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Nokia in mirino Huawei, offensiva Cina su smartphone

Dopo il tracollo degli utili e delle vendite, Nokia, un tempo fiore all’occhiello dell’hi-tech scandinavo e uno dei ‘Big’ europei dei telefonini, rischia di finire preda della cinese Huwaei. Il colosso del networking e delle telecomunicazioni nato dal nulla a Shenzen, nella provincia meridionale del Guangdong, vuole entrare nel grande gioco globale degli smartphone e togliersi di dosso l’etichetta di produttori di ‘feature phone’, i telefonini di media qualita’ e a basso prezzo venduti attraverso gli operatori. E Nokia, con il suo know-how nel design degli smartphone disponibile a prezzi da svendita (vale quasi un decimo di quanto valeva nel 2007), rappresenta una preda a cui i cinesi stanno pensando per mettersi a fare concorrenza sul serio ad Apple e Samsung. ”Stiamo considerando questo genere di acquisizioni. Forse una combinazione avrebbe alcune sinergie, ma dipende dalla volonta’ di Nokia”, ha detto il presidente della divisione ‘consumer’ di Huawei, Richard Yu. Parlando a poche ore dal lancio in grande stime del nuovo smartphone supersottile di Huawei, l’Ascend P6 a Londra, Yu ha aggiunto sibillino: ”abbiamo la mente aperta”. Dalla multinazionale giapponese emerge che non c’e’ nulla di concreto sul tavolo e che al momento ”non ci sono progetti” per una simile operazione. Huawei, che non ha mai fatto acquisizioni in grande stile in passato, ma e’ comunque riuscita a diventare uno dei principali player – non solo sulle infrastrutture mobili – e a sfidare la leadership di Samsung e Apple, si muove con i piedi di piombo. L’economia globale e’ nella massima incertezza, l’Europa e’ stretta nella recessione e Nokia e’ chiaramente in difficolta’. La sua partnership con Microsoft, che fa il software per i suoi smartphone, non piace troppo ai cinesi: considerano ”debole” la piattaforma digitale fornita dal colosso americano rispetto, ad esempio, ad Android di Google. E poi ci sono i costi: Windows Phone ”ha una quota di mercato molto piccola”, sottolinea Yu, e in piu’ ”chiede ancora una licenza” mentre ”Android e’ gratuito”. Secondo gli analisti di Bank of America Merrill Lynch, il takeover avrebbe sinergie: consentirebbe di affiancare il solido portafoglio di brevetti di Nokia, la sua distribuzione nei mercati emergenti, il design degli hardware e le sue relazioni con gli operatori di telefonia a livello globale, con le dimensioni, la solidita’ di bilancio e la struttura low cost di Huawei. Ma non ci si nasconde che ci sarebbero ancora parecchi ostacoli da superare, e che le parole di Yu sono caute. Sui mercati c’e’ scetticismo, ma qualcuno scommette su una possibile corsa alle acquisizioni: le azioni di Nokia oggi sono balzate di oltre il 4% (per poi chiudere a +3% a Helsinki).

fonte: ANSA

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Bradanini incontra Huawei e aziende italiane Shanghai

