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Esperti di propaganda a capo delle scuole di giornalismo

Qualche mese fa l’annuncio dell’obbligo di tornare a scuola marxismo pe ri giornalisti cinesi. Oggi un altro. Le principali scuole di giornalismo della Cina saranno dirette da dirigenti del Partito Comunista esperti nella propaganda, nel tentativo di contenere “l’influenza negativa” del giornalismo occidentale nel Paese. Lo afferma oggi il quotidiano South China Morning Post, secondo il quale il piano per insediare dirigenti degli organi di propaganda a capo delle dieci principali facolta’ e scuole di giornalismo della Cina “e’ gia’ pronto e verra’ annunciato nei prossimi giorni”. Il modello usato sara’ quello dell’ Universita’ Fudan di Shanghai, dove il sistema e’ stato adottato nel 2001. Attualmente il direttore del programma di giornalismo di Fudan e’ Song Chao, che e’ ancora il numero due del dipartimento di propaganda del Partito Comunista della metropoli. “L’ insegnamento del punto di vista marxista sul giornalismo verra’ intensificato”, ha spiegato una delle fonti del giornale. ”Probabilmente i responsabili della propaganda temono che ci saranno dei contraccolpi man mano che la Cina approfondisce la riforme di mercato e apre la sua economia”, ha aggiunto. Li Datong, ex-direttore di un supplemento del China Youth Daily che e’ stato licenziato perche’ troppo poco ortodosso, vede l’ iniziativa con scetticismo: ”i giornalisti impareranno a memoria alcune formule marxiste ma alla fine non le terranno in gran conto”, ha sostenuto.

fonte: ANSA

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Giornalisti tornano a scuola, per loro lezioni di marxismo

Tutti a scuola. Questo l’ordine tassativo imposto dal governo cinese ai giornalisti del paese del dragone. Oltre 307.000 cronisti – direttori compresi – dovranno seguire per almeno due giorni delle lezioni di marxismo, ha annunciato l’ufficio di propaganda del partito comunista cinese. Ad essere indottrinati dovranno essere soprattutto i giovani giornalisti, quelli che usano principalmente internet e i social media o che vi lavorano, perchè tra loro ci sarebbe più necessità di una acculturazione marxista, per “armonizzare” le notizie. La decisione arriva solo una settimana dopo che il presidente cinese, Xi Jinping, ha chiesto un maggior controllo sulla rete internet e soprattutto sulle voci di dissenso che si diffondono on line. Alcuni giorni fa un giornalista del Modern Express, Liu Hu, è stato arrestato a Chongqing con l’accusa di ‘aver creato guai’ per aver auspicato un’indagine sulla corruzione nei confronti di un vice direttore dell’amministrazione statale per l’industria e il commercio. Nel mirino del governo cinese anche coloro che fanno circolare sul web voci considerate non verificate. ”Internet – ha detto all’agenzia Nuova Cina un funzionario responsabile delle classi di marxismo – è diventato il principale campo di battaglia nella lotta per l’opinione pubblica. Allo stato attuale, la posizione in campo ideologico è complesso, giornalismo e propaganda detengono grandi responsabilità e il compito è sempre più difficile”. La notizia dell’inizio dei corsi di marxismo, il cui svolgimento sarà monitorato anche da un gruppo di ispettori, è stata accolta in maniera diversa dai diversi giornalisti. ”Ho già studiato marxismo per tanti anni – è stato uno dei commenti riportato dal South China Monring Post – e ora più lo studio meno lo capisco”. ”Sono senza parole”, è stato invece il commento di Lv Minghe, un cronista investigativo che ha espresso il suo pensiero su un post su weibo, il twitter cinese. E intanto, nella morsa dei controlli, finisce WeChat, che con i suoi 500 milioni di utenti in tutto il mondo è diventato una delle applicazioni per instant messaging più usato in Cina e nel mondo. Il governo di Pechino non nasconde di non vederlo di buon occhio, essendo diventato uno strumento per far veicolare informazioni anche sensibili che invece attraverso altri canali più controllabili verrebbero censurate e non riuscirebbero ad essere diffuse. Ma WeChat si difende. La società che ha realizzato l’applicazione, Tencent, tramite il suo portavoce, ha fatto sapere che ”WeChat si conforma e rispetta le leggi e alle regole della Cina”. Il portavoce ha poi aggiunto che WeChat ha un meccanismo di segnalazione, e che gli utenti possono segnalare se trovano informazioni false o voci non confermate.

