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E’ mutato il virus dell’aviaria H7N9, ora resiste ai farmaci

Il virus dell’influenza aviaria H7N9 è mutato, diventando resistente all’unico farmaco finora in grado di contrastarlo nell’uomo. La scoperta è pubblicata sulla rivista Nature Communications dal gruppo coordinato da Nicole Bouvier, della Mount Sinai School of Medicine di New York. La ricerca ha anche inoltre dimostrato in laboratorio che, al contrario di quanto accade in altri irus dell’influenza finora noti, la resistenza ai farmaci antivirali non ha compromesso la capacità di trasmissione del virus. I ricercatori hanno analizzato un virus H7N9, isolato da un paziente in Cina, per verificare la sua resistenza ai farmaci e il suo grado di infettività. Si è scoperto che il virus è altamente resistente al farmaco antivirale Tamiflu a causa di una mutazione avvenuta in uno dei suoi amminoacidi. Inoltre, è in grado di infettare le cellule umane coltivate in laboratorio e si diffonde tra gli animali in modo efficace come la controparte non mutata. Questo è insolito perché è noto che quando il virus dell’influenza stagionale acquisisce resistenza ai farmaci, questo per il virus che si traduce in una ridotta capacità di trasmettersi e svilupparsi nell’organismo ospite. Il virus H7N9 ha ripreso a diffondersi all’inizio di quest’anno in Cina e finora nell’uomo ha causato oltre 130 infezioni. Poichè un vaccino contro questo ceppo di influenza non è ancora disponibile, i farmaci antivirali sono al momento gli unici mezzi disponibili per controllare l’infezione.

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Nuovo caso di contagio per H7N9 in Cina

Nuovo caso di contagio della nuova aviaria H7N9 nella Cina orientale. Secondo l’agenzia Nuova Cina, un giovane di 30 anni è risultato positivo ai test del Medical College dell’università dello Zhejiang, nell’omonima provincia orientale cinese. Il bollettino medico parla di febbre alta e condizioni critiche. Lo scorso mese sono stati tre i nuovi casi di H7N9 in Cina, due nello Zhejiang e uno nel Guangdong. Ieri è stato confermato il secondo caso di contagio a Hong Kong. Ad oggi, si contano 45 vittime tra i 142 contagiati, anche se altre fonti citano 136 contagiati.

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Secondo caso di contagio per nuova aviaria a Hong Kong

Secondo caso di contagio della nuova influenza aviaria H7N9 a Hong Kong. Lo riferisce la stampa dell’ex colonia britannica. Secondo le informazioni, un uomo di 80 anni e’ stato ricoverato nell’ospedale di Tuen Mun contagiato dall’aviaria ma le sue condizioni restano sconosciute. Non si sa dove e come l’uomo abbia contratto il virus. Le autorità locali hanno aumentato i controlli frontalieri dopo che lunedì il primo contagio a Hong Kong aveva riguardato una collaboratrice domestica indonesiana che a Shenzhen, la città cinese al confine con Hong Kong, aveva ucciso e cucinato un pollo. Diciassette le persone che, a contatto con la donna, sono ancora ricoverate in isolamento, mentre 200 persone sono sotto osservazione. Sono 45 le vittime di questa nuova influenza aviaria su 138 contagiati da febbraio principalmente nella Cina orientale. Un caso è stato registrato anche a Taiwan.

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Primo contagio della nuova aviaria a Hong Kong, 17 in quarantena

Aumentati i controlli sanitari a Hong Kong, dopo la conferma ieri del primo caso di infezione della nuova influenza aviaria H7N9. Una donna indonesiana di 36 anni, che lavora come collaboratrice domestica nell’ex colonia britannica, è stata contagiata dopo essere entrata in contatto con pollame a Shenzhen, la città cinese che confina con Hong Kong. La donna è ricoverata in ospedale in gravi condizioni. L’amministrazione di Hong Kong ha annunciato maggiori controlli alle frontiere per coloro che entrano nell’ex colonia britannica e le autorità sanitarie aumenteranno anche i controlli sul pollame in arrivo. Il ricovero della donna arriva a 10 anni dalla diffusione a Hong Kong dell’influenza aviaria H5N1 che in 15 paesi ha fatto 633 contagiati e 377 morti. Fino ad oggi, sono invece 137 i casi di contagio dell’H7N9, con 45 morti. Tutti in Cina, principalmente orientale, a parte un contagio a Taiwan prima di questo di Hong Kong. Le autorità sanitarie di Hong Kong hanno annunciato di aver messo in quarantena almeno 17 persone dopo l’annuncio di un primo caso umano di nuova influenza aviaria da virus H7N9. Si tratta di persone che avevano avuto contatti con la collaboratrice domestica indonesiana di 36 anni, risultata contagiata, ora ricoverata in condizioni critiche in un ospedale della città. La donna è stata infettata dal virus H7N9 in occasione di un soggiorno nella città di Shenzhen, nel sud della Cina.

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Nuovo caso di aviaria H7N9, 4 da ottobre

Un contadino di 64 anni della provincia orientale cinese dello Zhejiang è il quarto contaminato dall’influenza aviaria H7N9 in Cina dal mese di ottobre. Lo scrive l’agenzia Nuova Cina. Salgono così a 134 i casi di contagio per la nuova aviaria, 45 dei quali hanno causato la morte dei malati. Da mesi non si registravano nuovi casi, ma il 15 ottobre si è registrato un contagio sempre nello Zhejiang, teatro di un altro episodio otto giorni dopo, seguito da un terzo, nella provincia meridionale del Guangdong lo scorso 5 novembre.

