Archivi tag: made in italy in cina

La missione di Zanonato in Cina nel senso di rilanciare i rapporti

Secondo il ministro per lo sviluppo economico Flavio Zanonato, che dal 13 al 16 gennaio sara’ in visita in Cina, ”ci sono tutte le premesse per un rilancio innovativo dei rapporti bilaterali” tra i due Paesi. In particolare, sottolinea il ministro, ”per un rapido aumento del nostro export che – nell’attuale momento di flessione dei consumi interni – sostiene la nostra competitività continuando ad innovare il ‘Made in Italy’. Oltre ai colloqui bilaterali, il ministro firmera’ a Pechino due accordi: un Memorandum of Understanding (MoU) per la costituzione di un Business Council tra le principali associazioni degli imprenditori italiani e cinesi e un altro per la cooperazione nei settori della ricerca industriale, innovazione/sviluppo, comunicazioni e tecnologie dell’ informazione. Sono infatti questi i settori individuati dall’ Ambasciata italiana di Pechino sulla base delle prorita’ indicate dall’ ultimo piano quinquennale di sviluppo cinese e della capacita’ tecnologica e industriale dell’ Italia. Il ministro sottolinea che ”il nuovo governo cinese e l’ambizioso piano di sviluppo dell’economia della Cina evidenziano un Paese piu’ maturo e piu’ attento allo sviluppo, alla tutela dell’ambiente, all’energia sostenibile e ad un’agricoltura moderna. Tale strategia cinese, con il passaggio dalla quantità alla qualità industriale e con crescente attenzione ai consumi di 1,3 miliardi di persone, guarda oggi con favore ai vantaggi che la tecnologia e l’ industria italiane possono garantire: si tratta dunque di un’occasione assai preziosa per gli interessi dell’Italia’. ”Lavoriamo per ottenere da parte cinese un impegno puntuale a far ricorso alle capacita’ italiane per la creazione di nuovi aggregati urbani (nei prossimi 15/20 anni 350/400 milioni di cinesi si sposteranno dalle campagne alle citta’) capacita’ che ci fanno conoscere nel mondo per l’eccellenza e la qualita’ abitativa delle citta’ italiane”, conclude Zanonato. Il ministro arrivera’ a Pechino con una numerosa delegazione di imprenditori italiani che incontreranno imprese cinesi selezionate dal ministero del commercio e dalle camere di commercio locali.

fonte: ANSA

Lascia un commento

Archiviato in 'E renare (i soldi, l'economia)

Successo a Shanghai per i Ferrari Racing Days

Circa 30.000 persone hanno partecipato ai Ferrari Racing Days, l’annuale appuntamento organizzato da Ferrari Greater China sul circuito di Formula 1 di Jiading a Shanghai. Una due giorni che ha visto competere sul circuito 32 i piloti impegnati nel terzo round dell’Asia Pacific Ferrari Challenge, ma anche le gare non competitive FXX e 599XX e i programmi F1 per clienti. Quasi 300 le Ferrari che hanno partecipato agli eventi. Ma non solo gare: la Ferrari ha promosso per i visitatori e i partecipanti un programma di guida sicura per i piloti e proprietari delle Ferrari, ma anche attività destinate ai bambini e ai genitori, anche non possessori delle fuoriserie, sull’educazione stradale. Mentre sulla pista si svolgevano le gare e le esibizioni di Formula 1, nel paddock si sono susseguite numerose attività, come dimostrazioni di pit stop, di rilevamento timing di F1. In esposizione, anche alcuni modelli Ferrari, come la 458 Italia, 458 Spider, California 30, FF e la F12berlinetta, ma anche molte edizioni speciali come la 458 Italia China Limited Edition, 599 GTO, 599 GTB China Limited Edition, SA Aperta e la leggendaria Testarossa. “I nostri Ferrari Racing Days qui a Shanghai – ha detto Edwin Fenech, presidente e amministratore delegato di Ferrari Greater China – è diventata una vera e propria festa annuale per i proprietari delle nostre auto, per i nostri fan, attraendo un grande pubblico non solo dalla Cina, ma da tutta l’area. La costruzione della cultura delle corse e un impegno a lungo termine, e i Ferrari Racing Days rappresentano una delle migliori occasioni di condividere la passione unica e il vero spirito sportivo del cavallino rampante, ciò che fa di Ferrari il più forte brand del mondo”.

