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Presto Fca-Chrysler condannata in Cina per pratiche monopolistiche

Le autorità cinesi hanno confermato stamattina le indiscrezioni diffuse ieri secondo le quali l’autorità antitrust cinese sarebbe pronta a punire Fca per pratiche anti monopolio messe in atto da Chrysler. Lo annuncia l’agenzia Nuova Cina. Li Pumin, portavoce della National Development and Reform Commission (NDRC), ha specificato che l’indagine sulla Chrysler è stata lanciata dalla commissione per lo sviluppo e le riforme della municipalità di Shanghai ed è prossima alla fine, con la certezza di una pena che non è stata ancora annunciata. In un’altra indagine, messa in essere dall’ufficio provinciale dell’Hubei, è invece sotto inchiesta e prossima ad una condanna l’Audi, mentre il Jiangsu sta investigando sempre per pratiche anti monopolio la Mercedes. La Ndcr è una delle tre agenzie antitrust del governo cinese e si occupa soprattutto del controllo e della regolamentazione delle pratiche monopolistiche legate ai prezzi. Nei confronti di Chrysler, l’accusa ruota intorno ai prezzi delle parti di ricambio e dei servizi di assistenza offerti dalle concessionarie. L’azienda americana di proprietà di Fiat ha annunciato che abbasserà il prezzo di vendita di alcune auto e di alcuni pezzi di ricambio, del 20%, come riconoscenza nei confronti del sostegno da lungo tempo offerto dai compratori cinesi ai marchi dell’azienda nella terra del dragone, Jeep, Chrysler e Dodge, specificando anche che la decisione viene anche incontro alle richieste degli investigatori cinesi anti monopolio.

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Fiat-Chrysler annuncia produzione di nuovi modelli Jeep in Cina

La Chrysler e il suo partner cinese Guangzhou Automobile Group hanno annunciato oggi che produrranno tra nuovi tipi di jeep destinati al mercato cinese. La joint-venture, chiamata Gac Fiat, prevede di iniziare la produzione dei nuovi modelli, uno dei quali disegnato apposta per la Cina, entro la fine del 2015. “L’ annuncio di oggi rappresenta un nuovo capitolo nell’ utilizzazione appropriata e nell’ espansione a livello globale del marchio Jeep”, ha affermato Sergio Marchionne, Ceo della Fiat e della Chrysler. “Il nostro continuo sviluppo sul mercato cinese con un partner solido e rispettato come il Guangzhou Automobile Group è altrettanto importante”, ha aggiunto. Il presidente del Gac, Zhang Fangyou, ha sottolineato che l’ accordo “porta ad un nuovo livello” la collaborazione tra le due case automobilistiche. Secondo i dati diffusi oggi, la Jeep ha venduto nel 2013 piu’ di 731mila automobili in tutto il mondo, con una crescita del 4% a livello globale e del 29% in Cina.

fonte: ANSA

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Marchionne: la cinquecento non è adatta al mercato cinese. Ma perchè la viaggio si?

“La nostra joint venture con il partner cinese sta andando avanti con successo, ma la 500, principalmente per le sue dimensioni, non è adatta per quel mercato, se non per una nicchia”. Così l’ad Sergio Marchionne, rispondendo alla domanda di un azionista. “Cerchiamo di portarla avanti, ma avrà un utilizzo limitato”, ha aggiunto ricordando che la 500 in Cina nel 2013 ha venduto 1.100 unità. “In Cina siamo in ritardo di parecchi anni, ma finalmente abbiamo trovato un partner capace di seguire lo sviluppo di Fiat Chrysler. Lo ha detto Sergio Marchionne nella conferenza stampa dopo l’assemblea deglki azionisti. “I tedeschi – ha aggiunto – hanno avuto la possibilità e l’hanno fatto parecchio bene, di presenziare quel mercato di farlo in modo significativa. Noi abbiamo avuto un paio di partenze un po’ fasulle. Adesso finalmente abbiamo il partner giusto, che ci sta assistendo. I nostri stanno negoziando l’ultima parte degli accordi, nei prossimi giorni annunceremo qualcosa di definitivo”.

