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Frattini e la Cina, dove sono i diritti?

Forse se le segrete stanze della nomenclatura cinese potessero parlare, ci potrebbero svelare l’arcano: ma il ministro degli esteri Franco Frattini ha parlato di diritti umani in Cina o si è solo limitato ad offrire ai cinesi qualsiasi pezzo del paese pur di incamerare qualche yuan? Già perché stando ai resoconti e ai comunicati, di diritti umani non si è parlato ufficialmente. Anzi: il nostro capo delle feluche, nel farsi promotore del “riconoscimento alla Cina dello status di economia di mercato, che sosteniamo con forza anche se qualche partner europeo ha delle difficoltà”, ha confermato che l’Italia vuole la rimozione dell’embargo europeo contro la vendita di armi alla Repubblica popolare, lo stesso imposto dopo i moti di Tiananmen di 21 anni fa. Al soldo non si comanda: e così porte aperte ad investitori cinesi (che pare detengano già il 13% del debito pubblico italiano) su ogni settore. A sfregarsi le mani, in particolare Gao Xiqing, direttore del fondo sovrano cinese Cic (China Investment Corporation) al quale dal ministro è stato ribadito l’interesse italiano ad investimenti esteri e cinesi in Italia per quanto riguarda, in particolare, i settori del restauro di edifici pubblici di interesse storico, la piattaforma logistica in alto Adriatico e l’alta velocita’. L’unico ostacolo, secondo il nostro ministro degli esteri, sarebbe la nostra burocrazia. Certo, il compito del nostro primo ambasciatore non è stato semplice, soprattutto perché si è dovuto sforzare per ridare credibilità all’Italia agli occhi dei cinesi, dopo la manovra economica, con le critiche internazionali e i pericoli di crisi. Ma non solo: in Cina i vari “gate” in cui è incappato il premier Berlusconi non ne hanno aumentato la popolarità come statista, anzi, lo hanno fortemente criticato. I media lo hanno preso in giro, ci hanno fatto pure cartoni animati. Frattini ha evitato di parlare di Dalai Lama, del premio Nobel Liu Xioabo in carcere, delle centinaia tra dissidenti e avvocati arrestati solo quest’anno (molti dei quali scomparsi senza notizie), di Ai Weiwei, degli uighuri, la minoranza musulmana le cui proteste, ancora in queste ore, vengono represse nel sangue dalla polizia cinese. Paura che non ha avuto Barack Obama: nonostante il momento economico americano sia uno dei più critici, nonostante i cinesi detengono la maggiore quantità di debito Usa, il presidente americano ha accettato di incontrare il Dalai Lama, anche se non nello studio ovale, scatenandosi le ire di Pechino. Ovviamente, situazioni e livelli diversi. Nel pacchetto offerto ai cinesi da Frattini, anche il padiglione italiano all’Expo di Shanghai. La struttura, interessata da scandali giornalistico-giudiziari per la sua gestione e per la partecipazione delle regioni, è oramai cinese: a dicembre è stata regalata dal commissariato generale italiano al governo di Shanghai nonostante altre amministrazioni e privati (oltre 20) avessero offerto fino a 12 milioni di euro per il suo acquisto. Resterà come vetrina del made in Italy. Ma a leggere la stampa cinese, lo Shanghay Daily in testa, si tratterrà di una attività commerciale (un micro museo della Triennale e della Ferrari per il quale si pagherà un biglietto di ingresso ai cinesi), con un ristorante italiano e spazi “per attività commerciali tra aziende cinesi e italiane”. Una vetrina per qualche società, inserita in un parco dei divertimenti: a fine mese, nell’area di oltre 5 chilometri quadrati, oltre ai cinque padiglioni cinesi e alla decina di stranieri (tra i quali l’italiano) ci sarà anche un parco giochi con le montagne russe più alte della Cina, come recita la pubblicità. Non era meglio una vetrina di sistema, magari affidando il padiglione alle associazioni di categoria italiane che avrebbero potuto li mostrare i loro prodotti. Ai contribuenti italiani che hanno finanziato la costruzione del padiglione, cosa ritornerà? O, meglio, non era meglio investire i dodici milioni di euro (una manna in questo periodo) mai presi e darli al purtroppo soppresso Ice (che in Cina ha sempre lavorato più che bene) per organizzare e potenziare le proprie iniziative promozionali? No, la burocrazia italiana ammazza, meglio regalare il padiglione ai cinesi e dare la possibilità alle gite scolastiche cinesi, tra una giostra e l’altra, di apprezzare “a taste of Italy”.