La Huawei, leader mondiale nelle telecomunicazioni, intende investire ancora 1,1 miliardi di dollari in Italia nei prossimi 5 anni, raddoppiando cosi’ l’occupazione da 750 persone attualmente impiegate a 1500 entro 5 anni. E’ quanto il vice presidente del Centro di Ricerca e Sviluppo di Huawei, Guo Junfeng ha detto all’ambasciatore d’Italia in Cina, Alberto Bradanini, in visita a Shanghai e alla sede dell’azienda cinese. L’Italia e’ il secondo Paese europeo per investimenti di Huawei, dopo l’Inghilterra. ”Ma con questa tendenza l’Italia puo’ senz’altro diventare il primo” ha considerato l’ambasciatore Bradanini. Huawei ha creato un importante centro di ricerca e sviluppo nel settore delle micro-onde a Milano. Alla luce di questo importante piano di investimenti e, considerato che Huawei e’ una delle poche aziende di telecomunicazioni che ha incrementato il proprio ricavo netto nel 2012, ha potenzialita’ di essere un partner assai importante per lo sviluppo dell’agenda digitale in Italia. Ma l’importanza del mercato cinese per l’Italia e’ stato sottolineato anche nell’incontro che l’ambasciatore ha avuto con la comunita’ imprenditoriale italiana a Shanghai, una delle piu’ importanti al mondo. Oltre 200 manager del Sistema Italia hanno incontrato il rappresentante diplomatico italiano presso lo Shanghai Italian Center, fornendo le esperienze dirette dalle realta’ produttive territoriali, le criticita’ ancora presenti sul terreno e ascoltare da Bradanini le linee strategiche dell’azione diplomatica italiana di supporto all’impresa. L’economia nella Cina Orientale presenta numerosi vantaggi per le aziende italiane nel settore della meccanica che ancora oggi conta 40% esportazioni italiane in Cina, e nei settori del lusso e del lifestyle italiano che hanno notevoli margini di sviluppo nelle citta’ ad elevato potenziale nel retail, piu’ lontane dalla costa e che contano circa 300 milioni di potenziali consumatori. L’ambasciatore Bradanini ha indicato ampie potenzialita’ anche nei settori in cui la Cina deve recuperare rispetto al modello europeo, ossia lo sviluppo di un sistema di welfare con l’industria biomedicale, nella protezione ambientale con tecnologie per trattamento acque, rifiuti, aria, e nell’urbanizzazione sostenibile.

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Operaratori portuali cinesi in visita a Taranto, valutano scambi commerciali

Una delegazione di operatori economici cinesi, appartenenti ad enti e società operanti nel settore marittimo e della logistica, si è recata in visita al porto di Taranto. L’iniziativa rappresenta una delle tappe previste nella missione di incoming organizzata nell’ambito del ‘Progetto: Settore Logistica”, realizzato dalla Regione Puglia. “Gli ospiti – spiega in una nota il presidente dell’Autorità portuale, Sergio Prete – sono stati accompagnati ad una visita tecnica delle infrastrutture portuali nel corso della quale ci si è soffermati in particolare ad illustrare le aree destinate ad insediamenti di logistica connessi con l’attività del terminal contenitori”. La delegazione cinese era composta da due rappresentati della Shanghai Jinjiang Shipping Co., società di logistica internazionale delegata dall’Autorità portuale di Shanghai; due rappresentanti dell’Autorità Portuale di Shenzhen, scalo con il quale il Porto di Taranto è gemellato; e due rappresentanti della Camera di Commercio della Città di Suzhou. “La visita al porto di Taranto – osserva Prete – ha fatto registrare un elevato livello di gradimento da parte degli operatori cinesi che hanno manifestato una seria intenzione di valutare forme di collaborazione con la Puglia e di incrementare ulteriormente i rapporti commerciali e istituzionali già esistenti tra il porto di Taranto e gli scali portuali/terminal logistici nella Repubblica Popolare Cinese”.

fonte: ANSA

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Agenda digitale attraente per investimenti cinesi in Italia

Le aziende cinesi vogliono continuare a investire in Italia, spinte soprattutto dalle novità messe in campo dal Governo monti, come l’agenda digitale. E’ quanto è emerso stamattina nel seminario su “Investire in Italia” organizzato a Shanghai dall’ambasciata Italiana a Pechino, dal consolato generale d’Italia a Shanghai e dall’Ice, al quale ha partecipato il ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera. Al suo ultimo giorno di visita in Cina prima di lasciare il paese del dragone, Passera ha incontrato alcune aziende cinesi che già investono in Italia, come la Huawei, leader mondiale nelle telecomunicazioni, che nel nostro paese ha, tra gli altri, un centro di ricerca e sviluppo. Proprio l’agenda digitale, ha detto al ministro Sun Yafang, la presidente del bord di Huawei, spinge l’azienda di Shenzhen nel sud della Cina a confermare i suoi interventi nel bel belpaese di 1,1 miliardi di euro nei prossimi anni, trasformando anche il loro centro di ricerca in Italia un centro di competenza europeo. La Sun ha portato avanti due discorsi di investimento con il cablaggio di banda larga con tecnologie non invasive (“così non roviniamo il Colosseo”, ha detto la Sun che si è dichiarata innamorata di Roma) e la network security. Alla richiesta del ministro Passera di suggerimenti sulla riduzione del divario digitale entro fine 2013 (progetto previsto e finanziato nell’agenda digitale), la Huawei ha proposto aiuto insieme alle società di telecomunicazioni con le quali già collaborano. Huawei, che ritiene l’agenda digitale una base certa di programmazione, punta anche al cablaggio a basso costo delle città per le nuove tecnologie. Dopo un incontro privato con la presidente Sun, il ministro Passera e la sua delegazione, della quale faceva parte anche il presidente dell’Ice Riccardo Monti e quello di Sace Giovanni Castellaneta, sono ripartiti alla volta dell’Italia.(ANSA).