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Domani a processo ex ministro delle ferrovie, rischia la pena di morte

Andrà domani alla sbarra l’ex ministro delle ferrovie cinesi Liu Zhijun, accusato di corruzione e abuso di potere. Liu è il primo alto dirigente del partito comunista ad essere processato dopo l’avvento di Xi Jinping e della nuova nomenclatura cinese a marzo. Nel 2011 Liu è stato rimosso dal suo incarico insieme al capo ingegnere e ad una cinquantina di funzionari. Il primo luglio di quell’anno fu inaugurata la linea ad alta velocità che dopo una ventina di giorni registrò un incidente nei pressi di Wenzhou nel quale morirono 40 persone (tra le quali l’italiana Assunta Liguori) e ne rimasero ferite 200. Anche di quell’incidente è accusato Liu, perché a causa delle tangenti, i lavori dell’alta velocità sarebbero stati troppo spediti e senza particolari attenzioni dovute alla sicurezza. Secondo l’accusa, Liu avrebbe preso molte tangenti per gli ingenti lavori della linea ad alta velocità cinese, quantificati intorno ai dieci milioni di euro, un reato che gli potrebbe costare la vita, potendo essere condannato alla pena capitale. A Liu i contractors hanno anche offerto donne, tra le quali attrici di una famosa serie televisiva. Liu sarà giudicato domani da un tribunale di Pechino. Anche a seguito dello scandalo che ha coinvolto il ministro, Xi Jinping tra le sue prime azioni decise di eliminare il ministero delle ferrovie ed inglobarlo in quello dei trasporti.

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Corruzione e abuso di potere per ex ministro delle ferrovie cinesi

L’ ex-ministro delle ferrovie cinese Liu Zhijun è stato formalmente accusato di corruzione e di abuso di potere. Lo scrive oggi l’ agenzia ufficiale Nuova Cina, citando le autorità giudiziarie. Liu Zhijun, 60 anni, ha gestito la modernizzazione delle rete ferroviaria cinese e l’ introduzione delle linee ad alta velocità, acquisendo ricchezze e potere. Nel 2011 è caduto in disgrazia ed è stato arrestato ed espluso dal Partito Comunista. Nuova Cina non indica la data nella quale di aprirà il processo.

fonte: ANSA

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“Corrotti e inefficienti”: aboliti due ministeri in Cina. Non lo dite a Grillo

Xi Jinping e il nuovo gruppo dirigente cinese battono il primo colpo contro corruzione e inefficienza, piaghe endemiche della societa’ cinese contro le quali il neo leader di Pechino ha annunciato fin da subito di voler combattere a tutti i livelli. Il ministero delle Ferrovie e la commissione nazionale per la Pianificazione familiare sono le principali vittime di una ristrutturazione della struttura del governo cinese, annunciata oggi. Mastodontici, potenti e corrotti, questi organismi verranno sciolti e le loro funzioni assunte rispettivamente dal ministero dei Trasporti e da quello della Sanita’. Altri tagli e accorpamenti riguardano il settore della sicurezza alimentare e quello della marina civile e militare. Con questi, i ministeri saranno ridotti a 25 in tutto. Si tratta della piu’ grossa riorganizzazione del governo dal 1998, quando un’operazione analoga fu lanciata dall’allora premier Zhu Rongji, che rimodello’ il Consiglio di Stato, cioe’ il gabinetto di governo che comprende i ministeri e altre strutture con poteri analoghi. L’annuncio della ristrutturazione e’ stato dato dal segretario generale del Consiglio, Ma Kai, in un intervento all’Assemblea Nazionale del Popolo, il Parlamento cinese, riunita a Pechino. La prossima settimana i tremila delegati dell’Assemblea eleggeranno il nuova presidente della Repubblica, il sessantenne Xi Jinping (gia’ alla guida del Partito), e il nuovo premier, che sara’ il 58enne Li Keqiang. La ristrutturazione e’ anche la prima iniziativa rilevante del nuovo gruppo dirigente, che nei prossimi giorni completera’ il processo di successione ai vertici. L’amministrazione uscente del presidente Hu Jintao e del premier Wen Jiabao e’ stata negli ultimi mesi accusata, seppure sottovoce, di ”immobilismo”, tanto da far parlare qualcuno di ”decennio sprecato”. Nel discorso di oggi, Ma Kai ha affermato che il comportamento di alcuni funzionari e’ stato caratterizzato da ”violazioni della legge, promozione degli interessi personali e corruzione”. Non e’ chiaro se lo scioglimento della commissione per la Pianificazione familiare preluda all’abolizione della legge che impone alle coppie cinesi urbane di non avere piu’ di un figlio. La legge rimane per il momento in vigore, ma e’ largamente impopolare e superata dalla realta’, dato che oltre la meta’ degli 1,3 miliardi di cinesi vive nelle citta’ e che un numero sempre maggiore di donne ritarda il momento della procreazione per dedicarsi al lavoro. La commissione aveva, tra le altre, la responsabilita’ di assegnare ad ogni provincia le ”quote” annuali di nascite consentite. La necessita’ di rispettare quelle quote ha dato luogo ad abusi tra cui gli aborti forzati, imposti a volte al settimo mese di gravidanza. Il ministero delle Ferrovie e’ invece una sorta di ”Stato nello Stato” che ancora oggi ha la sua polizia e il suo sistema giudiziario amministrati autonomamente; non e’ chiaro cosa sara’ di queste strutture con l’ abolizione del ministero, ma si suppone che vengano anch’esse abolite. Nel 2011 il titolare del ministero Liu Zhijun e’ stato licenziato ed e’ attualmente sotto processo per corruzione.

