Archivi tag: lavoratori sfruttati

Polemica sui gadget delle Olimpiadi prodotti in Cina

E’ polemica fra Gran Bretagna e Cina per le bambole mascotte delle Olimpiadi di Londra 2012. Il quotidiano britannico Sun ha pubblicato un servizio in cui denuncia che gli operai cinesi che producono i gadget sono sfruttati e sottopagati, accusa respinta dall’azienda produttrice, la Yancheng Rainbow Arts and Crafts Co Ltd, con sede nella provincia orientale dello Jiangsu. Secondo quanto ha scritto il Sun in due reportage pubblicati alla fine di gennaio, l’azienda cinese costringerebbe i suoi operai a turni massacranti di lavoro: circa 358 ore al mese, oltre 11 ore al giorno, per uno stipendio mensile dai 900 ai 1.700 yuan (da 108 a 205 euro). Il presidente della Yancheng, Gu Feng, intervistato dal quotidiano cinese China Daily, ha risposto che le accuse sono false e sarebbero state riferite alla stampa internazionale da un ex dipendente, Zhu Shengrong. “Zhu è stato licenziato nel 2008 a causa di suoi ripetuti comportamenti inappropriati con lo staff femminile – ha spiegato il presidente -. Chiese anche un risarcimento, che gli fu negato dal tribunale, e ora ha deciso di gettare fango su di noi”. Per il manager cinese “gli operai citati dal giornale inglese non esistono nemmeno”. Gu ha aggiunto che la fabbrica ha superato i controlli del Consiglio internazionale per l’industria del giocattolo, con sede in Svizzera, e che ha tra i suoi clienti la Disney e altri importanti marchi. “La nostra è una azienda che ha una lunga storia – ha concluso Gu -. Produce prodotti di alta qualità. I nostri operai lavorano in un ambiente sano e hanno buoni stipendi, non meno di 2.000 yuan mensili”. Diversi operai, interpellati dal China Daily, hanno confermato di guadagnare tra i 2.000 e i 3.600 yuan circa al mese e di lavorare dalle 7.30 alle 17.30.

Lascia un commento

Archiviato in Diritti incivili

Lavoratori Apple intossicati chiedono risarcimenti

Continua la battaglia dei lavoratori cinesi di una sussidiaria dell’Apple, che affermano di essere stati avvelenati dai componenti chimici usati per la produzione degli ‘gioielli’ tecnologici dell’azienda di Steve Jobs. Secondo quanto riferisce il China Daily, un inviato cinese della societa’ americana avrebbe incontrato un gruppo di lavoratori, informandosi sulle loro condizioni di salute. La notizia non e’ stata confermata dal portavoce cinese della Apple, societa’ che gia’ il 15 febbraio scorso aveva diffuso un dossier ammettendo errori e problemi nella gestione degli operai delle fabbriche cinesi, dai suicidi all’avvelenamento. L’incontro sarebbe avvenuto con i dipendenti della United Win Technology, una societa’ cinese della taiwanese Wintek Corp, che a Shenzhen, nel sud est della Cina, per conto della Apple produce pezzi di Ipad e Iphone. ”Siamo felici che un rappresentante della Apple ci abbia ascoltati – ha detto al giornale uno degli ex operai -. Ora ci aspettiamo che la societa’ venga incontro alle nostre richieste”. Sono in tutto 137 i lavoratori della Wintek avvelenati per essere stati esposti all’n-esano, un solvente utilizzato nei processi di lavorazione. In fabbrica veniva usato per velocizzare la produzione degli schermi per la Apple. Dopo la scoperta e la denuncia dell’avvelenamento, si e’ tornati ad usare l’alcool. I 137 lavoratori sono tornati in fabbrica, ma 100 hanno lasciato lunedi’, impossibilitati a continuare il lavoro, dopo aver avuto un risarcimento dagli 8.700 a quasi 15.000 euro, firmando anche un documento con il quale non citeranno in giudizio l’Apple per problemi futuri di salute relativi all’avvelenamento. Gli altri 37, invece, sono tornati al lavoro, ricevendo sul loro stipendio bonus che variano da 1.300 a 3.500 euro. Ma questi risarcimenti vengono considerati inadeguati.

Lascia un commento

Archiviato in Diritti incivili, Vita cinese