Lascia un commento

Archiviato in Vita cinese

Tre mostre all’ex Padiglione italiano dell’Expo, museo più visto della pinacoteca di Brera

Continua ad essere un punto di riferimento culturale in Cina l’ex Padiglione Italiano dell’Expo di Shanghai, oggi Shanghai Italian Center che, donato ai cinesi, continua a vivere come vetrina del Made in Italy a 360 gradi. Ultimi importanti appuntamenti, l’inaugurazione di tre prestigiose esposizioni: la mostra ‘La verita’ dei materiali. Italia in Cina 2013-2015′, la mostra ‘Contemporary Excellence’ di Altagamma e l’esibizione in anteprima in Cina della Bibbia di Marco Polo. ”Lo Shanghai Italian Center – spiega il console italiano a Shanghai Vincenzo De Luca – e’ una struttura espositiva importante per il Sistema Italia a Shanghai ed una piattaforma per gli scambi economici e culturali tra Italia e Cina. E’ stato il primo progetto di recupero dei padiglioni stranieri dell’Expo 2010 ed e’ l’unico Padiglione ad aver mantenuto l’identita’ nazionale. Da quando e’ stato riaperto il 18 maggio 2012, nel suo primo anno di vita, lo Shanghai Italian Center, seppur ubicato in un’area ancora in larga parte da sviluppare dopo l’Expo del 2010, ha ricevuto quasi 400.000 visitatori, 1.200 visitatori al giorno. Un dato che colloca il padiglione italiano al settimo posto tra gli spazi museali coperti italiani per affluenza di pubblico, prima della Pinacoteca di Brera”. Il padiglione ospita l’unico museo Ferrari al di fuori di Maranello e nei primi 12 mesi sono stati ospitati quasi 50 eventi. L’ultimo, la mostra sui materiali, e’ frutto di uno splendido lavoro curatoriale di Triennale di Milano con il sostegno di Ice ed del Ministero dell’Ambiente. Della durata di due anni, caratterizzera’ il principale elemento di attrazione di lunga durata del Padiglione. ”Il tema dei materiali pietra, legno, materiali sintetici – spiega De Luca – rappresenta perfettamente l’eccellenza italiana nel trasformare la materia prima in oggetti di grande valore estetico e funzionale. E’ un’esperienza sensoriale unica in quanto ripercorre il processo di trasformazione della materia in tutte le sue fasi, dal materiale grezzo, al semilavorato per arrivare al prodotto finito. Si tratta di un’esperienza non soltanto visiva, ma anche tattile, sonora e persino olfattiva. Quando la creativita’ ed il design sono cosi’ innovativi, si tratta di pezzi unici d’arte difficilmente replicabili da altri”. La mostra fotografica di Altagamma, 65 scatti d’autore affidati a 10 giovani fotografi italiani, rappresenta il meglio del lusso Made in Italy. Molto interesse ha suscitato anche la Bibbia di Marco Polo. ”Questo manoscritto – spiega il Console – e’ una Bibbia latina di piccole dimensioni di produzione fiorentina giunta in Cina all’epoca della dinastia mongola degli Yuan (1279-1368) e ritrovato nell’antica provincia di Nanchino, quindi attribuito a Marco Polo. E’ frutto di un importante progetto di restauro e studio promosso dalla Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII di Bologna, dalla Biblioteca Laurenziana e dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Giovanni Treccani. E’ stato presentato per la prima volta in Cina ed e’ certamente il simbolo di un rapporto antico fra Cina e Italia che stiamo cercando di ricostruire”.

Lascia un commento

Archiviato in A Esposizione (l'Expo)

Lanciato in Cina boutique hotel di Tonino Lamborghini

Lanciato a Suzhou, antica città nella Cina orientale a pochi chilometri da Shanghai, l’accordo tra il Gruppo Tonino Lamborghini e la Join In Management Company, azienda cinese che nei prossimi anni gestirà direttamente una quarantina di hotel e resort a 5 stelle con il marchio Tonino Lamborghini nel territorio della Grande Cina (che include Hong Kong, Macao e Taiwan), Giappone e Canada. L’evento ha avuto luogo nel corso della cerimonia di apertura del primo Tonino Lamborghini Boutique Hotel di Suzhou, sul lago Jinji nel Parco Industriale di Suzhou, alla presenza, tra gli altri, di Tonino Lamborghini, Presidente del Gruppo omonimo; Gao Jianrong, presidente del Join-In Group (azienda attiva nei settori Real Estate, Hotel&Resort a 5 stelle, quotata alla borsa di Shanghai); il Console Generale d’Italia a Shanghai, Vincenzo De Luca; il vice direttore dell’amministrazione nazionale del turismo, Zhu Shanzhong. “Il progetto degli Hotel&Resort in Asia – ha detto Tonino Lamborghini – rappresenta la migliore sintesi dei miei 30 anni di esperienze personali e professionali in questo territorio. Grazie alla partnership con la Join In Group, desidero trasmettere un concetto nuovo nel settore alberghiero: offrire una storia italiana e il sogno Lamborghini nel pieno rispetto della cultura cinese, esaltata ed integrata con uno sguardo tipicamente italiano ed europeo”. “La presenza di un brand come Tonino Lamborghini – ha detto il console De Luca – nella Cina orientale, dimostra quanto il made in Italy sia sempre più affascinante per i cinesi e la Cina sempre più interessante per gli italiani. Il nostro Sistema Italia oggi mette un altro mattone nella costruzione della presenza italiana in Cina che, seppur numericamente inferiore ad alcuni altri paesi, è sicuramente qualitativamente ottima”. Gao Jianrong ha spiegato che i prossimi hotel con marchio Tonino Lamborghini saranno aperti a Sanya, Zhuhai, Hangzhou Xuzhou, Yellowstone, Kunshan. Il Gruppo Tonino Lamborghini è stato fondato nel 1981 da Tonino Lamborghini che, reinterpretando i valori storici e la simbologia identificativa di famiglia e traendo ispirazione dalle sue precedenti esperienze professionali nel campo dell’ingegneria e del design, ha esteso il concetto di lusso ai prodotti capaci di evocare un mondo caratterizzato da tecnologia e innovazione: orologi, occhiali, profumi, complementi d’arredo, linee di abbigliamento, accessori sportivi, delicatezze alimentari italiane, hotel e ristoranti a marchio. Vision del Gruppo è quella di esportare nel mondo la passione e lo spirito della cultura italiana sotto forma di prodotti dal design unico e distintivo.

