Archivi tag: hu jia

Fratello attivista cieco arrestato e rispedito a casa

Chen Guangfu, il fratello dell’attivista cieco cinese Chen Guangcheng, che l’anno scorso riuscì a fuggire dagli arresti domiciliari, a rifugiarsi nell’ambasciata americana e poi a partire per gli Stati Uniti dopo un braccio di ferro fra Washington e Pechino, è stato fermato dalla polizia di Shanghai e costretto a ritornare nel suo villaggio di origine nella provincia orientale dello Shandong. Lo riferisce il sito di Radio Free Asia. Secondo le informazioni, Chen Guangfu la scorsa settimana era arrivato a Shanghai ospite di un attivista e nei giorni scorsi aveva avuto incontri, nella capitale economica cinese, con altri dissidenti. Ma qualche giorno dopo la polizia lo ha bloccato e dopo poche ore di fermo lo ha costretto a salire su un treno per tornare a casa. ”Mi hanno chiesto cosa ero venuto fare a Shanghai e chi avevo incontrato – ha raccontato Chen al telefono mentre si trovava sul treno tornando a casa – e poi mi hanno comprato un biglietto del treno e costretto a salire e andare via”. Chen si trovava, insieme a un’altra amica (che pare anch’essa sia stata fermata dalla polizia), nell’abitazione di un attivista di Shanghai, Shi, quando la polizia lo ha raggiunto e arrestato. ”La polizia è entrata – ha raccontato Shi – e gli hanno detto di seguirli alla stazione. Credo ci stessero osservando e pedinando da giorni”.

Lascia un commento

Archiviato in Diritti incivili

Arrestato noto avvocato per i diritti civili

Le autorità cinesi hanno arrestato lo scorso 8 agosto, ma la notizia è stata diffusa solo oggi, un noto avvocato che si batte per i diritti civili in Cina. Yang Madong, meglio conosciuto come Guo Feixiong, secondo fonti di organizzazioni che si battono per i diritti civili in Cina, è stato arrestato a Guangzhou, l’ex Canton, per disturbo dell’ordine pubblico. Guo è salito agli onori delle cronache nel 2005 quando organizzò le proteste di un villaggio nel quale la corruzione dei funzionari aveva tra l’altro portato ad un esproprio forzato di numerose terre. Due anni dopo fu condannato a cinque anni di galera con l’accusa di pubblicazioni illegali. Fu rilasciato nel 2011, poichè aveva scontato parte della pena prima della condanna, e durante la detenzione sarebbe stato torturato. A gennaio scorso, dopo aver partecipato alle proteste in sostegno dei giornalisti del Southern Weekend, che manifestavano contro la forte censura subita per un editoriale, fu convocato dalla polizia per un interrogatorio. Altre convocazioni sono avvenute nei mesi successivi. Secondo il suo legale, in questa occasione potrebbe rischiare un’altra condanna a cinque anni. Quello di Guo è l’ultimo arresto di una ondata di repressione e arresti operati dalle autorità cinesi da metà luglio nei confronti di attivisti, avvocati e giornalisti, una delle più repressive azioni dal 2011.

Lascia un commento

Archiviato in Diritti incivili

Finisce borsa di studio in Usa, protesta dissidente Chen

Il dissidente cinese Chen Guangcheng ha accusato la New York University, in un comunicato diffuso oggi, di aver messo fine alla sua borsa di studio cedendo alle ”forti e incessanti pressioni” esercitate dal governo di Pechino. La Nyu ha respinto l’accusa affermando che ”tutte le borse di studio hanno un termine” e che l’esaurimento di quella concessa al dissidente ”non a nulla a che vedere” con le pressioni del governo cinese. Chen, 41 anni, cieco fin da bambino per una malattia congenita, era scappato l’anno scorso dagli arresti domiciliari ai quali veniva tenuto illegalmente e si era rifugiato nell’ambasciata americana di Pechino. Dopo una difficile trattativa, gli era stato concesso di recarsi negli Usa con la moglie e i figli. Un portavoce della Nyu ha sostenuto che Chen ha avuto offerte da altre due universita’ americane. Chen e’ un avvocato autodidatta che si e’ battuto per i diritti civili nella sua provincia natale dello Shandong, nella Cina orientale. Il suo attivismo lo ha portato a scontare piu’ di tre anni di prigione.

fonte: ANSA

Lascia un commento

Archiviato in Diritti incivili

Moglie premio Nobel detenuto scrive a presidente Xi

Liu Xia, la moglie del premio Nobel per la pace Liu Xiaobo, che sta scontando 11 anni di prigione, ha scritto una lettera aperta al presidente cinese Xi Jinping per protestare contro la condanna – anche questa a 11 anni – inflitta a suo fratello e contro la sua stessa detenzione agli arresti domiciliari. “Dall’ottobre del 2010 ho perso la mia libertà personale. Nessuno mi ha detto la ragione dei miei arresti domiciliari. Forse in questo paese è un crimine essere la moglie di Liu Xiaobo”, ha scritto la donna, che si firma “la cittadina Liu Xia”. Quanto alla condanna del fratello, emessa dopo un processo rapido e tenuto a porte chiuse, Liu Xia la definisce “assolutamente ingiusta”. La donna chiede al presidente di cambiare la situazione prima che il “sogno cinese” (un’ espressione coniata dallo stesso Xi Jinping) si trasformi in un “incubo cinese”. La lettera è stata diffusa su Twitter, il sito di comunicazione sociale che in Cina è bloccato dalla censura ma che è raggiungibile con l’uso di alcuni software che permettono di aggirare la “muraglia” della censura.