pubblicato da Il Riformista

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Frattini a Pechino rafforza intese con la Cina

L’Italia presenta le sue ‘credenziali’ alla Cina: sbarca a Pechino con il suo capo della diplomazia, Franco Frattini, e rassicura sulla sua solidità finanziaria, spalanca le porte agli investimenti dell’Impero Celeste nella penisola e si offre come ‘ponte’ per superare le divergenze tra Pechino e l’Ue. Con un obiettivo di lungo periodo, quello che porta nella valigia il ministro degli esteri nella sua missione: alzare il livello delle relazioni dal classico modello ‘bilaterale commerciale ed economico’ ad un vero e proprio partenariato politico globale per una “svolta” nei già “eccellenti rapporti”. Ma anche con un occhio sul brevissimo termine, puntato sulla contingenza, e forse emergenza, che vede l’Italia, come tutta Eurolandia, alle prese con le turbolenze dei mercati. Il responsabile della Farnesina incassa da Pechino – primo investitore straniero nel debito tricolore con una quota che stime di mercato fotografano intorno al 13% – la ‘promozione’ sul fronte della manovra economica appena varata da Roma: il Dragone si dice fiducioso sul fatto che sia in grado di far uscire la penisola da una crisi che legge comunque come “temporanea”, dice il vicepremier e futuro premier nella nuova generazione al potere, Li Keqiang. E mentre giovedì è in agenda un nuovo vertice dei capi di stato dell’Eurozona, Pechino rassicura tutti che continuerà a investire nei titoli di Stato dei paesi di Eurolandia e che vuole “continuare un ruolo responsabile in Europa” perché – ricorda Li – un’Europa stabile favorisce lo sviluppo del resto del mondo. Come ribadito più volte del resto anche da Frattini che si dice certo che nel “caso di un’inverosimile dissoluzione dell’eurozona, a perdere saremmo in molti”, Dragone compreso, considerando che é il primo partner commerciale Ue. Il capo della diplomazia fredda anche tutte le Cassandre: la leadership europea “avrà la meglio sulla logica insensata della speculazione” ed il bene comune Ue “prevarrà sui continui rilanci della finanza”, dice respingendo “con determinazione ogni opzione di fallimento di qualsiasi Stato ipotizzata dai mercati”. Frattini che domani – dopo un incontro in mattinata con i vertici del Fondo Sovrano, China Investment Corporation (Cic) – lascerà Pechino per Shangai e, poi, Canton, incassa intanto anche un rafforzamento dell’asse Roma-Pechino. E lo fa incontrando non solo i ‘colletti cinesi’, i funzionari della Scuola del Partito Comunista Cinese dove oggi ha tenuto una lectio magistralis, ma anche con quelli che domani sono attesi diventare la quinta generazione alla guida del Dragone. Il futuro premier dice di “voler rafforzare la cooperazione a 360 gradi” e definisce le relazioni con Roma “in prima fila tra i paesi europei” mentre l’attuale ministro degli Esteri, Yang Jiechi, parla di “aumentata fiducia politica” e di basi per un futuro da “buoni amici e buoni partner” mentre si punta ad un raddoppio, a 90 mld di euro, dell’interscambio da oggi al 2015. La delegazione italiana che lascia la capitale cinese con nuovi accordi firmati – primo tra tutti quello sui visti, per ora sui passaporti diplomatici, che apre la strada a contatti e scambi privilegiati – ma anche la promessa di farsi parte attiva per un avvicinamento con l’Europa. Per superare i nodi ‘dolenti’, quelle divisioni – riconoscimento dello status di economia di mercato e embargo sulle armi in prima linea – che ancora segnano le distanze per veder decollare le relazioni.

fonte: ANSA

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Road show di Frattini in Cina