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Riaprono a Shanghai mercati del pollame vivo, chiusi per la paura della nuova aviaria

Riaprono a Shanghai, a partire da oggi, i mercati di pollame vivo di cui era stata ordinata la chiusura dopo lo scoppio dell’epidemia di influenza aviaria del ceppo H7N9. Secondo quanto riferisce lo Shanghai Daily si potranno quindi nuovamente acquistare polli, piccioni e quaglie vivi mentre almeno per ora resta proibita la vendita di anatre e oche. I venditori tuttavia dovranno rispettare rigide regole igieniche e disinfettare regolarmente le aree dove transitano gli animali. In ogni caso il numero di esercizi in cui si vende pollame vivo e’ crollato a Shanghai da 461 di prima dell’epidemia a 200 di adesso. Ad alcuni mercati non e’ stato ancora consentito riaprire, potranno farlo solo dopo la conclusione di alcuni test da parte delle autorita’ sanitarie. Intanto e’ anche stato predisposto un piu’ efficace sistema di controllo che prevede che venga tenuto un registro dei fornitori di pollame vivo che indichi anche le origini dei volatili. Le informazioni saranno memorizzate dai mercati all’ingrosso e inviate ai macelli e ai rivenditori. La gente potra’ poi cercare informazioni online sul pollame che acquista utilizzando un codice indicato sulla merce. Il pollame congelato continuera’, secondo le previsioni, a dominare il mercato anche perche’ gli esperti comunque lo ritengono piu’ sicuro del pollame vivo che si ritiene verra’ pian piano del tutto eliminato proprio a causa dei problemi sanitari e dei rischi che comporta. Non tutti pero’ sono d’accordo. I cinesi per tradizione preferiscono comprare pollame fresco ritenendolo piu’ tenero e saporito. L’influenza aviaria da virus H7N9 e’ comparsa per la prima volta in Cina su un essere umano a febbraio scorso. Nella sola Shanghai sono 15 le persone che sono morte, 39 in tutta la Cina. Nelle ultime settimane tuttavia sembra che ci sia stata una diminuzione dei casi.

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Ancora una vittima per l’aviaria, salgono a 39

Nuova vittima per l’influenza aviaria H7N9 in Cina, portando a 39 il totale fino ad ora. Secondo le autorità sanitarie cinesi, i casi confermati restano 131, tra le quali le vittime, con 78 pazienti dimessi e 14 ancora in ospedale. Al momento non si registrano nuovi casi di infezione. Le autorità cinesi hanno annunciato che il 10 di ogni mese informeranno circa gli sviluppi della nuova influenza, il cui picco sembra essere oramai alle spalle. Le vittime, fino ad ora, sono principalmente anziani già debilitati. Ancora non ci sono prove, ma gli studiosi non hanno escluso la possibilità della diffusione tra umani del virus influenzale, per il quale non c’é ancora vaccino.

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Nuova vittima per l’aviaria H7N9 a Shanghai, i morti sono 38

Aumenta il numero delle vittime per la nuova influenza aviaria H7N9 in Cina. Secondo le autorità un uomo di Shanghai è morto ieri portando a 38 il numero delle vittime di questo nuovo virus. Fino ad oggi, Shanghai è la città più colpita dall’H7N9, con 33 casi di infezione confermati, quindici dei quali finiti con la morte e altrettanti invece dimessi dagli ospedali. Tre sono ancora ricoverati. In tutto il paese, sono invece 131 i casi di infezione per H7N9, influenza per la quale è stata confermata la resistenza ai medicinali conosciuti, anche quelli usati nei casi di altre aviarie. Intanto, le autorità cinesi lo scorso martedì hanno dichiarato finita la fase emergenziale relativa alla diffusione dell’H7N9 nel paese, promuovendo solo controlli di routine.

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Nuovo contagio di aviaria H7N9 a Pechino

Le autorita’ cinesi hanno riportato un secondo caso di contagio a Pechino della nuova influenza aviaria H7N9, dopo qualche giorno delle stesse autorita’ cinesi sul fatto che la diffusione dell’influenza era di fatto bloccata. Un bambino di sei anni, che vive con i genitori nel distretto di Haidian della capitale cinese, e’ stato ricoverato lo scorso 21 maggio con i sintomi di quella che, ieri dopo essere stato anche dimesso una volta, e’ stata diagnosticata come influenza aviaria H7N9. Prima di lui, nei mesi scorsi, un’altra bambina era stata contagiata nella capitale cinese. Con questo sono 131 (132 secondo altri conteggi) i casi di contagio della nuova influenza H7N9 in Cina, tra i quali 37 vittime. Monta la preoccupazione, perchè secondo alcuni studiosi, l’aviaria si trasmetterebbe anche ai mammiferi e per via aerea. Inoltre, sta diventando resistentre alle medicine conosciute.

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La nuova aviaria resistente agli antibiotici

La nuova influenza aviaria causata dal virus H7N9 che ha ucciso 37 persone in Cina ha sviluppato resistenza ai farmaci antivirali comunemente usati. A lanciare l’allarme sono ricercatori cinesi in un rapporto anticipato online dalla rivista specializzata ‘Lancet’. Cio’ che preoccupa gli esperti e’ in particolare il fatto che la mutazione sia apparsa cosi’ velocemente: ”L’apparente facilita’ con cui la trasformazione e’ avvenuta per il virus H7N9 divenuto resistente agli antivirali e’ causa di preoccupazione – ha detto Zenghong Yuang del Centro clinico di salute pubblica di Shangai – l’evoluzione del virus va monitorata continuamente e cio’ va considerato nei piani per la risposta ad una possibile futura pandemia”. Gli antivirali ad oggi disponibili – quali tamiflu o relenza – non curano la malattia ma se presi nei primi giorni di una influenza solitamente ne riducono la virulenza e i sintomi.

fonte: ANSA

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