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Due monaci tibetani condannai in Cina per separatismo

Un monaco tibetano è stato condannato a 10 anni da un tribunale cinese, con l’accusa di separatismo. Tsewang, appartenente al monastero di Drilda a Trido nella prefettura di Nagchu (in cinese Naqu), provincia autonoma del Tibet, era stato arrestato il 17 marzo dell’anno scorso insieme ad altri due monaci. Uno dei due è stato già condannato con le stesse accuse, molto comuni nei confronti degli arrestati tibetani, a 12 anni. Secondo fonti tibetane, gli agenti hanno anche fatto sparire l’anziana madre di Tsewang. I tre erano stati scoperti, durante un raid della polizia cinese, in possesso di cellulari con messaggi che inneggiavano al Dalai Lama e a un Tibet libero dai cinesi. Sei monaci che erano andati alla polizia chiedendo la loro liberazione, furono picchiati e dovettero essere ricoverati.

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Pazzi in Cina: uno uccide due familiari e ferisce sei bambini; in una scuola picchiati a morte due bambini

Tragedia della follia a Shanghai. Un uomo, dopo aver ucciso nell’appartamento in cui si trovava, sua sorella e sua suocera, probabilmente per una questione di soldi, e’ sceso per strada e, giunto dinanzi ad una scuola elementare del distretto di Fengxian ha aggredito e ferito con un coltello un gruppo di 11 persone, tra cui sei bambini. Nessuno dei feriti e’ in gravi condizioni. Braccato dalla folla l’uomo e’ stato arrestato poco dopo. Il 14 dicembre scorso 22 bambini di una scuola elementare nella provincia dell’Henan furono feriti da un uomo armato di coltello mentre nel 2010 furono in tutto il paese diversi gli attacchi bambini di scuole materne ed elementari tanto da indurre le autorita’ a rafforzare i controlli al di fuori delle scuole.
Due bambini di una scuola elementare sono stati picchiati a morte da un dipendente dell’istituto a Yulin, nella regione del Guanxi, nel sud della Cina. Lo scrive l’agenzia Nuova Cina. Non è ancora chiara la dinamica del dramma, che si è verificato alle 5 di mattina di ieri nel dormitorio annesso alla scuola. I due ragazzi, che frequentavano la quinta elementare, sono stati portati nel locale ospedale in gravi condizioni e sono morti per le ferite riportate, aggiunge l’agenzia.

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Stampa sotto accusa, ha “bucato” attacco scuola Henan e ha puntato su strage Newtown

Polemiche in Cina, specie sulla rete, per l’indifferenza dei media locali nei confronti del grave incidente avvenuto lo scorso 15 dicembre, quando un uomo di 36 anni, brandendo un coltello, e’ entrato in una scuola elementare nella provincia centrale dell’Henan ed ha aggredito gli scolari, ferendone una ventina. Nelle stesse ore accadeva la tragedia in una scuola del Connecticut, con 20 bambini uccisi a colpi d’arma da fuoco, e la stampa cinese dava ampio risalto al tragico fatto di cronaca con reportage e commenti sulla facilita’ dell’acquisto di armi. E i cinesi sono scioccati. ”Da un oceano di distanza – ha scritto un utente cinese in un post on line – non appena si e’ verificato il fatto negli Stati Uniti abbiamo appreso rapidamente tutti i dettagli, il numero dei morti, i loro nomi, notizie sull’assassino. Nel nostro stesso paese, non riesce ad avere notizie sull’attacco. Il presidente americano ha pianto per i bimbi americani morti. I bambini cinesi non possono avere nemmeno questo”. Secondo alcuni, la scelta dei media cinesi di non dare troppo risalto all’evento non e’ casuale e deriverebbe dalla volonta’ di sminuire le tragedie che avvengono ”in casa” per enfatizzare al contrario quelle che avvengono all’estero.

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Attacco a scuola elementare, arrestato squilibrato

Un uomo, indicato come Min Yongjun dai mezzi d’ informazione cinesi, è stato fermato dalla polizia e accusato di aver ferito a colpi di coltello 23 bambini e un adulto, la scorsa settimana a Guangshan, nella provincia centrale dell’ Henan. L’ uomo che soffre di crisi di epilessia, sarebbe stato “psicologicamente scosso” dalla cosidetta profezia dei maya, secondo la quale la fine del mondo si verificherà il prossimo 21 dicembre. In preda ad un raptus, Min avrebbe attaccato una donna nella sua abitazione prima di irrompere in una scuola elementare e ferire i bambini. Lo squilibrato è poi stato bloccato da insegnanti e guardiani della scuola. L’ agenzia Nuova Cina riferisce che nessuno dei feriti è in grave condizioni.