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In vendita in Cina la Fiat Ottimo, in aumento quote di mercato

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Sarà venduta dai 12.600 euro ai 18.600 euro la Fiat Ottimo, la nuova nata della casa torinese nella fabbrica cinese di Changsha, pronta ad affrontare in cinque modelli il mercato del paese del dragone. Presentata a Shanghai, la due volumi nata sulla Fiat Viaggio (la prima prodotta nella fabbrica aperta in Joint Venture con la cinese Gac nel 2012) e dalla quale ha perso la coda, unisce linee accattivanti e sportive a molto spazio posteriore e si orienta ad un pubblico giovanile. Motori 1.4T-jet, trasmissione da 5 marce manuali ad un nuovissimo 7 marce a doppia frizione realizzato su quello a sei rapporti dell’Alfa Romeo, un monitor touch da 8 pollici con sistema di connessioni integrato (il più grande della sua categoria), un sistema frenante Brembo, tanta sicurezza con airbag ed altri sistemi: tutte caratteristiche che i disegnatori e gli ingegneri di Fiat hanno fortemente voluto in questa vettura, sviluppata sulla piattaforma della Giulietta, destinata a sfondare nel mercato cinese. La Fiat sta acquistando quote di mercato nel paese con la Viaggio, le cui vendite mensili di settembre e ottobre, rispetto ai primi otto mesi del 2013, sono aumentate del 52% e negli ultimi mesi dell’anno dovrebbero aumentare del 70%, attestandosi ai 3000 esemplari al mese. Nei primi tre mesi aveva venduto 30.000 unità. Attualmente in Cina ci sono 170 concessionari e 270 punti vendita di servizi, coprendo 120 citta’. Ed e’ prevista la costruzione di altri 270 punti di vendita entro la fine dell’anno. I piani di produzione per la Fiat Ottimo sono di altre 30 mila unità all’anno, per un totale di 70 mila. Oltre alla Viaggio e alla Ottimo, prodotte in Cina, la Fiat importa e vende la Freemont e la 500. Nel 2010, ha creato la joint venture con la Guangzhou Automobile Group, realizzando l’impianto di Changsha, nel sud della Cina, dove saranno portate in futuro altre linee. John Burton, direttore generale della joint venture Gac-Fiat Automobiles, ha sottolineato che l’obiettivo e’ vendere quest’anno 100 mila vetture, dopo le circa 50 mila dell’anno scorso. “E vogliamo andare oltre le 100 mila nel 2015”. La Fiat in Cina, che ha adottato lo slogan “La vita è bella”, presenterà ufficialmente il mese prossimo la Ottimo al salone di Pechino, dopo l’anteprima del novembre dell’anno scorso a Guangzhou.

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A Shanghai la prima mondiale della Maserati Ghibli

