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Per il governo malese è ufficiale: il volo MH370 è scomparso per un incidente e tutti sono morti

Il governo malese ha dichiarato ufficialmente che la scomparsa del volo MH370 della Malaysian Airline l’otto marzo scorso è stata provocata da un incidente e che non ci sono superstiti. In una conferenza stampa a Putrajaya in Malaysia, come riportato dalla stampa cinese, il direttore generale del dipartimento per l’aviazione civile malese, Azharuddin Abdul Rahman, ha dichiarato “perso” il velivolo, affermando che la scomparsa è avvenuta per un incidente che ha portato l’aereo ad inabissarsi nell’oceano, in luogo non ancora noto. Tutte le 239 persone a bordo sono stati dichiarati morti. La compagnia aerea, si è assunta la piena responsabilità della sciagura e comincerà ora a risarcire i familiari delle vittime. Rahman, tuttavia, ha assicurato che non si fermeranno le ricerche del velivolo. Stamattina, intanto, familiari delle vittime hanno manifestato all’esterno dell’ambasciata malese a Pechino. Il volo MH370, era partito l’otto marzo dell’anno scorso alle 00:41 locali e sarebbe dovuto atterrare alle 6.30 locali a Pechino, ma dopo circa mezz’ora di volo se ne sono perse le tracce. Non si conoscono ancora i motivi della scomparsa. Un report completo sarà diffuso dalla compagnia alla vigilia del primo anniversario il prossimo sette marzo.

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Hacker cinesi attaccarono governo malese all’indomani della scomparsa dell’MH370

Hacker cinesi presero di mira i dipartimenti del governo della Malaysia impegnati nelle ricerche dell’aereo scomparso della Malaysia Airlines, il giorno dopo la scomparsa del velivolo. Lo scrive la stampa malaysiana e riportata da quella di Hong Kong. Tra i dipartimenti colpiti da un virus fatto circolare allora dagli hacker, ci sarebbero stati quello dell’aviazione civile, il consiglio di sicurezza nazionale e la stessa Malaysia Airlines, la cui proprietà è per la maggior parte nelle mani del governo di Kuala Lumpur. Il virus, una volta installatosi nei computer infettati, ha fatto sì che venissero spediti diversi documenti governativi, alcuni classificati, verso la Cina. Il volo MH370, partito la mattina dell’8 marzo da Kuala Lumpur per Pechino, scomparve poche ore dopo la partenza, con a bordo 227 passeggeri, dei quali 152 cinesi. Ad oggi, non ne è stata trovata traccia.

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Malaysia verso emissione certificati di morte dei passeggeri dell’aereo scomparso

Il governo malaysiano potrebbe decidere nei prossimi giorni di emettere certificati di morte per le 239 persone a bordo del volo MH370, di cui non si hanno tracce dall’8 marzo scorso. Lo scrive la stampa cinese, che riporta notizie provenienti da Kuala Lumpur. Nonostante le leggi malesi impongano un cadavere per l’emissione del certificato di morte, il governo della Malaysia nei prossimi giorni potrebbe decidere di derogare a questa regola su spinta del tribunale malese, che potrebbe decretare la morte presunta degli occupanti il volo. La decisione ha scatenato comunque le polemiche dei familiari delle vittime, che temono che la mossa sottintenda la decisione di interrompere le ricerche nonostante ad oggi non sia stata trovata nessuna traccia dell’aereo scomparso. Alcuni infatti sottolineano come senza nessuna prova del disastro ci sia ancora la remota possibilità che l’aereo sia atterrato da qualche parte e ci siano sopravvissuti. Le autorità malesi starebbero anche cominciando a ragionare sull’entità dei risarcimenti, immaginando nessuna differenza tra cittadini malesi e cinesi.

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Rinviato l’arrivo in Malesia di due panda cinesi, a seguito della crisi per l’aereo scomparso MH370

La Cina ha rimandato l’invio di due panda giganti alla Malesia, che era previsto per la settimana prossima, in seguito alle continue tensioni legate alla scomparsa del volo MH370. I due paesi avevano concordato nel 2012 che la Cina avrebbe inviato alla Malesia i due panda giganti per un ‘soggiorno’ di 10 anni. Ma il ministro dell’Ambiente malese G. Palanivel ha spiegato che la Cina “sta aspettando i risultati del volo MH370”. Il volo della Malaysian Airlines, scomparso l’otto marzo, era diretto a Pechino con a bordo 239 persone, delle quali 153 di nazionalità cinese. I due panda giganti, secondo quanto scrive la stampa cinese, saranno trasferiti in Malaysia successivamente. Il loro arrivo nello zoo di Kuala Lumpur aveva già scatenato polemiche in patria perchè per ospitarli era stata costruita una ‘casa’ da 7,7 milioni di dollari.

