Archivi tag: letteratura cnese

Bloccati due attivisti, una detenuta in luogo segreto

Le autorità cinesi hanno bloccato due attivisti mentre stavano per imbarcarsi alla volta di Ginevra, per una riunione Onu, e di una di questi non si hanno notizie. Lo riferisce l’organizzazione Chine Human Rights Defender. Della donna, Cao Shunli, non si hanno notizie dal 14 settembre, quando agenti della polizia l’hanno prelevata mentre si stava per imbarcare per Ginevra per partecipare ad una conferenza sui Diritti Umani. Nello stesso giorno è stato bloccato all’aeroporto di Guangzhou, l’ex Canton, l’attivista di Shanghai Chen Jianfang. Secondo l’organizzazione non governativa, negli stessi giorni altri attivisti sono stati interrogati dalle autorità, sempre sulla stessa conferenza di Ginevra. Cao Shunli negli anni si è molto impegnata per i diritti umani in cina, scrivendo anche diversi studi proprio per l’organismo di Ginevra. Dal 2008, è stata arrestata diverse volte dalle autorità. Chen ha trascorso più di un anno in un campo di lavoro, dopo essere stato arrestato per aver partecipato a Shanghai a una manifestazione di protesta.

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Moglie premio Nobel detenuto scrive a presidente Xi

Liu Xia, la moglie del premio Nobel per la pace Liu Xiaobo, che sta scontando 11 anni di prigione, ha scritto una lettera aperta al presidente cinese Xi Jinping per protestare contro la condanna – anche questa a 11 anni – inflitta a suo fratello e contro la sua stessa detenzione agli arresti domiciliari. “Dall’ottobre del 2010 ho perso la mia libertà personale. Nessuno mi ha detto la ragione dei miei arresti domiciliari. Forse in questo paese è un crimine essere la moglie di Liu Xiaobo”, ha scritto la donna, che si firma “la cittadina Liu Xia”. Quanto alla condanna del fratello, emessa dopo un processo rapido e tenuto a porte chiuse, Liu Xia la definisce “assolutamente ingiusta”. La donna chiede al presidente di cambiare la situazione prima che il “sogno cinese” (un’ espressione coniata dallo stesso Xi Jinping) si trasformi in un “incubo cinese”. La lettera è stata diffusa su Twitter, il sito di comunicazione sociale che in Cina è bloccato dalla censura ma che è raggiungibile con l’uso di alcuni software che permettono di aggirare la “muraglia” della censura.

fonte: ANSA

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Scomparso regista indipendente, forse in carcere segreto

Il regista indipendente di documentari Du Bin è scomparso dalla sua abitazione di Pechino. Secondo quanto riferisce il South China Morning Post, a denunciare la scomparsa è stata la sorella di Du, che ha affermato di non aver avuto più notizie dal fratello dallo scorso 31 maggio, solo pochi giorni prima dell’anniversario della strage di piazza Tiananmen. E’ proprio quest’ultima circostanza a fare temere che il regista sia stato vittima della repressione delle forze dell’ordine e sia tenuto in detenzione in qualche luogo segreto. “Non so dove si trovi mio fratello – ha detto Du Jirong – on line alcune persone hanno scritto che è in carcere, se è così starà male, lui non è mai stato in carcere”. A preoccupare la famiglia anche il rinvenimento, nell’ appartamento del regista, di un ordine di comparizione presso l’ufficio di pubblica sicurezza del distretto di Fengtai. In base alla legge cinese una persona può essere trattenuta in stato di detenzione amministrativa fino a 15 giorni per “disturbo dell’ordine pubblico”. “Du Bin non è un dissidente politico – ha osservato Nicholas Bequelin, ricercatore ad Hong Kong dell’organizzazione Human Right Watch – ma è comunque considerato un personaggio scomodo per i temi che ha sempre trattato nei suoi documentari”. Solo poche settimane fa aveva presentato un documentario sul campo di lavoro ‘Masanjia’ nella provincia del Liaoning, censurato nella Cina, in cui descriveva le condizioni di assoluto degrado in cui vivono le persone che vi sono rinchiuse. Inoltre, la settimana prima, aveva pubblicato a Hong Kong un libro dal titolo “il massacro di Tiananmen”.

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Pesante condanna per cognato premio Nobel Liu Xiaobo

Il cognato del premio Nobel detenuto Liu Xiaobo è stato condannato oggi a 11 anni di prigione per truffa da un tribunale di Huairou, una piccola città nel nordest della Cina non lontana dalla capitale, Pechino. Anche Liu Xiaobo sta scontando una condanna ad 11 anni di detenzione per aver stilato e promosso il documento Charta08, che chiede l’ instaurazione in Cina di un sistema democratico e che è stato firmato da migliaia di cittadini. “Non posso accettare questo verdetto, è semplicemente una persecuzione”, ha dichiarato Liu Xia, moglie di Liu Xiabo, al termine dell’ udienza nella quale è stata annunciata la condanna. La stessa Liu Xia è tenuta agli arresti domiciliari pur non essendo accusata di alcun reato dal 2010, quando il premio Nobel per la pace fu assegnato al marito. Secondo gli attivisti per i diritti umani il processo contro Liu Hui è stato costruito ad arte per assestare un nuovo colpo alla famiglia del premio Nobel. La corte di Huariou lo ha riconosciuto colpevole di aver truffato un uomo chiamato Zhang Bing, derubandolo di circa tre milioni di yuan (370mila euro).

