Archivi tag: fuochi d’artificio

In Cina 33 tra morti e dispersi a causa della esplosione in una fabbrica di fuochi

E’ salito a tredici il bilancio delle vittime accertate provocate dall’esplosione avvenuta ieri mattina intorno alle 10.45 ora locale in una fabbrica di esplosivi nella citta’ di Zhanqiu, nella provincia cinese dello Shandong. Una ventina ancora i dispersi. Al momento dell’esplosione nella fabbrica c’erano 34 operai e altri 8 si trovavano nei pressi del posto dove si e’ verificato l’incidente. Le squadre di soccorso stanno lavorando ininterrottamente da ieri mattina per cercare i dispersi anche se con il passare delle ore le speranze di trovare ancora qualcuno vivo sotto le macerie si assottigliano. La polizia ha anche iniziato i test del DNA sui resti delle vittime per dare un nome ai cadaveri.

Lascia un commento

Archiviato in Diritti incivili

Benvenuto all’anno del serpente

I cinesi hanno dato un benvenuto rumoroso e colorato come al solito al nuovo anno lunare, che lo zodiaco assegna questa volta al Serpente che manda in soffitta il Dragone, utilizzando petardi e fuochi d’artificio che secondo la tradizione servono ad allontanare gli spiriti cattivi. Fin dal primo pomeriggio botti ed esplosioni di colore nel cielo hanno segnato la giornata a Pechino, dove la popolazione ha ignorato l’appello del governo a ridurre i festeggiamenti per non peggiorare la gia’ pessima situazione provocata dallo smog. ”E’ una tradizione, non si puo’ abbandonare perche’ c’ e’ l’inquinamento”, ha affermato un uomo mentre acquistava dei petardi in uno dei baracchini che sorgono numerosi per le strade delle citta’ cinesi nei giorni che precedono il Capodanno cinese, chiamato anche ”chunjie” o ”festa di primavera”. Nei giorni scorsi sui ”microblog” di internet qualcuno si e’ domandato se i fuochi d’ artificio abbiano veramente qualcosa a che fare con l’inquinamento dell’aria della capitale, che quest’anno ha raggiunto livelli allarmanti. Il peggioramento dell’aria e’ stato provocato, secondo gli esperti, dall’aumento dell’uso del carbone per la produzione di energia e da un inverno meno ventoso del solito. Il nuovo leader del Partito Comunista Xi Jinping, che a marzo verra’ eletto presidente della Repubblica, si e’ recato in visita ad un gruppo di operai immigrati impegnati nella costruzione di una nuova linea della metropolitana, nel rispetto di una consolidata abitudine dei dirigenti cinesi. ”I lavoratori immigrati – ha detto Xi Jinping – sono stati la forza lavoro dietro alle riforme economiche…e devono essere protetti adeguatamente”. E’ stato calcolato che i lavoratori immigrati dalla province piu’ povere verso le metropoli e le regioni industrializzate della costa orientale siano tra i 200 e i 300 milioni. L’anno appena iniziato e’ quello del Serpente e il fatto che Xi sia nato in un altro anno del Serpente (il 1953) e’ considerato positivo per il suo primo anno al vertice della secondo potenza economica del mondo. Come tutti gli anni le vacanze della ”festa di primavera” sono state l’occasione di una migrazione biblica, nella quale milioni di persone che lavorano lontano da casa hanno fatto ritorno nei loro paesi d’ origine per passare le festivita’ in famiglia. Con l’arrivo, negli ultimi anni, del benessere, le vacanze del nuovo anno sono anche un’ occasione per fare del turismo e, secondo i media locali, circa meta’ degli oltre 20 milioni di abitanti di Pechino hanno lasciato la metropoli nei giorni scorsi.

