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Obbligo di un buon mandarino senza accenti per i piloti cinesi

I piloti cinesi, d’ora in poi, non dovranno piu’ avere un accento particolare o dialetti ma dovranno parlare bene in mandarino. Secondo quanto riferisce il China Daily, l’amministrazione per l’aviazione civile cinese ha fatto sapere che, a partire dal 1 gennaio 2016, tutti coloro che che fanno domanda per avere la licenza di pilota, dovranno dimostrare di parlare il mandarino standard, senza accenti particolari, e dovranno superare a tal fine un apposito test predisposto dal Ministero dell’Istruzione. A partire da quella data, inoltre, i piloti che già hanno una licenza ma che non saranno in grado di modificare i loro accenti verranno destinati allo svolgimento di altre mansioni ma non potranno più volare.
Il motivo della nuova disposizione risiederebbe nel fatto che talvolta gli accenti particolari di alcuni piloti creano problemi di comprensione nelle comunicazioni con i controllori del traffico aereo. In Cina esistono 56 gruppi etnici che parlano complessivamente oltre 80 tra lingue e dialetti. Il mandarino ha 8 diversi dialetti. “Fortunatamente – spiega Wang Ya’nan, vice direttore di una rivista specializzata in questioni relative all’aviazione – la maggior parte delle conversazioni tra i piloti e i controllori di volo che sono a terra consistono in parole secche e frasi brevi per la cui la comprensione non è molto complicata, perchè in caso contrario potrebbe talvolta esserci grande confusione”. Secondo Qian Wei, presidente dell’Accademia AVIC, oltre a parlare il mandarino standard, i piloti che volano nei maggiori aeroporti come quelli di Pechino e Shanghai dovranno essere capaci di parlare anche un po’ di inglese in quanto spesso le comunicazioni in quegli aeroporti vengono fatte anche in inglese, lingua standard per le comunicazioni aeree.

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Un terzo dei cinesi non parlano mandarino

Almeno 400 milioni di cinesi non parlano il mandarino. E’ quanto emerge da uno studio condotto dal ministero cinese dell’educazione e illustrato oggi. Secondo i risultati, circa il 30% della popolazione cinese non parla il mandarino, “putonghu”, la ‘lingua comune’, mentre il restante lo parla poco e male. Tutto questo, nonostante le autorità si sforzino da anni per promuovere il mandarino come lingua per tutto il paese. Promozione, che avviene anche a scapito delle tradizioni locali, come avviene ad esempio in Tibet, dove il tibetano è stato totalmente cancellato o nello Xinjiang. Anche al sud, nel Guangdong, il cantonese, che comunque continua ad essere ampiamente parlato, è stato sostituito dall’ufficiale mandarino.

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Il pinyin sostituirà l’inglese nei cartelli delle ferrovie cinesi

Tutte le stazioni ferroviarie cinesi sono tenute, a partire da questo mese, ad indicare i loro nomi interamente in pinyin (il sistema di trascrizione degli ideogrammi cinesi in caratteri latini), sostituendo l’attuale mix di pinyin e inglese. Lo riferisce la stampa locale, riportando un nuovo regolamento emesso dal Ministero delle Ferrovie. Il nuovo nome dovra’ comparire sia sugli schermi elettronici della stazione che sui biglietti. In base alle nuove disposizioni, il nome della stazione che comprende il carattere cinese che indica la direzione dovra’ essere sempre espresso in pinyin. Ad esempio, la stazione ferroviaria sud di Pechino (Beijing South Railway Station), sara’ ora chiamata la stazione ”Beijingnan”, dove ”nan” e’ il termine cinese in pinyin per la parola south (sud). La notizia ha subito sollevato molte polemiche e su Sina Weibo, il twitter cinese e sono gia’ moltissimi coloro che hanno espresso la propria opinione in merito. Diversi quelli favorevoli al cambiamento, che sostengono che questa terminologia e’ piu’ rispettosa della lingua cinese, mentre altri hanno messo in dubbio l’utilita’ della cosa, sottolineando al contrario come possa diventare ancora piu’ difficile la comprensione delle insegne e degli avvisi nelle stazioni per persone che non conoscono il cinese. Nessuna modifica, almeno per ora, e’ prevista invece nelle indicazioni delle stazioni della metropolitana Secondo quanto ha detto alla televisione cinese Yang Quanhong, professore di linguistica presso l’universita’ degli studi internazionali della provincia meridionale del Sichuan, poiche’ il pinyin e’ il sistema ufficiale di trascrivere i caratteri cinesi ed e’ ufficialmente riconosciuto dalle Nazioni Unite, la decisione del Ministero e’ da ritenersi giusta in quanto aiuta a promuovere la cultura cinese. Yang ha tuttavia ammesso che per gli stranieri e’ piu’ utile se c’e’ anche la traduzione inglese.

