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Matrimonio troppo sfarzoso, rimosso funzionario

Un funzionario del partito comunista della periferia di Pechino e’ stato rimosso dal suo incarico per aver organizzato uno sfarzoso matrimonio per suo figlio. Lo riferisce l’agenzia Nuova Cina. Ma Linxiang, vice capo della commissione del villaggio di Qingheying, ha ospitato un lussuoso ricevimento per le nozze del figlio durato tre giorni durante la settimana della festa nazionale cominciata il 1 ottobre scorso. La cosa non e’ stata fatta passare sotto silenzio dalla commissione di ispezione e disciplina del villaggio. Uno dei ricevimenti si e’ tenuto domenica scorsa al centro convegni nazionale di Pechino, utilizzato per le manifestazioni delle Olimpiadi nel 2008. Secondo le autorita’ cinesi l’eccesso di sfarzo e lusso ha violato le recenti disposizioni governative secondo le quali bisogna combattere la stravaganza e lo spreco. Ma Linxiang ha dichiarato in una intervista di aver speso per il matrimonio del figlio circa 200.000 yuan (oltre 23.000 euro) in gran parte spesi per i banchetti mentre il resto delle spese sono state affrontate dalla famiglia della sposa. Una prima indagine non ha fornito prove circa un’eventuale reato di appropriazione indebita commesso dal funzionario.

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Alto funzionario statale sotto inchiesta per corruzione

Wang Yongchun, vice direttore generale della China National Petroleum Corp., è stato messo sotto inchiesta per presunte “gravi violazioni della disciplina di partito” dall’ osservatorio anti corruzione del Partito Comunista. Lo riferisce l’agenzia di stampa Nuova Cina. Wang è anche il direttore generale della Daqing Oilfield Co., che gestisce il secondo più grande giacimento di petrolio del paese. Ingegnere, Wang, che conta oltre 30 anni di esperienza nel campo dell’industria del petrolio, è in ordine di tempo solo l’ultimo alto funzionario statale a finire sotto inchiesta. Il mese scorso Xu Long fu cacciato dal suo incarico di capo della China Mobile Comunication nella provincia meridionale del Guangdong anche lui per violazioni del codice di disciplina.

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Smentita la morte di Jiang Zemin

L’ex-presidente cinese Jiang Zemin é vivo e le notizie che si sono diffuse ieri sulla sua morte sono “semplici voci”. Lo afferma l’agenzia Nuova Cina citando “fonti autorevoli”. Le voci sulla scomparsa dell’ex-presidente si sono diffuse in seguito alla sua assenza dalle celebrazioni del 90/o anniversario della fondazione del Partito Comunista Cinese, venerdì scorso. Jiang, 85 anni, da alcuni mesi non gode di buona salute. Ieri la censura è intervenuta per bloccare i messaggi che parlavano della probabile morte dell’ex-presidente su Internet. Una rete televisiva di Hong Kong ne aveva addirittura annunciato la notte scorsa la morte, dandola per sicura.

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E’ morto Jiang Zemin? E il governo blocca le ricerche internet

In cinese, fiume si dice ”jiang”, una parola che e’ anche parte del nome dell’ex presidente Jiang Zemin. Secondo voci incontrollabili ma che da ieri notte circolano insistentemente l’ex presidente sarebbe morto o in fin di vita. Forse e’ per questo che oggi e’ stato impossibile trovare su internet notizie su qualsiasi fiume cinese compreso lo Yangtze, il fiume che taglia in due il Paese da ovest ad est, il cui nome cinese e’ ”Chang Jiang”, cioe’ ”fiume lungo”. Per tutta la giornata, qualsiasi ricerca sul web dedicata ad un fiume non ha dato risultati. Invece, appariva sullo schermo l’orwelliana scritta: ”in osservanza delle rilevanti leggi, regole e politiche, i risultati di questa ricerca non possono essere mostrati”. L’origine delle voci della morte dell’anziano leader – che ha 85 anni – e’ la sua assenza dalle celebrazioni per il 90esimo anniversario della fondazione del Partito Comunista, che si sono tenute venerdi’ primo luglio. In seguito, notizie sulla morte dell’ex presidente sono comparse sulla rete prima sporadicamente poi massicciamente. Troupe delle televisioni straniere sono accorse davanti all’ospedale militare numero 301 di Pechino, quello nel quale vengono abitualmente ricoverati gli alti dirigenti del Partito. A conferma dei sospetti sull’intervento dei zelanti censori addetti al controllo di Internet – che in Cina ha oltre 450 milioni di utenti – anche le ricerche che comprendevano il numero ”301” sono state impossibili per tutta la giornata. Per aggirare la censura gli internauti cinesi hanno usato, come sono abituati a fare, delle metafore. In questo caso e’ circolata su Weibo – il sostituto cinese di Twitter che, come gli altri siti di comunicazione sociale, in Cina e’ inaccessibile – l’immagine di una sedia con dei pantaloni rimboccati fino al polpaccio. Quella di rimboccarsi i pantaloni e’ un’abitudine diffusa in Cina che lo stesso Jiang Zemin non disdegnava, e ”hung”, che in inglese significa ”appeso”, in cinese e’ una delle parole che indicano la morte. Non e’ la prima volta che si diffondono voci sulla morte di Jiang Zemin ed e’ opinione diffusa che negli ultimi mesi l’ex presidente non abbia goduto di buona salute. Come tutto cio’ che riguarda i ”leader” le condizioni di Jiang sono circondante da una segretezza ossessiva. Rimane il fatto che venerdi’ scorso e’ stata la prima volta che Jiang Zemin non ha partecipato ad una scadenza di rilievo. In tutte le altre occasioni e’ stato vistosamente presente, quasi a sottolineare che, pur avendo rinunciato a tutte le cariche, la sua influenza sul Partito e sul governo e’ rimasta forte.

