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Made in China autobus a due piani inglesi

Saranno ‘made in China’ i prossimi tradizionali autobus rossi a due piani inglesi. L’Anhui Ankai Automobile Co, importante azienda cinese del settore, ha raggiunto un accordo con un tour operator inglese per la produzione di 34 autobus a due piani che accompagneranno i turisti in giro per Londra durante le prossime Olimpiadi, in programma dal 27 luglio al 12 agosto 2012- Secondo la stampa cinese, il contratto, firmato dalla società cinese con la Britain’s Big Bus Tours sightseeing company, prevede la consegna di 34 autobus, i primi ‘made in China’ che circoleranno in Inghilterra. Un autobus prova è stato già presentato alla società inglese, che l’ha approvato, così come l’autorità automobilistica britannica. L’Ankai è una delle più grandi società del settore e non é la prima volta che i suoi autobus vengono esportati: contratti sono stati già sottoscritti con l’Arabia Saudita per 3.000 autobus e con la Russia per 280.

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Il dragone cinese continua a volare

Le esportazioni cinesi sono ripartite con forza, segnando un aumento del 45,7% in febbraio. E’ il terzo mese consecutivo che l’export della terza economia del mondo e’ in cresciuto dopo 13 mesi di declino, indicando una tendenza che potrebbe rafforzare la tesi di coloro che, gli Stati Uniti in testa, chiedono con insistenza una rivalutazione della valuta cinese, lo yuan. Gli analisti invitano alla cautela, considerando che i dati si raffrontano a quelli del febbraio 2009, quando si tocco’ uno dei punti piu’ bassi della crisi. Resta il fatto che la Cina rimane sul podio nella classifica dei maggiori paesi esportatori dopo che a gennaio ha strappato il titolo alla Germania. Anzi il divario si va ampliando, tenuto conto che l’export tedesco ha segnato a gennaio un inatteso crollo: l’indice e’ sceso del 6,3% rispetto a dicembre 2009 e su base annua ha registrato una crescita di appena lo 0,2%. Le autorita’ di Pechino rimangono caute: il ministro del commercio cinese Cheng Deming, aveva sostenuto nei giorni scorsi che ci vorranno ”due o tre anni” di ripresa perche’ le esportazioni del Dragone tornino ai livelli del 2008. Stessa cautela da parte del governatore della Banca Centrale Zhou Xiaochuan, secondo il quale la Cina deve essere ”molto prudente” nel considerare la possibilita’ di una rivalutazione della moneta. Anche le importazioni sono in forte crescita con un aumento del 44,7%, a febbraio. Si tratta, ha commentato l’ economista Ma Jun della Deutsche Bank di Hong Kong, di cifre ”molto forti” che indicano che ”quest’ anno la crescita delle esportazioni potrebbe essere superiore al previsto”. Tao Wang della Ubs Securities sottolinea che circa meta’ della crescita delle esportazioni viene dal cosidetto G3, cioe’ Usa, Europa e Giappone, i mercati maturi che sono la destinazione ”naturale” delle esportazioni cinesi. Per Zhu Jianfangm, della Citic Securities di Pechino, ”il commercio estero della Cina sta ampliando la sua ripresa” e i dati fanno ”aumentare le probabilita”’ di una rivalutazione dello yuan. L’ Amministrazione delle dogane cinesi ha fornito anche i dati aggregati per gennaio e febbraio cosi’ da compensare la distorsione provocata dalla settimana di vacanza legata al Capodanno Lunare, che si e’ celebrato in febbraio. Per i due primi mesi dell’ anno, l’ aumento delle esportazioni e’ stato del 31,4% su base annua. Il surplus commerciale globale della Cina in questi due mesi si e’ contratto del 50,3% rispetto allo stesso periodo 2009, riflettendo l’ aumento delle importazioni indotto dal massiccio pacchetto di aiuti pubblici varato da Pechino alla fine del 2008.

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