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Libro per evitare traduzioni sbagliate in inglese dei piatti cinesi. Mai più “gallina che non ha fatto sesso” sui menù

Un libro con le traduzioni corrette, dal cinese all’inglese, dei nomi dei principali piatti serviti nei ristoranti cinesi. E’ quello che ha deciso di pubblicare il governo della citta’ di Pechino con lo scopo di evitare ai ristoranti di presentare alla clientela straniera, sui loro menu’, traduzioni quantomeno bizzarre o imbarazzanti. Secondo quanto riferisce l’Agenzia Nuova Cina, l’iniziativa e’ stata adottata per venire incontro ai sempre piu’ numerosi stranieri che spesso lamentano, anche nei ristoranti, difficolta’ di comprensione nel paese del dragone. Traduzioni errate e ridicole provocano infatti spesso l’ilarita’ degli avventori stranieri causando anche incomprensioni sulle abitudini alimentari cinesi. Cosi’ ad esempio in alcuni menu’ di ristoranti cinesi il pollo tenero e giovane era diventato ”galline che non hanno ancora avuto esperienze sessuali”, un piatto a base di maiale era stato tradotto come ”testa rossa di leone bruciato” e cosi’ via.
In realta’ un libro del genere era stato gia’ pubblicato nel 2008, sempre dalla municipalita’ di Pechino, in occasione delle Olimpiadi e, in quell’occasione, venne raccomandato ai ristoranti della capitale e agli alberghi di consultarlo e utilizzarlo per effettuare le traduzioni dei piatti per evitare problemi con le numerose delegazioni e i numerosi turisti stranieri giunti in citta’ per i giochi. ”Quello pubblicato adesso – spiega un funzionario dell’ufficio affari esteri di Pechino – e’ la versione aggiornata di quello del 2008. Tutti i ristoranti sono invitati a farne uso, anche se certo non e’ obbligatorio”. Effettuare traduzioni accurate dal cinese all’inglese non e’ comunque cosa facile in quanto alcuni termini cinesi sono intraducibili o in ogni caso non hanno un esatto equivalente in un’altra lingua.
I traduttori che hanno compilato il testo, dopo aver condotto uno studio sui ristoranti cinesi presenti nei paesi di lingua inglese, hanno diviso i nomi dei piatti in base a quattro categorie, cioe’ gli ingredienti, il metodo di cottura, il gusto e il nome di una persona o di un posto. Non e’ ancora chiaro se il libro, dopo Pechino, verra’ diffuso in altre parti della Cina ma intanto pare aver avuto molto successo, destando anche molta curiosita’ nella rete internet. Oggi, sul sito weibo.com, il twitter cinese, la pubblicazione del libro e le traduzioni dei piatti sono stati gli argomenti piu’ trattati, con oltre 200.000 tweet raggiunti solo sino alle 16.00.

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Setti o eiaculi? Scandalo in metro di Shanghai