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Agenzia Ice porta Italia a fiera investimenti in Cina

Anche l’Italia alla fiera per l’attrazione di investimenti cinesi all’estero, che ha aperto ieri i battenti a Xiamen, nella provincia sud orientale cinese del Fujian. L’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, l’ex Ice, partecipa infatti con un proprio stand alla China International Fair for Investment & Trade (Cifit), una piattaforma di incontro tra le principali agenzie per la promozione degli investimenti e potenziali investitori cinesi. L’edizione 2011 ha registrato la presenza di espositori provenienti da 62 Paesi e di 70.000 visitatori, di cui 55.000 cinesi e 15.000 stranieri. ”Uno dei compiti fondamentali della nuova Agenzia Ice – ha dichiarato il Presidente Riccardo Monti – e’ quello di promuovere l’Italia concentrandosi sull’attrazione degli investimenti diretti esteri, un’attivita’ di importanza fondamentale per la ripresa della crescita e del mercato occupazionale interno. La leva degli investimenti esteri – ha proseguito il Presidente dell’Agenzia ICE – rappresenta un potenziale non del tutto sfruttato nel nostro Paese. E’ necessario recuperare il ritardo accumulato in modo particolare verso mercati come la Cina che, da paese di destinazione, sta divenendo un esportatore significativo di capitali destinati sempre piu’ ad investimenti produttivi e non solo finanziari. Il Cifit di Xiamen viene quindi a rappresentare un appuntamento importante per far conoscere le numerose eccellenze italiane in chiave di attrazione degli investimenti”. L’agenzia Ice cura anche in fiera sia l’organizzazione di un seminario di presentazione dell’Italia, ove saranno evidenziate le opportunita’ di investimento sul territorio, che la partecipazione alla ‘2012 Round-Table Conference for World Chamber Leaders’. I settori che saranno presentati nel corso del seminario riguardano la logistica, le energie rinnovabili (per le quali l’Italia rappresenta il quarto piu’ importante paese investitore all’interno del G20 dopo USA, Cina e Germania), le biotecnologie (al terzo posto in Europa dopo Germania e Gran Bretagna per numero di aziende che vi operano) e l’information and communication technology, settore per il quale l’Italia rappresenta il quarto mercato in termini di ampiezza e capacità in Europa.

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I porti italiani alla conquista della Cina