L’Italia e’ ”solida”: la manovra appena varata ”e’ strutturale” garantisce stabilita’ al paese, scongiura qualsiasi rischio di downgrading e i venti di destabilizzazione della scorsa settimana sono stati solo l’effetto di ”meri attacchi speculativi”. Il ministro degli esteri, Franco Frattini, vola a Pechino – in una missione che lo vedra’ in Cina toccare anche Shangai e Canton – per una quattro giorni che assume il sapore di un ‘road show’: il capo della diplomazia sbarca infatti nel paese del ‘Dragone’ con l’intento di rassicurare la Cina sull’Italia e la sua affidabilita’. Ed il destinatario del messaggio non e’ certo uno a caso: la Cina, che punta alla stabilita’ dell’euro, ha immani riserve da investire e ha gia’ messo gran parte delle sue risorse oltrefrontiera nei titoli di stato europei. E tra tutti anche in quelli italiani visto che, secondo stime di mercato, l’Impero Celeste ha gia’ in mano il 13% del debito pubblico tricolore. La missione del capo della diplomazia italiana, certamente finalizzata a consolidare i rapporti bilaterali punta, soprattutto – spiega il ministro – ad aprire la breccia, anche a nome dell’Ue, ad un vero partenariato politico con un ‘player’ mondiale sempre piu’ strategico nell’agenda globale. Come dimostrato anche da quel ‘G2′ (Usa-Cina) che negli ultimi vertici internazionali ha rischiato di fare da protagonista indiscusso delle grandi decisioni strategiche. Ma se l’obiettivo e’ l’apertura di un nuovo capitolo sempre piu’ ‘politico’ nei rapporti con Pechino, le ultime vicende di casa incombono. E forse preoccupano anche la Cina, come dimostrano le tante domande dei media cinesi al capo della diplomazia italiana: la maggior parte sul piano di austerity e le prospettive economiche del belpaese. Frattini rassicura a piu’ riprese: ”non siamo come quei paesi che hanno chiesto aiuto all’Ue o ad altri paesi non Ue”. L’economia italiana e’ ”solida” e le turbolenze sui mercati sono state solo il frutto di una ”speculazione su cui riflettere”, aggiunge non senza dimenticare anche di rassicurare sul piano politico sul pacchetto di misure appena varate, che garantiscono la ”stabilita’ finanziaria fino al 2014”. Misure approvate in modo ”inaspettatamente veloce”: c’e’ stata ”unita’ nazionale tra maggioranza e opposizione come auspicato dal Capo dello Stato”, spiega ai giornalisti. Pronto a ribadire gli stessi messaggi negli incontri istituzionali (vedra’ il vicepremier Li Keqiang, destinato alla premiership della quinta generazione cinese, e tra gli altri il ministro degli esteri, Yang Jechi) ma anche in quelli con i principali Fondi Sovrani, in programma tra oggi e domani. Ci sono poi i rapporti bilaterali da non dimenticare. Con un paese con cui l’Italia – spiega Frattini – punta a raddoppiare gli scambi commerciali (oggi intorno ai 45 miliardi di euro) da qui al 2015. E con il quale si guarda a investimenti e partenariati anche sul fronte del lavoro. Il Dragone e’ alle prese con l’esigenza di una riforma del mercato del lavoro e l’implementazione di un sistema di welfare in grado di reggere la crescita di anziani – legati a anni di politica del ‘figlio unico’ – e guarda al modello italiano con interesse. Come dimostrano due protocolli di collaborazione firmati oggi dal rappresentante del Ministro Sacconi a Pechino e da altre intese che Frattini siglera’ domani nel corso del Comitato Governativo sino-italiano. Nell’agenda della missione ci sono poi accordi di collaborazione per un sempre piu’ intenso scambio tra studenti italiani e cinesi. E in ultimo, ma non meno importante, un accordo sui visti: l’abolizione per i passaporti diplomatici e la facilitazione delle procedure per le altre categorie, compresi i turisti. Dopodomani, poi, anche una tappa a Shangai per un nuovo punto sul futuro del padiglione italiano nel ‘post-expo”.

fonte: ANSA

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La Cina chiede un modello di welfare all’Italia

Il modello di welfare italiano piace alla Cina alle prese con una grande trasformazione sociale che dal lavoro alle pensioni e all’assistenza degli anziani rappresenta una grande sfida futura per il dragone. E nell’ottica di avvalersi del modello tricolore la Cina stringe intese con l’Italia: due accordi bilaterali sono stati firmati oggi a Pechino dal capo della segreteria tecnica del ministro Maurizio Sacconi, Lorenzo Malagola, in occasione della riunione annuale del Comitato governativo Italia-Cina. Comitato, presieduto dai rispettivi ministri degli Esteri, cui domani prenderà parte anche il capo della diplomazia italiana, Franco Frattini, giunto stamattina in Cina con un’agenda fitta di incontri mirati al rilancio non solo dei rapporti bilaterali sino-italiani, ma anche e, soprattutto, allo sviluppo di un nuovo partenariato strategico, anche politico, con il dragone. Le intese sottoscritte oggi, che il ministro del Welfare Maurizio Sacconi in una nota commenta con “grande soddisfazione”, riguardano salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, protezione sociale e previdenziale, riqualificazione professionale e della riabilitazione, regolamentazione dei flussi migratori per lavoro e tutela dei disabili nonché anziani e non autosufficienti compresa la formazione degli operatori competenti. I protocolli troveranno applicazione – è stato spiegato da Malagola a Pechino – grazie al coinvolgimento di quattro agenzie tecniche specializzate che per l’Italia vedranno in campo l’Inps per la previdenza e l’assistenza, l’Inail per la prevenzione e la riabilitazione, l’Adapt per il mercato del lavoro e l’Onlus Monserrate per gli aspetti di welfare e formazione. “Si tratta di un mercato interessante – ha spiegato il responsabile della Onlus Carlo D’Imporzano – che apre un mercato di qualche miliardo di euro. Ricordiamo – ha concluso – che solo per quanto riguarda il tema dei disabili e degli anziani il dragone ha in progetto la realizzazione di un milione di posti letto e la formazione di 30 milioni di lavoratori nel settore dell’assistenza”. Altre intese verranno siglate domani nel corso della riunione del Comitato governativo Italia-Cina.