Sta creando proteste e rimostranze un video pubblicitario che viene trasmesso nelle stazioni delle tredici linee della metropolitana di Shanghai, in cui una ragazza mezza nuda nuda pronuncia un pesante doppio senso. Nel video, una bella ragazza discinta e distesa su un divano sussurra frasi sull’impostazione di un famoso portale cinese come home page del proprio computer. La giovane recita solo la prima parte della frase, fermandosi alla parola ‘setti’ (voce del verbo ”settare”), mentre un sottotitolo allude alla pagina web. Il fatto e’ che la parola cinese per ‘setti’ si pronuncia come ‘eiaculi’. Il pubblico, invece di capire la frase ‘incredibile, solo quando tu setti’, sente la frase ‘incredibile, solo quando tu eiaculi”. In molte stazioni si sono organizzate vere e proprie proteste, soprattutto da parte di anziani, che gridano allo scandalo. In particolare perche’ la pubblicita’ finisce con il primo piano della ragazza che chiede: ”Allora, hai settato?”, dove l’ultimo termine viene percepito come ‘eiaculato’. Un’altra versione della stessa pubblicita’ e’ recitata da una giovane con indosso solo una maglietta aderente, che dice le stesse battute. Il video della pubblicita’ e’ fra i piu’ cliccati sui social network cinesi. Molti nelle stazioni si dicono imbarazzati e si vedono anche genitori che coprono le orecchie dei bambini per non far sentire la pubblicita’. Al sito cinese di informazione Eastday, un responsabile della societa’ internet che ha commissionato la pubblicita’ ha detto di aver scelto quella parola per far rimanere impresso nella mente della gente il loro sito. Lo stesso responsabile ha detto che la societa’ e’ oggetto di un’ondata di proteste via telefono e via email, per cui sta pensando di rimuovere la pubblicita’. E’ scesa in campo anche l”amministrazione municipale di Shanghai, che ha annunciato un’inchiesta.

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Equipaggio aereo non sa inglese, decolla senza via libera torre

Il pilota non sa l’inglese e l’aereo decolla nonostante il divieto. Il velivolo, un Airbus A330-200 della compagnia cinese, China Eastern, lunedì scorso é partito da Osaka diretto a Shangai, benché la torre di controllo non avesse concesso l’autorizzazione. Sul caso, riferisce la stampa cinese, è stata aperta un’inchiesta sia in Giappone che in Cina. Secondo le autorità giapponesi, l’equipaggio dell’aereo cinese ha lasciato Osaka regolarmente alle 13.46, senza che il comandante avesse capito il divieto di decollo: il pilota e il suo secondo non sono stati in grado di comunicare appieno in inglese. La China Eastern, pur non ammettendo la colpa, ha annunciato oggi che si adopererà per migliorare le conoscenze linguistiche dei suoi equipaggi, soprattutto in inglese, lingua veicolare nelle comunicazioni aeree. La compagnia aerea cinese si è anche detta pronta a cooperare con le autorità giapponesi che hanno annunciato una indagine sul caso, in quanto ritiene che il volo è decollato violando le leggi internazionali sul traffico aereo.

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Corsi di calligrafia obbligatoria, computer e telefonini fanno dimenticare scrittura

Corsi di calligrafia per far si’ che gli studenti cinesi non dimentichino come scrivere gli ideogrammi. Secondo quanto riferisce il China Daily, il Ministero cinese dell’Istruzione ha pubblicato un documento nel quale ha richiesto alle scuole primarie e superiori di organizzare dei corsi di calligrafia. Secondo il Ministero cinese, infatti, soprattutto a seguito dell’avvento e diffusione dei computer e dei telefonini con i quali inviare sms, i ragazzi stanno progressivamente perdendo la capacita’ di scrivere adeguatamente il cinese. Sembra infatti che i giovani studenti cinesi, avendo spesso troppi compiti da fare dopo la scuola, trascurino la parte scritta e dedichino sempre meno tempo a usare il pennello o anche solo la penna per disegnare correttamente gli ideogrammi, dimenticando col tempo come fare. I nuovi corsi di calligrafia, nell’intenzione delle autorita’ scolastiche, dovranno servire a far recuperare ai ragazzi l’antica pratica della scrittura, che richiede tempo, calma e una mente serena. Il che, sostengono gli esperti, potrebbe anche aiutare i ragazzi a rilassarsi dalle pressioni dei loro studi scolastici. La notizia dei nuovi corsi sembra sia stata accolta con favore dalla maggior parte della gente. Una ricerca effettuata tramite il sito Weibo, una sorta di twitter cinese, ha evidenziato come l’88% di oltre 9000 utenti hanno espresso parere favorevole. Tra i detrattori coloro che sostengono che le nuove lezioni di calligrafia porteranno via troppo tempo ed energie agli studenti, gia’ normalmente troppo oberati dalle ore di lezione gia’ previste e dai molti compiti a casa.