fonte: Beniamino Natale per ANSA

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Inaugurata la linea ferroviaria ad alta velocità più lunga del mondo: Pechino-Canton, 2300 km in 8 ore

E’ partito e arrivato in orario, sotto lo sguardo vigile e compiaciuto della tv di Stato cinese, il treno ad alta velocità tra Pechino e Guangzhou (la vecchia Canton), la tratta superveloce più lunga del mondo. Il convoglio, partito alle 9 di stamani dalla capitale, ha percorso quasi 2300 km in 8 ore, quando prima ce ne volevano 22. E nonostante le cinque fermate che hanno rallentato la corsa ad una media di oltre 300 km orari. La data del 26 dicembre per il primo fischio di via alla stazione di Pechino è stata scelta perché è l’anniversario della nascita del presidente Mao Zedong, il fondatore della Repubblica Popolare. Con commenti entusiastici e patriottici, la tv ha trasmesso in diretta la partenza del treno e servizi a bordo delle carrozze che mostravano i passeggeri rilassati o che scattavano foto ricordo del viaggio inaugurale. La nuova tappa nello spettacolare sviluppo ferroviario della Cina arriva dopo mesi di scandali di corruzione e incidenti. Pechino ha infatti costruito in tempi record la sua struttura di ferrovie ad alta velocità, che oggi copre circa 13mila chilometri e che dovrebbero diventare 16mila entro il 2020. La rapidità della realizzazione non è stata però esente da critiche, soprattutto dopo l’incidente del 23 luglio 2011 sulla linea tra Shanghai e Pechino, nei pressi della metropoli di Wenzhou. Quaranta persone rimasero uccise e almeno 192 ferite, alcune in modo grave, nella collisione tra due treni. Il programma fu sospeso per due mesi e l’inchiesta che seguì individuò in una serie di errori umani e nel cattivo funzionamento del sistema di segnalazione le cause del disastro. Il ministero delle Ferrovie è corso ai ripari per riportare la fiducia tra i viaggiatori cinesi: “Il sistema di soccorso d’emergenza e ogni sorta di preparativi sono stati effettuati per migliorare le capacità di risposta” in caso di difficoltà, si legge in un depliant della nuova linea Pechino-Canton. Le preoccupazioni tuttavia rimangono: “Non si può essere certi che sia totalmente senza rischi nel futuro”, ha dichiarato un responsabile del ministero, Zhao Chunlei, al quotidiano Global Times.

fonte: ANSA

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Il 26 dicembre apre linea ferroviaria veloce più lunga del mondo: da Pechino a Canton in 8 ore

Da Guangzhou (la vecchia Canton), nel cuore del sud superindustriAlizzato della Cina a Pechino, 2.298 chilometri più a nord col il treno-proiettile. Sarà possibile dal 26 dicembre prossimo, secondo l’ annuncio dato oggi dal ministero delle ferrovie di Pechino. La data non è scelta a caso, dato che coincide con l’anniversario della nascita del presidente Mao Zedong, il fondatore della Repubblica Popolare. Si tratterà della linea di ferrovia superveloce più lunga del mondo. I treni impiegheranno circa otto ore a coprire la distanza tra le due destinazioni. Secondo gli esperti si tratterà di una severa concorrenza per le compagnie aeree come la China Southern Airlines, che impiega i suoi nuovi, enormi Airbus Sas A380 sulla linea tra le due metropoli per un volo di circa tre ore. “Il servizio Pechino-Guangzhou segna un importante pietra miliare nello sviluppo della rete della ferrovia ad alta velocità, e allenterà la pressione su tutto il sistema dei trasporti”, afferma il ministero. Il comunicato fa un riferimento esplicito alle vacanze del nuovo anno lunare (che l’ anno prossimo cade in febbraio), durante il quale milioni di cinesi che lavorano lontano dai loro luoghi d’ origine tornano casa per celebrare la festa in famiglia. La Cina ha costruito in tempo record la sua struttura di ferrovie ad alta velocità, che oggi copre circa 13mila chilometri, che dovrebbero diventare 16mila entro il 2020. La rapidità della realizzazione non è stata esente da critiche, soprattutto dopo l’ incidente del 23 luglio 2011 sulla linea tra Shanghai e Pechino, nei pressi della metropoli di Wenzhou. Quaranta persone rimasero uccise e almeno 192 ferite, alcune in modo grave, nella collisione tra due treni-proiettili. Il programma fu sospeso per due mesi e l’ inchiesta che seguì individuò in una serie di errori umani e nel cattivo funzionamento del sistema di segnalazione le cause del disastro. Dopo un primo momento di crisi, la fiducia dei passeggeri è ritornata, sostiene il ministero, e il numero delle persone che usano i treni ad alta velocità (più economici rispetto all’ aereo e non soggetti ai ritardi cronici che affligono l’ aviazione civile in Cina) è aumentato del 4,6% rispetto all’ anno scorso.

fonte: ANSA

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