Il sistema portuale italiano alla conquista della Cina. Da oggi l’Italia dei porti è presente a Shanghai alla Transport and Logistic China, una delle più importanti fiere del settore al mondo, giunta alla sua quinta edizione. Con uno loro stand istituzionale, i porti italiani si sono presentati uniti e in forze, sotto lo slogan sullo stand “Italy all in one”. “Siamo qui a rappresentare l’intero sistema portuale italiano – ha detto all’ANSA Luciano Guerrieri, vicepresidente Assoporti e presidente dell’Autorità Portuale di Piombino e dell’Elba – con i nostri 23 porti che possono sopperire a tutte le richieste, tutte le funzioni necessarie. Portiamo con noi la ricchezza e le diverse professionalità, le diverse tipologie della nostra offerta portuale. E’ un grosso capitale che l’Italia mette a disposizione”. L’attuale situazione economica come vi vede posizionati? “Cerchiamo di migliorare le nostre infrastrutture e l’innovazione per essere più competitivi – ha spiegato Guerrieri -. Dobbiamo guardarci dal Nord Africa, dove sono molto aggressivi, e ricevono aiuti. Noi paghiamo una pesante burocrazia. Cerchiamo di dare un buon servizio a prescindere dalla crisi. L’Unione Europea dovrebbe intervenire forte sulla Grecia, perché la crisi del Paese si riflette anche su noi”. Avete scelto la Cina, che ha già rapporti diretti con molti di voi. Che significa oggi il Paese del dragone per i porti italiani? “La Cina è sicuramente una grande risorsa – ha detto Guerrieri – sia in termini di merci che in termini di investimenti diretti. Alcuni nostri porti già vantano collaborazioni con società cinesi, altri le cercano. Ma noi abbiamo soprattutto bisogno dell’appoggio delle Autorità italiane, che ci aiutino, ci sostengano. Abbiamo bisogno di essere messi in condizione di competere con gli altri, di non pagare in termini di burocrazia e altro. Dobbiamo limitare il gap rispetto agli altri”. Tutti i porti presenti a Shanghai hanno illustrato piani di espansione, investimenti e progetti in prospettiva, sperando anche in una concreta risposta da investitori stranieri, cinesi in testa. Quello del sostegno governativo è il motivo ricorrente che tocca tutte le Autorità Portuali italiane presenti a Shanghai. Non si capisce, ad esempio, come non si possano avere aiuti statali per leggi europee, mentre la stessa Unione europea aiuta i porti concorrenti del Nord Africa. Eppure, dati alla mano, i porti italiani sono tutti concordi nel dire che offrono la migliore situazione logistica e costi molto bassi a fronte di una grande professionalità, ma pagano in termini di burocrazia e di infrastrutture immateriali. Necessari, a dire di tutti, il miglioramento del sistema dei controlli, della sanità marittima, della dogana. La soluzione potrebbe essere la realizzazione dello sportello unico, tanto agognato. “In un momento come questo – ha detto il console italiano a Shanghai Vincenzo de Luca che, accompagnato dal direttore dell’Ice Maurizio Forte, ha visitato lo stand italiano – è che i porti italiani siano qui nella loro unitarietà, nel loro insieme, non privilegiando regionalismi o localismi esasperati, ma presentando il sistema nel suo complesso. Così vince il Sistema Italia”.

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Ad aprile rallenta crescita export e import

Rallenta in aprile la crescita del commercio con l’estero della Cina. Secondo i dati forniti dall’Amministrazione Generale delle Dogane (GAC) il mese scorso si e’ registrato un aumento del 2,7% su base annua a 308,08 miliardi di dollari, con un surplus di 18,42 miliardi, tasso di crescita che tuttavia rappresenta un rallentamento del 7,1% rispetto a marzo. Le esportazioni ad aprile, (163,25 mld dollari) sono cresciute del 4,9% su base annua. Solo lo 0,3% in piu’ invece per le importazioni.
Nei primi quattro mesi dell’anno, il commercio estero del paese è cresciuto del 6% rispetto all’anno precedente (1,17 miliardi di dollari), con esportazioni ed importazioni in crescita rispettivamente del 6,9% e del 5,1% (593,24 miliardi di dollari e 573,94 miliardi di dollari). Sempre nel periodo gennaio aprile, secondo i dati del Gac, la Cina ha registrato un avanzo commerciale di 19,3 miliardi di dollari. L’Unione europea è rimasta il principale partner commerciale della Cina nei primi quattro mesi, ma la crescita degli scambi bilaterali ha subito un notevole rallentamento (appena +0,3% anno su anno con 170.53 miliardi di dollari). I dati resi noti dal GAC evidenziano poi anche come, sempre durante il periodo gennaio-aprile, il commercio della Cina con gli Stati Uniti – il suo secondo partner commerciale – è aumentato del 9,2% anno su anno arrivando a 146,1 miliardi di dollari.

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