Tre “prime volte” per la nuova Maserati Ghibli. E’ la prima volta che un’auto con il Tridente viene presentata in anteprima mondiale in Cina; la prima volta di una Maserati con motore diesel; la prima volta di una Maserati nell’alto di gamma del segmento E. Un debutto importante, che non poteva non avvenire in un paese strategicamente così importante per qualsiasi marchio automobilistico come la Cina. Lo ha capito bene Maserati, che ha scelto il Salone che si tiene ogni due anni a Shanghai (alternandosi con quello di Pechino che si tiene negli anni pari) per presentare questa nuova vettura. La prima berlina Maserati di segmento E, che costerà in Europa sotto i 100 mila euro, avvierà la produzione a Grugliasco nella prima settimana di giugno. L’obiettivo è di consegnarne quest’anno circa 13 mila vetture, con l’attesa di arrivare fino a circa 25 mila nel 2014. Grande attesa sui numeri della motorizzazione diesel, che potrebbe rappresentare fino al 75% delle vendite della Ghibli. “Quest’auto – spiega Harald Wester, amministratore delegato della Casa del Tridente – è un tributo alla tradizione, ma anche un’auto importante per il futuro della Maserati. La nuova Ghibli reca tutti quei valori e i tesori che ti aspetti da una Maserati. Per la prima volta con quest’auto offriamo un motore diesel o, meglio, quella che è l’interpretazione di Maserati di ciò che dovrebbe essere un motore diesel. L’auto è una combinazione di stile sensuale italiano con una unica e coinvolgente esperienza di guida, con un esclusivo mix di sportività, lusso ed eleganza, oltre che performance che solo un’auto Maserati può dare. E’ un’auto – conclude Wester – adatta per il business come per il piacere, che combina l’uso quotidiano con la sensazione di star guidando qualcosa di veramente speciale”. Oltre alla Ghibli, Maserati ha presentato a Shanghai anche una versione della Quattroporte con un motore V6 biturbo da 3,0 litri e 330 Cv realizzato specificamente per il mercato cinese. Chiaro, quindi su quale mercato la Casa del Tridente stia puntando. “E non potrebbe essere diversamente – continua Wester – tutti guardano alla Cina e per noi è diventato il secondo mercato mondiale. Oggi una Maserati ogni cinque prodotta viene venduta in Cina. Il 2014 segnerà il nostro decimo anniversario di presenza in questo Paese, presenza che è cresciuta ogni anno. Nel 2012, circa 1.000 (930, il 10% in più del 2011, ndr) clienti hanno avuto la loro Maserati nella Cina Continentale, 1.200 se consideriamo anche Hong Kong e Taiwan. Alla fine del 2012 avevamo in Cina, che è il nostro secondo mercato, 26 dealer e showroom, che raddoppieremo quasi alla fine di questo”. Ma anche se con la Ghibli Maserati punta a crescere in Cina, il primo mercato per la nuova berlina sportiva del Tridente saranno gli Stati Uniti, mentre l’Europa sarà il fanalino di coda a causa della crisi che attanaglia il mercato. Ghibli non è l’ultima novità che arriverà dalla Casa del Tridente. Come ha confermato Harald Wester, con l’introduzione nel 2015 di Levante, il primo sport luxury Suv di Maserati, l’azienda del Tridente coprirà il 100% dell’offerta nel settore delle auto di lusso, con l’obiettivo di consegnare 50.000 vetture all’anno per il 2015.

