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A Hong Kong si ricorre a taglio cesareo per non far nascere i bambini nell’anno della capra

Aumento delle nascite in questi giorni ad Hong Kong e Singapore attraverso il taglio cesareo, per fare in modo che i bambini non nascano nel nuovo anno lunare, considerato non proprio fausto. Come scrive il South China Morning Post, molti ospedali dell’ex colonia britannica registrano un aumento di prenotazioni in questa settimana fino a mercoledì (giovedì comincia l’anno della capra), per far nascere bambini tramite taglio cesareo nell’anno del cavallo, ritenuto più fortunato. Alcune compagnie assicurative hanno anche aumentato le loro tariffe per scongiurare questa corsa alla nascita.
Secondo la tradizione, i bambini che nascono nell’anno del cavallo sono più forti di quelli nati nell’anno della capra. Inoltre, in molti decidono di far nascere prima per fare in modo che i neonati possano ricevere il regalo in soldi tradizionalmente dati ai bambini in occasione del capodanno cinese. A Singapore, invece, la corsa alle nascite prima della fine dell’anno lunare è legata alla decisione del governo di donare un regalo ai bambini nati in quest’anno in occasione del giubileo del piccolo stato.

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Boom di parti cesarei in Cina per mandare i figli a scuola prima

Boom di nascite con parto cesareo nella provincia cinese meridionale del Guangdong con l’approssimarsi dell’inizio di settembre. Secondo quanto racconta la stampa locale, sono centinaia le donne che, finendo la gravidanza in questo periodo, decidono di ricorrere al cesareo per fare nascere i bambini prima del primo settembre, data oltre la quale i figli potrebbero cominciare la scuola un anno più tardi. Secondo la legge cinese, infatti, i bambini che compiono sei anni prima del primo settembre, possono iscriversi alle elementari, mentre quelli nati dopo devono attendere un altro anno. La pratica fa nascere spesso bambini prematuri. E così a Shenzhen, la città della provincia meridionale del Guangdong che confina con Hong Kong, nel solo Shenzhen Maternity and Child Healthcare Hospital, nell’ultimo fine settimana sono stati effettuati circa 100 parti cesarei, il 60% in più del normale. In particolare, mentre venerdì sono nati 97 bambini, 65 dei quali con parto cesareo, sabato le nascite sono state più di 100, con quasi il 100% di cesarei. E domenica fino alle 5 del pomeriggio erano state già programmate 88 nascite. Nello Shenzhen Far-East Women’s and Children’s Hospital la situazione non è diversa: 500 bambini nati a luglio con un tasso di ricorso al cesareo pari al 45%, ma la percentuale è salita al 60% negli ultimi giorni di agosto. Come denunciano molte infermiere, sono diverse le madri che, pur di rispettare la scadenza scolastica del primo settembre, ricorrono al parto cesareo anche prima della 37ma settimana.

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App su smartphone per trovare stanza allattamento

Un’applicazione sugli smartphone aiuterà le neo mamme lavoratrici di Shanghai a trovare il luogo più vicino dove allattare i loro figli. La Shanghai Federation of Trade Union ha infatti messo a posto un piano per la realizzazione di 1000 stanze per le mamme lavoratrici che devono accudire i loro figli appena nati. Non potendo realizzarle in tutti i luoghi di lavoro, le stanze saranno distribuite sul territorio e, attraverso l’applicazione gratuita sui telefonini, le mamme saranno in grado di conoscere la più vicina. Circa 240.000 lavoratrici sono rimaste incinte l’anno scorso a Shanghai e il trend dovrebbe mantenersi per i prossimi 3-5 anni. Le donne cinesi che tornano al lavoro dopo tre mesi dalla nascita del figlio, hanno difficoltà a trovare luoghi dove allattare i neonati. La legge cinese per la protezione delle donne, prevede che le società che abbiano più di cinque lavoratrici in allattamento, debbano mettere a disposizione una stanza apposita. Ma il 93% delle società che rientrano in questa categoria, non hanno la stanza.