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Cinesi boicottano viaggi in Malesia

Numerose agenzie turistiche a Shanghai registrano un crollo delle prenotazioni turistiche (e numerose cancellazioni) per la Malesia a seguito della misteriosa sparizione del volo Malaysia Airlines MH370. Secondo quanto riferisce lo Shanghai Daily, circa il 20% dei cinesi che avevano prenotato un viaggio in Malesia hanno deciso di cancellarlo. La CYTS, una grande agenzia di viaggi, ha deciso di non utilizzare più la Malaysia Airlines come vettore per i suoi clienti e ha offerto rimborsi a tutti coloro che hanno già prenotato il viaggio e decideranno di cancellarlo o di volare con altre compagnie aeree. Diversi utenti cinesi utilizzano anche la rete per boicottare la compagnia malese invitando il pubblico a non usarla o a non fare viaggi in Malesia. “Il comportamento irresponsabile del governo della Malesia ci ha fatto innervosire”, ha scritto un cinese su un blog. Chen Kun, un popolare attore del cinema cinese, ha auspicato in un post pubblicato su weibo, il twitter cinese, che il popolo cinese boicotti in ogni modo la Malesia

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Assicurazioni cinesi cominciano ad indennizzare parenti vittime volo MH370

Le compagnie assicurative cinesi hanno cominciato a pagare i risarcimenti ai familiari delle vittime del volo della Malaysian Airlines MH370, dopo che il primo ministro malese ha annunciato che l’aereo è precipitato in mare, anche se non sono stati trovati ancora i resti del velivolo. Lo scrive l’agenzia di stampa cinese Nuova Cina. China Life, la più grande compagnia assicurativa cinese, ha già versato 4,17 milioni di yuan (circa 500 mila euro) alle famiglie di sette passeggeri dispersi. La società aveva 32 assicurati tra le vittime e dovrà pagare ancora circa nove milioni di yuan, poco più di un milione di euro.

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Proteste dei familiari delle vittime del volo MH370 all’ambasciata della Malaysia a Pechino. Presidente cinese manda inviato speciale a Kuala Lumpur

Tensione molto alta stamattina dinanzi all’ambasciata della Malaysia a Pechino, dove si stanno radunando centinaia di parenti dei passeggeri del volo MH370 della Malaysia Airlines, precipitato e disperso nell’Oceano Indiano. Due autobus di poliziotti sono arrivati per mantenere l’ordine e i manifestanti hanno attaccato alcuni agenti. I poliziotti hanno chiuso le strade intorno alla rappresentanza diplomatica per permettere una marcia dei parenti che issano cartelli e striscioni, oltre ad indossare magliette con slogan contro le autorità malesi, colpevoli a loro dire di non aver fornito informazioni utili, di aver ritardato e distorto le informazioni. I parenti dei passeggeri dispersi nell’incidente hanno lasciato di buon ora l’hotel Lido, dove nei giorni scorsi era stata organizzata una centrale operativa sul caso. Alcuni pullman che dovevano trasportare i parenti delle vittime dell’incidente aereo sono stati bloccati, ma molti quelli che stanno raggiungendo l’ambasciata malese a piedi.
Il presidente cinese, Xi Jinping, ha deciso di mandare un inviato speciale in Malaysia per seguire da vicino la questione dell’aereo scomparso, il volo MH370. Per questo, è stato individuato il viceministro degli esteri Zhang Yesui, che partirà al più presto per Kuala Lumpur. Il presidente cinese ha anche chiesto a tutte le parti in causa cinesi di continuare a sostenere non solo le operazioni di ricerca, ma anche il sostegno ai familiari delle vittime. Pechino ha anche chiesto a tutti i governi interessati di fornire ogni informazione che possa aiutare nella ricerca dell’ aereo, invocando il carattere internazionale della vicenda. Sulle conclusioni malaysiane secondo le quali l’aereo si sarebbe inabissato nell’Oceano Indiano, il portavoce del ministero degli esteri di Pechino, Hong Lei, in conferenza stampa ha detto che la Cina “è molto preoccupata” e ha chiesto “tutte le informazioni e le prove che supportino tale conclusione”. Intanto, a causa delle cattive condizioni atmosferiche, le operazioni di ricerca sono state interrotte e riprenderanno domani.

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