fonte: ANSA

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Miniera inquina fiume, arrestati funzionari governativi corrotti

La polizia cinese ha arrestato stamattina due funzionari dell’ufficio ambientale di Shanghang, nella provincia di Fujian, per collusioni con una miniera di rame dalla quale sono fuoriuscite perdite che hanno inquinato un fiume. Lo scrive il China Daily. I due, direttore e vicedirettore dell’ufficio ambientale Zinjinshan, hanno omesso di controllare e punire i vertici della Zijinshan Copper Mine dalla quale è uscito più volte materiale contaminato che, attraverso il fiume Tingjiang, ha inquinato anche la vicina provincia del Guangdong. Oltre loro, sono stati arrestati nei giorni scorsi altri tre funzionari, mentre i vertici della miniera si sono presentati alla televisione per chiedere scusa e promettere azioni. Lo scorso 3 luglio, 9.100 metri cubici di acqua acqua utilizzata per la pulizia delle scorie nella miniera e contaminata con rame, sono stati scaricati nel fiume. Altre contaminazioni sono avvenute venerdì scorso e ieri. Secondo le autorità, i vertici della miniera Zijin, d’accordo con funzionari corrotti del posto, non hanno dato seguito all’ordine di fermare le operazioni e di riparare il guasto emesso l’anno scorso, lasciando che la falla lasciasse ancora cadere rame nel fiume, inquinando le falde. Le autorità del Guangdong hanno innalzato il livello di allarme perché la chiazza inquinata su fiume sta minando le coltivazioni della provincia non solo con il rame, ma anche con il cromo. Per questo motivo è stato chiesto agli abitanti intorno al corso del fiume, di non bere l’acqua dello stesso. Sono oltre 60.000 le persone interessate dall’inquinamento. Non è la prima volta che la società mineraria è interessata da uno scandalo simile. Nel 2006, una rottura negli argini della miniera della Zinjin a Shuiyindong, nella provincia di Guizhou, rilasciò in un corso d’acqua residui di cianuro.

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21 corpi di bambini scoperti in fiume

Una scoperta macabra e inquietante, ma probabilmente anche frutto di una drammatica pratica diffusa in Cina: 21 cadaveri di neonati sono stati trovati in un fiume nella citta’ di Jining, nella Cina orientale. Si ipotizza che ci siano anche feti abortiti, anche a causa della legge nel Paese che impone alle coppie di avere un unico figlio. Secondo le notizie diffuse oggi, i cadaveri sono stati scoperti casualmente da cittadini che in seguito hanno allertato le autorita’. Sono probabilmente provenienti da un ospedale locale che e’ stato messo sotto inchiesta. Otto di loro avevano ai piedi delle targhette dell’ Ospedale universitario Jining e, stando ai primi risultati dell’inchiesta in corso, tre erano stati ricoverati con gravi malattie e non hanno potuto essere salvati. La provenienza degli altri bambini non e’ stata ancora accertata, mentre il personale medico dell’ Ospedale e’ stato sospeso in attesa dei risultati delle indagini, secondo il sito web della municipalita’ di Jining. L’ agenzia Nuova Cina ha ipotizzato che gli altri resti siano di feti. L’ aborto e’ una pratica diffusa in Cina, anche a causa della legge che impone alle coppie di avere un solo figlio. Spesso, soprattutto nelle province, le coppie che aspettano una figlia femmina scelgono l’ aborto nella speranza di riuscire ad avere successivamente un maschio. Questa pratica ha provocato uno squilibrio tra i sessi e si ritiene che nei prossimi anni i maschi in eta’ riproduttiva saranno 40 milioni piu’ delle femmine. In Cina ogni anno vengono abortiti 13 milioni di bambini. Piu’ volte e’ stato proposto di cancellare la legge sul figlio unico, che e’ in vigore dal 1980 ma finora non e’ stata presa alcuna decisione.

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Barcaioli nudi per i turisti

La proposta di far lavorare completamente nudi – come vuole la tradizione – gli uomini incaricati di tirare con delle corde le imbarcazioni che navigano controcorrente sul fiume Yangtze ha suscitato reazioni contrapposte ad Enshi, nella Cina centrale. Lo riferisce la stampa di Hong Kong. L’idea e’ stata lanciata da un locale dirigente del Partito Comunista Cinese, Yao Benchi, secondo il quale tornare a far lavorare nudi i trasportatori di barche potrebbe diventare una grande attrattiva turistica. I lavoratori hanno recentemente ripreso a tirare le barche a mano lungo uno degli affluenti dello Yangtze, il fiume Shennong, proprio per attirare il turismo. La tradizione risale ai tempi nei quali non esistevano le barche a motore. Gli uomini addetti al faticoso e pericoloso compito preferivano agire completamente nudi per evitare che i vestiti bagnati intralciassero i loro movimenti. La proposta di Yao ha scatenato un acceso dibattito su Internet. Mentre molti sostengono l’ idea, affermando che essa potrebbe far rivivere delle antiche tradizioni, altri si sono dichiarati scandalizzati. ”Allora perche’ non rilanciare l’ antica tradizione dei bordelli?”, si e’ chiesto uno degli intervenuti. ””Completamente nudi? Non ci sono problemi, se i turisti lo chiedono e se sono disposti a pagare” ha commentato uno dei trasportatori intervenuto nella discussione.

fonte: ANSA

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