Archivi tag: matrimoni combinati

Via agenti matrimoniali illegali da parco Shanghai, proteste dei genitori

Proteste di molti genitori di figli in età da matrimonio dopo la decisione delle autorità di Shanghai di vietare all’interno del parco di Piazza del Popolo, l’attività di sensale di matrimoni. Il People’s Park da sempre è luogo deputato, tra gli altri, a cercare l’anima gemella per i figli. Su apposite tabelle, i genitori affiggono le caratteristiche con la speranza che qualcuno le trovi interessanti. Non solo: genitori sostano dalla mattina presto alla sera per incontrare altri padri e madri, da soli o tramite agenzie più o meno lecite. Proprio quest’ultima attività è stata vietata dalle autorità che hanno voluto bloccare un’attività lucrosa e non regolamentata. Ma molti genitori si sono lamentati perchè, anche se illegale, il servizio era di grande aiuto. La polizia però ha arrestato 25 agenti illegali e confiscato circa 700 pannelli con i nomi degli aspiranti al matrimonio. Alcuni genitori hanno pagato intorno ai 300 euro i servigi di questi agenti illegali, meno rispetto alle agenzie ufficiali. Anche per questo diversi genitori si sono lamentati della decisione delle autorità. Che comunque non sono riuscite a debellare il fenomeno del tutto, perchè molti agenti ancora sono presenti sul sito, a volte fingendosi genitori.

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Fidanzati in affitto per feste di capodanno

Falsi fidanzati e fidanzate in affitto da portare con sé e presentare alla famiglia durante le feste di Capodanno. Per non sentir pronunciare, da parte di genitori e parenti, la classica frase “i tuoi amici sono tutti già sposati, tu cosa aspetti?” e anche per evitare di essere coinvolti in incontri alla cieca organizzati da padri e madri ansiose, molti giovani cinesi hanno escogitato il sistema di farsi accompagnare, per tutta la durata delle festività, da falsi fidanzati, noleggiati e pagati appositamente per svolgere il proprio ruolo nel migliore dei modi. Secondo quanto riferisce il China Daily, si tratta di un escamotage, non nuovo, che unisce domanda e offerta. Numerosi infatti sono anche coloro che si offrono per questo tipo di lavoro per approfittare delle feste e arrotondare i propri, spesso insufficienti, guadagni. Poco prima delle festività una giovane donna di Chengdu, capitale del Sichuan, girava per le strade della città mostrando un cartello con il quale cercava un falso fidanzato, tra i 25 e i 30 anni, offrendo 10.000 yuan (poco più di mille euro) per cinque giorni di lavoro. Molti siti internet e piattaforme online tra le quali sina.com e taobao.com sono piene di annunci di falsi fidanzati disponibili, come pure di richieste. Il tema in Cina è comunque molto sentito. La fiction televisiva in 24 puntate, dal titolo “Noleggiare una fidanzata per tornare a casa” ha avuto un enorme successo. Il protagonista principale è un giovane che per evitare che la famiglia combini per lui un matrimonio non desiderato, ‘affitta’ una ragazza da presentare come sua futura moglie. Alla fine nella fiction la coppia finisce davvero per innamorarsi e si sposa. Un finale che molte famiglie cinesi auspicano si verifichi nella realtà anche per i propri figli. L’argomento era stato affrontato anche nel film americano ‘Wedding date’ (‘Un amore in prestitò) dove la protagonista (Debra Messing), temendo un confronto con il suo ex, porta un fidanzato ‘in affitto’ al matrimonio della sorella.

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Meno matrimoni misti e più divorzi a Shanghai