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Squilibrato assale scolari con coltello

Un uomo e’ stato arrestato nella provincia dell’Henan (Cina centrale) dopo aver assalito a colpi di coltello gli scolari della scuola elementare Wan Quan, nel villaggio di Chenpeng, ferendone ventidue. Lo riferiscono i mezzi d’ informazione cinesi. L’uomo, uno squilibrato, ha anche ferito un passante prima di essere bloccato dalla polizia. In un analogo episodio che si e’ verificato a Pechino, un giovane di 25 anni e’ stato arrestato per aver sfregiato un numero imprecisato di passeggeri della metropolitana, in maggioranza giovani donne. Un’ ondata di inspiegabili attacchi violenti, soprattutto contro ragazzini delle scuole medie ed elementari, si era verificata in Cina tra il 2010 e il 2011. Ventuno persone furono uccisi in quegli attacchi, l’ultimo dei quali si e’ verificato nel settembre del 2011.

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Tre bambini uccisi da uomo in attacco ad asilo con ascia

Tre bambini di un asilo in Cina sono morti e 13 sono rimasti feriti a seguito dell’attacco di un uomo armato di ascia nella loro scuola, avvenuto ieri nella provincia meridionale del Guanxi. Un uomo, Wu, definito dalla stampa cinese ‘uno squilibrato’, ieri ha fatto irruzione nell’asilo della contea di Pingnan armato di un’ascia da falegname. Si è scagliato contro sedici bambini, uccidendone tre sul colpo. Non si conoscono i motivi del suo gesto, che sono simili a quelli visti in diverse parti della Cina negli ultimi due anni. Tra il 2010 e il 2011 in tutto il paese almeno 21 bambini sono stati uccisi in attacchi simili da persone dichiarate squilibrate o pazze che, di solito armate di coltello, ma anche di altre armi bianche, hanno attaccato soprattutto bambini di asili. La stampa cinese, oltre a bollare questi assalitori come pazzi, ha sempre detto che si è trattato di persone con disagio derivato soprattutto da perdita di lavoro o divorzi. Molti degli assalitori hanno dichiarato di essersi scagliati sui bambini per attirare maggiore attenzione sui proprio problemi personali. L’ondata di assalti alle scuole provocò una psicosi in tutto il paese, tanto che ancora oggi polizia e guardie privata vigilano all’esterno delle scuole.

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Diciassettenne uccide nove persone per dissidi con fidanzata

Ha ucciso nove persone nel nordest della Cina. Dietro il folle gesto, compiuto ieri sera da un diciassettenne, ci sarebbero conflitti sentimentali: Li, questo il nome del giovane, avrebbe discusso a lungo con la sua fidanzatina fino all’esasperazione, che lo ha spinto fino al gesto estremo. Il giovane, la cui relazione con la ragazza non era ben vista dai parenti di lei secondo quanto riferiscono alcune fonti, al termine di una discussione ha ucciso con un coltello due parenti della fidanzata che erano intervenuti nella discussione. Scappando dal luogo del crimine, Li ha ucciso altre sette persone e ne ha ferite quattro. Una sola di queste ultime vittime e’ morta in ospedale, le altre invece sono spirate sul posto. L’episodio e’ avvenuto intorno alle 21.00 a Yongling, cittadina che fa parte dell’amministrazione di Fushun, nella contea autonoma manciu’ di Xinbin, nella provincia nord occidentale cinese del Liaoning. Il giovane e’ stato arrestato poco dopo sul ciglio del muretto di un palazzo, dal quale stava tentando di lanciarsi per uccidersi. Le autorita’ non hanno diffuso ulteriori dettagli, anche perche’ si teme l’effetto emulazione che gia’ fece diverse vittime nel 2010 quando, alcuni squilibrati, attaccarono scuole in tutto il paese facendo una trentina di vittime. Anche in quella occasione si tratto’ di assalti all’arma bianca. La vendita di armi, infatti, in Cina e’ vietata ed e’ davvero difficile trovarle anche al mercato nero, anche per vari embarghi in atto. Le notizie di episodi di violenza con armi bianche sono aumentate negli ultimi tempi complice, secondo molti analisti, la situazione nel Paese, nel quale la crescita economica potente non e’ stata bilanciata da una crescita sostanziale del miglioramento della qualita’ della vita per tutti i cinesi. La maggior parte di questi episodi di violenza, infatti, si registrano nelle aree piu’ povere o nelle citta’ cosiddette di seconda fascia (quelle che stanno crescendo economicamente ma che non arrivano ai livelli di Shanghai, Pechino e Canton), dove il divario tra poverta’ e ricchezza e quindi tra ricchi e poveri e’ maggiore. La maggior parte degli uomini che nel 2010 attaccarono con coltelli, asce o mannaie in diversi episodi simili i bambini negli asili, hanno detto di averlo fatto come vendetta nei confronti della societa’ che con loro era stata ingiusta. Tutti erano stati lasciati dalle mogli o avevano perso il lavoro. Questi uomini avrebbero attaccato i bambini per essere sicuri di avere una risonanza mediatica, viste le vittime. In molti accusano anche il sistema sanitario nazionale che non e’ preparato a gestire l’assistenza a persone con disabilita’ mentali, che molto spesso resto abbandonati a se stessi. Sono poche le citta’ che hanno strutture adeguate, anche se queste, il piu’ delle volte, diventano veri e propri manicomi come erano in Italia prima delle legge Basaglia, senza vere forme di assistenza.

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