Lascia un commento

Archiviato in Turisti per forza

Clini inaugura nuovo padiglione italiano a Shanghai

Alla presenza del ministero dell’ Ambiente Corrado Clini è stato inaugurato oggi lo Shanghai Italian Center, che ha l’ obiettivo di diventare il punto di riferimento nella metropoli cinese per la promozione del Made in Italy. La principale sede del Center è l’ ex-padiglione italiano all’ Expo di Shanghai del 2010, rilevato da una società cinese e rivitalizzato dalla partecipazione di consorzi e aziende italiane come Alta Gamma, che riunisce i principali “brand” italiani del lusso, la Ferrari, che ha inaugurato una mostra che rimarrà aperta per tre anni, e l’ Istituto d’ Arte Marangoni, che ha aperto nel nuovo spazio espositivo il suo primo centro d’ addestramento fuori dall’ Europa. Clini ha sottolineato che si tratta di un “fatto straordinario”. “Siamo – ha detto in una conferenza stampa – il primo Paese che riapre il Padiglione dell’ Expo e ne fa un centro per la collaborazione con la Cina”. “Questo in un momento nel quale siamo molto concentrati sulle politiche interne, sulla del riduzione debito. Si tratta di un messaggio in controtendenza rispetto all’ immagine di un paese chiuso in se stesso che cerca di uscire dai guai. Lavoriamo con uno dei paesi più dinamici del mondo, ed è importante che il ministero esteri abbia investito su questo, è un segno segno di politica estera tutt’ altro che secondario”. Clini ha sottolineato che le relazioni tra Italia e Cina nel settore dell’ ambiente, che si sono sviluppate e consolidate nel corso degli ultimi 15 anni con una serie di inziative in comune, possono creare ricchezza e occupazione nel nostro Paese. Il ministro ha sottolineato tre aspetti in particolare: la politica di riqualificazione delle risorse idriche che è uno dei punti centrali del piano quinquennale di sviluppo; la volontà della Cina di migliorare la propria efficienza energetica e la sicurezza alimentare.

fonte: ANSA

Lascia un commento

Archiviato in A Esposizione (l'Expo)

