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Milionaria spazza le strade per dare esempio a figli

Una ricca donna cinese, milionaria, dedica ogni giorno parte della sua giornata a fare la spazzina per dare il buon esempio ai suoi figli. Yu Youzhen, una cinquantatreenne di Wuhan, possiede 17 appartamenti per un valore complessivo di oltre 10 milioni di yuan (oltre 1 milione di euro). Potrebbe vivere di rendita, grazie ai soldi che percepisce ogni mese dall’affitto degli appartamenti, ma invece ha deciso di lavorare comunque, dando il buon esempio. ”Voglio essere un modello per i miei figli – ha spiegato la donna alla stampa cinese – non voglio stare seduta e sprecare i miei soldi e soprattutto non voglio dare ai miei figli l’impressione di essere una donna che si limita a incassare denaro senza dare un contributo. Questo stile di vita, a lungo andare, li danneggerebbe”. E cosi’ dal 1998 ad oggi, sei giorni su sette, Yu pulisce un tratto di strada della sua citta’ e guadagna 1420 yuan al mese (intorno ai 170 euro). La donna ha spinto anche i suoi due figli, ormai adulti, a trovarsi un lavoro e a non adagiarsi sul benessere economico della loro famiglia. Il figlio fa l’autista e guadagna circa 2000 yuan al mese (240 euro) e la figlia ha anche lei un impiego che le garantisce uno stipendio di 3000 yuan mensili (360 euro). Come molte persone nella zona della Cina centrale, Yu proviene da una famiglia molto povera e non ha mai dimenticato le sue origini. La sua fortuna inizio’ negli anni 80 quando insieme al marito riusci’ a mettere da parte una piccola somma con la quale acquistarono un palazzetto di cinque piani che poi affittarono. Alcuni anni piu’ tardi lo stato esproprio’ un grosso pezzo di terra di propRieta’ della donna e in cambio le diede, a titolo di risarcimento, 21 appartamenti, di cui quattro sono poi stati venduti.

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Nautica di lusso al salone cinese di Hainan

Il meglio della nautica italiana d’alta gamma sarà in vetrina da domani all’8 aprile in Cina all’Hainan Rendez-vous, l’appuntamento annuale dedicato al lusso dove vengono esposti yacht, jet privati, auto sportive e altri beni da sogno. All’appuntamento saranno presenti Azimut, Ferretti, Perini Navi, Fincantieri Yachts, Fipa Group, Isa Yachts, Pershing, Riva e San Lorenzo. In particolare Perini Navi, leader nella costruzione di navi a vela di grandi dimensioni (dai 25 agli 88 metri di lunghezza), presenta video, modelli e foto delle 53 navi realizzate dal gruppo, sia quelle a vela che quelle a motori con marchio Picchiotti. Il Gruppo Azimut-Benetti, la più importante realtà della nautica da diporto d’alta gamma partecipa alla rassegna con uno stand di circa 400 metri, il più ampio di tutto il salone. Sette i modelli presentati, tra cui spiccano tre anteprime cinesi: l’Azimut 64, l’Azimut 88 e il Delfino Benetti.Tutte le imbarcazioni esposte, precisa il gruppo, sono già state vendute e sono dunque presenti alla manifestazione per gentile concessione dei loro armatori cinesi. Per il Gruppo Ferretti, che porta a Hainan quattro modelli (Pershing 92′, Ferretti 720, Ferretti 550 e Ferretti 660 del brand Ferretti Yachts), l’esposizione di quest’anno rappresenta un appuntamento ancora più importante in quanto segue di qualche settimana il varo di un nuovo Custom Line 112′ next, destinato a un armatore cinese.

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Futuro del lusso? In Cina anche per brand minori