fonte: ANSA

Lascia un commento

Archiviato in Vita cinese

Migliaia di incendi per fuochi d’artificio di capodanno

Sono 40 le vittime a causa dei fuochi d’artificio esplosi in Cina nella settimana di festeggiamenti per il capodanno cinese. Lo riferisce l’agenzia Nuova Cina secondo la quale sono oltre 118.000 gli incendi registrati nella settimana dal 2 all’8 febbraio, scaturiti dai fuochi d’artificio esplosi non correttamente. Secondo i dati diffusi dal ministero della pubblica sicurezza, il numero degli incendi l’anno scorso, nello stesso periodo festivo, e’ stato di 7.480, con danni per 28,5 milioni di yuan, circa 3 milioni di euro. Quest’anno, invece, gli incendi hanno causato danni per 56 milioni di yuan, circa 6 milioni di euro, facendo anche 37 feriti. Nel conteggio dei danni di quest’anno, pero’, non sono compresi quelli derivati dall’incendio che ha distrutto completamente un albergo a cinque stelle a Shenyang, nella provincia nord orientale del Liaoning. Sono stati 260.000 gli agenti di polizia e i vigili del fuoco impegnati in 24.800 missioni di controllo, durante le quali sono state evacuate piu’ di 1600 persone. Gli agenti hanno anche sospeso le attivita’ di 173 societa’ che non erano a norma con le misure antincendio.

Lascia un commento

Archiviato in Vita cinese

Migliaia di incendi a causa dei fuochi di artificio

Tra mercoledi’ e giovedi’ scorso, in occasione del capodanno cinese, sono stati registrati in Cina 5945 incendi, la maggior parte dei quali scaturiti da fuochi d’artificio. Lo rivela il China Daily riprendendo informazioni diffuse dal Ministero della Sicurezza Pubblica. Soltanto nelle 32 ore tra lo scorso 2 e 3 febbraio, si sono avuti l’80% di tutti gli incendi, 7480, avuti nel 2010 nel paese durante la settimana della festa di primavera, come viene chiamato il periodo festivo a cavallo del capodanno cinese. Oltre ai fuochi d’artificio, il ministero della sicurezza pubblica ritiene che dietro gli incendi ci sia anche l’aridita’ di questo periodo che ha raggiunto, in diverse zone, livelli record. A Pechino due persone sono morte a causa di un incendio provocato dai fuochi d’artificio, mentre altri incendi nella capitale hanno fatto 223 feriti da mercoledi’ a giovedi’. I fuochi d’artificio hanno anche provocato un incendio di vaste proporzioni che a Shenyang, capitale della provincia nordorientale del Liaonng, ha avviluppato un albergo a cinque stelle, dal quale pero’ si e’ fatto in tempo a evacuare gli ospiti prima che la struttura venisse distrutta dalle fiamme.

Lascia un commento

Archiviato in Diritti incivili, Vita cinese

Chi dice che a Shanghai sparano i fuochi, non è mai stato a Napoli. Sottotono i festeggiamenti di capodanno

Sottotono i festeggiamenti del capodanno cinese a Shanghai, dove non ci sono stati i fuochi di artificio degli anni scorsi. Forse a causa dell’incendio che il 15 novembre scorso ha interessato un palazzo in centro facendo 58 morti, forse per i divieti dell’amministrazione cittadina, quest’anno i fuochi d’artificio, che hanno reso famosi i cinesi, nella capitale economica della Cina sono stati molto in sottotono. Non ci sono stati i botti soliti sul Bund, sul lungofiume di Shanghai, la maggior parte dei condomini ha rispettato il divieto di accendere fuochi che invece sono stati fatti esplodere sulle strade. In molte arterie, invece, la polizia ha vietato i fuochi d’artificio, cosi’ che allo scadere della mezzanotte il cielo di Shanghai e’ stato illuminato da pochi colori. Si attende ora la fine dei festeggiamenti per il capodanno (comincia l’anno del Coniglio), fra cinque giorni, quando per tradizione i cinesi danno il meglio con fuochi d’artificio particolarmente sontuosi.