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Applicazione per scrittura cinese tra le più scaricate su Ipad

Entra nella top ten delle più vendute con 5 mila download, Chinagram l’applicazione per iPad di Vallardi Editore (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) con cui è possibile fare un viaggio nella cultura e nella scrittura cinese. E’ disponibile sia in versione italiana, sia in versione inglese per il mercato globale, ed è un’occasione per imparare a tracciare i primi ideogrammi sul tablet Apple e per conoscere meglio una delle grandi culture dell’Oriente. Chinagram è stata inoltre messa in evidenza da Apple nella sezione Applicazioni Nuove e Degne di Nota negli Stati Uniti, in Canada e in altri Paesi. L’applicazione è stata sviluppata partendo dal libro La scrittura cinese di Yuan Huaqing e unisce il rigore editoriale all’attenzione grafica e alla fruibilità delle applicazioni per iPad, sfruttandone tutte le potenzialità in modo innovativo. Con Chinagram è possibile ripercorrere la storia della scrittura cinese, conoscere le logiche di base della pronuncia, della scrittura, della composizione e della classificazione dei segni cinesi; imparare a riconoscere e leggere oltre 120 segni.

fonte: ANSA

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Cercasi volontari per rendere comprensibile il Chinglish

La municipalità di Shanghai ha invitato gli stranieri residenti in città a partecipare all’opera di volontariato per migliorare il significato della cartellonistica in inglese. L’invito serve a cambiare insegne e cartelli tipo “Clinica per la Diarrea” come traduzione in inglese dal cinese di “Ospedale per malattie intestinali”, oppure “Defecate seduti” invece di “toilet”. Sono 200 gli inglese madrelingua i paladini dell’inglese chiamati a cambiare i cartelli, segnali e insegne trasformandoli dal ‘Chinglish’, la lingua non ufficiale a metà tra cinese e inglese alla base di questi cartelli, all’inglese puro. Già prima dell’Expo c’era stata una commissione allargata che aveva lavorato per migliorare la comprensione dei cartelli in inglese, ma non tutto é stato fatto. Oltre 10.000 i cartelli cambiati prima dell’Expo, ma sono ancora molti quelli che necessitano di essere modificati, come “facciamo un giro panoramico sulla terrazza” per “posto di osservazione” e “l’ascensore è stato aggiustato. Durante questo tempo, ci dispiace che siate insopportabili”, invece di “lavori in corso all’ascensore, ci dispiace per il disguido”. Tutte queste traduzioni sbagliate, sono state raccolte in un libro a cura della municipalità di Shanghai, a memoria del lavoro fatto. Ma non tutti sono d’accordo con l’opera di revisione. On line si stanno formando gruppi per la salvaguardia del Chinglish. Uno, “Salviamo in Chinglish contro la scomparsa della cultura cinese”, ha già più di 9.000 iscritti.

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Nomi cinesi per i luoghi della Cina

Nomi cinesi per i luoghi lunari. Li ha decisi il ministro per gli affari civili, secondo quanto riporta l’agenzia Nuova Cina, che ha pubblicato la lista contenente i nomi ufficiali in cinese delle zone del satellite terreste. Sono 468 i luoghi lunari per i quali il governo cinese ha pubblicato i nomi ufficiali in cinese. La decisione del ministro nasce dall’esigenza di “aiutare gli sforzi dell’esplorazione lunare cinese eliminando confusione”. Un altro elenco con altri nomi cinesi ufficiali per luoghi lunari è pronto e sarà pubblicato a breve. La volontà è quella di dare un nome cinese a tutti gli oltre 9000 luoghi della Luna a cui l’Unione Astronomica Internazionale ha nominato. Prima di diffondere i nuovi nomi, una apposita commissione ministeriale si è riunita per stabilire il regolamento tecnico, non semplice, per dare i nomi cinesi. La difficoltà risiede soprattutto nella scelta dell’ideogramma da usare e i tecnici ministeriali hanno realizzato un vademecum che dirime ogni dubbio.

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