Evoluzione nell’acquisto e nelle scelte dei consumatori, produzione, distribuzione ed investimenti in Cina, ma anche le strategie che le piccole e medie imprese devono utilizzare per entrare nel mercato cinese. Sono queste le principali tematiche affrontate al convegno Milano Fashion Global Summit, organizzato da Class Editori, che si sta svolgendo oggi nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze. Dopo il saluto del sindaco di Firenze Matteo Renzi, sul palco i protagonisti delle grandi aziende del Made in Italy e i loro interlocutori asiatici. “I grandi brand – dice Michele Tronconi, presidente di Sistema Moda Italia (SMI) – sono già presenti nel mercato cinese, la nostra mission è quella di sostenere i middle brand che non possono entrare da soli in un mercato di queste dimensioni. E’ per questo che abbiamo aperto un ufficio a Shangai, un supporto nella partecipazione alle fiere e nel trovare rapporti locali”. Anche Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, confronta le piccole imprese con le grandi. “E’ chiaro – ha detto Boselli – che in futuro le grandi imprese che esportano non avranno grossi problemi, ma le piccole imprese che non esportano dovranno puntare tutto sulla qualità. A marzo 2012 porteremo Mi Milano Moda Showroom a Beijing, con una delegazione di 30-40 aziende di media grandezza”. Patrizio di Marco, Ceo di Gucci, ha evidenziato come è cambiata la dinamica d’acquisto dei consumatori cinesi. “Gucci – ha detto di Marco – è entrata nel mercato cinese nel 1997, da allora c’é stata un’evoluzione verso l’alto nelle scelte dei consumatori. Sono informati, hanno un alto livello culturale, cercano sempre più prodotti di fascia più alta. Sono sempre di più i consumatori cinesi che scelgono prodotti in pelle rispetto a quelli logati. Molti anche i consumatori indiani, che viaggiano e acquistano oggi in prevalenza all’estero. L’India è un mercato nel quale siamo già presenti, dove siamo stati pionieri, e dove continueremo a investire”. L’heritage e l’autenticità sono fondamentali anche per Michele Norsa, ad di Ferragamo: ‘Il consumatore asiatico e’ giovane, ricerca il Made in italy, la qualità e l’autenticità. Ad oggi siamo fortemente presenti in Cina, con ben 58 negozi. Non scordiamo la potenza di internet, in Cina ogni giorno sono connesse circa 500 milioni di persone. Anche qui la nostra presenza deve essere forte.” Renzo Rosso, patron di Diesel, affida il suo pensiero ad un videomessaggio. “La Cina è il mercato più affascinante possibile, cresce ad una velocità senza paragoni. Per affrontare questo mercato è necessario collocarsi più in alto possibile, usare diverse strategie di comunicazione e advertising, senza scordare il web, una vera potenza nel territorio cinese”. Questa mattina Class Editori ha anche firmato un accordo con l’agenzia di stampa cinese Nuova Cina, che prevede la collaborazione nella diffusione delle informazioni e lo sviluppo di un canale televisivo che racconti la Cina in Italia e viceversa.

fonte: ANSA

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Timori crescita Cina, il lusso affonda in borsa

I timori sulla crescita della Cina mandano al tappeto i giganti del lusso che nel Paese asiatico trovano un importante mercato di sbocco. Sui listini europei, e non solo su quelli, le azioni dei grandi gruppi del settore sono andate a picco: a Hong Kong Prada ha perso il 7,3%, a Parigi Ppr il 6,1% e Dior il 5%, a Zurigo Swatch il 6,5% e Richemont il 5,6%, a Londra Burberry il 2,3%, a Milano Tod’s il 5,1%. L’indice Pmi di Hsbc e Markit economics sul settore manifatturiero cinese, indice che si basa sui sondaggi tra i responsabili acquisti di oltre 400 aziende, si è mantenuto a settembre a 49,9, per il terzo mese consecutivo sotto quota 50, livello che separa una fase di contrazione da una di espansione. Complice la frenata degli ordini e dell’export, si tratta della fase di contrazione più lunga dal 2009. Il rallentamento del settore manifatturiero “mostra segni di stabilizzazione”, ha commentato Qu Hongbin, capo economista di Hsbc per la Cina, anche se “le preoccupazioni per una brusca frenata dell’industria sono poche”. Tra gli investitori, il timore è che la locomotiva cinese possa risentire del freno posto dal governo di Pechino al credito facile e al settore immobiliare nel tentativo di raffreddare un’inflazione che ad agosto è rimasta al 6,2%. Una paura a cui si aggiunge quella degli effetti sull’export di una nuova recessione negli Usa e nella Ue. Non è un caso che l’indice borsistico Shanghai Composite si avvia a chiudere il peggior trimestre da quello di aprile-giugno del 2010. In questo contesto di incertezza la scelta degli investitori é stata quella di cedere a man bassa i titoli che hanno fatto rotta su Pechino, principalmente del lusso ma non solo. Piaggio, che sulla vendita dei suoi scooter in Asia ha scommesso molto, ha chiuso a Piazza Affari in calo del 7,2%. E per restare al listino milanese Tod’s (-5,1%) e Luxottica (-3,1%) sono stati tra i titoli peggiori del Ftse Mib, Ferragamo è crollata del 10,9% dopo essere stato più volte sospesa in corso di seduta, e anche Benetton ha perso il 3,5%. “La crescita economica della Cina è molto importante per l’aumento delle vendite dei beni di lusso” ha commentato all’agenzia Bloomberg, David Mcculloch, direttore di Global Market Perspective, che ha ricordato come il picco del tasso di crescita della vendita di gioielli, oro e gioielli (+82% a novembre del 2010) si sia quasi dimezzato ad agosto (+46%).

fonte: ANSA

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In continua crescita in Cina il mercato del lusso