Diminuiscono a Shanghai i matrimoni misti mentre aumentano i divorzi tra le stesse coppie miste. E’ quanto emerge da un articolo del Legal Daily, giornale della comunita’ giudiziaria cinese, secondo il quale la corte del Popolo del distretto di Putuo a Shanghai, ha registrato un aumento annuo del 5% dei divorzi tra coppie miste. L’ultimo caso citato dal giornale, si riferisce ad una coppia con una lei cinese ed un lui giapponese, che hanno divorziato 20 giorni dopo il matrimonio. Secondo i giudici interpellati dal quotidiano, questo caso rispecchia altri molto simili e dipendono dal fatto che molti di questi matrimoni misti non si basano sull’amore ma su mutui interessi o nei quali le differenze sociali relative alle abitudini della propria cultura, rendono difficili l’unione. Secondo Wang Fei, giudice della corte civile, la maggior parte di questi divorzi vengono richiesti da donne cinesi che hanno tra i 40 e i 50 anni, la maggior parte delle quali sono state gia’ sposate, disoccupate senza introiti fissi. Spesso queste donne, secondo il giudice, sposano gli uomini stranieri solo con la speranza di poter lasciare la Cina ed avere una vita migliore, ma divorziano non appena non riescono a soddisfare questo desiderio. Molti divorzi sono resi difficili dalle agenzie matrimoniali e dalle alte commissioni che prendono, nonostante l’attivita’ in Cina sia illegale. Dopo aver pagato molti soldi per trovare e sposare un partner di altra nazione, infatti, le coppie, nonostante attraversino problemi fra loro e vogliono divorziare, ci pensano bene su prima di decidere proprio a causa dei soldi spesi per incontrarsi. Zhou Jixiang, capo dell’ufficio di stato civile di Shanghai, dal canto suo, ha dichiarato allo stesso giornale che le statistiche del suo ufficio mostrano negli ultimi anni una riduzione del numero delle registrazioni dei matrimoni misti. In precedenza, molte cinesi sposavano uomini giapponesi o americani per emigrare, ma da quando Shanghai ha aumentato il tenore e la qualita’ della vita, il numero dei matrimoni misti si e’ ridotto. Nel 2009 sono stati registrati 2492 coppie miste, mentre quest’anno fino ad ora c’e’ una diminuzione del 5%. Secondo i dati della municipalita’ di Shanghai, i matrimoni misti nella citta’ sono aumentati costantemente nel corso degli anni, partendo da 148 nel 1978, fino a 3000 nel 1994. Il numero poi e’ rimasto stabile per scendere negli ultimi anni.

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Gli scapoli cinesi cedono al fascino delle donne vietnamite

Solo 35mila yuan (3.500 euro) per una moglie “giovane, bella e ubbidiente”. Il viaggio in Vietnam ed un “sontuoso” banchetto di nozze per i parenti della sposa sono compresi nel prezzo. Non c’é da sorprendersi se Dai Wensheng, un insegnante di danza di Nanchino (Cina meridionale) di 42 anni, stia pensando di cambiare lavoro e aprire un’agenzia matrimoniale “cross border”. Dopo aver trovato lui stesso una moglie vietnamita e aver raccontato sul suo blog su Internet la sua esperienza, Dai é stato sommerso dalle richieste di aiuto, e già ha organizzato numerosi viaggi di scapoli cinesi in Vietnam. A spingere i giovani è lo squilibrio tra i sessi in Cina. La legge che impone un figlio unico e la tradizionale preferenza dei cinesi per i figli maschi ha creato una situazione nella quale, secondo le previsioni, nel 2020 ci saranno circa 25 milioni di cinesi in età riproduttiva, per i quali sarà impossibile trovare moglie. Squilibrio dei sessi, ma non solo. “La mia ex-moglie – racconta Dai, che è divorziato – voleva che le comprassi le borse di Luis Vuitton e una macchina, mentre la mia moglie vietnamita lava, cucina, pulisce a addirittura mi toglie il guscio dai gamberetti… per la prima volta, mi sento amato e viziato”. Sembra che l’affare non dispiaccia neanche alle ragazze vietnamite. Ngyuen Thi Lam, una donna vietnamita di 26 anni che oggi vive a Tianjin, nel nord della Cina, con suo marito, sostiene che non sarebbe “mai uscita” dal Vietnam se non si fosse sposata. “Tianjin mi ha molto impressionata – spiega -. La città è molto moderna e bella. Posso andare da sola a fare shopping… sono la prima della famiglia a prendere una metropolitana”. “Nel 2007 abbiamo avuto 14 clienti cinesi…. nel 2008 ne abbiamo avuti 80 e l’anno scorso 90”, ha dichiarato al quotidiano di Hong Kong “South China Morning Post” Xie Junping, proprietario di un’agenzia matrimoniale di Hanoi. “Prima – prosegue – i taiwanesi ed i sudcoreani erano i preferiti per le donne vietnamite che vogliono sposare degli stranieri, ma dal 2008 vediamo che cresce continuamente il numero dei cinesi… è un mercato che ha un grande potenziale”. “I taiwanesi che vengono qui – aggiunge Ruan Chi Van, un giovane interprete – sono tutti sui 40-50 anni, mentre i cinesi sono tra i 30 e i 40 e mostrano rispetto per le donne. A molti di loro piace tornare in Vietnam con le mogli per le feste tradizionali… una donna di campagna vietnamita non chiede di più”. Per i giovani cinesi intimiditi dalle loro donne, difficili ed emancipate, il fascino delle giovani vietnamite che lavorano senza lamentarsi e si accontentano di una vita modesta sembra irresistibile. Un giovane reporter di un giornale cinese che era stato mandato a indagare sul fenomeno, ha finito per innamorarsi di una ragazza locale. “La mia ragazza ha 22 anni e mi porta in giro sulla sua motocicletta – ha raccontato -. Le ho detto che non sono ricco, ma lei ha risposto che non le importa, che basta che lavori sodo e che la rispetti… sto proprio pensando di sposarla”.

fonte: Ansa

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