Ferrari inaugura in Cina primo museo lontano da Maranello

Vent’anni di successi che l’hanno fatto diventare uno dei marchi piu’ apprezzati in Cina. E’ la Ferrari che, per festeggiare i venti anni di attivita’ nel paese del dragone (divenuto oramai il secondo mercato per il cavallino rampante), ha inaugurato al primo piano dello Shanghai Italian Center (l’ex padiglione italiano all’expo di Shanghai ora di proprieta’ cinese), il primo museo Ferrari lontano da Maranello. Non solo: i venti anni hanno portato in Cina anche una edizione speciale della 458 Italia, prodotta in soli 20 esemplari esclusivamente dedicati al mercato cinese. Il museo si sviluppa su una superficie di 900 metri quadrati e si articola nelle cinque aree tematiche ”Ferrari in Cina”, ”Green Technology”, ”Prodotto”, ”Design” e ”Corse”. Oltre a modelli attuali e storici i visitatori possono scoprire il mondo Ferrari attraverso suggestive immagini, video e istallazioni, realizzate esclusivamente per questo evento. Per l’inaugurazione, a dimostrazione del grande interesse che Ferrari pone sulla Cina, e’ arrivato da Maranello Piero Ferrari, vice presidente dell’azienda e figlio del fondatore Enzo. Accolto con molto interesse dalla stampa e dagli ospiti cinesi, Ferrari ha raccontato l’evoluzione dell’azienda attraverso i valori che l’hanno sempre caratterizzata. ”Come diceva mio padre – ha detto Piero Ferrari – la macchina migliore e’ quella che faremo. In questo museo raccontiamo parte della nostra storia. Mettiamo in mostra i valori che accompagnano le nostre vetture che, come ci riconoscono i nostri clienti, non sono solo un insieme di alta tecnologia, prestazioni e stile, ma recano valori unici, una tradizione e una storia che possiamo vantare solo noi”. Piero Ferrari ha poi voluto sottolineare l’importanza del made in Italy e il crescente rapporto tra Italia e Cina. ”Come Ferrari – ha detto – abbiamo l’orgoglio di rappresentare il made in italy e mi auguro che questa mostra sia un modo per far conoscere l’eccellenza italiana e rafforzare il legame tra la cina e il nostro paese”. Tradizione e storia sono poi anche valori che determinano anche il successo della Ferrari in Cina, come ha ricordato Edwin Fenech, presidente di Ferrari Greater China. ”Il museo che inauguriamo e’ solo un primo passo. Cerchiamo di essere sempre piu’ vicini alla Cina e ai nostri clienti, ecco perche’ oltre al campionato monomarca che abbiamo cominciato l’anno scorso, abbiamo inaugurato corsi di guida per i nostri clienti”. La storia di Ferrari in Cina e’ cominciata nel 1992 con la prima auto venduta. Nel 2004 e’ stato aperto il network di saloni e nello stesso anno la Rossa ha vinto il primo gran premio che si e’ disputato in Cina. L’anno dopo, due Ferrari Scaglietti girarono per l’intera Cina percorrendo oltre 15.000 chilometri. Nel 2008 erano 500 i clienti Ferrari, nel 2011 erano gia mille e fra poco saranno in totale 2000. Nel 2011, nella Greater China (Cina, Hong Kong e Macao) sono state vendute 777 vetture di cui 500 nella sola Cina cresciuta del 75% rispetto al mercato di riferimento che lo scorso anno ha fatto un piu’ 65%. Oggi in Cina la rete e’ composta da 15 dealer che diventeranno 20 entro la fine del 2012.

Lascia un commento

Archiviato in 'E renare (i soldi, l'economia), A Esposizione (l'Expo), Turisti per forza

Riapre sabato 28 ex padiglione italiano a Expo Shanghai

Riaprirà sabato 28 aprile l’ex padiglione italiano all’Expo di Shanghai, donato al governo cinese che vi ha realizzato un centro italiano. Lo Shanghai Italian Center, 6.000 metri quadri di proprietà e gestito dallo Shanghai Expo Group come gli altri padiglioni rimasti dall’Expo del 2010 (quello dell’Arabia Saudita, della Francia, della Spagna e della Russia oltre a quello cinese), nelle intenzioni della proprietà e delle autorità italiane sul posto rappresenterà un luogo e una piattaforma di scambio e contatti economici e culturali fra i due paesi, ospitando eccellenze dell’arte, della cucina e di altri settori italiani. Ad accogliere i visitatori ci sarà una mostra Ferrari, ospitata in 900 metri quadri, la prima permanente fuori da Maranello. La mostra, che durerà tre anni, conterrà alcune collezioni del museo Ferrari e si articolerà su cinque aree tematiche, “Ferrari in Cina”, “Green Technology”, “Prodotto”, “Design” e “Corse”. Oltre a modelli attuali e storici i visitatori potranno scoprire il mondo Ferrari attraverso suggestive immagini, video e istallazioni realizzate esclusivamente per questo evento. Nel padiglione, la cui struttura originaria è rimasta uguale, al primo e secondo piano in mostra artigianato, gioielli, arte culinaria. Tra le attrazioni maggiori, una replica del David di Michelangelo e una di un disegno di Leonardo rappresenteranno . La progettazione dell’allestimento interno è curata dalla Triennale di Milano. In progetto anche la realizzazione di un ristorante all’ultimo piano della struttura che si è arricchita dell’aria circostante, ridisegnata in funzione del padiglione italiano. Anche il vicino ex padiglione che ha ospitato il Lussemburgo durante l’Expo del 2010, è diventato di pertinenza italiana ed ospiterà un centro educativo dell’Istituto Marangoni, il primo centro del genere in tutta la Cina. Lo Shanghai Italian Center sarà aperto tutti i giorni eccetto il lunedì e per accedervi i visitatori pagheranno un biglietto di 60 yuan, circa 8 euro.

4 commenti

Archiviato in A Esposizione (l'Expo)