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Dopo le anticipazioni dei giorni scorsi, Maserati ha finalmente svelato a Shanghai la berlina sportiva Ghibli, modello destinato ad aprire una nuova frontiera per la Casa del Tridente in quanto andrà a competere nel segmento E. Pur mantenendo evidenti legami con la più grande Quattroporte, il design della Ghibli enfatizza le caratteristiche di guida più dinamiche ed esprime una personalità dall’aspetto più aggressivo e sportivo, anche grazie alla carrozzeria con silhouette da coupé. Ghibli mantiene anche il montante posteriore distintivo di Maserati, che reca il classico logo della Saetta, perpetuando una tradizione della Casa modenese che risale al 1963. Rispetto alla Quattroporte il passo della Ghibli è di circa 20 centimetri più corto (2,99 metri) e la lunghezza totale è di 4,97 metri, 29 cm in meno. Inoltre, rispetto all’ammiraglia della Casa, Ghibli si distingue nettamente all’interno. Lo specifico design della plancia soddisfa il desiderio di chi vuole vivere un’esperienza più sportiva e più giovane senza per questo rinunciare al lusso che ci si attende da una Maserati. L’abitacolo della Ghibli coniuga il design sportivo con la spaziosità di una berlina executive. Anche la meccanica della Ghibli è realizzata secondo una filosofia più sportiva rispetto alla più grande Quattroporte. La gamma dei motori a benzina prevede due V6 sovralimentati da 3,0 litri, accoppiati ad una trasmissione automatica a otto rapporti. La trazione può essere posteriore o integrale con il nuovo sistema Q4. Entrambi i motori sono stati sviluppati da Maserati Powertrain in collaborazione con Ferrari Powertrain e saranno costruiti da Ferrari a Maranello. Condividendo molta della tecnologia del V8 3,8 litri della Quattroporte, i motori V6 della Ghibli si avvalgono dell’iniezione diretta della benzina (200 bar di pressione), di due turbocompressori paralleli a bassa inerzia e di quattro variatori di fase continui degli alberi a camme. La versione Ghibli utilizza il V6 a benzina 3,0 litri da 330 Cv che eroga una coppia massima di 500 Nm. Grazie a questo propulsore la nuova berlina Maserati è in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in appena 5,6 secondi ma fa anche registrare consumi contenuti per il segmento: soli 9,6 litri ogni 100 km. Il V6 più potente sarà riservato alla versione Ghibli S: è un Twin Turbo che eroga 410 Cv a 5.500 giri e 550 Nm di coppia massima a partire da soli 1.750 giri. La variante Q4 a trazione integrale raggiunge i 100 km/h in soli 4,8 secondi, mentre la versione a trazione posteriore richiede appena 0,2 secondi in più. Per la Ghibli S la velocità massima è di 285 km/h, per la S Q4 di 284 km/h. La Ghibli è inoltre la prima Maserati nella storia ad essere equipaggiata con un motore a gasolio. Il nuovo turbodiesel V6 sovralimentato di 3,0 litri sviluppa 275 Cv e una coppia di ben 600 Nm, valori che assicurano un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 6,3 secondi. Il consumo medio secondo il ciclo NEDC non raggiunge i 6,0 litri per 100 km con emissioni di CO2 inferiori a 160 g/km. A questa versione da 275 Cv si affiancherà per il mercato italiano una variante con potenza di 250 Cv. Entrambi i turbodiesel saranno dotati di sistema Active Sound, per esaltare il caratteristico sound dei motori Maserati. La scelta di Shanghai per il debutto della nuova Ghibli non é casuale: la Cina, con 930 vetture ed un incremento superiore al 10% rispetto all’anno precedente, è stata nel 2012 il secondo mercato per la Casa del Tridente. Ottimo l’andamento registrato nell’area Asia-Pacifico (Cina esclusa) che, con 861 vetture vendute, ha fatto registrare un incremento del 21% rispetto all’anno precedente.

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La Ferrari punta verso l’aumento della rete dealer in Cina

