’anno il vincitore e’ Putin ”per la sua opposizione alla guerra in Libia”. Qiao ha anche creato un’ organismo basato ad Hong Kong – che oggi e’ una Speciale regione amministrativa della Cina, con una forte autonomia – che si chiama China International Peace Studies Centre e che e’ composto da ”intellettuali e artisti indipendenti” dal governo di Pechino. Il premio dovrebbe essere consegnato a Putin il 9 dicembre in una cerimonia a Pechino, ha aggiunto il poeta. Liu Xiaobio, il vincitore del Nobel della pace del 2010, sta scontando una condanna a 11 anni di prigione per ”attività’ sovversive”.

Lascia un commento

Archiviato in Vita cinese

Liu XIaobo visita familiari e breve uscita dal carcere

Il dissidente cinese Liu Xiaobo, premio Nobel per la pace 2010, fra agosto e settembre ha ricevuto la visita in prigione della sua famiglia ed è stato autorizzato ad uscire brevemente in occasione della morte di suo padre. Lo ha reso noto il fratello alla agenzia France Presse. Liu “è in buone condizioni fisiche”, ha detto il fratello, Liu Xiaoxuan. In agosto ha ricevuto la visita della moglie Liu Xia. Il 18 settembre ha avuto un permesso per uscire dalla prigione in occasione della morte del padre e si è recato nella casa della sua famiglia, nella regione nordorientale del Dalian. Il 28 settembre ha ricevuto una visita dei suoi tre fratelli. “Mi è difficile darvi dei dettagli su quanto tempo Liu Xiaobo ha passato a casa e su quello che ha fatto”, ha detto Liu Xiaoxuan. Secondo il Centro di informazione per i diritti dell’uomo e la democrazia di Hong Kong, “le autorità hanno preteso da Liu Xiaoguang (uno dei tre fratelli, n.d.r.) che non parli” della visita. Il dissidente, 55 anni, è detenuto in una prigione nel nordest della Cina. Dal 2009 sconta una condanna a 11 anni per sovversione, per essere stato fra i promotori di un documento per la democrazia, la Carta 08.

Lascia un commento

Archiviato in Diritti incivili

Premio Confucio nella bufera, sospeso il Nobel cinese

E’ nella bufera il controverso ‘Premio per la pace Confucio’, nato lo scorso anno come risposta cinese al premio Nobel per la pace che era stato attribuito, tra le rimostranze di Pechino, al dissidente cinese Liu Xiaobo. Secondo quanto riferisce la stampa cinese, il Ministero della Cultura ha deciso la sospensione dell’evento, previsto a dicembre, in quanto i suoi organizzatori, che fanno capo all’associazione cinese per l’arte, non avrebbero ottenuto le necessarie autorizzazioni e avrebbero compiuto ”rilevanti violazioni del regolamento”. Due settimane fa erano stati annunciati i candidati al premio di quest’anno tra i quali figurano i nomi del primo Ministro russo, Vladimir Putin, del fondatore di Microsoft, Bill Gates, della cancelliera tedesca Angela Merkel, del presidente sudafricano Zuma, di Yuan Longping, uno scienziato cinese noto per essere il padre del ‘riso ibrido’, di Soong Chu-yu, un politico taiwanese, e dell’undicesimo Panchen Lama, quello voluto da Pechino. Secondo quanto dichiarato da Liu Zhiqin, consulente per il premio di quest’anno, si tratterebbe di candidati che ”hanno considerevolmente contribuito alla pace nel mondo o in una regione”. Ma non tutti sono d’accordo. Secondo Zhu Dake, noto critico culturale della Universita’ Tongji a Shanghai, si tratta di un premio ”senza alcun valore in termini di standard culturali e che anzi e’ destinato a creare confusione nel giudizio della gente con riferimento ai valori della cultura”. Zhu ha anche aggiunto che il diffondersi di premi di questo genere determina il rischio di degenerazioni in situazioni di tipo commerciale e di profitto per persone o organizzazioni che usano nomi famosi come richiamo. Il primo (e finora unico) premio Confucio e’ andato all’ex vicepresidente taiwanese, Lien Chan il quale pero’ non si presento’ alla cerimonia per ritirare il premio (dotato di 100.000 yuan, circa 10.000 euro). Intanto non e’ chiaro al momento se il premio potra’ comunque essere assegnato o meno in futuro. Nonostante parte della stampa locale parli di cancellazione dell’evento, Liu Haofeng, presidente esecutivo del Premio per la Pace Confucio, ha detto che ”si tratta solo della rimozione dei precedenti organizzatori” e che il premio si terra’ comunque a dicembre. Lo scorso anno, i primi di dicembre, l’iniziativa era stata invece presentata e celebrata in pompa magna. E, senza giri di parole, era stato lanciato il premio come ”una risposta pacifica al Nobel per la Pace 2010, che spiega la visione della pace che ha il popolo cinese”. Erano state queste le parole del presidente del Comitato per il premio Confucio, Tan Changliu, che ne aveva anche descritto l’obiettivo: ®promuovere la filosofia¯ confuciana nel mondo. Filosofia millenaria, dottrina morale e sociale che si proponevano di rimediare alla decadenza spirituale della Cina in un’epoca di profonda corruzione e di gravi sconvolgimenti politici, ma che di questi tempi rischia di dissolversi sotto il peso di strumentalizzazioni e polemiche.

Lascia un commento

Archiviato in Vita cinese