Lascia un commento

Archiviato in Vita cinese

Vietati a capodanno i fuochi d’artificio a Shanghai

Cancellate a Shanghai le tradizionali celebrazioni di fine anno con fuochi d’artificio sul Bund, il lungofiume della metropoli cinese, e nella zona di Xujiahui, centro commerciale della citta’. Secondo quanto riferisce lo Shanghai Daily, le autorita’ hanno preso questa decisione per motivi di sicurezza dopo la tragedia dello scorso 15 novembre quando un violento incendio divampato in un grattacielo del distretto di Jing’an, provoco’ la morte di 58 persone e il ferimento di altre 71. Lo spettacolo di fuochi pirotecnici sul Bund di Shanghai attrae ogni anno migliaia di persone, sia locali che turisti. Proprio per questo motivo le autorita’ temono che una cosi’ grande concentrazione di visitatori in una stessa zona possa creare problemi e far scattare qualche emergenza. Confermati i festeggiamenti nella zona che ha ospitato l’Expo e nel quartiere di Xiantiandi, ma neppure li’ si potranno ‘sparare’ i fuochi. In base alle nuove regole stabilita dal dipartimento dei vigili del fuoco di Shanghai, i fuochi d’artificio possono essere esplosi solo con una distanza minima di 50 metri da luoghi dove ci sono impalcature, abitazioni e tetti. Lo stesso divieto vale anche per alberghi, ristoranti e locali. La Commissione per il controllo degli incendi di Shanghai ha effettuato venerdi’ scorso sopralluoghi in 2.690 organizzazioni e locali e in 1.120 ha trovato fuochi pericolosi. Sedici persone sono state arrestate e sette locali sono stati chiusi. E la preoccupazione comincia a salire per la fine di gennaio quando si celebrera’ il capodanno cinese, tradizionale appuntamento nel quale utilizzare tonnellate di fuochi d’artificio ai quali, nonostante i divieti delle autorita’, sara’ difficile rinunciare.

Lascia un commento

Archiviato in Vita cinese

L’Expo dei superlativi. A chi serve?

