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Di un napoletano il primo film su Shanghai. E non solo

E’ di un napoletano il primo film girato a Shanghai: “La dolce vita nel quartiere delle Legazioni”, girato nel 1907 dal napoletano Enrico Amer Lauro, è il primo assoluto documento su celluloide della capitale economica cinese, anche se ci sono solo tracce cartacee ma nessuna copia è stata trovata. E’ una delle scoperte del team di ricercatori coordinati dal professore Giorgio Casacchia, esperto culturale dell’Istituto Italiano di cultura di Shanghai, che hanno realizzato, sotto l’egida dello stesso istituto, la mappa storica “Gli italiani a Sciangai, 1608-1949”. Di Lauro, rimane solo una lapide in un cimitero di Shanghai (rifatto e spostato dal luogo originario) e qualche traccia in pochi testi, dai quali si è scoperto che la casa di produzione di Lauro si produsse anche in una seconda opera, “Il primo tram a Shanghai”, anch’essa andata perduta. “Purtroppo – spiega il professore Casacchia, docente di filologia cinese all’Università l’Orientale di Napoli ed autore del massimo dizionario cinese-italiano – la ricerca si basa non su tantissime fonti, a causa delle guerre, delle vicende storiche che hanno spesso portato alla distruzione di archivi importanti. Ma i dati che abbiamo raccolto parlano di una presenza di italiani importante. Al di l’ dei nomi come Galeazzo Ciano, sappiamo di un’importante presenza. Il primo straniero a mettere piede a Shanghai fu un italiano, il missionario gesuita Lazzaro Cattaneo nel 1608. Da allora tanti gli italiani che sono arrivati sulle rive dello Huangpu, e tra questi molti campani”. Il primo di questi di cui si ha notizia certa è il gesuita Angelo Zottoli, missionario originario di Acerno, che a Shanghai non solo si distinse per la sua predicazione, ma per essere uno dei piu’ eminenti sinologi. A lui si deve l’instaurazione della biblioteca (che vive tuttora) di Zikawei, l’odierno quartiere di Xujiaquei, un tempo fulcro della cultura a Shanghai, ma anche la pubblicazione della piu’ monumentale opera sullo studio del cinese, il Cursus Litteraturae Sinicae in 5 volumi. Altro gesuita importante a Shanghai è stato Luigi Massa, ucciso mentre gestiva un orfanotrofio, e che è sepolto nella capitale economica cinese insieme a due dei suoi fratelli, anch’essi missionari gesuiti. “Con la fine della guerra dell’oppio e l’inizio delle legazioni – continua Cassacchia – a Shanghai cominciano ad arrivare imprenditori da tutto il mondo nei settori piu’ disparati. E l’arrivo di questi che volevano fare affari a Shanghai, spinse anche molti avvocati e consulenti a giungere nella capitale economica cinese, per aiutarli nelle loro imprese”. Fra questi, l’avvocato napoletano Domenico Musso, autore, tra l’altro, di un importante saggio sulla legislazione cinese e che per un breve periodo, secondo alcune fonti, sarebbe stato a capo della compagnia tranviaria di Shanghai. “L’elenco – conclude Casacchia – potrebbe essere ancora piu’ lungo. La nostra ricerca per ora si è fermata all’anno della proclamazine della Repubblica Popolare Cinese, ma sappiamo che prima e dopo la nostra finestra di ricerca italiani importanti e campani in particolare sono stati numerosi, tessendo forti legami con Shanghai”.

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Alta la percentuale dei votanti in Cina per il referendum

Facendo un rapido check sul sito del Ministero degli interni, ho visto che il 41,66% degli italiani residenti in Cina ha votato per i referendum. Un risultato alto, che supera il 23% del totale del voto all’estero. Un risultato più alto dell’Australia (26%), Nuova Zelanda (20%), Stati Uniti (20%), Canada (18%). Certo, non si arriva al 90% dell’Oman, ma è un buon risultato, se si pensa che alcune province italiane non hanno raggiunto questi risultati.
Chiaro, l’astensione nel referendum è espressione di voto. Ma credo che la scarsità dei votanti all’estero dipende da un altro fattore. Hanno votato numerosi gli italiani in quei paesi nei quali non c’è storia di emigrazione. Hanno votato quindi coloro che si sono trasferiti negli anni scorsi, non coloro che si sono trasferiti da decenni o i loro figli, i quali magari non sentono la necessità di votare. Sono conclusioni sociologiche molto spicciole, che lasciano il tempo che trovano, ma indicative.
Qui i risultati della circoscrizione estero, dove si può anche fare una ricerca per paese.

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