Debutto cinese all’autoshow di Shanghai per LaFerrari, l’ultima nata in casa Maranello. E’ approdata così in un mercato, quello cinese, diventato importantissimo per il Cavallino Rampante. E sono già stati richiesti da quel mercato diversi esemplari della nuova vettura, prodotta in 499 esemplari di quella che è ritenuta dal presidente Luca Cordero di Montezemolo “la summa di tutto quello che è la nostra azienda. Ed è l’antesignana di ciò che nei prossimi cinque o dieci anni trasferiremo sulle nostre vetture del futuro”. A presentarla in Cina, dove sta avendo successo anche il programma di personalizzazione delle vetture, l’amministratore delegato di Ferrari Amedeo Felisa. “Sulla Cina – dice Felisa all’ANSA – guardiamo ad uno sviluppo di lungo periodo. Abbiamo avuto una enorme crescita negli anni scorsi che hanno portato questo paese ad essere il nostro secondo mercato. In dieci anni di presenza abbiamo fatto qui più di quello fatto in altri paesi”. Numeri, quelli della Ferrari in Cina, che ne dimostrano il successo: la ‘Grande Cina’ (Repubblica Popolare Cinese, Hong Kong e Taiwan) ha registrato nel 2012 il record di 784 vetture consegnate (+4%), di cui quasi 500 nella sola Cina continentale dove ci sono 25 dealers che diventeranno 30 nel 2013 e 35 nel 2014. “La conoscenza del nostro marchio – continua Felisa – è a livelli molto alti. La richiesta pure: non a caso noi portiamo qui tutte le auto della gamma, non abbiamo mai pensato ad una vettura esclusiva per questo mercato, a loro non piacerebbe. Puntiamo ora ad aumentare e migliorare il servizio, la rete, per offrire sempre di più ai nostri clienti una assistenza globale. Per questo, i nostri centri training dove formiamo il personale, sono all’avanguardia”. Mantiene la filosofia di un’auto in meno più che una in più, nonostante la forte richiesta dai cinesi. E questo forse é uno dei punti di maggiore forza per questo mercato. Senza però dimenticare l’ambiente. “La nostra azienda – conclude Felisa – è impegnata in un approccio a 360 gradi sullo sviluppo sostenibile, la riduzione dei consumi e delle emissioni della gamma vetture, diminuiti del 40% nell’ultimo quinquennio a fronte di un aumento delle potenze di circa 100 HP”. “Un tema – spiega Edwin Fenech, Ceo Ferrari China – quello ambientale, molto sentito anche dai cinesi che hanno recepito il nostro sforzo, acquistando vetture che con un occhio all’ambiente, non perdono in potenza e carattere. Qui in Cina abbiamo aderito al progetto “One Million Tree”: sono stati ben 67.000 gli alberi piantati da noi in una zona desertica della Cina per compensare le emissioni delle nostre vetture che hanno circolato sul territorio cinese lo scorso anno”.

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Gruppo Fiat in forze all’autoshow di Shanghai

Al Salone dell’automobile di Shanghai il Gruppo Fiat si è presentato in forze con i diversi brand commercializzati in Cina e soprattutto attraverso le attività della JV, nata tre anni fa, con Guangzhou Automobile Group. Dalla collaborazione Gac-Fiat è infatti nata la Viaggio, la prima Fiat costruita in Cina, che sta avendo molto successo sul mercato interno. E questa JV dovrebbe avviare dal 2014 – non appena le autorità governative approveranno l’allargamento delle attività Gac-Fiat – anche la produzione delle Jeep in Cina. Proprio dal brand più celebre al mondo nel settore degli off-road è arrivata a Shanghai la Cherokee (qui proposta come Zi You Guang) che è la prima nuova Jeep dell’era Fiat in quanto basata sulla piattaforma dell’Alfa Romeo Giulietta comune con la Dodge Dart. Questo modello arriverà dagli Usa nelle concessionarie cinesi alla fine del 2013, per soddisfare le richieste di quello che per Jeep è il secondo mercato dopo gli Stati Uniti. Al Salone di Shanghai Gac-Fiat ha presentato anche due nuove versioni del Suv Freemont – la 2.4 NAVI e la 3.6L AWD – entrambe di importazione, esposte accanto alla 500, che sta avendo sempre più estimatori nel paese del Dragone. “I risultati degli ultimi tre anni – ha detto John Burton, il neo general manager della Joint Venture – sono solo un piccolo passo per ricreare la ‘Nuova Fiat’, e il successo implica che stiamo per assumere maggiori responsabilità e obblighi”. “Andando avanti – ha riferito Jiang Ping, executive deputy general manager della JV – GAC Fiat continuerà a fornire prodotti di qualità superiore per i consumatori cinesi e ottimizzare dealer e servizi di rete, aumentando la nostra qualità del servizio e consentendo ai consumatori l’accesso alla filosofia del marchio di ‘La vita e bella’, lo slogan usato dalla Fiat in Cina”. Al momento Gac-Fiat conta nel Paese su 170 concessionari e più di 200 punti vendita, rete che sarà ampliata entro la fine del 2013. Ma all’Autoshow, il Gruppo Fiat è presente anche con Chrysler, Jeep, Magneti Marelli e Iveco, dove ha presentato i nuovi camion di fascia alta importati dall’Europa.

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