fonte: ANSA

Lascia un commento

Archiviato in Diritti incivili

Scomparso regista indipendente, forse in carcere segreto

Il regista indipendente di documentari Du Bin è scomparso dalla sua abitazione di Pechino. Secondo quanto riferisce il South China Morning Post, a denunciare la scomparsa è stata la sorella di Du, che ha affermato di non aver avuto più notizie dal fratello dallo scorso 31 maggio, solo pochi giorni prima dell’anniversario della strage di piazza Tiananmen. E’ proprio quest’ultima circostanza a fare temere che il regista sia stato vittima della repressione delle forze dell’ordine e sia tenuto in detenzione in qualche luogo segreto. “Non so dove si trovi mio fratello – ha detto Du Jirong – on line alcune persone hanno scritto che è in carcere, se è così starà male, lui non è mai stato in carcere”. A preoccupare la famiglia anche il rinvenimento, nell’ appartamento del regista, di un ordine di comparizione presso l’ufficio di pubblica sicurezza del distretto di Fengtai. In base alla legge cinese una persona può essere trattenuta in stato di detenzione amministrativa fino a 15 giorni per “disturbo dell’ordine pubblico”. “Du Bin non è un dissidente politico – ha osservato Nicholas Bequelin, ricercatore ad Hong Kong dell’organizzazione Human Right Watch – ma è comunque considerato un personaggio scomodo per i temi che ha sempre trattato nei suoi documentari”. Solo poche settimane fa aveva presentato un documentario sul campo di lavoro ‘Masanjia’ nella provincia del Liaoning, censurato nella Cina, in cui descriveva le condizioni di assoluto degrado in cui vivono le persone che vi sono rinchiuse. Inoltre, la settimana prima, aveva pubblicato a Hong Kong un libro dal titolo “il massacro di Tiananmen”.

Lascia un commento

Archiviato in Diritti incivili

Pesante condanna per cognato premio Nobel Liu Xiaobo

Il cognato del premio Nobel detenuto Liu Xiaobo è stato condannato oggi a 11 anni di prigione per truffa da un tribunale di Huairou, una piccola città nel nordest della Cina non lontana dalla capitale, Pechino. Anche Liu Xiaobo sta scontando una condanna ad 11 anni di detenzione per aver stilato e promosso il documento Charta08, che chiede l’ instaurazione in Cina di un sistema democratico e che è stato firmato da migliaia di cittadini. “Non posso accettare questo verdetto, è semplicemente una persecuzione”, ha dichiarato Liu Xia, moglie di Liu Xiabo, al termine dell’ udienza nella quale è stata annunciata la condanna. La stessa Liu Xia è tenuta agli arresti domiciliari pur non essendo accusata di alcun reato dal 2010, quando il premio Nobel per la pace fu assegnato al marito. Secondo gli attivisti per i diritti umani il processo contro Liu Hui è stato costruito ad arte per assestare un nuovo colpo alla famiglia del premio Nobel. La corte di Huariou lo ha riconosciuto colpevole di aver truffato un uomo chiamato Zhang Bing, derubandolo di circa tre milioni di yuan (370mila euro).

fonte: ANSA

Lascia un commento

Archiviato in Diritti incivili

Passaporto a madre e fratello di Chen Guangcheng

Il fratello del dissidente cinese Chen Guangcheng, che dall’anno scorso si trova negli Usa dopo una rocambolesca fuga dagli arresti domiciliari, ha avuto il passaporto. La notizia viene mentre sta per iniziare in California il vertice tra il presidente americano Barack Obama e quello cinese, Xi Jinping. L’uomo, Chen Guangfu, ha precisato di aver presentato la domanda in gennaio. Suo figlio, Chen Kagui, è in prigione dall’ anno scorso con l’ accusa di aver ferito a colpi di coltello due agenti di polizia. Kagui, che ha 34 anni, ha sostenuto che i due avevano fatto irruzione nella casa dei suoi genitori minacciandoli e senza qualificarsi dopo la fuga di Chen Guangcheng. Il dissidente – un avvocato autodidatta che nella sua provincia natale del Guangdong si è battuto per i diritti civili – era riuscito a rifugiarsi nell’ Ambasciata americana di Pechino. Dopo una difficile trattativa diplomatica, gli è stato consentito di recarsi negli Usa, dove gli era stata concessa una borsa di studio.

fonte: ANSA

Lascia un commento

Archiviato in Diritti incivili