fonte: ANSA

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Liu Xia esce dopo oltre due anni, “dite a tutti che non sono libera”

“Dite a tutti che non sono libera. Nessuno di noi è libero”. E’ il grido di Liu Xia, la moglie del premio Nobel per la Pace Liu Xiaobo, che per la prima volta dopo due anni è riuscita a rompere il silenzio forzato al quale é stata costretta da arresti domiciliari blindatissimi. L’occasione è stata un’udienza in tribunale, che le ha permesso di uscire dalla sua ‘prigione’. E lei non se l’é lasciata sfuggire. Il resto lo ha fatto una foto e, soprattutto, twitter. Così le parole della poetessa, rea solo di sostenere e appoggiare le battaglie del marito (di fatto non è accusata di alcun reato) hanno fatto il giro del web. E del mondo. Liu Xia non può lasciare la sua casa di Pechino da quando suo marito, che ha partecipato ai moti di Tiananmen ed è promotore del documento ‘Charta08’ sulla necessità di instaurare in Cina un sistema politico democratico, è stato insignito del Nobel per la Pace nel 2010. Tanto che né lui, agli arresti dal 2009, né lei, sono riusciti a ritirare il prestigioso riconoscimento. Ma contro Liu Xia non esiste alcuna condanna: non è accusata di alcun reato, non è mai stata processata e la sua detenzione è illegale. Oggi il permesso di uscire per partecipare ad un’udienza del processo in corso nei confronti del fratello, finito nelle maglie delle autorità cinesi e arrestato il 31 gennaio scorso per una disputa immobiliare, risolta in realtà da tempo. Un breve istante di libertà che Liu ha deciso di sfruttare fino in fondo. E così quando l’auto sulla quale viaggiava è passata davanti a un gruppetto di giornalisti ha immediatamente abbassato il finestrino e lanciato il suo grido di dolore: “Dite a tutti che non sono libera. Mi mancate tutti tanto. Grazie per il vostro sostegno”. Lo scorso 28 dicembre, quattro attivisti, sfruttando il cambio delle guardie che stazionano dinanzi alla sua casa, sono riusciti ad avvicinarsi alla porta e a parlarle, filmandola. All’inizio di dicembre, due giornaliste sono riuscite a sfruttare un calo nei controlli degli agenti e si sono avvicinate alla porta della donna, riuscendo a scambiare con lei qualche parola, mentre mesi prima altri l’avevano filmata dalla strada. Ma mai il suo messaggio era giunto così forte e chiaro.

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Arrestato cognato del premio Nobel Liu Xiaobo

La polizia di Pechino ha arrestato il cognato del premio Nobel per la pace Liu Xiaobo, che sta scontando una condanna a 11 anni di prigione per aver promosso il documento Charta08, che chiede l’ instaurazione in Cina di un sistema politico democratico. Secondo il suo avvocato Mo Shaoping, l’ uomo, Liu Hui, è stato arrestato il 31 gennaio. L’ avvocato sottolinea che l’ arresto è irregolare, perché legato ad una disputa tra società immobiliari risolta alcuni mesi fa. Liu Xiaobo, un professore universitario che dal 1989 si batte per la democrazia, ha ricevuto il Nobel nel 2010, due anni dopo essere stato arrestato. Da allora anche sua moglie Liu Xia, sorella di Liu Hui, è stata tenuta illegalmente agli arresti domiciliari, senza essere stata accusata di alcun reato. Secondo Mo Shaoping, l’ arresto é “un duro colpo alla famiglia” del premio Nobel, ed i particolare a Liu Xia, che è psicologicamente provata dalla detenzione del marito e dalla sua. L’ avvocato ha aggiunto che Liu Hui potrebbe essere processato quest’estate.

fonte: ANSA

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Giornalisti aggrediti dinanzi alla casa del premio Nobel Liu Xiaobo

Due giornalisti e un attivista di Hong Kong sono stati picchiati ieri davanti all’abitazione di Liu Xia, la moglie del premio Nobel detenuto Liu Xiabo, detenuta illegalmente da due anni agli arresti domiciliari. Lo stesso attivista, Yang Kuang, ha raccontato di essere stato aggredito, insieme a due cameraman della tv del territorio, da “una dozzina di uomini in borghese”. In seguito, Yang è stato bloccato da altre persone, sempre in borghese, e da allora non se ne hanno notizie. Si ritiene che gli aggressori fossero dei poliziotti e che Yang sia attualmente detenuto a Pechino. La situazione di Liu Xia, che pur senza essere stata accusata di alcun reato e senza essere stata processata è detenuta da due anni, è motivo di imbarazzo per la Cina, che in questi giorni è sotto i riflettori della stampa a cause della sessione dell’Assemblea nazionale del popolo, in corso dal 5 marzo. Liu Xiaobo, 58 anni, è un intellettuale impegnato da anni nella difesa dei diritti umani. Nel 2009 è stato condannato a 11 anni di prigione per aver promosso il documento Charta08, che chiede l’instaurazione di un sistema politico democratico nel Paese. Nel 2010 gli è stato assegnato il premio Nobel per la pace.

fonte: ANSA

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