Archivi tag: medicina cinese

Retata contro cruente feste in cui si sgozzavano tigri

Retata nel sud della Cina per fermare una orribile moda tra responsabili locali e ricchi uomini d’affari: feste private nel corso delle quali venivano sgozzate tigri i cui resti – materiale pregiato nella medicina tradizionale cinese – venivano spartiti e venduti tra i presenti. Quindici persone sono state arrestate per aver partecipato a party in cui sono state uccisi almeno 10 felini, riporta il quotidiano cinese Nanfang Daily. Gli agenti hanno fatto irruzione in una villetta di Zhanjiang, nella provincia cinese del Guangdong, la settimana scorsa. Nel tentativo di scappare alla polizia, l’uomo ingaggiato per uccidere i felini è morto lanciandosi dal balcone. Secondo le indagini, dopo il cruente rito – le tigri venivano stordite con scosse elettriche e poi sgozzate – i partecipanti pagavano fino a 2 mila euro al chilo per le ossa. Le parti più pregiate degli animali, i genitali usati nella farmacopea tradizionale, erano invece riservate agli ospiti di riguardo. Già due anni fa erano circolati video nei quali si vedeva gente, nella stessa città, che uccideva le tigri. Altri casi si erano registrati nel 2007 e nel 2010. Dal 1993 in Cina è vietato il commercio di parti di tigri e ora le indagini stanno cercando di appurare l’origine dei felini.

Lascia un commento

Archiviato in E' bell'o magnà

Silenzio in cina sulle pillole con polvere di feti morti

E’ silenzio in Cina sulla notizia secondo la quale le autorità doganali coreane avrebbero bloccato l’ingresso nel paese di 17.451 pillole per la fertilità o per migliorare le prestazioni sessuali provenienti dalla Cina e contenenti polvere di feti morti. Un portavoce del ministero della sanità cinese, Deng Haihua, si è limitato ad affermare che una precedente indagine delle autorità sanitarie locali non aveva trovato alcuna prova certa che tali capsule fossero state prodotte in Cina. Già nello scorso mese di agosto infatti si era sparsa la notizia dell’esistenza di tali prodotti in Corea, sostenendo che essi provenissero dalla Cina. Secondo le autorità doganali coreane le pillole incriminate sono state inviate da almeno quattro diverse città cinesi su richiesta di clienti coreani ma non sono riuscite ad arrivare a destinazione in quanto intercettate alla frontiera. In alcuni casi le pasticche erano state spedite in pacchetti anonimi in modo da celarne il contenuto. Secondo alcuni esperti le sostanze rinvenute nei farmaci potrebbero essere nocive per la salute e contenere anche dei super batteri capaci di far sviluppare diverse malattie. Intanto sembra che le autorità coreane stiano intensificando i controlli sulle merci in entrata dalla Cina e anche sui bagagli dei passeggeri in arrivo da particolari regioni del paese del dragone. La legge cinese vieta l’uso e il commercio dei resti dei feti o anche della placenta umana. Gli ospedali inoltre non possono trattare questo tipo di resti come rifiuti sanitari ma devono trattarli secondo regole specifiche e cremarli.