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Boom economico non ferma morte bimbi, 300.000 l’anno sotto i cinque anni

Nella Cina del boom economico, dei grattacieli delle metropoli e delle Ferrari che girano per le strade, ci sono ancora circa 300.000 bambini sotto i cinque anni che muoiono ogni anno. Il dato e’ emerso da uno studio condotto dal dipartimento dello sviluppo della salute di donne e bambini pubblicato dal Ministero della Salute di Pechino. La principale causa di morte e’ l’impossibilita’ per molte madri, soprattutto nei distretti rurali, di raggiungere gli ospedali per partorire, oltre alla nascita prematura, i difetti cardiaci congeniti e l’asfissia accidentale. Il dato e’ molto significativo, soprattutto perche’ circa il 12% dei bambini cinesi che muoiono prima dei 5 anni, non ricevono nessun trattamento medico a causa di fattori che vanno dalla mancanza di soldi alla pochezza dei trasporti, alla poca consapevolezza medica dei genitori. In Cina, infatti, soprattutto nelle campagne, e’ usanza nascere a casa sia perche’ non ci si fida dei medici (in queste zone viene ancora usata di piu’ la medicina tradizione rispetto a quella occidentale) sia perche’ molte strutture sono difficili da raggiungere. Lo sviluppo infrastrutturale della Cina, infatti, ha toccato principalmente i grandi centri economici e industriali ma ha solo lambito molte zone rurali. Nel 1996 meno della meta’ delle partorienti dava alla luce il proprio figlio in ospedale. Dal 2000 c’e’ stata una grossa campagna governativa per spingere le donne a partorire in ospedale, fornendo loro anche degli aiuti, in particolare alle partorienti residenti nelle campagne. Stime del Ministero della Salute riportano che nel 2010 circa 9 milioni di donne hanno avuto questi aiuti. Ma non e’ ancora abbastanza. ”La Cina – ha detto Qin Huaijin, direttore del dipartimento per la salute di donne e bambini del Ministero della salute – si trova ancora ad affrontare delle importanti sfide per cercare di ridurre i casi di mortalita’ infantile e per meglio garantire l’uguaglianza nella sanita”. Nel 2010 il tasso di mortalita’ infantile sotto i cinque anni di eta’ era dell’1,64%, piu’ basso del 73,1% rispetto al 1991 e del 58,7% rispetto al 2000. Secondo He Chunmei, rappresentante per la Cina dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’, il governo dovrebbe prevedere maggiori risorse in programmi mirati di intervento, soprattutto nelle aree rurali dove la situazione e’ piu’ difficile. Il gap fra zone rurali e zone urbane resta elevato. Lo scorso anno nelle aree urbane sono morti in media 7,3% bambini sotto i cinque anni ogni mille, mentre nelle aree rurali la percentuale e’ stata di 20,1% decessi ogni mille. ”La potenzialita’ di assistenza sanitaria nelle zone rurali – ha aggiunto Qin Huaijin – resta ancora molto limitata, specialmente per le donne e per i bambini, nonostante si stiano facendo dei passi in avanti”. E come in ogni paese sviluppato, anche in Cina si assiste al fenomeno che i bambini delle campagne e quelli delle citta’ muoiono per ragioni opposte. Mentre la malnutrizione e anemia sono spesso causa di decessi nelle campagne, in citta’ disturbi alimentari come intolleranze e obesita’ infantile stanno diventando un problema serio.
Secondo uno studio pubblicato dal giornale medico Lancet, dal 1998 al 2008 il tasso di mortalita’ infantile (di tutte le eta’) e’ crollato del 62%. Nel 1998, infatti, c’erano 24,7 morti ogni nascita in Cina, mentre nel 2008 il numero dei neonati morti e’ sceso a 9,3%.
In generale, secondo le statistiche della Cia, la Cina (secondo stime) nel 2011 e’ al 112mo posto nel mondo per mortalita’ infantile con un tasso di 16,06 morti per 1000 nati. Il paese con meno morti e’ Monaco, con 1,79 ogni 1000 seguito da Singapore, mentre quello che registra piu’ vittime e’ l’Angola con (sempre secondo stime) 175,90 morti su 1000 (in discesa rispetto al dato del 2010 di 180,21), paese seguito da Afghanistan, Niger, Mali e Somali. L’Italia tra i 222 paesi esaminati, e’ al 213mo posto con stime per il 2011 di una tasso di mortalita’ infantile di 3,38 su 1000 bambini; peggio gli Stati Uniti al 176mo posto con 6,06 morti per 1000 abitanti.

