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In Russia si inaugura inizio lavori del gasdotto con la Cina

All’indomani della minaccia di nuove sanzioni europee alla Russia per la crisi ucraina, il leader del Cremlino Vladimir Putin e il vicepremier cinese Zhang Gaoli hanno partecipato in Iakuzia alla cerimonia simbolica dell’ inizio della costruzione del gasdotto “La Forza della Siberia” che con i suoi 3968 km porterà il metano russo dalla Siberia orientale alla Cina. I due leader hanno assistito alla saldatura dei primi due tubi mettendoci poi la propria firma. Putin ha definito il progetto – valore 70 mld di dlr – “il più grande del mondo”.

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Cina finanzia nuovo gasdotto in Tanzania

Arriveranno in prestito dalla Cina i soldi necessari per la costruzione di un gasdotto in Tanzania, da Mtwara, citta’ al sud del paese, alla capitale commerciale Dar es Salaam. Ad annunciarlo questa mattina e’ stato il ministro per l’Energia e i Minerali tanzaniano William Ngeleja che la prossima settimana volera’, insieme al suo collega ministro delle Finanze Mustafa Mkulo, a Pechino per formalizzare l’accordo che prevede da parte del governo cinese un investimento di circa un miliardo di dollari. I primi 300 milioni saranno utilizzati per realizzare impianti di trasformazione a Mnazi Bay. Il gasdotto, che sara’ interamente di proprieta’ del governo tanzaniano, dovrebbe far fronte alla cronica carenza energetica e alle continue interruzioni di corrente che minano la crescita economica del paese. Il Governo della Tanzania, infatti, intende spostare l’attenzione sugli investimenti in impianti termici alimentati a gas naturale e carbone che rappresentano il 55 per cento delle fonti di energia del paese.

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Sfumato accordo Russia-Cina per vendita gas

Sfuma l’atteso maxi-accordo tra Cina e Russia per la fornitura di gas russo a Pechino per i prossimi 30 anni. La firma doveva essere il piatto forte del forum economico di San Pietroburgo, ma, nonostante l’intervento all’ultimo istante dei capi di Stato dei due Paesi, è toccato oggi a Gazprom annunciare il nulla di fatto. “Non firmeremo niente”, ha ammesso il vicepresidente della compagnia energetica russa, Alexandre Medvedev. Anni di trattative sono culminati ieri in un incontro al vertice tra il presidente russo Dmitri Medvedev e quello cinese Hu Jintao, da cui però non è scaturito alcun accordo. Medvedev si è affrettato ad assicurare che il contratto “é strategico” per entrambe le parti e che i documenti sono “in fase di finalizzazione”. Un accordo, ha garantito, sarà quindi trovato entro l’anno. A mancare sarebbe però la condivisione del prezzo della fornitura, che, secondo le indiscrezioni circolate fino ad oggi, dovrebbe ammontare a circa 70 miliardi di metri cubi all’anno per 30 anni. Il forum, durante il quale è riemersa la possibilità di una prossima privatizzazione del colosso petrolifero pubblico Rosneft, è stata l’occasione anche per fare il punto sui rapporti tra Gazprom e Eni, rappresentata a San Pietroburgo dall’amministratore delegato, Paolo Scaroni. La relazione tra i due gruppi “é buona e positiva” e la compagnia russa, ha sottolineato Scaroni, si sta rivelando un partner “molto affidabile”. La novità per l’Eni in Russia è l’entrata nel settore upstream, ha ricordato l’a.d.: “ci aspettiamo di avviare la produzione vera e propria nel 2012. Inizieremo con 30.000 barili al giorno, arrivando fino a 250.000 barili nel 2015”. Scaroni ha quindi parlato della situazione in Libia: gli impianti del cane a sei zampe non hanno subito danni nei bombardamenti, ma per ristabilire la normalità nella produzione di petrolio, oggi totalmente interrotta, ci vorranno “dei mesi”. Più semplice invece trovare una soluzione per il gas. Una volta stabilizzata la situazione politica nel Paese, la piena produzione potrebbe riprendere infatti “nel giro di settimane”, ha puntualizzato Scaroni. Nessun allarme infine, secondo l’a.d., per i prezzi del petrolio. Scaroni è convinto che scenderanno e che nel medio termine il Brent, oggi sui 120 dollari al barile, tornerà vicino ai 100 dollari.

fonte: ANSAp

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Aperto oleodotto Russia-Cina

La Russia guarda ad est e rafforza la sua cooperazione energetica con la Cina con il nuovo oleodotto che, attraversando la Siberia, unisce le due potenze i cui scambi petroliferi, fino ad oggi, avevano viaggiato solo su strada. Con il nuovo pipeline, che segna l’espansione verso est della rete russa di oleodotti, Mosca prevede di esportare 15 milioni di tonnellate di greggio l’anno nei prossimi due decenni con un flusso di 300 mila barili al giorno. Il progetto, dal costo di circa 16 miliardi di dollari (poco piu’ di 12 miliardi di euro) rappresenta – riporta l’Itar Tass – ”una nuova fase della cooperazione russo-cinese”, ha sottolineato Yao Wei, dirigente della Petro China, spingendo il ‘bottone’ che ha dato di fatto il via all’operativita’ dell’oleodotto nel corso della cerimonia inaugurale a Mohe, citta’ cinese ai confini con la Russia.

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