C’erano proprio tutti a glorificare l’ex, ormai, paese in via di sviluppo che da stamattina apre le porte al mondo in quella che e’ stata definita l’Expo dei superlativi. Dinanzi al presidente Hu Jintao hanno sfilato capi di stato, di governo e ministri di tutti i 191 paesi e organizzazioni internazionali che hanno un loro padiglione nell’Expo dei grandi numeri. La prima volta dell’esposizione universale in un paese in via di sviluppo coincide anche con la piu’ grande esibizione mai vista. il governo statale e quello locale non hanno badato a spese: le cifre ufficiali parlano di 4,2 miliardi di dollari spesi, il doppio rispetto alle olimpiadi di Pechino. Ma i media riferiscono di cifre ben piu’ alte. Si parla di 58 miliardi di dollari spesi complessivamente per l’Expo e per le strutture collegate. Shanghai ha messo a disposizione 45 miliardi di dollari per le infrastrutture, 700 milioni di dollari sono stati spesi solo per ripulire il Bund, il lungo fiume di Shanghai che affaccia sulla avveniristica Pudong dai grattacieli eclettici e altissimi, lasciando alle spalle la zona coloniale. Sono stati realizzati un nuovo terminal all’aeroporto internazionale e un altro nel vecchio aeroporto, potenziata e allungata la metropolitana, costruiti ponti e strade. L’Expo di Shanghai, il primo in un paese in via di sviluppo, e’ anche quello che conta sul maggiore spazio: 5,3 chilometri quadrati, 20 volte piu’ grande dell’ultimo Expo a Saragozza, due volte Monaco e sei volte l’Expo che sara’ ospitato a Milano fra cinque anni. Il territorio si sviluppa sulle due rive del fiume Hangpu. Settanta i milioni di turisti previsti, in media 300000 al giorno, per il 95% saranno turisti cinesi. Un mare di cemento che fra sei mesi verra’ distrutto. Gia’,, perché in base alle regole stabilite dalla Commissione per le Esposizioni Universali (Bie), tutti i padiglioni dei Paesi stranieri dovranno essere smantellati e il sito dell’Expo dovrà essere destinato ad altro. In Giappone, ad Aichi, sede cinque anni fa della precedente esposizione universale, tutte le strutture furono rimosse e sulla superficie utilizzata per l’Expo venne costruito un campo di allenamento per i giovani. Dopo l’Expo di Shanghai le uniche strutture destinate a rimanere in piedi saranno il padiglione cinese, il centro culturale, il padiglione a tema, il centro Expo e l’Expo Boulevard. Tuttavia anche alcuni Paesi stranieri stanno chiedendo che i loro padiglioni possano rimanere a Shanghai o magari ricostruiti in altre parti della Cina a testimonianza delle loro relazioni amichevoli con questo Paese. Uno spazio di 5,3 chilometri fa gola a molti, soprattutto in una citta’ che ha visto esplodere e crescere grattacieli come funghi. Non c’è abbastanza spazio, si costruisce in altezza. Anche il tema dell’expo, “better city better life”, migliore città miglior vita, sembra poi non essere stato così tanto rispettato. Molti padiglioni sono infatti delle fiere campionarie, alcuni, come quello inglese fatto ad aghi, solo una bella scultura. Fa eccezione tra pochi quello italiano, che ha riproposto il vivere delle citta’ italiane come modello di vita globale, mostrando le bellezze di ieri e di oggi, con un tocco di tecnologia. E il padiglione italiano, uno dei più grandi, che stamattina sarà inaugurato dal ministro Prestigiacomo e dall’ambasciatore italiano a Pechino Sessa, ha presentato forse l’innovazione piu’ interessante. Un cemento trasparente, dal quale passa la luce. Sembra vetro, sembrano tapparelle, ed invece la struttura che ricorda il gioco degli shanghai nei suoi tagli, è fatta di cemento, di una lega che resiste anche a 500 chilometri di vento. Eppure passa la luce, e la luce esce. Un bel risparmio. Ma oltre alle macchinine ecologiche che circolano tra i viali dell’Expo, non pare essere una esposizione ambientalista, quella che si apre oggi. I cinesi, dopotutto, non è che ultimamente si siano dimostrati campioni di ambientalismo, anzi. Ma sono disposti a fare di tutto, pur di mostrare al mondo la loro forza. E si è visto anche con la cerimonia di ieri sera, riservata strettamente ai vip. Il presidente dell’International Exhibitions Bureau (BIE), l’organismo che organizza le esposizioni universali, Jean-Pierre Lafon, in francese, inglese e cinese ha detto che l’Expo di Shanghai ‘’contribuirà al risveglio sociale”. Nessun discorso su temi dei diritti civili e delle libertà, argomenti neanche sfiorati e che la sicurezza cinese ha tenuto bene alla larga, diversamente da quanto successe alle Olimpiadi. Un compiaciuto presidente cinese, Hu Jintao, ha dato il via alla kermesse, ma le attenzioni, anche degli internauti con gli occhi a mandorla che hanno seguito via internet (oltre che in televisione) la manifestazione, hanno eletto Carla Bruni a beniamina. Andrea Bocelli e il pianista amato dalle ragazzine cinesi, Lang Lang, sono state le star della serata, così come gli immancabili fuochi di artificio che, si e’ affrettata a dire la Xinhua, l’agenzia ufficiale Nuova Cina, come tutte le altre performance di ieri erano a bassa emissione di carbone. Non poteva mancare la scena madre. Sul palco, accolti in un abbraccio da altri mini ballerini, sono saliti due bambini tibetani, tra quelli sopravvissuti al disastroso terremoto del 14 aprile nella parte occidentale della Cina, a Yushu, che ha fatto 2200 morti e 100000 sfollati. Si comincia oggi, si finirà tra sei mesi. Milano ha annunciato nei giorni scorsi di non sentirsi inferiore a Shanghai, almeno per quanto riguarda l’Expo. E passeggiando fra i grandi viali sui quali si affacciano i padiglioni, leggendo che solo quello americano è costato 61 milioni di dollari e che come gli altri verrà distrutto, forse viene da chiedersi cui prodest. Alla Cina, che mostra i muscoli.

fonte: Il Riformista

1 Commento

Archiviato in A Esposizione (l'Expo)