fonte: ANSA

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Trattato straordinario tra Italia e Cina e possibilità ci accordi su gestione sanità

“Ieri si è convenuto di dare vita ad un trattato speciale con la Cina ce l’hanno solo attualmente Stati Uniti e Regno Unito. Lavoreremo ad uno strumento di lavoro straordinario”. Così il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, al termine di una visita con il ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, ed il vicepresidente della Repubblica Popolare cinese Xi Jinping al San Raffaele di Milano. “La Cina è e sta diventando – ha aggiunto il ministro – la prima economia del mondo. C’é un rapporto millenario: siamo le uniche civiltà millenarie al mondo”. Tremonti ha quindi ricordato che Cina e Italia “2.000 anni fa erano le due più grandi potenze, fino al 1.500 erano appaiate poi la storia” ha cambiato le cose “ora noi siamo l’ottava potenza al mondo con solo 70 milioni di abitanti, la seconda manifattura d’Europa e un sistema bancario molto solido”. Il ministro dell’Economia, raccontando poi la visita nella struttura ospedaliera si è soffermato su un episodio che la ha caratterizzata: “E’ incredibile e da l’idea di come va il mondo – ha detto il ministro – uno degli esperimenti a cui ha assistito il vicepresidente cinese è stato eseguito da un ragazzino cinese che lavora qui nei laboratori e questo – ha concluso – da l’idea di come c’é stata integrazione”.

I ministeri della salute di Italia e Cina potrebbero presto collaborare sulla gestione delle rispettive sanita’. A dirlo e’ il ministro Ferruccio Fazio, durante l’incontro che ha visto il vice presidente della Cina Xi Jinping visitare l’ospedale San Raffaele di Milano. ”Abbiamo parlato della possibilita’ di contatti bilaterali nel settore della sanita’ – ha detto Fazio – sia come ricerca che come organizzazione di servizi sanitari. E credo che il San Raffaele possa essere coinvolto”.

fonte: ANSA

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Per Xi Jinping l’Italia ha un ruolo importante

Il vice presidente cinese Xi Jinping, attualmente in visita in Italia, ha detto che “la Cina ripone molta importanza nel ruolo dell’Italia negli affari internazionali e spera di stringere sempre più il partenariato strategico sino-italiano”. Lo riferisce stamattina un comunicato diffuso dall’agenzia Nuova Cina. Xi, prossimo segretario del partito comunista e presidente cinese, ha detto che Cina e Italia “hanno spinto avanti le relazioni bilaterali attraverso la cooperazione amichevole e hanno raggiunto benefici comuni”. Il vicepresidente cinese è stato invitato dal Presidente Giorgio Napolitano in occasione dei festeggiamenti del due giorno e ha incontrato Berlusconi, Frattini, Tremonti, Romano, esponenti politici e imprenditoriali. Secondo l’agenzia ufficiale cinese, Xi Jinping ha suggerito che le due parti abbiano un ancora maggiore dialogo politico e implementino il piano triennale 2011-2013 per rafforzare la cooperazione economica, con l’ambizione di raddoppiare il volume dei traffici a doppio binario dai 40 miliardi di dollari attuali agli 80 nel 2015. Xi ha spinto anche per maggiori cooperazioni culturali e scambi tra i cittadini. Sulle relazioni sino-europee, Xi ha detto che la Cina, come partner globale europeo, ha preso concrete azioni per aiutare alcuni paesi del Vecchio continente colpiti dalla crisi dei debiti sovrani.