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Bambino muore dopo parto ritardato per data infausta

Un bimbo e’ morto perche’ i medici hanno ritardato troppo il parto della madre per evitare la nascita in un giorno considerato di cattivo auspicio. Le autorita’ sanitarie cinesi della provincia meridionale del Guangdon stanno indagando sulla condotta di Zheng Yuanna, medico nell’ospedale del Popolo nella citta’ di Yangjiang, il quale lo scorso 13 agosto avrebbe deciso volontariamente di non effettuare un taglio cesareo, che ormai era divenuto indispensabile, ritardandolo, in quanto ricorreva il giorno della festa dei fantasmi in base al calendario cinese. L’ospedale dove il medico lavora, tuttavia, sostiene che sarebbe stata la famiglia ad insistere per procrastinare l’intervento temendo che far nascere il piccolo in quel giorno gli avrebbe portato sfortuna e sventure nel corso della vita. Secondo quanto riferisce la famiglia invece, la madre, Li, 32 anni, gia’ il 12 agosto, aveva cominciato ad avere i primi dolori del parto. Il 13 la donna avrebbe chiesto al suo medico, Zheng Yuanna, di essere sottoposta al cesareo ma l’uomo l’avrebbe convinta a posticipare l’intervento almeno di altre 24 ore. Il bambino e’ nato il 14 agosto, ma gia’ subito dopo la nascita i medici si sono accorti che aveva seri problemi, tanto che poi e’ deceduto tre giorni piu’ tardi. Ora la famiglia chiede giustizia, e un risarcimento di 2 milioni di yuan (circa 200.000 euro). Il Ghost Festival e’ una festa tradizionale cinese. Nel calendario lunare cinese cade la quindicesima notte del settimo mese lunare. Il mese dei fantasmi, cioe, il settimo mese del calendario lunare, e’ considerato quello in cui fantasmi e spiriti, compresi quelli degli antenati defunti, risalgono dagli inferi.

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Un lavoro che farei volentieri: boom di massaggi al seno per ragazze cinesi

E’ boom a Shanghai per i massaggi al seno per le donne in gravidanza. Con la preoccupazione di malattie per lo scandalo del latte alla melamina, le puerpere di Shanghai stanno ritornando all’allattamento al seno per i loro bambini. E per assicurare alle donne la produzione di latte a sufficienza, molti centri massaggi di Shanghai stanno offrendo alle puerpere dei massaggi al seno che favorirebbero l’allattamento. Ma questa cosa, lascia dubbiosi i dottori. “Il massaggio può aiutare, ma non è certo che sia efficace”, ha detto allo Shanghai Daily la dottoressa Hou Yanwen, che lavora allo Shanghai n. 1 maternity and child’s health hospital. “Non é necessario che le donne vadano dalle massaggiatrici, dal momento che per produrre più latte le donne devono soltanto allattare i loro figli”. Ma le parole dei medici non servono a nulla, visto che sono sempre più i centri massaggi che pubblicizzano i nuovi massaggi al seno che aiuterebbero l’allattamento. Una delle critiche dei medici è che il boom di questi massaggi sta portando molte persone ad improvvisarsi massaggiatori anche se non ne hanno i titoli. Ma dinanzi alla paura di allattare i l proprio figlio con latte in polvere poi scoperto adulterato, come è già successo in India, le puerpere cinesi non hanno dubbi e pagano fino a 40 euro per un’ora di massaggio.

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Ad agosto più nascite per favorire iscrizione a scuola

Aumentano ad agosto i tagli cesarei in Cina, non per questioni mediche, ma perché le donne cinesi vogliono che i loro figli nascano prima del primo settembre, data di inizio della scuola. La legge cinese, infatti, prescrive che i bambini che abbiano compiuto sei anni entro il primo settembre, possano andare alla scuola elementare, gli altri devono aspettare un anno. E così negli ospedali cinesi, secondo quanto racconta la stampa di Pechino, è boom di parti con taglio cesareo ad agosto. Le puerpere che dovrebbero partorire a settembre, affollano gli studi dei ginecologi e i reparti di maternità degli ospedali per convincere, con ogni mezzo, i medici ad anticipare il parto. Nel solo ospedale di Weihai nella provincia dello Shandong, lo scorso agosto è stato registrato un balzo del 17% dei parti rispetto a luglio. A Jinan, invece, ad agosto sono nati 900 bambini nello stesso reparto, mentre la media mensile nei primi mesi dell’anno è stato di 700 nascite al mese. Le ultime due settimane di agosto, hanno visto l’80% di incremento dei tagli cesarei. I medici hanno detto alla stampa che cercano di contenere questi numeri, ma sia colleghi senza scrupoli che mamme disposte a tutto riescono a svicolare i controlli.

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