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L’Italia punto di riferimento in Cina per le tecnologie di costruzione ecofriendly

La Cina ha fame di tecnologie ambientali, soprattutto nel campo delle costruzioni, e chiede aiuto all’Italia che, in questo settore, è fra i leader mondiali. E’ quanto emerso dal forum “ItaliaInnova”, organizzato a Suzhou, la città del Jiangsu a due ore da Shanghai dove risiede il maggior numero di aziende italiane in Asia in un unico distretto: oltre 150. Il forum, organizzato dal Suzhou Working Group della Camera di commercio italiana in Cina, dal gruppo Triumph con il patrocinio di Consolato generale italiano di Shanghai e dell’agenzia Ice di Shanghai, dell’Istituto italiano di cultura a Shanghai, dell’Enit e della Fondazione italiana Cina (con la collaborazione di Tecnomovie, Landz e Yana), ha visto la partecipazione non solo di aziende italiane e cinesi in un incontro tra domanda e offerta dove si sono presentate nuovissime tecnologie in fatto di costruzioni ‘verdi’, ma anche esponenti delle amministrazioni governative cinesi e delle università, come la TongJi di Shanghai, che ha illustrato il progetto del campus verde. “Le tecnologie ambientali e l’ambiente in generale – ha detto nella sua introduzione il console generale italiano Vincenzo De Luca – rappresentano una importante opportunità per le nostre aziende. Il governo cinese ha inserito questi temi nel piano quinquennale, spingendo aziende ed enti a fare di più in questo senso. Il nostro Paese è stato uno dei primi ad entrare in Cina in questo settore e, grazie alle operazioni congiunte del nostro Sistema Italia con Ministero dell’Ambiente, degli Esteri, agenzia Ice, Sistema delle imprese, riusciamo a dire la nostra e ad essere punto di riferimento per questo interesse cinese”. Il forum è stato ospitato nell’ambito della seconda edizione del Festival italiano di Suzhou, la città di 5 milioni di abitanti patrimonio dell’umanità chiamata la ‘Venezia di Cina’, città della quale è gemellata. Due giorni nei quali le aziende italiane dal food alla moda all’ospitalità alle auto, si sono presentate. Migliaia i cinesi di tutte le estrazioni che hanno partecipato, godendo dei diversi aspetti del festival, da quello gastronomico a quello culturale a quello musicale, avendo la possibilità di conoscere l’Italia in Cina.

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Ambiente: l’Italia protagonista in Cina

Si e’ conclusa oggi la settimana di eventi sul tema ambientale ”Greening the Future” al padiglione Italia all’Expo Shanghai, organizzata dal Ministero Italiano dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con la collaborazione del commissariato Generale del Governo per l’Expo di Shanghai 2010 e l’Istituto per il Commercio con l’Estero. Cinque giorni di discussioni per fare il punto sia sulla situazione ambientale nel mondo, che sullo stato della cooperazione sino-italiana in campo ambientale che sulle nuove tecnologie legate all’ambiente, con l’ultimo evento, oggi, con la presentazione dei risultati del ”Sino Italian Cooperation Program for Environmental protection” un programma di formazione tra esperti della tutela ambientale appartenenti a diverse istituzioni italiane e cinesi. ”La collaborazione tra enti di ricerca e le principali universita’ italiane – spiega all’ANSA Corrado Clini, direttore generale del ministero dell’Ambiente – partita nel 2004 ha permesso a oltre 5000 esperti cinesi di venire in Italia nel corso degli ultimi anni e scambiare know how e metodologie sullo sviluppo sostenibile. Ora siamo pronti per una seconda fase: i cinesi ci hanno chiesto di potenziare il nostro aiuto e puntare anche sulle tecnologie per l’abbassamento delle emissioni di carbone”. Quale il ruolo dell’Italia nella lotta verso la salvaguardia dell’ambiente? ”Da piu’ parti – ha detto Clini – riceviamo congratulazioni per il nostro lavoro e il nostro impegno. Un plauso ci e’ stato rivolto anche in sede G8 e G20. Dobbiamo continuare ad investire e cercare sempre anche la collaborazione delle aziende, perche’ la salvaguardia dell’ambiente ha sicuramente dei risvolti anche economici e le nostre aziende sono all’avanguardia”. Al convegno hanno partecipato anche il presidente della Venice International University, e presidente dell’Istituto Italiano per il Commercio con l’Estero, Umberto Vattani e il Vice Ministro della Scienza e della tecnologia della Cina Wang Weizhong, che da parte cinese ha manifestato tutto l’apprezzamento per il lavoro svolto negli ultimi sette anni, assicurando che la cooperazione tra i due paesi continuera’ nel futuro e oltre alla formazione e al training si estendera’ anche ad altri campi quali la cultura e il building. I lavori sono stati conclusi da una tavola rotonda con gli esperti delle Universita’ e delle istituzioni italiane e cinesi, che hanno operativamente realizzato i progetti di formazione, con le relazioni del Rettore del Politecnico di Torino Francesco Profumo, del Rettore dell’Università Ca Foscari di Venezia Carlo Carraro, del Rettore dell’Università della Calabria Giovanni La Torre e del Rettore della Venice International University Stefano Micelli.

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