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Ong americana accusa Mattel: gravi violazioni dei diritti dei lavoratori

Incentivi in denaro e detrazioni fiscali alle coppie che hanno figli a Hong Kong. Questa la proposta che verrà discussa nei prossimi giorni nell’ex colonia britannica per combattere il fenomeno del crollo delle nascite e dell’invecchiamento della popolazione. Secondo le stime riferite dal South China Morning Post, entro il 2041, se non ci sarà prima una inversione di tendenza, ad Hong Kong un terzo della popolazione avrà più di 65 anni. Secondo Paul Yip Siu-fai, esperto di demografia all’Università di Hong Kong, ”le donne ad Hong Kong vogliono dei figli ma vengono dissuase dall’esistenza di barriere sociali”. Il modello che potrebbe, nel prossimo futuro, essere applicato anche ad Hong Kong, ricalca quello già sperimentato con successo sia a Singapore che in Canada dove i genitori hanno dei bonus per ogni figlio che nasce oltre ad una serie di agevolazioni come sgravi fiscali, congedi parentali etc. Yip ha detto che lo scorso anno un suo team ha intervistato oltre 1500 donne sposate o conviventi. La proporzione di quelle che ha dichiarato di volere figli è cresciuta dal 12,7% al 20,2% anche se di fatto il numero delle donne che poi ha realizzato questo progetto è invece diminuito. ”Questo significa – ha detto l’esperto – che occorre dare maggiore supporto sociale e cambiare anche la mentalità di datori di lavoro, impiegati e funzionari”. Il progetto, se approvato, comporterebbe anche agevolazioni e facilitazioni per il ricorso a forme di procreazione assistita.

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Chiude il Barbie shop di Shanghai. Ai bambini non piace la bambola ultracinquantenne

Dopo poco meno di due anni di attivita’ chiude oggi a Shanghai il negozio della Barbie. Lo ha annunciato oggi un portavoce della Mattel, l’azienda produttrice della bambola ultracinquantenne piu’ famosa al mondo, senza fornire ulteriori spiegazioni, motivando la decisione con un cambio di strategia. Il negozio – cinque piani rosa con la bBrbie in ogni salsa oltre a vestiti anche per bambini griffati con il marchio della bambola, accessori per la casa, ristorante, un palco dove le bambine potevano sfilare con i vestiti di Barbie, spa con manicure per bambine – si trova nella centralissima Huaihai road, la strada piu’ importante e ricca dello shopping di Shanghai. La Mattel ha assicurato che la chiusura del negozio non significa la cessazione della vendita di Barbie in Cina. Secondo alcuni affezionati che hanno commentato su internet la chiusura del negozio aperto a novembre del 2009, il problema deriverebbe dalla poca affezione delle bambine cinesi verso la Barbie, dal momento che la bambola della Mattel promuove un’idea di bellezza occidentale (bionda con occhi azzurri), lontano da quella delle bambole usate dai piccoli cinesi. Non ci son dettagli sulle vendite del negozio, che non sembrava andasse cosi’ male. All’apertura la Cina rappresentava il 2,5% del mercato della Mattel, la cui intenzione era quella di far diventare la Cina il piu’ grande mercato entro il 2014. La chiusura del negozio di Barbie segue di poche settimane quella dei sei negozi e del quartier generale della Best Buy, la catena americana dell’informatica, a Shanghai.

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