Nel 2010, circa il 7% dei 172 miliardi di euro dei beni di lusso venduti il mondo e’ stato acquistato da cittadini cinesi. ”Se a questo si aggiunge un altro 7% acquistato dai cinesi fuori dai confini della madrepatria, soprattutto ad Hong Kong e in Europa, la percentuale sale al 15%”, spiega Armando Branchini, segretario generale della Fondazione Altagamma, che riunisce le aziende italiane dell’ ”eccellenza” i cui marchi sono famosi in tutto il mondo e stanno conquistando i nuovi ricchi cinesi. ”Abbiamo appreso che le autorita’ cinesi stanno considerando una riduzione dei dazi che ancora colpiscono molti beni di lusso e speriamo che sia vero per tre ragioni: primo i cinesi sarebbero spinti a comprare di piu’ in Cina e meno all’ estero; secondo, verrebbero attirati nuovi investimenti e, infine, anche molte aziende che ora non sono in Cina o ci sono con un piede solo entrerebbero in modo massiccio sul mercato”, aggiunge Branchini, che e’ a Shanghai per la China Luxury Grand Cerimony 2011, una manifestazione giunta alla sua sesta edizione. La Grand Cerimony vede riuniti in Cina gli esponenti della produzione di lusso internazionale. Per l’Italia sono presenti tra gli altri Edwin Fenech, presidente della Ferrari per l’Asia Pacifico e Andrea Bonardi, direttore esecutivo per la regione de La Perla. Secondo Branchini nei prossimi anni, il mercato di lusso crescera’ nella Grande Cina – cioe’, oltre alla Repubblica Popolare, Hong Kong, Macao e Taiwan – a ritmi tra il 18 ed il 20% all’ anno. Nella Cina Popolare – prevede Branchini – il mercato continuera’ a crescere fino a che continuera’ a crescere l’economia nel suo complesso. Negli ultimi mesi, l’economia cinese ha mostrato segni di surriscaldamento – crescita eccessiva di alcuni settori, come quello immobiliare – e inflazione ma le previsioni sono di un aumento del Prodotto interno lordo intorno al 9% per il 2011.

fonte: ANSA

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Verso riduzione imposte per beni di lusso importati

La Cina sta progettando di tagliare le imposte sui beni di lusso, che negli ultimi anni sono stati al centro di un boom dei consumi. Secondo il giornale economico Century Business Herald di Shanghai, i tagli entreranno in vigore dal primo ottobre, che segna una settimana di vacanza nella quale tradizionalmente le famiglie cinesi si danno allo ”shopping”. Il mercato cinese del lusso e’ quello che sta crescendo piu’ rapidamente nel mondo, nonostante i livelli di tassazione per i beni importati siano ancora estremamente elevati, arrivando in alcuni casi al 60%. Tra i prodotti che dovrebbero beneficiare dei tagli figurano molti di quelli di punta del ”made in Italy” come vestiti, borse, scarpe e profumi, secondo il giornale. Un portavoce del ministero del Commercio di Pechino, Yao Jian, pur non confermando la notizia, ha sottolineato che nel Paese la ”tendenza generale” e’ quella di ridurre le imposte sui prodotti d’ importazione di qualita’, data la volonta’ del governo di stimolare i consumi interni. Secondo la societa’ di consulenze economiche PriceWaterhouseCoopers, entro il 2015 la Cina diventera’ il primo mercato del mondo per i prodotti di lusso. Nel 2009 le vendite nel settore hanno raggiunto i 7,6 miliardi di euro, con un aumento del 14% rispetto all’anno precedente. Se si aggiungono gli acquisti all’estero dei cinesi ricchi, le vendite raggiungono i 16 miliardi di euro.

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Indagini su club per milionari in monumenti storici

Le autorità cinesi hanno deciso di lanciare delle indagini sull’uso, come club privati per milionari, di palazzi e monumenti storici. Lo scrive l’agenzia Nuova Cina dopo lo scandalo che ha riguardato la Città Proibita di Pechino dove si è scoperto esistere un esclusivo club per milionari. Ci saranno severe punizioni per coloro che saranno scoperte utilizzare, nelle indagini che dureranno una settimana, i monumenti storici come club privati. Qualche settimana fa si scatenarono forti polemiche per la scoperta di un club per milionari nel palazzo di Jianfu all’interno della Città Proibita di Pechino, dove per accedere bisogna pagare una quota di iscrizione di 1 milione di yuan, oltre 100.000 euro. Un altro club simile è stato bloccato all’interno del palazzo imperiale d’estate della città di Chengde, nella provincia settentrionale dell’Hebei, dove c’é il più grande giardino imperiale del mondo. Indagini sono in corso anche sulla casa a Nanchino di Soong-May-ling, la moglie di Chiang Kai-shek, il leader del partito nazionalista cinese (Kuomintang) che, secondo alcune segnalazioni, è diventato un luogo per ricevimenti nuziali per ricchi.

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