Lascia un commento

Archiviato in Vita cinese

Prodotti principi attivi di farmaci da Cina senza controlli

Per i principi attivi dei farmaci e’ ”un ricorso diffuso agli acquisti presso siti produttivi, soprattutto in Cina ed in India che non vengono ne’ controllati, ne’ certificati da enti terzi”. A dirlo e’ l’Associazione nazionale produttori principi attivi e intermedi per le industrie farmaceutiche, Aschimfarma, che fa parte di Federchimica. I produttori chiedono ”un sistema di controlli ispettivi per tutti gli impianti, nazionali ed esteri, che realizzano principi attivi e farmaci venduti in Italia. Anche a loro spese – sottolineano – per far fronte al fenomeno dilagante della contraffazione del farmaco”. Si tratta di un meccanismo che si sta sviluppando con successo negli Stati Uniti, e il Gdufa, servizio a pagamento per il mercato dei farmaci generici che gia’ la Fda sta sviluppando con successo. L’Italia, storicamente uno dei maggiori produttori di principi attivi a livelli mondiale con 3,2 miliardi di fatturato nel 2010, era virtuosa in questo campo. Ma una direttiva Ue del primo luglio, che i paesi membri devono recepire entro diciotto mesi, non assicura piu’ che i principi attivi utilizzati in Europa siano conformi alle ‘buone norme di fabbricazione’: mancano infatti le ispezioni obbligatorie nei siti extra Ue. ”I vantaggi derivanti dall’introduzione di questa nuova struttura ispettiva sono innegabili – afferma infine il presidente di Aschimfarma, Gian Mario Baccalini – per garantire sicurezza ai cittadini nell’uso dei farmaci generici e all’industria con tempi certi e piu’ celeri per le ispezioni e la registrazione dei dossier. Percio’ chiediamo l’avvio di un tavolo operativo tra autorita’ e imprese per seguire il sistema a pagamento sul modello Usa”.

fonte: ANSA

Lascia un commento

Archiviato in Vita cinese

Chiesto il riconoscimento Unesco per l’agopuntura

La Cina sta cercando di ottenere il riconoscimento di patrimonio culturale intangibile dell’umanità dell’Unesco, per l’agopuntura. Lo ha annunciato in conferenza stampa Wu Gang, vice direttore dell’amministrazione statale per la medicina tradizionale cinese. Wu ha annunciato che la richiesta è stata avanzata l’anno scorso e si attende il riconoscimento che, una volta ottenuto, potrebbe aiutare la conoscenza dell’agopuntura e della medicina tradizionale cinese, proteggendola. Già nel 2003 la Cina aveva tentato il riconoscimento di tutta la medicina tradizionale, che fu respinto, per poi spingere i funzionari cinesi a chiedere il riconoscimento per la sola agopuntura. Normalmente ci vogliono due anni affinché l’Unesco si pronunci su una decisione, dal momento che bisogna esaminare anche un poderoso dossier. La Cina ha circa 600.000 dottori autorizzati che praticano la medicina tradizionale, compresa l’agopuntura. La medicina tradizionale cinese, è stata ufficialmente riconosciuta anche in paesi stranieri, dal Giappone agli Stati Uniti alla Germania alla Corea.

Lascia un commento

Archiviato in Vita cinese

Clinica vende placenta umana a ristoranti

La polizia della provincia cinese dell’Henan, nella Cina centrale, ha aperto un’inchiesta nei confronti di due ospedali, accusati di vendere placenta umana a dei compratori che a loro volta la rivendevano a ristoranti e a negozi di medicina tradizionale cinese. Lo riporta lo Shanghai Daily. Due uomini sono stati presi in flagranza dalla polizia mentre caricavano a bordo di un furgone delle borse contenenti placenta all’ingresso dell’Ospedale di Tongxu, nella contea di Kaifeng. I due hanno ammesso di avere da anni messo su un commercio di placenta umana per venire incontro alle numerose richieste. Molti cinesi, infatti, considerano la placenta una panacea per molte malattie, specie femminili, e un rimedio efficace contro l’invecchiamento. Dalle informazioni disponibili, sembra che i due uomini fossero soliti acquistare placenta da diversi ospedali della contea di Kaifeng e della contea di Zhoukou pagandola 30 yuan (circa 3 euro) a pezzo per poi rivenderla a prezzi molto piu’ elevati nelle province dell’Henan e dell’Anhui. I responsabili dell’ospedale di Tongxu, comunque, hanno negato ogni cosa, affermando di non aver mai venduto placente, ma di averle cedute, secondo legge, solo ad istituzioni mediche, a fini di ricerca. Secondo gli esperti, la placenta umana, anche se ricca di sostanze nutritive, puo’ essere nociva perche’ potrebbe essere affetta da batteri e quindi fungere da focolaio di infezioni.

Lascia un commento

Archiviato in Diritti incivili, E' bell'o magnà, Vita cinese