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Highlights degli incontri di Xi Jinping con governo italiano

Le relazioni economiche e commerciali bilaterali, le principali questioni internazionali, con particolare riguardo al Nord Africa e all’Asia Orientale, le relazioni UE-Cina ed anche la riforma del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Questi gli argomenti al centro dei colloqui tra il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e il Vice Presidente della Repubblica cinese, Xi Jinping, in occasione dell’incontro bilaterale che si è tenuto oggi a Roma a Villa Pamphili. Berlusconi e Xi, scrive una nota della Presidenza del Consiglio, “hanno verificato identità di vedute sui principali temi globali, in particolare in materia di riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”. La presenza in Italia del Vice Presidente Xi Jinping per le celebrazioni della Festa della Repubblica e per la ricorrenza del 150 anniversario dell’Unità d’Italia, “rappresenta la conferma dell’intensità del rapporto politico ed economico tra l’Italia e la Cina” si legge ancora nella nota di palazzo Chigi.

Sedici accordi, due istituzionali e quattordici commerciali, per il valore di oltre tre miliardi di dollari. Sono stati firmati oggi in occasione dell’incontro tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e il vicepresidente della Repubblica popolare cinese,Xi Jinping. Si tratta – spiega una nota della Presidenza del Consiglio – d’intese che vanno nella direzione indicata dal Piano d’Azione Triennale, approvato nell’ottobre scorso. Il Piano pone, fra i suoi obiettivi, tra l’altro, anche il raddoppio dell’interscambio bilaterale entro il 2015. Nel 2010 il valore degli scambi commerciali è cresciuto di quasi il 50%. L’Italia è oggi il quarto partner europeo della Cina.

L’Italia appoggerà le richieste cinesi per il riconoscimento di status di economia di mercato e, in ambito europeo, sui dossier dell’embargo alla vendita di armi. Lo ha assicurato il ministro degli Esteri Franco Frattini incontrando a Roma il vicepresidente cinese Xi Jinping. Il ministro Frattini, che presiederà a Pechino in luglio la prossima riunione del Comitato governativo bilaterale – informa una nota della Farnesina – ha offerto piena collaborazione nello scambio di ‘know how’ tecnologico in ogni settore economico a testimonianza della totale apertura italiana alla collaborazione politico-economica bilaterale. A livello bilaterale da entrambe le parti – prosegue la nota – ci si è rallegrati della forte crescita degli scambi di studenti nei rispettivi Paesi, passati in pochi anni da poche centinaia alle attuali 10 mila presenze di studenti cinesi in Italia a fronte di 3 mila italiani in Cina, e si è concordato di negoziare in tempi brevi l’accordo per l’abolizione dei visti per passaporti diplomatici e di servizio.

Le prospettive dello sviluppo del partenariato strategico Italia-Cina e l’ampliamento del dialogo politico sono state al centro del colloquio di oggi del ministro degli Esteri Frattini con il vicepresidente cinese Xi Jinping, che ha sottolineato come la sua visita in occasione delle celebrazioni del 150ø anniversario dell’Unità d’Italia sia un riconoscimento dell’importanza e del ruolo che l’Italia esercita in Europa e nel G20. Lo rende noto la Farnesina. Xi Jinping ha confermato l’ottima cooperazione esistente su dossier internazionali – ad esempio la riforma delle Nazioni Unite – e in ambito G20, anticipando l’impegno cinese dei prossimi 5 anni a rafforzare con i partners economici italiani la cooperazione nei settori emergenti ad alta tecnologia, dal risparmio energetico alla tutela ambientale e nel campo dei servizi.

La politica economica cinese dei prossimi anni sara’ ”rilevantissima” con un piano per creare ”un mercato interno e un welfare che fara’ bene alla Cina ma potra’ portare bene anche al mondo”. Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, al termine di un incontro con il vicepresidente cinese Xi Jinping. Bersani ha riferito ai giornalisti che Xi e’ molto informato sui rapporti tra Pd e Partito comunista cinese e sugli scambi politici e culturali, ”dal loro punto di vista basilari per costruire rapporti tra Paesi”. Nel corso del colloquio, ha aggiunto Bersani, si e’ parlato anche del contributo del Pd in ambito europeo ”per una politica piu’ attiva sul fronte economico e sociale per superare questo momento di crisi”.

Tra Italia e Cina ”si conferma un partenariato globale”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, al termine di un incontro a Roma con il vicepresidente cinese Xi Jinping. Italia e Cina, ha sottolineato il ministro, lavorano insieme per ”riformare la governance globale per una maggiore democraticita’ e l’Italia inoltre e’ un ponte per l’avvicinamento della Cina all’Europa”. Frattini ha parlato di un eccellente incontro ed ha ricordato che oggi tra Italia e Cina verranno firmati accordi economici per oltre 3 miliardi di dollari.

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